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E intanto il presidente della Toscana Enrico Rossi resta al suo posto nonostante lo scandalo sanità

Di Riccardo Ghezzi, il - # - 2 commenti

Enrico-RossiSpese folli in Lazio e Lombardia, vacanze dei consiglieri pagate con soldi pubblici in Piemonte. Sui giornali non si parla d’altro. Regioni nel mirino, ma non solo: le amministrazioni di centro-destra vengono dipinte come le meno virtuose. Tanto che due giunte sono cadute, prima quella di Renata Polverini a Roma e poi quella di Roberto Formigoni a Milano, e su quella traballante di Cota a Torino si sono addensate le nubi dei sospetti e delle perquisizioni della Guardia di finanza. Un’attenzione mediatica a orologeria, anche perché nelle regioni “rosse” non si verifica altrettanta solerzia. Viene da chiedersi come mai proprio oggi sia partita un’inchiesta sulle spese dei consiglieri regionali della Lombardia, a due mesi dalle elezioni, con indagini a carico di esponenti perlopiù di centro-destra e i soliti Renzo Bossi e Nicole Minetti bersagli preferiti dei giornali, mentre nessuno ha neppure pensato di indagare sulle spese altrettanto allegre di Matteo Renzi da presidente della provincia di Firenze. Su Qelsi abbiamo documentato come il Rottamatore amasse particolarmente pagare con la carta di credito della provincia costose cene e consumazioni tutt’altro che banali in bar, pasticcerie, persino fiorai. Oggi i giornali riferiscono le stesse notizie su Nicole Minetti e altri consiglieri regionali lombardi come il leghista Bossetti, evidentemente di maggiore appeal mediatico rispetto all’ex candidato alle primarie del Pd.
Per non parlare di Vasco Errani, governatore dell’Emilia Romagna, indagato per falso ideologico nell’ambito dell’inchiesta sui finanziamenti illeciti alla cooperativa “Terremerse”, di cui fino al 2010 era presidente Giovanni Errani, fratello di Vasco. Ignorata dai media, l’inchiesta si concluse con un proscioglimento deciso da un Gup di Magistratura Democratica. Su Qelsi lo indovinammo con due mesi di anticipo.  Vasco Errani non si è mai dimesso.
E poi c’è la spinosa questione Enrico Rossi, presidente della regione Toscana. In un articolo datato 29 luglio abbiamo documentato soltanto alcune delle spese folli della Regione ai tempi in cui Rossi era assessore alla Sanità. Non avevamo tutti i torti: l’attuale governatore della Toscana è ora nei guai per una voragine nei bilanci Asl. Un buco di oltre 400 milioni alla Asl di Massa, con il corollario di alcune intercettazioni compromettenti in cui lo stesso Rossi invita a “non pagare i dipendenti”, mentre l’ex direttore della Asl di Massa, Ermanno Giannetti, parla di “sistematico occultamento di perdite dei bilanci di esercizio imposto e condiviso dalla Regione Toscana”.
Uno scandalo di grandi proporzioni, praticamente taciuto dai media, molto più interessati ai ladri di polli che siedono nei consigli regionali a maggioranza di centro-destra. Renata Polverini si è dimessa a causa delle spese poco chiare sostenute in maniera trasversale (maggioranza e opposizione in ugual modo, per intenderci) dai consiglieri regionali.
Enrico Rossi è invece ancora al suo posto.
Non possiamo che fare nostre le parole di Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra, uno dei pochi (se non l’unico) ad aver chiesto le dimissioni di Rossi:

Quattrocento milioni di Euro di debito per l’Asl di Massa Carrara, spesi in banchetti, regali e auto sportive; un arresto per un dirigente e un avviso di garanzia per il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che risulta quindi ufficialmente sotto indagine da parte dei magistrati.
I giornali non ne parlano, ma in Toscana stanno venendo finalmente a galla le responsabilità politiche di un sistema di potere basato sul clientelismo e sullo sperpero di denaro pubblico, che travolge definitivamente la credibilità del centrosinistra.
In queste ore non sentiamo nessuno, però, usare quei toni che furono usati pochi mesi fa, ad esempio, nei confronti della Polverini, che, ci tengo a precisarlo, tra l’altro di avvisi di garanzia non ne ha mai ricevuti nella vicenda Fiorito.
Non sentiamo nessuno stracciarsi le vesti per chiedere le dimissioni di Rossi, che ai tempi della creazione del buco milionario nel bilancio dell’Asl di Massa Carrara era assessore alla sanità regionale, e che quindi non poteva non sapere.
Il nostro auspicio è che la magistratura possa andare a fondo in questa questione, evidenziando responsabilità amministrative e politiche di chi ha causato questo disastro, che si ripercuoterà per anni sulle tasche dei cittadini, e che il presidente della Regione Toscana rassegni immediatamente le proprie dimissioni, per difendersi da privato cittadino.
Io lo feci ai tempi del cosiddetto “Lazio-gate”. Dopo sette anni di calvario, sono stato assolto, e oggi posso presentarmi agli italiani con la dignità delle persone pulite. Vediamo se anche Rossi avrà la stessa dignità.

2 commenti su “E intanto il presidente della Toscana Enrico Rossi resta al suo posto nonostante lo scandalo sanità” ↓

  1. fabrizio60

    Se è per questo è sparito, dopo aver fatto poche fugaci apparizioni, anche lo scandalo del nuovo ospedale di Ferrara, iniziato nel 1990 con una spesa prevista in 50 mld di lire e terminato lo scorso anno con consuntivo di 100 milioni di euro, realizzato a 5 km dalla città, in mezzo al nulla, su un terreno paludoso che ha imposto enormi lavori di consolidamento non previsti, sulle strutture che rischiavano il crollo, prima ancora del completamento. Tutto ciò perchè l’allora sindaco aveva deciso che lì sarebbe nata la nuova Ferrara, visto che tutti i terreni erano di proprietà di un suo amico.
    La magistratura indaga, si fa per dire naturalmente, da anni, in attesa della decorrenza dei termini della prescrizione e così todos caballeros

  2. Melly

    Mala sanita a Massa c ARRARA MIO MARITO E MORTO SENZA CHE IO E LUI SAPESIMO LA MALATIA ( nEOPLASIA ) hO SCRITO ALA SIG dANIELA sCARAMUCIA , E NON HO AVUTA ASCOLTO , LE BIOPSIE DI MIO MARITO GLI HANO PERSI , NON GLI HANO DATO NEANCHE UN GRAMO DI MEDICINA PAGLIATIVA SE NON CHE tACIPIRINA SE VOLETE NE HO ALTRI REFFERTI SCANDALOSI IN MANO MA LA REGIONE TACE , BEH CREDO CHE eNRICO rOSSI CENTRA POCO CON IL BUCO asl di massacarrara . Io sono qui chi vuole mi cerca e io rispondero .

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