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tshirt Inserito da Riccardo Ghezzi 28 ott. 2011

I pranzi a tariffe agevolate dei senatori? Una bufala. Ecco i veri scontrini

Sta circolando un’altra bufala su facebook. Ma la notizia non è questa, se così fosse dove starebbe la novità?
La vera notizia è che, per buona pace di grillini, popoli viola, seguaci di fan page come “Se tutto va bene siamo rovinati” e “I segreti (?) della casta di Montecitorio”, non è affatto vero che senatori e deputati spendano solo 87 centesimi per un piatto di trofie o 3 euro e 41 per una tagliata, per citare gli esempi contenuto sullo scontrino che sta girando in rete.
A smentire la bufala è un senatore della Lega Nord, Cesarino Monti, il quale ha deciso di fotografare e pubblicare uno scontrino del ristorante del Senato: ebbene, il senatore in questione ha speso 24,06 euro per un filetto alla griglia. Ne ha mangiati due, quindi 48,12 euro, cui si aggiungono i 67 centesimi per mezzo litro di acqua minerale e i 52 centesimi per il servizio.
Totale: 49,31 euro per un pranzo a base di due filetti alla griglia.
Le “tariffe agevolate” sono ben altro, no?
Lo scontrino che circola in rete è quindi un falso? Non esattamente. Semplicemente, chi l’ha fatto circolare, in buona o cattiva fede (è più probabile la seconda ipotesi) ignora la differenza tra “mensa” e “ristorante”.
Ebbene, la mensa è riservata ai dipendenti e ai militari del Senato e non certo ai senatori. E’ vero, ha tariffe agevolate, ma  i dipendenti non guadagnano certo quanto un senatore e non beneficiano neppure dei buoni pasto.
Teniamo presente che alcune mense, come quella della Rai, costano meno di quella del Senato.
Osservando entrambi gli scontrini (vedere sotto) si possono notare le differenze: nel primo appare la dicitura “Mensa del Senato” ed un codice cliente, nel secondo “Ristorante del Senato” ed il nome e cognome del senatore, in questo caso Cesarino Monti.
A tutti quelli che si sono indignati esclamando “La casta è strapagata e spende solo 3 euro e 41 centesimi per una tagliata. Vergogna!” chiediamo: secondo voi quanto deve pagare un dipendente del Senato, che guadagna anche 500 euro (o 1.000, 1.200, come i comuni mortali) al mese, per un pranzo?
Cavalcando l’odio anti-casta si diffondono informazioni sbagliate ed in malafede. Sarà anche vero che i parlamentari guadagnano troppo o sono da ridurre, ma il populismo di chi vuole indottrinare la massa con l’onda dell’anti-politica è molto peggio della politica stessa.
Attenzione alle bufale!

Scontrino mensa che sta circolando in rete:

Scontrino ristorante senato, ossia quanto spende davvero un senatore:

© 2011 Qelsi - Riproduzione Riservata

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14 Commenti | Commenta anche tu!

  • Salve e buona giornata a tutti. Per gli amici di Qelsi le precisazioni del post possono sembrare banali, perchè insomma si nota la differenza di dicitura tra i due scontrini. Ma si deve pensare che per i blogghisti sinistrorsi si tratta di concetti non interpretabili, perchè intanto dovrebbero saper leggere, ma molti non lo sanno fare perchè non serve per ascoltare le caxxate dette da Bersani; perchè per trovare le banche da sfasciare basta cercare i distributori dei Bancomat che dietro e tutt’intorno normalmente ci stanno i locali degli istituti di credito; perchè i blindati dei Carabinieri si riconoscono dal colore : blu intenso con strisce rosse. Per alcuni altri, pochi, quelli che leggono ad alta voce per trasferire le disinformazioni della Repubblica, o le menzogne dei loro blog, ai non leggenti, invece si tratterebbe di capire la differenza tra mensa e ristorante. E’ una parola….Caelsius

    Commento di caelsius - ottobre 28, 2011 alle 10:18 am    Rispondi

  • Sono un dipendente Rai e voglio precisare una semplice cosa: la mensa della Rai è sostitutiva del ticket buono-pasto, nelle società dove c’è la mensa aziendale non si beneficia dei buoni. Il costo della mensa Rai è inferiore a quello del ristorante del Senato perché i costi sostenuti dall’azienda sono coperti dalla differenza tra il costo ticket che la Rai non eroga e il suo risparmio. Nonostante ciò, si paga alla cassa una piccola quota integrativa (circa 2 euro) per il pasto aziendale, si può mangiare una sola volta al giorno durante l’orario di servizio, si tratta di un self-service, la scelta delle pietanze è molto ristretta. La qualità, come ben possono testimoniare coloro che sono soliti pranzarvi, non è eccelsa in nessuna delle sedi Rai d’Italia (è unica la multinazionale del catering). Avendo pranzato come ospite anche presso il ristorante del Senato (a mie spese), penso che chi ha scritto una cosa del genere abbia scambiato una mensa fantozziana con il molto conveniente e ben rifornito ristorante della casta.

    Commento di enzino - ottobre 28, 2011 alle 6:45 pm    Rispondi

    • Mi pare di capire che Lei abbia pranzato nel ristorante del Senato, non nella mensa. Dalle testimonianze, sembrerebbe che neppure la mensa del Senato abbia fama di qualità eccelsa. Nell’articolo è stata paragonata la mensa del Senato con la mensa della Rai, non certo la mensa della Rai con il ristorante del Senato.

      Commento di Riccardo Ghezzi - ottobre 28, 2011 alle 7:04 pm    Rispondi

    • Ah dimenticavo, i prezzi del ristorante del senato sono aumentati sensibilmente da qualche mese, ossia sono stati adattati ai prezzi dei ristoranti del centro di Roma. Quindi è probabile che quando Lei vi ha pranzato, abbia speso molto meno di quanto avrebbe speso oggi.

      Commento di Riccardo Ghezzi - ottobre 28, 2011 alle 9:31 pm    Rispondi

  • Come mai non si vede la data nello scontrino?

    Commento di Francesco - novembre 6, 2011 alle 9:24 am    Rispondi

  • Ma daiiii? Meno male che me lo hai spiegato non ci sarei mai arrivato.

    Commento di Francesco - novembre 7, 2011 alle 9:21 pm    Rispondi

  • Bene questa precisazione, ma vorrei condividere due considerazioni. La prima è che non tutti i lavoratori con uno stipendio da 1.200 euro in giù possano beneficiare di queste tariffe preferenziali…quindi di cosa stiamo parlando esattamente? Il beneficio è accettabile nella misura in cui equamente erogato a TUTTI i cittadini. Ma ovviamente è utopia. Io guadagno 1000 euro al mese, non ho né buoni pasto né contributi di nessun genere per comprarmi il panino della pausa pranzo. Quindi la tua riflessione “A tutti quelli che si sono indignati [... ]chiediamo: secondo voi quanto deve pagare un dipendente del Senato, che guadagna anche 500 euro (o 1.000, 1.200, come i comuni mortali) al mese, per un pranzo?” mi sembra demagogica e fuori luogo.
    Considerazione numero 2: sebbene non senatori, si tratta comunque di dipendenti pubblici. Ergo, i costi ricadono su tutti noi.

    Commento di Lalla - novembre 16, 2011 alle 5:34 pm    Rispondi

    • Alla prima considerazione ti posso rispondere che molte mense aziendali hanno quelle tariffe. Logicamente non tutti i lavoratori usifruiscono di mense aziendali o possono pranzare a quei prezzi agevolati, in ogni caso non sono prezzi scandalosi in quanto tariffe di una mensa aziendale. La riflessione non è demagogica, perché quello scontrino è stato motivo d’indignazione in quanto si pensava che le tariffe agevolate fossero riservate ai senatori. Prendersela con i dipendenti, invece, sarebbe piuttosto fuori luogo.

      La considerazione numero 2 invece mi lascia alquanto basito. Se i costi ricadono sulla collettività, dovresti essere contento che spendono poco per mangiare e non che utilizzano soldi pubblici per mangiare in ristoranti da vips. Se spendono poco vengono definiti privilegiati, se spendono tanto si dice che sprecano denaro pubblico: bisognerebbe cercare di mettersi d’accordo.
      In ogni caso i dipendenti pubblici sono davvero tanti, preoccuparsi di quanto mangiano e quanto spendono per mangiare è un rompicapo piuttosto inutile, a meno che non si venga a conoscenza di casi eclatanti

      Commento di Riccardo Ghezzi - novembre 16, 2011 alle 11:12 pm    Rispondi

  • a me lo scontrino il primo sembra vero, quindi puoi dire quello che vuoi ma non ti credo

    Commento di serena melissari - novembre 25, 2011 alle 5:18 pm    Rispondi

  • interessante

    Commento di Manetto - dicembre 19, 2011 alle 4:26 am    Rispondi

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