Il referendum per ridurre gli stipendi dei parlamentari? Una buffonata. Leggete perché

Ma come, esiste una raccolta firme per un referendum nazionale finalizzato a tagliare gli stipendi dei parlamentari e i media non ne parlano?
La “casta” potente censura tutto? L’informazione non è libera? C’è un complotto dei poteri forti?
A leggere i link virali che vengono diffusi in questi giorni su facebook sembrerebbe proprio così.
Bufala o non bufala? La domanda sorge spontanea, considerando che nei link diffusi sulla rete esistono precise direttive che istruiscono su come recarsi presso il proprio Comune di residenza e mettere una firma, peccato che chi provi a farlo spesso si senta rispondere dagli impiegati degli uffici comunali “Noi non ne sappiamo proprio nulla”.
Se anche fosse vero che i media “complici della casta” censurano la notizia, l’estenuante tam tam su internet a questo punto dovrebbe aver agevolmente eliminato il problema della “censura”. Quasi tutti gli italiani hanno un pc, molti navigano su facebook, ormai la copertura della notizia dovrebbe aver raggiunto un numero sufficiente di persone per varcare la fatidica quota delle 500.000 firme.
Eppure, questa raccolta firme sembra non esistere. Ma non sui giornali o in tv, proprio nei Comuni di residenza dove i volenterosi cittadini che vogliono abbassare gli stipendi dei parlamentari si recano per chiedere informazioni.

Una bufala quindi. Anzi, no. La proposta di un referendum esiste davvero, ma i promotori sono alquanto disorganizzati, diciamo pure un po’ improvvisati, e non stanno garantendo una copertura sufficiente.
Un complotto dei media? Giornali sotto ricatto? I tentacoli della casta?
Ma neanche per sogno. Semplicemente gli organizzatori si sono raccolti intorno ad un fantomatico partito dal nome “Unione popolare”. E fanno quello che possono, con un impegno assai discutibile. Forse desiderano solo un po’ di pubblicità.
Il quesito da loro proposto, però, chiede soltanto l’abolizione dell’articolo 2 della legge 1261 del 1965, il quale stabilisce una diaria per i giorni trascorsi a Roma dai parlamentari durante i lavori di Camera e Senato.
In tutto sono circa 3.500 euro al mese per ogni deputato e senatore: abolendo questa diaria, il risparmio annuo sarebbe di circa 50 milioni di euro.
Molto meno di un costo del referendum stesso.

Il referendum, quindi, non riguarda il taglio delle indennità o degli stipendi netti. Sarebbe incostituzionale.
Ma sarà in ogni caso inammissibile, per un grossolano errore dei promotori:
 l’articolo 31 della legge n. 352 del 25 maggio 1970 stabilisce che “Non può essere depositata richiesta di referendum nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle Camere medesime”.
Si voterà nel 2013, ergo nel 2012 non possono essere depositate richieste di referendum.
Le firme raccolte, quindi, non serviranno a nulla.
Gli organizzatori hanno comunicato che per ora ne sono state raccolte solo 200.000, ne servirebbero almeno altre 300.000 entro il 26 luglio. Non arriveranno mai, per i problemi organizzativi, non certo per la censura dei “media sotto ricatto”.
Ma anche se dovessero arrivare, sarà tutto inutile.
Agli utenti di facebook che vedranno nella loro home i link che parlano di questo referendum, suggeriamo di non prendersi il disturbo di recarsi in Comune: difficilmente troveranno qualcosa da firmare, quel qualcosa da firmare non riguarda il taglio degli stipendi ma solo una inutile diaria, ed inoltre questo referendum non ci sarà mai.
Se si vuole dare la colpa ai “poteri forti” o ai media, si faccia pure.  

Riccardo Ghezzi

Riccardo Ghezzi1205 Posts

Giornalista pubblicista, scrive di sport e politica su testate locali piemontesi. Appassionato di politica da sempre, ha un unico pregio: non essere mai stato di sinistra in vita sua

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192 Comments

  • Davide B. Reply

    17 luglio 2012 at 2:12 pm

    Ineccepibile. Grazie.
    Ma supponendo che si raggiunga il quorum delle 500.000, il fantomatico partito raccoglie pure un tot a firma?

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      17 luglio 2012 at 4:15 pm

      No, solo se si supera il quorum a consultazione referendaria effettuata

  • Fernanda Reply

    17 luglio 2012 at 2:23 pm

    Scusate se mi permetto… ma chi racconta bufale siete voi cari i miei giornalisti!!! IO stamattina insieme a mio padre sono entrata nel Comune della mia città…. e meraviglia delle meraviglie sapevano benissimo TUTTO!!! Anzi non mi hanno fatto finire di dire cosa volevo che già avevo il bigliettino con il mio numero per andare allo sportello e firmare!!! L’addetto allo sportello dove ho firmato è stato talmente solerte che si è preoccupato di mettere a conoscenza i suoi colleghi (semplicemente facendo una telefonata) se gli stranieri potevano o no firmare (non possono) e se gli italiani “fuori sede” ovvero di Comune diverso potevano, presentando un documento, firmare anche in altro Comune (potevano)… ora spiegatemi voi questa cosa…come mai il mio Comune della mia città (e non certo una città piccola) nè era ha conoscenza ma avevano addirittura (pensate un pò) anche già i moduli delle due liste che presentavano la raccolta per le firme???? Bisogna stare attenti a ciò che si scrive… grazie per l’attenzione!

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      17 luglio 2012 at 4:15 pm

      Perché in qualche Comune le raccolte firme funzionano, in qualche altro no. Ma certo non si può dare la colpa ai media

      • aglio Reply

        18 luglio 2012 at 8:16 am

        Non credo sia solo una questione di colpa ai media.. ammettiamo che i media non abbiano colpe e siano imparziali e trasparenti.. questa della raccolta firme è una notizia come un’altra, perchè non si è sentita? perchè non ci hanno spiegato che cos’è come ha fatto questo “giornalista”? E inoltre caro riccardo ghezzi, tu parli di qualche cifra in qua e in la e dopo aver letto il tuo articolo rimango con molti dubbi.. tu dici che nel 2013 si andrà a votare, ne sei sicuro? tu dici che il risparmio annuale che si avrebbe con i tagli sarebbe inferiore al costo di un referendum (che non hai scritto quanto costa..), e per quel che ne so io potresti avere ragione, ma il secondo anno, e il terzo, e il quarto????
        mi fermo qui perchè non ho molto tempo. Ma la mia opinione su questo “articolo” è pessima.
        tanti saluti alessandro

        • Riccardo Ghezzi

          Riccardo Ghezzi Reply

          18 luglio 2012 at 10:28 am

          Non si è sentita (anche se alcuni dicono il contrario) perché i promotori non hanno lavorato bene garantendo una congrua copertura. O forse perché sono tutti qui a commentare sul Qelsi.it anziché allestire banchetti e pubblicizzare il referendum, dando una corretta informazione (cosa che non è mai stata fatta).
          Non so se nel 2013 si andrà a votare, di sicuro però scadrà questa legislatura.
          Il risparmio nel secondo, terzo o quarto anno non sussisterebbe nel momento in cui si troverebbe qualcosa in sostituzione della diaria.

          • Noha

            26 luglio 2012 at 1:18 pm

            Mi spiace vedere come in tanti si sono sentiti in dovere di insorgere contro chi ha tentato di fare informazione, a differenza di chi ha indetto la famosa raccolta firme. Dico questo, perché nella mia provincia non c’è né un manifesto, né l’ombra di un banchetto per questa iniziativa: ne sono venuta a conoscenza grazie a facebook, come praticamente tutti, e da subito mi è parsa un’iniziativa poco seria, per usare un eufemismo. Perché mettere titoloni che gridano di tagliare gli stipendi ai parlamentari, quando in realtà si tratta di ben altro? Quest’impressione, nei giorni seguenti, è solo peggiorata: in barba a chi malediceva i politici corrotti (che, sembra, avrebbero minacciato i giornali di togliere loro i finanziamenti pubblici se questa notizia si fosse sparsa), ne ha parlato il telegiornale regionale di fronte ai miei occhi e, per quanto riguarda il problema della dubbia validità dell’iniziativa, una portavoce del partito (mi scuso, ma non ricordo il nome) ha affermato qualcosa come: “Nono, la raccolta è valida!… ma, se non lo è, la rifaremo!”. Quando si dice, evviva la serietà… Inoltre, mi è giunta voce che il partito avrebbe diritto a un rimborso per aver indetto questa richiesta di referendum, sapete qualcosa di più preciso a riguardo?

          • Riccardo Ghezzi

            Riccardo Ghezzi

            26 luglio 2012 at 4:13 pm

            Grazie per ciò che ha scritto.
            Per quanto riguarda il rimborso, no, è da escludere. Ne avrebbero diritto solo se la consultazione referendaria raggiungesse il quorum.
            Cosa impossibile, visto che non si farà nemmeno il referendum. Pare che vogliano davvero rifare la raccolta firme ad ottobre per poter presentare il referendum a gennaio, nel 2013. Una figuraccia, ma ognuno è responsabile della propria serietà

        • Dubbio Reply

          20 luglio 2012 at 11:50 am

          Nel 2013 le camere saranno sciolte per la naturale conclusione della legislatura. E la Legge 352/70 Art. 31. cita: – Non può essere depositata richiesta di referendum nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle Camere medesime

          • Riccardo Ghezzi

            Riccardo Ghezzi

            20 luglio 2012 at 12:00 pm

            Esatto

          • Lorenzo

            22 luglio 2012 at 8:04 am

            A Grosseto per firmare non ci sono problemi e se uno si reca in Comune trova tanto di indicazioni precise e pertanto firma regolarmente. Se, come costi il referendum ci permetterebbe di risparmiare 50 milioni che corrisponderebbe anche al costo del referendum, per un anno non cambierebbe nulla, dall’anno successivo il risparmio sarebbe certo. E’ vero anche che con l’articolo della Legge 352/70 il referendum non dovrebbe essere accolto ma potrebbe comunque risultare di stimolo il fatto che si riescano a raccogliere le firme necessarie (a proposito mi viene spontanea una domanda: ma perchè se secondo la Legge il referendum non può essere depositato, viene comunque fatta la raccolta? Se per un concorso presento la domanda fuori termine nessuno la prende in considerazione no?)
            Comunque, per principio la firma l’ho messa, poi vedremo come andrà.

    • luigino bucchi Reply

      30 luglio 2012 at 10:16 pm

      anche nel mio piccolo comune Cerveteri (Rm) erano a conoscenza del Referendum e si poteva firmare tranquillamente. Il 20 luglio giorno in cui mi sono recato a firmare io, le firme raccolte erano diverse centinaia.

  • marcello Reply

    17 luglio 2012 at 2:26 pm

    Sono indubbiamente disorganizzati è vero…
    Ma definire l’iniziativa completamente inutile non direi proprio, 50 milioni annui sono pochi?? ok il referendum costerebbe di più, ma di referendum se ne farebbe 1 gli anni a venire non sono solo 1… in ogni caso… IO da semplice e probabilmente sottoculturato cittadino INVITO TUTTI a recarsi nei propri comuni e se la raccolta firme non fosse presente pazienza.. ma la raccolta di tali firme è importantissima e questi 50 milioni potrebbero finire in mani migliori, come all’istruzione o alla sanità anzi che a quei…. “gentiluomini”.
    Una domanda, cosa impedisce agli organizzatori delle raccolte firme di presentare la proposta nel 2013? (tenendo conto della considerazione sulle modalità di presentazione dei referendum che hai citato).

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      17 luglio 2012 at 4:23 pm

      La legge prevede che non può essere depositata richiesta di referendum nell’anno anteriore alla scadenza delle due Camere.
      Per deposito della richiesta si intende deposito delle firme, che deve essere fatto entro e non oltre i 90 giorni dall’inizio della petizione, pena invalidità.

      Le regole sono queste, quando si promuovono i referendum bisogna perlomeno conoscerle.
      Mi spiace, davvero!

      • luigino bucchi Reply

        30 luglio 2012 at 10:22 pm

        Allora potevano risparmiarsi l’autorizzazione alla raccolta di firme, oppure abbiamo a che fare con incompetenti degli incompetenti? Se il referendum sarà dichiarato ammissibile dalla corte e non potrà svolgersi prima delle elezioni politiche sarà rinviato di certo a subito dopo. Credo comunque che una raccolta di 500.000 minimo possano dire qualcosa alla casta che ci governa, e non solo. Personalmente ci metterei anche tutti quelli del contorno che percepiscono stipendi da capogiro, tipo migliaia di euro al giorno cumulando anche più rendite e pensione.

        • Riccardo Ghezzi

          Riccardo Ghezzi Reply

          31 luglio 2012 at 10:35 am

          I referendum vengono rinviati solo quando sono già calendarizzati. E nessun organo diverso dalla Corte Costituzionale può esprimersi sulla costituzionalità

    • Daria Reply

      22 luglio 2012 at 9:03 am

      Bravissimo, si ammortizza la spesa in due anni, tutti dobbiamo fare qualcosa, noi come loro, diffidate di chi cerca di darvi false notizie, ricordate che i politici (o wannabe vari e speranzosi) sono ovunque, magari anche dietro alla tastierina di un computer che ha scritto “questa cosa è una bufala”, a me non interessa se è una bufala o no, intanto sono andata a firmare e ho diffuso la notizia il più possibile, fatelo sapere in giro, andare a firmare non costa nulla, ma è il primo passo !
      http://www.johnny8joker.com/blog/firma-per-abbassare-lo-stipendio-dei-politici/

      • Qelsi

        Qelsi Reply

        22 luglio 2012 at 9:10 am

        Certo, e la tua firma non sevirà a nulla come tutte le altre raccolte.

        • Daria Reply

          22 luglio 2012 at 9:37 am

          mi permetta di dirLe che è il Suo di pensiero che non serve a nulla, chi ha deciso di combattere per un ideale (e Voi dovreste saperne qualcosa dato il pensiero che portate avanti e che rispetto -almeno in parte dato che in questo ambito non ci troviamo d’accordo-), continuerà a farlo fino a che varrà davvero qualcosa, nell’immediato se DAVVERO non servirà (ma questo è ancora da vedere, a meno che Lei non sia un veggente), poco importa, in fondo ai Sigg. Politici si chiede davvero poco !!! Grazie per avermi dato lo spazio per far sentire anch’io la mia voce, ossequi.

          • Qelsi

            Qelsi

            22 luglio 2012 at 9:50 am

            Ma tu sei consapevole del fatto che gli unici che si possono ridurre lo stipendio sono i parlamentari. Ora rispondi a questa domanda, tu voteresti mai per ridurti il tuo stipendio?
            Senza iprocrisia sappiamo entrambe quale sia la risposta.
            Per quanto riguarda gli ideali, beh…quelli sono un’altra cosa..io non definirei ideale il voler ridurre lo stipendio ai parlamentari, come se fosse quello il vero problema dell’italia.

          • Daria

            22 luglio 2012 at 10:00 am

            L’IMU invece si vero ?
            Si difendono tutti dietro alle Sue parole (quelli che la pensano così), buona domenica Sig… ?

          • Qelsi

            Qelsi

            22 luglio 2012 at 10:04 am

            L’imu si cosa!? Un ideale? Scherza? L’Imu è una porcheria pazzesca che si unisce ad altre porcherie che questo governo, non votato e che gli italiani, quelli che festeggiavano in piazza il 12 novembre scorso, si meritano, ha voluto.
            Silvia Conti

          • Daria

            22 luglio 2012 at 10:03 am

            il problema dell’ Italia è proprio questo, destra, sinistra, lega, sono tutti uguali, non fanno qualcosa per la nostra splendida terra, ma per le proprie tasche, ha risposto proprio bene, e finché ci sarà gente che risponde così l’Italia avrà i suoi grossi problemi

          • Qelsi

            Qelsi

            22 luglio 2012 at 10:07 am

            Cara Daria,
            Io questo governo non l’ho votato, e il problema è che non l’ha votato nessuno. Era arrivato come salvatore dai partiti di cui lei parla, ed ha fatto solo peggio. Molto peggio.

          • Daria

            22 luglio 2012 at 10:14 am

            Ma perché parla/parlate di “bufala”, quando la più grande bufala è proprio quella in cui viviamo, vedo che qui si sprecano le energie per far credere a tutti che questa “voce” è solo una bufala, ma non è così, e lo sa anche Lei

          • Riccardo Ghezzi

            Riccardo Ghezzi

            22 luglio 2012 at 10:18 am

            Quale voce? L’unione popolare? ihihihhi

  • Simone Reply

    17 luglio 2012 at 3:09 pm

    Appena ho letto l’inizio dell’articolo subito sono rimasto deluso dall’ignoranza e dall’arroganza! Si vede che chi l’ha scritto prima non si è informato a dovere! La notizia è ampiamente diffusa dai media e sono presenti migliaia di banchetti per raccogliere le firme nelle principali città d’Italia! Informatevi prima di scrivere! E un po di ottimismo non farebbe male!

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      17 luglio 2012 at 4:25 pm

      Delle due l’una: o i media ammanicati con la casta stanno censurando la notizia, oppure la notizia è ampiamente diffusa.
      I promotori o presunti tali dicono che i media stanno censurando la notizia, se Lei sostiene il contrario ben venga.

      Non è questione di essere ottimisti, ma un problema più serio: sapere cosa si va a firmare.
      Lei può accusare me di essere ignorante, arrogante e poco informato, ma fino a prova contraria, con tutto il rispetto, la figura del fesso l’ha fatta Lei che è andata a firmare.

      Saluti

      • Simone Reply

        17 luglio 2012 at 6:04 pm

        A me sembra che la figura del fesso, con tutto rispetto, l’ha fatta lei col suo articolo! E’ chiaro che la proposta è conosciuta ed i media l’hanno diffusa. Basta accendere la tv o uscire di casa! So cosa vado a firmare e credo sia una cosa giusta togliere la diaria ai parlamentari. Quest’articolo è utile come un pettine in mano ad un calvo. Saluti e ripeto, un po di ottimismo non farebbe male!

        • Riccardo Ghezzi

          Riccardo Ghezzi Reply

          17 luglio 2012 at 6:35 pm

          Se è conosciuta allora perché ripetere allo sfinimento che i media la censurano?
          Se Lei è contenta di aver firmato, mi sento liberissimo di ritenere che abbia fatto la figura del fesso. Tant’è che si offende leggendo un articolo che lo dimostra

        • Savio Reply

          17 luglio 2012 at 7:14 pm

          Questo articolo è utile per far capire che la maggioranza degli italiani ama farsi prendere per il culo. Prima ancora di discuterne nel merito, QUESTA RACCOLTA FIRME E’ TOTALMENTE INUTILE visto che le stesse non possono essere depositate nell’anno solare precedente le elezioni.

  • Noscaron Reply

    17 luglio 2012 at 4:07 pm

    In realtà le schede per firmare esistono e nei comuni, almeno delle mie zone, basta dire: “dovrei firmare per il referendum….” e già ti danno il foglio. Anzi, il problema è che non riescono a vidimarle a sufficienza e da Roma ne arrivano poche. Non so se quello che dice questo articolo, che usa lo stesso mezzo di comunicazione di Facebook e quindi allo stesso modo opinabile, dica il vero oppure no, ma questa iniziativa è una delle pochissime che provano a cambiare il paese e anche se le firme, alla fine dei conti, non serviranno a niente possiamo dire che almeno ci abbiamo provato. Inutile lamentarsi se non si ha nemmeno 10 minuti per andare a firmare un foglio di carta!

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      17 luglio 2012 at 4:26 pm

      E vada a firmare.
      Ma lo faccia sapendo che firma solo per abolire una inutile diaria, e non per ridurre gli stipendi dei parlamentari.
      E soprattutto lo faccia sapendo di firmare per un referendum che non ci sarà mai, a meno che i molto professionali promotori non decidano di ripetere la raccolta firme in futuro (bella figura). In questo caso, dovrà pure tornare a firmare. Firmerà non una, ma due volte. E’ contento? Cosa non si fa per combattere la casta eh

      • Noscaron Reply

        17 luglio 2012 at 9:11 pm

        Invece di 10 minuti ne perderò 20, capirai che problema! Perdo anche un’ora se è necessario. In ogni caso non firmo senza sapere di cosa si tratta. Ripeto: se non proviamo nemmeno a fare il piccolo, cosa possiamo pretendere di fare “il grande”? Io per ora tendo al centro-destra, ma non tutto quello che viene dalla sinistra è male…

        • Riccardo Ghezzi

          Riccardo Ghezzi Reply

          17 luglio 2012 at 9:22 pm

          Se sapevi di firmare per l’abolizione della diaria (inutile, perché non taglia gli stipendi, che anzi in virtù di questo potrebbero persino aumentare) e non per la riduzione degli stipendi dei parlamentari; se sapevi di firmare per un referendum che non sarà valido e la cui raccolta firme dovrà essere ripetuta (sempre se gli organizzatissimi e brillantissimi promotori se la sentiranno)… insomma, se sapevi di firmare per questo e hai firmato lo stesso, che ti devo dire?

          • Noscaron

            18 luglio 2012 at 12:21 pm

            Che serviva solo per abolire la diaria lo sapevo; che compenseranno in altro modo questa è una sua supposizione (se è per questo non hanno bisogno del pretesto della diaria per alzarsi lo stipendio dato che lo hanno già fatto, se non ricordo male, 3-4 anni fa durante le festività natalizie); che il referendum non sarà fatto per non aver rispettato i tempi no, non lo sapevo, perchè non sono così ben informato. Dato che lei sembra saperne più di me, vorrei chiederle se le firme hanno una scadenza o si può organizzare di fare il referendum anche fra un paio d’anni, così da rispettare l’articolo 31. Ad ogni modo, con il tempo che ha usato per rispondere a me e agli altri utenti e con le conoscenze in merito che sembra avere, avrebbe potuto organizzare qualcosa di più utile ed efficace per il paese. Io purtroppo non ho nè tempo nè conoscenze per dedicarmi a una impresa così titanica, perciò se nel mio piccolo, con una firma o 20 minuti del mio tempo, posso aiutare in qualcosa che io credo giusto lo faccio!

          • Riccardo Ghezzi

            Riccardo Ghezzi

            18 luglio 2012 at 12:23 pm

            Le firme devono essere presentate entro i 90 giorni da quando è cominciata la petizione. Si potrà riproporre un referendum uguale, ma le firme raccolte non varranno più e quindi si dovrà tornare a firmare

      • luca Reply

        18 luglio 2012 at 4:36 am

        .. caro sig. giornalista, ma abbia pazienza come fa a chiamare “inutile diaria” una cifra che come ha detto lei ( e anche su questso bisognerebbe esserne certi )sommata per i parlamentari arriva a 50 milioni di euro l’anno!! questo risparmio sarebbe per sempre!! non puo’ non essere conveniente ne conviene?!!!! anche se il costo di un referendum ( anche questo è da verificare ) puo’ costare piu di 50 milioni di euro, alla fine ci sarebbe sempre un risparmio!!! ma dovrebbe saperlo un bimbo di prima elementare!! come si permette!!! ripeto permette a rispondere in questo modo!!? cosi facendo ci dà la prova che anche l’informazione in Italia è falsa!! tenetevi pure il vostro posto fisso da giornalisti ma vergognatevi!!! dire che non è il caso di andare in comune!!!! ci andro stamattina ! comune di Busalla GE ) e poi Le faro’ sapere ( le faro’ sapere anche se poteva diffondere le cose che ha detto!! ) buon giorno

        • Riccardo Ghezzi

          Riccardo Ghezzi Reply

          18 luglio 2012 at 10:25 am

          Io non ho nessun posto fisso da giornalista, sono un precario, non sono ammanicato con la casta e in questo caso sono solo un blogger. Non difendo i privilegi di alcuno, io non ne ho affatto.
          Abolire la diaria potrebbe significare riproporla sotto altra voce o aumentare gli stipendi, non si fissa un tetto minimo sul guadagno netto.
          Sì, abolire la diaria è inutile.
          Non ha motivo di offendersi, glielo dico sinceramente

          • Stefano

            18 luglio 2012 at 5:16 pm

            Secondo lei dovremmo rimanere tutti silenti e pensare che le cose così vanno bene? Penso che gli organizzatori siano comuni cittadini che non parlano politichese e che non hanno così tanto tempo da perdere visto che molto probabilmente devono portare a casa il pane per le famiglie. Se lei ha davvero così tanto da criticare perché non inizia lei stesso a cambiare le cose aiutando tali promotori? Il malcontento fra la gente aumenta di giorno in giorno, basti pensare alle duecento mila firme raccolte, non sono bruscolini. Forse non servirà a nulla, ma questa raccolta firme è la fotografia di un paese dove la gente è come un grosso pentolone a pressione pronto a esplodere.

          • Riccardo Ghezzi

            Riccardo Ghezzi

            18 luglio 2012 at 5:28 pm

            200.000 firme si raccolgono in un giorno, se la macchina organizzativa funziona e il merito della questione coinvolge l’opinione pubblica. Non in 80 giorni.
            Io non sono in grado di convogliare una tale imponenza di opinione pubblica, quindi non mi cimento in imprese fuori dalla mia portata.
            Credo anche che sia legittimo che mi dia da fare per cose che ritengo veramente importanti, non per referendum-truffa come quello di Di Pietro sulla legge elettorale (che non si può abrogare per referendum, ed in effetti è stata bocciata dalla Corte Costituzionale) o questo sugli stipendi dei parlamentari (che non si possono ridurre per referendum).
            Quando ho creduto in qualcosa, mi sono battuto: ho creduto ad esempio nella riforma sulla devolution del 2006, che prevedeva anche la fine del bicameralismo perfetto e soprattutto la riduzione del numero di parlamentari. Ho fatto campagna elettorale, ho dato una mano per i banchetti, i manifesti, i volantini.
            Gli italiani sono accorsi in massa alle urne per votare NO. Magari sono gli stessi che oggi si lamentano dell’eccessivo numero di parlamentari

  • Gian Reply

    17 luglio 2012 at 5:53 pm

    l’unica bufala è questo articolo. Sabato mattina sono andato a firmare e in comune SAPEVANO TUTTO, anzi c’era la fila… una cosa è certa, non leggero mai più questo blog falso e mistificatore

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      17 luglio 2012 at 6:36 pm

      Sentiremo la mancanza!

      • Simone Reply

        17 luglio 2012 at 6:56 pm

        Concordo pienamente con Gian!

  • silvia Reply

    17 luglio 2012 at 6:12 pm

    Io firmerei anche 200 volte. Cosa ci costa firmare in confronto a quanto hanno rubato? Bisogna tentare e tentare, certo star lì a piangersi addosso e criticare senza far niente non porterà molto lontano.

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      17 luglio 2012 at 6:36 pm

      Bene, si prepari perché dovrà tornare a firmare di nuovo, probabilmente. Glielo auguro, altrimenti vuol dire che quel referendum non ci sarà mai

      • Amedeo Reply

        17 luglio 2012 at 8:24 pm

        Concordo con Riccardo Ghezzi.
        Ammettiamo pure che, passati 6 mesi dall’elezione del nuovo governo (ammettendo pure che un governo in Italia duri più di 6 mesi…), si raccolgano nuovamente le 500mila firme per la richiesta di referendum.
        “Richiesta di indire un referendum” non significa automaticamente “hanno votato il 50%+1 degli aventi diritto a favore, si abroga l’articolo”.
        In ogni caso, si ricordino i lettori/elettori/votanti che un referendum ha abolito il finanziamento pubblico ai partiti, ma questi continuano a prendere finanziamenti pubblici. Perché? Semplicemente perché, come sempre, “passata la festa, gabbato lo santo”: abolito un articolo (o una legge), là dentro se ne fanno un’altra, la diaria diventa rimborso spese e il gioco è fatto…
        Anche a me piacerebbe credere alla favola che se tutti gli Italiani ci mettessero del loro, cambieremmo qualcosa, ma la certezza di questa affermazione da tempo ha lasciato posto allo sconforto…
        W L’ITALIA!!!

        • giovanni Reply

          18 luglio 2012 at 9:41 am

          scusa ma scrivi “Anche a me piacerebbe credere alla favola che se tutti gli Italiani ci mettessero del loro, cambieremmo qualcosa, ma la certezza di questa affermazione da tempo ha lasciato posto allo sconforto” e poi scrivi W L’italia ma prendi in giro?

  • salvatore Reply

    17 luglio 2012 at 6:47 pm

    i coglioni sono sempre i soliti.che li votiamo.tante premesse risultati zero.almeno dicessero le cose come stanno…..

  • Giovanni Reply

    17 luglio 2012 at 8:25 pm

    Avete ragione sul limite temporale, che rende impossibile la presentazione di un referendum ecc. Ecc., ma sembra stupido negare che i media sull’argomento, in positivo o in negativo, come avete fatto voi, non abbiano speso nemmeno una parola. Sembra proprio che stimoliate una guerra tra poveri, Da un lato quelli dell’Unione popolare e dall’altro il Qelsi.it. Non é affatto vero che nei Comuni non sappiano nulla. Ah, a proposito, un Referendum costa 50milioni, ma si svolge una volta sola e il risparmio, invece, si ripeterebbe annualmente … Comunque io l’ho preso come l’ennesimo segnale che la popolazione vuole lanciare ai partiti e ai parlamentari, che pare, in quest’occasione, difendiate.

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      17 luglio 2012 at 8:40 pm

      Io ancora non capisco se chi sostiene i referendum pensa che i media ne parlino a sufficienza oppure no.
      Lei addirittura è riuscito a dire entrambe le cose nello stesso commento.
      Inoltre: garantire la sufficiente copertura di un quesito referendario spetta ai media o ai promotori? Io dico la seconda, e dico anche che i promotori sono parecchio disorganizzati oltre che palesemente impreparati.

      Sono d’accordo invece sul concetto di lanciare dei segnali. Ma devono essere segnali giusti, non prese in giro o addirittura “comici”, altrimenti si fa brutta figura e si perde credibilità

      • Nessuno Reply

        20 luglio 2012 at 11:48 am

        Accantonando il referendum che adesso non è possibile fare, a mio parere i giornalisti hanno il dovere professionale e morale di informare al meglio la gente sui reali cambiamenti e tentativi di cambiamento nella PROPRIA NAZIONE come nel resto del MONDO. Si tratta della gente, e questa deve essere informata con ogni mezzo, si tratta dei nostri soldi, della nostra fatica, della nostra vita, la nostra libertà, ma sopratutto di NOI perche siamo NOI il PAESE non i ladri che ci comandano e i giornalisti omertosi e corrotti che come i loro politi fanno a scarica barile, su chi deve informare o che pur sapendo tacciono o addirittura pubblicano falsità. Il lavoro dei giornalisti è INFORMARE quindi non vedo logica nei tuoi discorsi.

    • Amedeo Reply

      17 luglio 2012 at 9:02 pm

      Giovanni, ma Lei crede veramente che se un referendum abrogasse la diaria, facendo risparmiare ai contribuenti 50 milioni, quei signori semplicemente si rassegnerebbero al volere popolare? O invece si farebbero un’altra leggina ad hoc per reintrodurre la spesa in bilancio, ma con una voce diversa?

      Questa considerazione al di là dell’intenzione (encomiabile) di cercare di limitare lo spreco della casta, ormai diventato insopportabile, visto che ci rimettiamo solo noi Italiani “sfigati” che non possiamo fare altro che tacere e pagare…

      • Amedeo Reply

        17 luglio 2012 at 9:04 pm

        Intendo dire che la parità di bilancio “50 milioni spesa referendum / 50 milioni risparmiati alla casta” durerebbe il tempo necessario alla reintroduzione del contributo sotto altra forma… quindi ha ragione Ghezzi quando dice che andremmo solamente a spendere altri 50 milioni inutili… purtroppo…

  • Luigi Reply

    17 luglio 2012 at 9:10 pm

    Non riesco a capire l’accanimeto di Ghezzi contro coloro che vogliono andare a firmare.
    Reputo coloro che firmano non dei “fessi”, come il caro Ghezzi in maniera arrogante li ha definiti, ma dei cittadini italiani che avvertono la necessita’ di fare qualcosa, anche inutile, pur di manifestare il proprio disappunto.
    Mio carissimo Ghezzi, non e’ bello insultare coloro che vogliono firmare il referendum con la speranza di cambiare qualcosa: almeno loro fanno qualcosa di concreto, di pratico e non, come fai tu, che ti sali in cattedra e pensi di sapere tutto.
    Una domanda ho da rivolgerti: ma tu cosa fai di concreto per cercare cambiare le cose?

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      17 luglio 2012 at 9:18 pm

      L’accanimento è contro chi crede in modo acritico a qualsiasi cosa venga diffusa su internet-
      Prima di definire “figura da fesso” quella di un utente che è corso a firmare, sono stato definito arrogante, ignorante e poco informato dall’utente stesso. Ritengo che non ne abbia diritto, visto che come ripeto e rivendico chi fa figure da fesso non può accusare gli altri di ignoranza.
      Non penso di sapere tutto né credo di aver mai dato quell’impressione, cerco semmai di informarmi e non credere a tutto quello che viene diffuso sulla rete.
      Ecco, per cambiare le cose in modo concreto bisognerebbe iniziare da questo.

      • Simone Reply

        17 luglio 2012 at 10:27 pm

        Scusi ma è lei o no che ha scritto: “Bufala o non bufala? La domanda sorge spontanea, considerando che nei link diffusi sulla rete esistono precise direttive che istruiscono su come recarsi presso il proprio Comune di residenza e mettere una firma, peccato che chi provi a farlo spesso si senta rispondere dagli impiegati degli uffici comunali “Noi non ne sappiamo proprio nulla”.???? A questo punto le faccio una domanda, lei si è recato al suo Comune e le hanno risposto così? Prima di scrivere l’articolo è andato a vedere anche in altri Comuni la situazione? Se le risposte sono no, dove ha preso le informazioni? In rete?

        • Riccardo Ghezzi

          Riccardo Ghezzi Reply

          18 luglio 2012 at 10:29 am

          Sì, nel mio Comune non sanno nulla. E nemmeno in Comuni in cui abitano miei amici o persone che conosco. O anche utenti in rete che non hanno alcun motivo di mentire a differenza dei promotori del referendum.
          Per il resto è stato sufficiente fare quello che chi è andato a firmare non ha fatto (informarsi sulla reale entità dei quesiti referendari) o quello che i promotori non sono stati in grado di fare (conoscere le regole affinché un referendum sia valido)

  • valentina Reply

    17 luglio 2012 at 10:32 pm

    Avete tutti ragione e torto
    Ragione: io e mia amdre abbiamo firmato perchè gli impeigati sapevano tutto. Nel mio Comune però abbiamo raccolto una quantità di firme davvero scarsa. Credo sia improtante andare a firmare per dare un segnale e soprattutto per svegliare le menti degli italiani, proprio perchè nel 2013 si va a votare. Torto: che bisogno c’è di ingiuriarsi a vicenda? Siamo tutti sulla stessa barca

  • Letizia Reply

    17 luglio 2012 at 11:02 pm

    che dire…se così fosse, cosa che probabilmente è,non importa, ci riorganizzeremo nel 2013 per raccoglierne ancora finchè non arriveranno ad avere stipendi adeguati e conformi anche agli altri stati.Raccoglierne adesso e non averne valore, non pregiudicherà il fatto di riprovarci ancora più convinti.

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      18 luglio 2012 at 10:14 am

      Qual è la parte di “non si chiede di ridurre gli stipendi” che non è chiara?

      • Anna Reply

        19 luglio 2012 at 11:42 am

        Questo referendum non è per la riduzione degli stipendi dei ministri, parlamentari e senatori e diminuire i loro privilegi? beh dovremmo metterci a farne uno che invece ha proprio questo scopo. io non studio giurisprudenza né scienze politiche ma se mettiamo insieme le nostre forze e le nostre conoscenze, a tempo debito, lo possiamo fare. invece di lamentarci rimbocchiamoci le maniche. smettiamola di essere un popolo di topi senza nessun eroe, senza nessuno che combatte.

      • Anna Reply

        19 luglio 2012 at 11:46 am

        fra l’altro i cavilli giuridici servono a poco dinnanzi alla prepotenza, come ci hanno insegnato proprio loro, i politici. se avessimo un po’di armi e l’esercito dalla nostra altro che referendum 😀 e purtroppo è così che si risolvono le lotte di classe

  • ketty Reply

    18 luglio 2012 at 6:05 am

    Che io sappia su tutte le materie si può proporre un’azione referendaria, tranne per le materie finanziarie come in questo caso lo stipendio di quei farabutti!

  • Cris Reply

    18 luglio 2012 at 6:56 am

    Se anche queste firme non serviranno a nulla è importante firmare per dare un segno di protesta; renderebbe ancora più evidente il disappunto degli italiani: nonostante l’iniziativa sia praticamente inutile sono andati a votare lo stesso. Come per dire: se non vi sbrigate a togliervi quei dannati privilegi si arriverà alla rivoluzione, a quel punto non ci saranno più “rimborsi” che tengano.
    I media avrebbero sicuramente potuto pubblicizzare di più l’evento: perché quando si tratta di gossip e spazzatura varia si fanno in quattro e in un caso come questo no?
    La Costituzione viene continuamente calpestata, pensiamo ad esempio all’articolo 11: ” L’Italia rinunzia alla guerra come strumento di conquista e di offesa alla libertà degli altri popoli “, questo articolo non viene continuamente infranto (per sudditanza agli U.S.A.)dalle ripetute azioni militari all’estero, chiamate con ipocrisia “missioni di pace”?
    Per una giusta causa non si potrebbe fare lo stesso con l’articolo 31 della legge n. 352 del 25 maggio 1970?

    • Amedeo Reply

      18 luglio 2012 at 10:11 am

      Cris, l’Italia in Iraq, nel Sinai, in Libano e ovunque nel mondo non va a fare la guerra. Guardi infatti chi rimane là: Carabinieri, Genio guastatori (che disinnescano bombe e mine) ecc.

      Non abbiamo conquistato, come Paese, proprio un bel nulla dalle Guerre Coloniali di mussoliniana memoria…
      O almeno non mi risulta che l’Iraq sia una provincia italiana, ovvero che in Libano abbiano passaporti italiani.

  • Carlo Reply

    18 luglio 2012 at 7:23 am

    Ciao a tutti…dopo aver letto questo articolo mi chiedo cosa ci sia di difficile da capire…Gian , Simone , Silvia ma sveglia. Finalemnte si trova qualcuno che spiega in maniera semplice un concetto e Voi riuscite a criticarlo? Penso che siamo TUTTI d’accordo che sia giusto abbassare gli stipendi dei parlamentari…solo che il referendum “NON SERVE A NULLA”..le virgolette stanno a significare che sicuramente se mai si raggiungesse un numero davvero significante FORSE per il 2013 per il NUOVO REFERENDUM sarebbe di aiuto ma NULLA di più.
    Qualsiasi sia il risultato ottenuto NON CAMBIEREBBE NULLA.
    Sono anche io dell’idea che bisogna fare qualcosa…ma si fa con cognizione di causa…sapendo che si può ottenere un risultato.
    Quello che però più di tutto mi infastidisce è il voler sempre criticare chi dice cose giuste e palesemente corrette solo perchè non vi soddisfano…di grillo ce n’è già uno e direi che basta e avanza.

    Ringrazio Riccardo per l’articolo

  • giovanni Reply

    18 luglio 2012 at 9:34 am

    non capisco dove sia il tuo problema Ghezzi, i parlamentari prendono 16.000 euro al mese, intanto con il referendum vogliono togliere la diaria e sono 3500 euro, e scusa se sono pochi ma intanto è qualcosa, inoltre l’art.34 della legge 352/1970 dice specificamente che in caso di scioglimento anticipato delle Camere la consultazione referendaria è sospesa, come è accaduto nel 2008 per il referendum sulla legge elettorale, referendum che si è tenuto l’anno successivo, o nel 1972 quando il Presidente Leone ha sciolto le Camere anticipatamente, il referendum si è svolto l’anno successivo. Non capisco perchè devi demotivare le persone con queste falsità. E non mi venire a raccontare che la legge dice “scioglimento anticipato” perché con l’interpretazione analogica è la stessa anticipate o non anticipate sono la stessa cosa. Informati per favore.

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      18 luglio 2012 at 10:19 am

      Erano referendum già fissati in calendario. In questo caso invece si parla di presentazione delle firme raccolte, che non può avvenire nell’anno precedente allo scioglimento della Camere

  • Giovanni Reply

    18 luglio 2012 at 10:53 am

    Io penso che andare a firmare per questo genere di referendum sia un buon allenamento, niente di più.Pultroppo si sà che finchè la classe politica sarà quella attuale, incapace nel migliore dei casi o corrotta nel peggiore, se togli una diaria loro aumentano lo stipendio in funzione del caro vita.Io non so più se sono di destra, fino a qualche tempo fà l’avrei detto senza batter ciglio, non amo la sinistra ma qualche idea giusta la tiene.Direi di essere un nazionalista socialista ma..hm, quel termine si lega a qualcosa che odio troppo.Comunque io lascerei perdere questi referendum e mi preoccuperei di fondare un vero partito civile,che parte dal basso, di destra liberale con il solo scopo di far pulizia,riportare lo status quo nella politica italiana (che sia faro di etica e simbolo di efficenza e onestà e non tutto il contrario)con un banale,quanto semplice, scopo: risollevare il popolo italiano,non le banche o l’economia internazionale.Lo stato non è una creatura mitologica che si ciba di denaro e vive a palazzo chigi, lo stato è il popolo e il governo è “solo” l’amministratore della cosa comune.

  • Cris Reply

    18 luglio 2012 at 12:56 pm

    Scusate l’OT, vorrei rispondere ad Amedeo se è possibile

    Amedeo

    Se è vero che non si va a fare la guerra si dovrebbe andare disarmati o meglio, dovremmo rimanere semplicemente a casa.
    La pace e la democrazia non si ottengono invadendo una nazione con carri armati e Tornado. Se anche non abbiamo un ruolo offensivo siamo comunque alle dipendenze dell’America che ha sempre bisogno di nuove guerre per mandare avanti la sua industria militare e il monopolio delle multinazionali. Altro che carabinieri, genio e guastatori, la pace si realizzerà solo con un ordine economico mondiale più giusto ed equo, perché il terrorismo nasce dalla miseria.
    Senza contare i miliardi che si gettano al vento per le azioni militari quando nel paese abbiamo lacune enormi di ogni tipo.

    • Giovanni Reply

      18 luglio 2012 at 1:20 pm

      La fregatura è che non siamo indipendenti, facciamocene una ragione.Non abbiamo risorse energetiche nostre (non sufficenti al nostro sistema),non abbiamo l’indipendenza militare e neppure quella economica.
      Ergo dobbiamo un sacco di favori in giro per il mondo,ovvio che poi ci presentano il conto…bisogna pensare ad ogni evenienza anche la situazione peggiore, se domani uno ci dichiara guerra?Allo stato attuale delle cose gli usa ci servono, se vi consola ho letto e sentito di un’iniziativa europea per creare una forza militare locale…non è il massimo ma già qualcosa.

    • Amedeo Reply

      19 luglio 2012 at 8:34 pm

      Chiedo scusa anche io per l’OT, ma vorrei rispondere a Cris.

      Se Lei si riferisce alla guerra del Golfo, allora Le rispondo che l’Italia non ha invaso uno stato sovrano (Iraq), ma ha concorso a liberare uno stato sovrano invaso illegalmente (Kuwait).
      Ovvio che poi i vincitori si stabiliscono nel Paese “battuto” e cercano di portare il loro “ordine” (lo stesso accadde nella Seconda Guerra Mondiale, in Afganistan ecc.)

      Già oggi con la questione dei due Sottufficiali del Btg. S.Marco illegalmente detenuti in India ci stanno prendendo per i fondelli in tutto il mondo (grazie all’incompetenza del governo Monti, di cui mi sento di salvare solamente il Ministro della Difesa, che conosco personalmente e so di che pasta è fatto). Se non partecipassimo a nessuna missione internazionale, da un lato ha ragione Lei quando sostiene che risparmieremmo un sacco di soldi, dall’altro però verremmo diplomaticamente e militarmente relegati in un angolino remoto, e ciò non è a mio parere accettabile per un grande (nonostante tutto!) Paese come l’Italia che, con i Romani (ricordiamolo) ha tirato fuori dalle caverne mezza Europa…

      Mandare Carabinieri, Genio ecc. disarmati: e se poi sparano ai nostri soldati e questi ci lasciano le penne? Come a Nassiriya! Per poco là non ci lascio un mio fratello! Si è salvato per un pelo!!! E non era là a sparare ed ammazzare iracheni, ma a cercare di ricostruire un Paese martoriato, ricostruendo la loro forza di polizia…

      Quando si risolverà la questione India, spero bene che il governo mandi un segnale forte agli “amici” della UE, agli USA e all’ONU: l’Italia non parteciperà più alle missioni internazionali! A costo di finire in quell’angolino! Ma – secondo me – meglio finirci a testa alta!

  • Fernanda Reply

    18 luglio 2012 at 2:30 pm

    Ok allora io sono una fessa… come tanti che sono andati a firmare per un referendum che non si farà mai e che non servirà nulla… per togliere solamente una piccola percentuale ai parlamentari… ripeto sono una fessa!!! E allora????
    Purtroppo, noi italiani abbiamo poche armi a nostro favore per farci sentire e per far capire che vogliamo dei cambiamenti… e uno dei mezzi/armi che abbiamo è la raccolta firme! Molto probabilmente non servirà a nulla… sicuramente ci sarà da fare altre firme…. eh va beh… vorrà dire che rifirmerò per farmi risentire!
    Non possiamo aspettare che le cose cambino con il primo vento… siamo noi che dobbiamo creare il cambiamento trasformando le nostre lamentele in qualcosa che si fa sentire e che non possono ignorare!
    Grazie a tutti e buona giornata!

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      18 luglio 2012 at 2:45 pm

      Per volere il cambiamento bisogna essere in grado di proporlo, senza incappare in brutte figure. Ammettiamo sia vero che le firme servano solo da segnale o come monito, e che non importa il merito del referendum e il fatto che non si farà mai. Subentra il terzo problema: entro il 26 luglio non si raggiungeranno mai 500.000 firme, mancandone ancora 300.000, salvo un miracoloso “colpo di reni” finale. Ciò vuol dire che in 82 giorni ne sono state raccolte solo 200.000 delle 500.000 necessarie in 90 giorni, e questo solo per imperizia e disorganizzazione degli organizzatori, non certo per complotti dei media o della casta. Ergo, non ci sarà neppure quel segnale da Lei auspicato

      • Giovanni Reply

        18 luglio 2012 at 8:01 pm

        Sig. Ghezzi, capisco lei è un giornalista non un politico suo dovere/lavoro è dare le notizie,magari dare qualche suggerimento soggettivo, quindi capisco che quest’articolo và letto in una certa ottica ma,mi domando, visto che chi ha il tempo,la passione e i mezzi per diffondere notizie perchè non sfruttarlo anche per organizzare o aiutare altri ad organizzare eventi simili in modo che abbiano una possibilità di cambiare le cose?La logica del “perenne arrabbiato” e del “tanto peggio tanto meglio” io l’ho sempre associata a giornalisti di sinistra,per questo non riesco a leggere certi giornali…ultimamente però mi sto ritrovando a leggere gli stessi toni in giornali un tempo più, come dire, propositivi che critici.Capisco la frustrazione, essendo quasi scontata una vittoria della sinistra alle prossime elezioni, cosa che io non mi auguro non tanto per partito preso (mi reputo un libero pensatore col diritto di cambiare la mia preferenza politica secondo il caso)ma per via dell’evidente incapacità a proporre qualcosa di realistico o, per lo meno, sensato.
        La gente è frustrata e arrabbiata, si attacca a qualsiasi cosa pur di avere una ,seppur illusoria, chance di cambiare l’attuale status quo della politica italiana, ammazzare quel poco che abbiamo al momento io penso faccia più male che bene.

        • Riccardo Ghezzi

          Riccardo Ghezzi Reply

          18 luglio 2012 at 8:13 pm

          Se non lo faccio, evidentemente non lo ritengo necessario. Non c’è nessuna frustrazione, non c’entra niente la sinistra. Semplicemente l’odio anti-casta che alimenta solo disinformazione e iniziative inutili (se non a scopi pubblicitari per chi le promuove) non è funzionale a cambiare le cose in meglio

      • Cristina Reply

        19 luglio 2012 at 9:24 am

        Probabilmente ha ragione lei, nn ci sarà nessun segnale, però tra farlo e nn farlo c’è differenza, e la differenza è che cmq qualcosa si sarà sentito. magari nn 500.000 firme, ma di 200.000 e passa firme, di 200.000 mila e passa persone che hanno fatto sentire la loro vose.. di sicuro mentre diranno che era una bufala, che nn se ne è fatto nulla, che la cosa era organizzata male, etc etc etc .. ma almeno sarà una voce che, alimentata, continuerà a crescere.. ho letto che Di Pietro è sulla linea d’onda di farne uno lui regolare, e con tutti i crismi che nn sto qui ad indicare, l’anno prox.. che ne pensa? ho letto molto dei suoi articoli in questi gg, nn mi interessa sapere se è di destra o di sinistra, e nn serve che io le dica cosa penso, ma volevo ringraziarla per le delucidazioni su grillo che devono essere fatte, perchè la gente nn deve vedere solo un anticonformista che sta facendo le cose diversamente e quindi tutti in massa a votarlo, come sta facendo anche la mia famiglia.. io sinceramente nn mi fido, nn mi piace e, come lei, credo che sia solo un comico che dovrebbe stare al suo posto perchè tanto, come gli altri, fa solo i suoi interessi.. di sicuro qualcuno penserà “meglio lui che gli altri”, ma io nn ne sarei così sicuro, perchè, come un comico che fa il politico, nn sa di cosa parla e rischia di fare peggio degli altri. grazie ancora, continuerò a leggere il suo blog.

        • Riccardo Ghezzi

          Riccardo Ghezzi Reply

          19 luglio 2012 at 10:11 am

          200.000 firme non sono un grande segnale. Anzi diciamo pure, senza giri di parole, che sono un segnale ridicolo! Di Di Pietro mi fido ancora meno che di Grillo. Non ha mai rinunciato ai rimborsi elettorali ma vuole proporre un referendum per abolire i finanziamenti pubblici, dopo che lui e sua moglie hanno fondato l’associazione Italia dei Valori (stesso nome del partito) con il solo scopo di gestire interamente i rimborsi elettorali spartendoseli in famiglia; ha proposto un referendum per abrogare la legge elettorale pur sapendo che non può essere abrogata per referendum, e quindi l’ha fatto solo per farsi pubblicità: quando la Corte Costituzionale ha smascherato la truffa, invalidando il referendum, il buon Tonino ha urlato al complotto e inveito contro Corte Costituzionale e Presidente della Repubblica; si è intascato 520 milioni grazie ai referendum su nucleare e legittimo impedimento che hanno superato il quorum: referendum del tutto inutili, soprattutto il secondo. Quindi chissà cosa si inventerà ora sugli stipendi dei parlamentari pur di riguadagnare consenso.
          Per il resto, grazie delle sue parole!

          • Amedeo

            19 luglio 2012 at 8:42 pm

            Quoto in toto!

  • manuela Reply

    19 luglio 2012 at 6:49 am

    certo è che 50.000 euro l’anno moltiplicato per il numero di parlamentari è una cifretta che farebbe evitare i tagli alla 13^ dei poveri lavoratori a 1.300 euro al mese quando sono “ricchi”

  • Daunt Reply

    19 luglio 2012 at 9:26 am

    La gente stammale.

    – Risparmio di 50 milioni l’anno da destinare a salute e istruzione? No, in quanto è matematico che la diaria verrebbe rimborsata sotto altre voci. Quindi il risparmio è 0.

    – Costo del referendum: quelli sono invece soldi che verranno spesi sicuramente.

    Allora che “gesto simbolico” sarebbe, se in realtà pur non producendo alcun effetto COSTA UNA VAGONATA DI SOLDI PUBBLICI?
    E soprattutto, che “gesto concreto” è, se la raccolta firme non può per legge generare un referendum, per i motivi già citati?

    “almeno io faccio qualcosa” è una delle frasi più stupide del repertorio internettiano. E’ ciò che dice una persona che non fa comunque niente (sei andato in comune a firmare, e ora ti senti un eroe? Accidenti, l’autocompiacimento costa poco!), ma che pretende di fare la morale agli altri. E’ il cavallo di battaglia dell’attivista da facebook, sempre pronto a credere a qualsiasi cosa. E chi fa notare che la realtà è diversa è solo un malvagio disfattista. Un articolo del genere andrebbe incensato perchè è sempre degno di rispetto chi ricerca la verità che si nasconde dietro ad un tormentone virale.

  • lara Reply

    19 luglio 2012 at 12:21 pm

    Io sono andata nel mio comune a firmare e i moduli c’erano. Di questa faccenda mi colpiscono alcune cose. La più grave è l’assenza, di come potrei definirla, dell’assunzione del compito di controllore “giuridico” da parte dei comuni che accettano di raccogliere firme in un momento legalmente errato.
    La seconda che il termine per raccogliere firme sia il 31 luglio, ma di fatto solo fino al 26 i moduli sono a disposizione dei cittadini e mi chiedo che fine abbia fatto “fa fede il timbro postale” o altre forme di consegna magari anche elettroniche ( come potrebbe essere anche la raccolta firme).
    La terza è lo scannamento virtuale a cui assisto ogni volta che c’è la possibilità di lasciare un commento. E’ come se ci avessero chiuso dentro una stanza, da cui non riusciamo a uscire e invece di unire gli sforzi per cercare una soluzione, ci prendessimo a mazzate tra di noi. Probabilmente la nostra debolezza è la loro forza.

  • stefania Milani Reply

    19 luglio 2012 at 1:30 pm

    Ma perchè noi italiani siamo sempre presi in giro, a parte fb, in tv, canale 5, nel telegiornale, hanno detto che sono state raccolte 300.000 firme……Ora, le firme, a quanto pare, non servono a niente, noi poveri allocchi siamo sempre messi in mezzo da qualcuno più furbo…..se non ci attiviamo, siamo considerati poco interessati alle problematiche comuni, se ci interessiamo, siamo dei poveri creduloni dei quali, altri, si sono serviti per farsi pubblicità…..Allora, da che parte stare? Continuare a lamentarci, gridando allo scandalo, ogni qualvolta qualcuno froda lo stato e di conseguenza ogni cittadino di questo paese oppure provare a far qualcosa, nel nostro piccolo, anche se forse non serve a niente?

  • fabio Reply

    19 luglio 2012 at 2:56 pm

    L’articolo e le successive risposte ai commenti hanno un comune senso di “disfattismo” per qualsiasi sussulto che venga dal basso che sembrano scritte se non proprio da un parlamentare senz’altro da chi in qualche modo trae un beneficio diretto o indiretto nel mantenere questo“stato dei fatti”. Questa è la naturale conclusione a cui si arriva poiché si possono accettare critiche su iniziative attinenti questioni sociali ma non puro disfattismo, senza proposte alternative.
    Ben venga il moltiplicarsi di iniziative di “ semplici cittadini” che si organizzano e si riscoprono attori principali della tutela dei propri diritti di uguaglianza come del proprio territorio!! (v. comitati per la tutela del paesaggio). Non sono lotte con risultati immediati considerando la differenza di “forze” messe in campo ma certo è che la difesa di questi valori non può essere delegata all’attuale classe politica artefice del disastro socio-economico degli ultimi 30 anni.
    Per questo motivo sono disposto ad andare a firmare referendum e petizioni una volta al giorno pur di non far fermare questo lento ma progressivo fermento sociale vincente che si trova nella parte del bicchiere pieno.
    P.S. Nell’ufficio relazioni con il pubblico del Comune di Ancona erano (e sono) preparati e vi è stata un affluenza tale che per far diminuire il tempo di attesa ieri anche due consiglieri comunali si sono resi disponibili alla raccolta delle firme. I referendum in realtà sono due di cui solo il primo con scadenza con scadenza 26 luglio 2012 tratta dell’abolizione dell’art. 2 della legge 1261 del 1965, il secondo con scadenza in agosto chiede l’abrogazione degli articoli 1-2-3-4-5 della stessa legge.

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      19 luglio 2012 at 4:05 pm

      Sinceramente del secondo con scadenza ad agosto non sapevo nulla, ma al di là del fatto che cambierebbe ben poco perché non sarebbe valido esattamente come quello a scadenza 26 luglio, voglio sperare che non sia vero.
      L’articolo 1 non si può abrogare per referendum, mentre gli articoli 3-4-5 prevedono limitazioni e controllo alle indennità dei parlamentari. L’articolo 3 ad esempio prevede che
      “Con l’indennità parlamentare non possono cumularsi assegni o indennità medaglie o gettoni di presenza comunque derivanti da incarichi di carattere amministrativo, conferiti dallo Stato, da Enti pubblici, da banche di diritto pubblico, da enti privati concessionari di pubblici servizi, da enti privati con azionariato statale e da enti privati aventi rapporti di affari con lo Stato, le Regioni, le Province ed i Comuni. L’indennità di cui all’art. 1, fino alla concorrenza dei quattro decimi del suo ammontare, detratti i contributi per la Cassa di previdenza dei parlamentari della Repubblica, non è cumulabile con stipendi, assegni o indennità derivanti da rapporti di pubblico impiego, secondo quanto disposto dal successivo art. 4. Le disposizioni di cui al comma precedente si applicano anche alle indennità e agli assegni derivanti da incarichi accademici, quando i rispettivi titolari siano stati posti in aspettativa. Restano in ogni caso escluse dal divieto di cumulo le indennità per partecipazione a Commissioni giudicatrici di concorso, a missioni a Commissioni di studio e a Commissioni d’inchiesta.”

      Abrogarlo sarebbe un bellissimo favore alla “casta”. Altro che disfattismo. Se fosse così, “chi in qualche modo trae un beneficio diretto o indiretto” sembrerebbero i promotori del referendum

      • Francesca Reply

        20 luglio 2012 at 3:42 pm

        La proposta è di abrogare Art. 3, comma 4, limitatamente alle parole: “4. Restano in ogni caso escluse dal divieto di cumulo le indennità per partecipazione a Commissioni giudicatrici di concorso, a missioni, a Commissioni di studio e a Commissioni di inchiesta”.

        Per quanto riguarda l’incostuzionalità… ma scusa, ma prima di pubblicare su GU ci sarà qualcuno che controlla che non si stia chiedendo qualcosa di incostituzionale, no? Sennò io domani mattina mi metto insieme a 4 matti e faccio pubblicare su GU una richiesta di abrogazione dell’articolo 3 della costituzione… e la gazzetta che fa? Prende la mia richiesta e immantinente la pubblica?

        Ma no dai, non ci credo!
        La questione dell’incostituzionalità è già stata superata secondo me.

        • Riccardo Ghezzi

          Riccardo Ghezzi Reply

          20 luglio 2012 at 4:37 pm

          No, Lei si sbaglia perché soltanto la Corte Costituzionale si può pronunciare sull’incostituzionalità. E questo avviene solo dopo la raccolta firme.
          E’ già successo con il referendum proposto da Idv sull’abrogazione della legge elettorale: raccolta firme ultimata, iter completato, e poi la Corte Costituzionale l’ha bocciato per incostituzionalità.

  • lapo Reply

    19 luglio 2012 at 4:20 pm

    venga a firmare al quartiere 2 di firenze e vede come siamo organizzati… che è iscritto al pd per caso? evviva ai buffoni

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      19 luglio 2012 at 4:41 pm

      Sì, sono proprio del Pd guardi 😀

      • lapo Reply

        21 luglio 2012 at 7:40 pm

        ecco perfetto allora si prepari a sgommare insieme agli altri ladropartiti, e ci saluti lusi e company

        grazie

  • Serena Reply

    19 luglio 2012 at 5:19 pm

    condivido e aggiungo che io ho sentito parlare di rimborso agli organizzatori di 50cent. per ogni firma. Sarà vero? anche se il referendum è invalidato? Mah……così ci troveremmo a dover pagare qualcosa in più.

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      19 luglio 2012 at 7:12 pm

      Solo se il referendum supera il quorum a consultazione effettuata. Cosa impossibile ormai

  • Antonio Reply

    19 luglio 2012 at 5:19 pm

    Ghezzi hai dato una lucida spiegazione, ma come vedi l’imbonimento mentale e’ così completo che non accettano la realta’ . E’ la prima volta che commento, spero di continuare.

  • dennis Reply

    20 luglio 2012 at 7:40 am

    http://www.beppegrillo.it/2012/07/i_referendum_anti-casta_sono_una_bufala.html

    allora se la gente non crede a questo blog.(QALSI)…magari se vi legette il comico Grillo capite che è una bufala e un altra presa x il culo…..Repubblica delle Banane

    • dennis Reply

      20 luglio 2012 at 7:42 am

      scusate mi è scappato un qalsi….

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      20 luglio 2012 at 8:06 am

      Uh mamma!

    • Francesca Reply

      20 luglio 2012 at 4:21 pm

      No ti prego. Io leggo quello che firmo. L’intestazione, la domanda del quesito l’ho letta.
      Ci sono quelli che mettono firme a casaccio, per carità, ma quelli sono gi cretini e si sa, la mamma dei cretini… Quanto all’articolo che hai linkato, non dice un bel niente. se non buttare li un articolo di legge che dubito abbaino letto attentamente, sostiene che non pubblicizzano il referendum per paura che le firme siano messe a casaccio su altre cose.

      Oltretutto non sarebbe la prima volta nella storia della repubblica che si va a votare nello stesso anno per politiche e referendum.

  • serena Reply

    20 luglio 2012 at 8:04 am

    il modula da firmare esiste e come , io mi sono recata in comune sabato scorso e come altri miei concittadini ABBIAMO FIRMATO il modulo , basta solo portare la carta d’identità

  • Carmine Reply

    20 luglio 2012 at 1:14 pm

    sono perfettamente d’accordo, questo articolo fa chiarezza ai molti che in buona fede simpatizzano per un referendum che non risolverebbe nulla.

  • Carmine Reply

    20 luglio 2012 at 1:15 pm

    sono completamente d’accordo con il contenuto dell’articolo: grazie per la chiarezza!

  • Francesca Reply

    20 luglio 2012 at 3:34 pm

    E’ tutto molto bello quello che scrivi. Solo che non è per nulla preciso.
    Per incominciare i referendum sono 2, proposti da due “organizzazioni” differenti:
    Uno è il Partito Popolare, che citi, il cui quesito è abbastanza scarno come tu stesso ammetti nell’articolo;
    l’altro è il Comitato del Sole e le abrogazioni che propone sono molte di più e parecchio dettagliate.
    Per dovere di cronaca, visto e considerato che ti presenti come giornalista pubblicista e che in alto, nell’header, cè scritto Blog d’informazione, avresti quantomeno dovuto scriverlo.

    Per quanto riguarda l’inammissibilità, non sono poi molto convinta di quel che scrivi. L’art. 31 l. 352/1970
    effettivamente prevete che non possano essere depositate richieste di referendum nei 12 mesi anteriori alla scadenza di una delle due camere ma, c’è un MA parecchio grosso, i quesiti referendari sono stati pubblicati sulla GU del 24/04/2012 e la legislatura dura tecnicamente fino al 28/04/2013. Quindi i 12 mesi ci sono. Oltretutto la legge 352/1970 parla di “DEPOSITO” non di pubblicazione. Presumo, ma su questo punto mi potrei anche sbagliare, che il deposito dei quesiti debba avvenire prima della pubblicazione si GU. I tempi quindi sarebbero ampiamente rispettati. Presumo, mi ripeto.

    Per quanto riguarda il fatto che sia improbabile raggiungere il numero di firma necessarie in tempo, ahimè, credo tu abbia ragione. Però tanto vale provarci, a mio modesto parere.

    • Francesca Reply

      20 luglio 2012 at 3:36 pm

      Mi correggo, sono stati pubblicati sulla GU del 26/04… il resto non cambia.

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      20 luglio 2012 at 4:34 pm

      Ma io del referendum proposto dal “Comitato del sole” proprio non sapevo nulla, tant’è che non l’ho citato nell’articolo. Quindi non può neanche accusarmi di averne parlato male.
      Davvero, non ne so nulla. Non deporrà a favore mio, ma nemmeno dei promotori.
      In ogni caso l’indennità dei parlamentari non può essere abrogata per referendum, altrimenti si creerebbe un vuoto normativo.

      • Francesca Reply

        23 luglio 2012 at 7:36 am

        Non lo sapevo nemmeno io della raccorta firme del Comitato del Sole. Eppure l’ho “scoperto” agevolmente pur non essendo in mio mestiere.
        Questo è il mio “richiamo”.
        Tutto qui.

        I referendum proposti non prevedono l’abrogazione totale dell’indennità parlamentare.

        • Riccardo Ghezzi

          Riccardo Ghezzi Reply

          23 luglio 2012 at 10:17 am

          Ah no? Allora cosa si abroga abrogando l’articolo 1?
          Beata Lei che lo sapeva. Ogni giornalista ha delle fonti. Io sono stato sfortunato a non avere Lei come fonte!

          • Francesca

            24 luglio 2012 at 7:17 am

            Scusi ma lei li ha letti i quesiti referendari o va per sentito dire?

            Copio e incollo:
            Art. 1, comma 1, limitatamente alle parole: “1. comprensive anche del rimborso di spese di segreteria e di rappresentanza”.

            Questo non significa abrogare integralmente l’art.1.

          • Riccardo Ghezzi

            Riccardo Ghezzi

            24 luglio 2012 at 12:37 pm

            Francesca, no che non li ho letti! Certo che ne parlo per sentito dire. Le uniche informazioni che ho sono quelle fornitemi da Lei e da un altro utente, il quale in un commento proprio a questo post ha scritto che i quesiti referendari del Comitato del sole riguardavano l’abrogazione degli articoli 1-2-3-4-5, senza “limitatamente a”.
            Ora, grazie a Lei comincio a saperne di più, però continuo a non riuscire a comprendere quale parte di “non sapevo nulla dell’altro referendum, tant’è che nel mio articolo ho parlato solo di quello di Unione Popolare” Lei non riesce a comprendere.
            Vuole delucidarmi meglio sull’altro referendum? Quando scade la raccolta firme, quante ne sono state raccolte di preciso, quali articoli “limitatamente a” vuole abrogare?
            Glielo assicuro, ho solo Lei come fonte. Anche la rete non mi è d’aiuto, ho trovato solo che la raccolta firme del Comitato del Sole è stata sospesa ieri (chissà come mai, aggiungo, se mi posso permettere).

            Lei ha compreso vero che il mio articolo riguarda SOLO il referendum di Unione Popolare?

        • Gian Franco Reply

          20 agosto 2012 at 12:36 pm

          Frà sei la migliore!! Ti vogliobbène! E sei anche super informata! Offriti come volontaria per la raccolta firme nella tua zona (se già non lo sei…), il comitato del sole ha bisogno di tutti!!!
          Trovi contatti (zona per zona) sul sito (www.comitatodelsole.altervista.org) oppure sulla pagina facebook “referendum sugli stipendi dei politici italiani”.
          Un abbraccio, sciauz!

      • Francesca Reply

        23 luglio 2012 at 7:38 am

        Dimenticavo, non l’ho accusata di parlar male ma di essere stato impreciso. C’è una sostanziale differenza.

        • Riccardo Ghezzi

          Riccardo Ghezzi Reply

          23 luglio 2012 at 10:18 am

          Mi sa dire anche quante firme ha raccolto il Comitato del sole?

          • Francesca

            24 luglio 2012 at 7:21 am

            Non glielo so dire, non me ne sono interessata. Limitatamente al mio paese posso dirle che, il messo mi ha confermato che sono state raccolte parecchie firme ed in quantità più o meno uguale per entrambi i quesiti.

          • Riccardo Ghezzi

            Riccardo Ghezzi

            24 luglio 2012 at 12:39 pm

            Sarà per quello che Le hanno sospese.
            Peccato che non se ne sia interessata. Diamine, è l’unica fonte in tutta la rete

  • Daniele Reply

    21 luglio 2012 at 10:57 am

    Legge 25 maggio 1970, n. 352

    Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo

    (G.U. n. 147 del 15 giugno 1970)

    34. – Ricevuta comunicazione della sentenza della Corte costituzionale, il Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri, indice con decreto il referendum, fissando la data di convocazione degli elettori in una domenica compresa tra il 15 aprile ed il 15 giugno.

    Nel caso di anticipato scioglimento delle Camere o di una di esse, il referendum già indetto si intende automaticamente sospeso all’atto della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto del Presidente della Repubblica di indizione dei comizi elettorali per la elezione delle nuove Camere o di una di esse.

    I termini del procedimento per il referendum riprendono a decorrere a datare dal 365° giorno successivo alla data della elezione.

    Quindi, leggendo e tenedo conto dello scioglimento delle camere nel 2013 e che i referendum vengono stabiliti in una domenica compresa tra il 15 aprile ed il 15 giugno, in caso di raggiungere il quorum si voterebbe nel 2014 o addirittura nel 2015, dipendendo dalla data delle elezioni.

    Ne vale la pena? Che ognuno decida, ma se mi sono fatto un’ idea più completa e consapevole è anche grazie ad articoli come questo.

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      21 luglio 2012 at 11:42 am

      Aggiungiamo anche che i referendum già indetti sono quelli calendarizzati, non quelli la cui richiesta è stata solo depositata

  • Roberto Lepore Reply

    21 luglio 2012 at 11:27 am

    Questa mattina sono andato a firmare e nemmeno ho finito di dire cosa dovevo firmare già sapevano a cosa mi riferivo. Siete voi giornalisti (se così vi possiamo chiamare) che ci riempite di bufale.

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      21 luglio 2012 at 11:44 am

      Sì, probabilmente però se non avessi letto questo articolo non avresti nemmeno saputo del referendum. E’ una battuta, ma non troppo.

  • Candide Reply

    21 luglio 2012 at 11:31 am

    Punto primo il costo del referendum é una tantum mentre il risparmio dovuto al taglio ipotizzato sarebbe costante negli anni. Punto secondo – una raccolta di firme sufficiente per indire il referendum non comporta necessariamente il suo svolgimento. Al di là della dubbia ammissibilità, il Parlamento potrebbe comunque prendere atto della volontà popolare e apportare preventivamente qualche correttivo alla spesa. Punto terzo – questa classe politica insensibile e sorda alle esigenze del Paese dovrebbe trovarsi milioni e milioni di firme per capire che il sistema così come é messo non é più tollerabile dagli elettori.

  • roberto zanella Reply

    21 luglio 2012 at 6:22 pm

    questa mattina a San Martino di Lupari c’era la fila di gente che votava, e sembra che solo in questo comune circa 4000 persone abbiano gia’ votato quindi circa il 50% degli aventi diritto, quindi sono tutti male informati?…noncredo…

  • Daria Reply

    22 luglio 2012 at 9:07 am

    ANDATE A FIRMARE E FATELO IN FRETTA, QUESTO E’ IL PRIMO PASSO, SE POI E’ UNA BUFALA NON IMPORTA, UNA FIRMA NON COSTA NULLA !!!

    http://www.johnny8joker.com/blog/firma-per-abbassare-lo-stipendio-dei-politici/

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      22 luglio 2012 at 10:20 am

      Ecco, infatti, se non serve a nulla non importa. Povera Italia. E voi vorreste cambiare le cose

      • Daria Reply

        22 luglio 2012 at 10:25 am

        tutto questo affanno da parte vostra farebbe pensare che siete “quasi” preoccupati, allora qualcosa cambierà davvero ?!? lol auguri per un prospero futuro sig. consigliere 😉

        • Riccardo Ghezzi

          Riccardo Ghezzi Reply

          22 luglio 2012 at 10:32 am

          Preoccupati della salute mentale di molti italiani di sicuro. Lo dico sinceramente

          • Daria

            22 luglio 2012 at 10:37 am

            come volevasi dimostrare.., il mio era solo un augurio ed in buona fede, saluti e cordialità

          • Riccardo Ghezzi

            Riccardo Ghezzi

            22 luglio 2012 at 11:59 am

            Ma io non sono consigliere di alcunché né sono preoccupato di difendere/perdere privilegi, ergo il Suo era un delirio, gentile signora!

  • giovanni Reply

    22 luglio 2012 at 9:31 am

    Se ne è parlato e diffuso il messaggio,tutto positivo con più chiarezza e responsabilità, chi saprà trarne insegnamento migliorerà sicuramente in futuro e le proprie attese non saranno vane.rimaniamo attenti e propositivi che ci attende un futuro drammatico.

  • Pietro Mondì Reply

    22 luglio 2012 at 1:38 pm

    Noi non siamo cittadini, piuttosto sudditi di questa “Banana Republic” a Regime Autoritario, da dittatura Latino – Americana, che stranamente ha luogo in Europa. Ribelliamoci! (Sarà almeno la 30^ volta, che lo dico! Non saranno gli Italiani, un popolo di sordi?

  • Emiliano Reply

    22 luglio 2012 at 1:42 pm

    Mu sa che diamo un po’ pirla!!
    Infarti anche io noto nella gente incapacità di azioni regalie concrete, quasi fossimo un po’ rincoglioniti. Mi ci mette anche io in mezzo.
    E nonostante questa cosa mi risulta strana sembriamo plagiati quasi drogati!
    Dove’ la vitalità, e la voglia di vivere!.

  • tino Reply

    22 luglio 2012 at 9:14 pm

    io credo che a fine agosto qualche politichese ci lascerà per sempre sarebbe un buon inizio della loro fine….

  • Ermanno Reply

    23 luglio 2012 at 7:08 am

    quoto tino

  • Ivo Reply

    23 luglio 2012 at 3:36 pm

    sono stato al comune di Chiavari ed ho firmato il modulo regolarmente. Non ho certezze , in nessun senso, se serva a qualcosa oppure no, penso però che non danneggi nessuno.

  • Claudio Reply

    24 luglio 2012 at 7:12 am

    Sono davvero dispiaciuto della posizione assunta dal Blog. Sono incappato sul vostro sito per informarmi sul referendum e dopo aver letto i commenti di Ghezzi ero quasi deciso a non andare a fare una brutta figura al Comune (davvero piccolo, nel Lazio). Poi, però, ho deciso di fare il mio dovere e non delegare sempre ad altri le cose da fare. E negli uffici del Comune è iniziato il mio stupore: sapevano perfettamente tutto e non ho avuto alcuna difficoltà a firmare. Per quanto concerne l’inutilità del gesto, sono assolutamente in disaccordo. Quando si tratta di referendum che rimanda i temi SEMPRE e COMUNQUE alle decisioni del Parlamento, l’azione dei cittadini è di STIMOLO e di INDIRIZZO e manifesta una VOLONTA’. Pertanto, anche se in questo caso è chiara l’inammissibilità del quesito è fondamentale che noi manifestiamo il nostro sdegno verso medievali privilegi che non hanno più ragione di esistere. E sono sconfortato che cittadini veramente impegnati come voi liquidino queste manifestazioni popolari con tecniche “partitiche” degne della migliore “democrazia cristiana” di andreottiana memoria. Non è importante sapere il risparmio che ne deriverebbe e se il referendum sarà ammissibile. E’ FONDAMENTALE DIRE LA NOSTRA, farci sentire, dare segnali di un Italia stanca e sdegnata. Servono quindi milioni di firme per far capire ai nostri (anche se non li ho votati, MAI)rappresentanti che la festa sta per finire. Il ragionamento di Ghezzi è del tipo: non partecipiamo a lla manifestazione perchè tanto saremo pochi e non succederà proprio niente. Allora per la gioia dei pessimisti potremo riscrivere: La Storia Infinita

  • Francesca Reply

    24 luglio 2012 at 1:14 pm

    Carissimo Ghezzi, non riesco a risponderle più in alto pertanto lo faccio qui sotto.

    fonte:
    http://comitatodelsole.altervista.org/nuova-pagina.html

    bastava un copia incolla di 15 secondi in google per trovare il loro sito ufficiale (molto casereccio, in effetti).
    Davvero hanno sospeso la raccolta firme? Peccato.

    Io non riesco a capire quale parte del mio “non l’ho accusata di parlar male ma di essere stato impreciso” non è riuscito a cogliere.
    Forse sono stata troppo diplomatica. Cercherò di essere più diretta: il fatto che il suo articolo riguardi esclusivamente la domanda di referendum di UP non significa che lei sia stato meno superficiale e qualunquista nell’affrontare l’argomento.
    Lei si presenta come giornalista, non come semplice blogger.
    In qualità di giornalista lei è stato molto poco professionale, ha fatto mala informazione, incompleta e tenedenziosa. Se non sapeva del secondo referendum è un problema suo. Il fatto di non sapere non è di per sé un’attenuante, non giustifica la sua omissione. Punto. Fine. Chiuso.
    Mi spiace se la cosa la turba ma io quando sento un professionista dire “ma io non lo sapevo” su una cosa che avrebbe dovuto sapere, resto sempre un po’ basita. E delusa. E’ un po’ come se il mio commercialista, alla mia domanda sul perchè non mi ha detratto le spese d’asilo, mi rispondesse “ma io non lo sapevo che si poteva!”.
    Le è chiaro ora o necessita di un disegnino? Perchè in tal caso, sebbene io non sia una grande artista, appena ho un’oretta mi posso impegnare.

    Che altro dire? Buona fortuna e buona vita.

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      24 luglio 2012 at 1:27 pm

      Allora mento: sapevo tutto sul Comitato del Sole, così è più contenta.
      Davvero, il disegnino dovrei farglielo io per farLe entrare in testa che il mio articolo riguardava esclusivamente il referendum di Unione Popolare, non sono stati minimamente toccati quelli del Comitato del Sole di cui non potevo trattare non essendone informato.
      Un giornalista è tenuto ad avere fonti e ad apprendere notizie e approfondire, non a sapere per scienza infusa o a parlare di cose di cui non è a conoscenza.
      L’articolo parla di UN referendum specifico, non parlare di un altro organizzato da altri promotori non è certo omissione di notizia.
      In ogni caso, diamo la notizia or ora: il Comitato del Sole ha SOSPESO la raccolta firme. Probabilmente vorrà riprenderLa ad ottobre per poi presentare il referendum a gennaio, sempre se lo vogliono fare visto lo scarso successo. Si sono accorti pure loro che nel 2012 non si possono presentare referendum.
      Dilettanti allo sbaraglio, come Unione Popolare.
      Vuole che faccia un articolo anche sul Comitato del Sole, soprattutto oggi che hanno sospeso la raccolta firme? Non ne parlerei bene…

  • Sandra Reply

    25 luglio 2012 at 11:32 am

    Come al solito… Italia cialtrona e disorganizzata ! Ma che ci stanno a fare le proposte, sr poi vengono disattese!!!!

  • Mark Reply

    25 luglio 2012 at 12:30 pm

    Citando un pezzo del suo post:
    “difficilmente troveranno qualcosa da firmare, quel qualcosa da firmare non riguarda il taglio degli stipendi ma solo una inutile diaria, ed inoltre questo referendum non ci sarà mai”

    Da quanto avete scritto sopra non si riesce a capire se si va nei comuni di riferimento si trova la possibilità di firmare la petizione ed inoltre dal mio modesto punto di vista ogni occasione per eliminare una diaria fissa é buona perché si comincia da capitoli di spesa di quel tipo in quanto il messaggio che deve arrivare loro é che non sono intoccabili i loro privilegi, anzi e che devono iniziare a sentire anche loro il fiato sul collo, molto di più di quanto possano sentirlo ora.
    Tutto questo perché la questione di fondo é che la situazione dei loro privilegi é schifosa se paragonata ad un “normale onesto lavoratore” e soprattutto in una situazione delicata dei conti dello stato come la nostra direi anche insostenibile nel tempo. Quindi sarà marginale la riduzione di un’indennità o diaria fissa, ma anche se con il referendum spenderò di più, innanzitutto lancio un segnale che può rafforzarsi nel tempo e poi i soldi del referendum li recupero nel corso del tempo perché si tratta di una diaria/indennità fissa che verrebbe per sempre eliminata mentre il referendum ha un costo “una tantum”.

    Ringrazio per l’attenzione e consiglio di generare informazione anti-casta, non capisco perché ci siano ancora persone che abbiano intenzione di difendere questo tipo di istituzioni oramai obsolete e destinate a implodere; ok, il suo é stato probabilmente un tentativo di dare correttamente le informazioni e questa é una faccenda positiva, però indirettamente e forse anche involontariamente ha anche difeso quell’insieme di gruppi che vivono molto al di sopra delle possibilità a discapito degli altri e della società intera.

    In questo clima di profonda ingiustizia sociale nel quale ci troviamo a vivere tutti quanti, trovo assurdo anche se animato da “buone intenzioni”, difendere seppur indirettamente quel tipo di istituzioni. Il messaggio che traspare dal suo blog é che chiunque stia organizzando iniziative per il taglio degli stipendi dei parlamentari é disorganizzato e non otterrà mai quello che la sua iniziativa si prefigge di ottenere.
    Io credo invece che questo é solo il punto di partenza che serve a canalizzare l’attenzione delle persone su queste importanti argomentazioni e che nel tempo si arriverà a qualcosa di molto più mirato ed organizzato, a causa del fatto che certe cose prima o poi vengono affrontate perché tutti lo vogliono, più di qualunque altro tipo di taglio ai costi della macchina statale; credo si tratti soltanto di una questione di tempo e certe persone che rappresentano certe istituzioni che si trascinano avanti nascondendo il loro pessimo operato (pessimo per la comunità sia beninteso loro stanno li per pura convenienza personale), saranno fermati per il bene di tutti e saranno relegati a diversi ruoli dove il loro essere dei “parassiti sociali” venga arginato il più possibile.
    Detto questo credo che il dibattito generato dal suo post sia stato interessante.
    Ringrazio ancora, distinti saluti.

  • luisa mammina Reply

    25 luglio 2012 at 2:34 pm

    intanto ci andiamo comunque e poi si vede

  • Domenico Reply

    25 luglio 2012 at 7:22 pm

    Bisogna firmarepuò essere un inizio…..

  • Domenico Reply

    25 luglio 2012 at 7:26 pm

    I politici si mangiano i nostri soldi,questo può essere un inizio per cercare di cambiare qualcosa,siamo milioni di persone……spero si possa dare una piccola svolta!

    • Il papà di Doris Reply

      26 luglio 2012 at 5:57 am

      io l’ho fatto, è un buon inizio

  • jessica Reply

    26 luglio 2012 at 8:14 am

    e perchè io ho firmato? la cosa esiste eccome!!!!!!

    • Qelsi

      Qelsi Reply

      26 luglio 2012 at 8:23 am

      Nessuno dice che non esiste Jessica, semplicemente non è ammissibile

  • Ilenia Reply

    26 luglio 2012 at 4:27 pm

    perché non vengono messi tutti i commenti ? avete paura di pubblicarli ?

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      26 luglio 2012 at 7:27 pm

      Non ne abbiamo cancellato nessuno, se non quelli contenenti offese o insulti

  • tiziana specchia Reply

    26 luglio 2012 at 7:52 pm

    il mio, comune ha aderito,senza nessun problema, e tantissimi “”cittadini”” si sono recati a firmare…. prima o poi ci riusciremo,a togliere questa indecenza..

  • stefania Reply

    26 luglio 2012 at 9:07 pm

    mi hai illuminata!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • Ilenia Reply

    27 luglio 2012 at 8:55 am

    Insulti ? Non mi sembra proprio, e poi perché qualcuno dovrebbe insultarvi ? Avete fatto qualcosa per meritarveli ?
    Non vedo questo per esempio (agli utenti del forum valutare):

    vedo che la gente risponde bene, facendo la cosa giusta, in questo caso il blog lo hanno fatto tutti quelli che hanno risposto, a volte anche un blog poco meno che inutile può diventare utile, grazie a tutti, tra cui: Francesca, Daria,(siete state stupende!) Domenico, luisa mammina, Mark, Ivo e tutti quelli che sono andati a firmare, perché è grazie a voi/noi che un giorno cambierà qualcosa, p.s. in un comune piccolissimo come il mio sono stati organizzatissimi e non ho avuto problemi, se non incappavo in questo blog ed in particolare nelle parole di Daria forse non sarei andata, grazie.

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      27 luglio 2012 at 9:25 am

      Boh, nemmeno io l’ho mai visto, altrimenti l’avrei approvato…
      Lo sai che in ogni caso dovrai tornare a firmare ad ottobre vero (sempre se avranno voglia di ricominciare con la raccolta firme)? Poi attendiamo che i promotori ci offrano un caffè, visto che diamo noi le informazioni che loro si dimenticano/non sono capaci di dare

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      27 luglio 2012 at 9:29 am

      Non lo so se li meritiamo, c’è gente che commenta solo per scrivere “prrrrrr” o altre cose, purtroppo questo blog non svolge assistenza sociale per chi non trova scopi nella vita, per cui non approviamo commenti di questo tipo.
      Forse è per questo che per te “siamo inutili”, per altri che vogliono solo informarsi sicuramente no.
      In ogni caso il tuo commento non l’abbiamo proprio mai visto, tant’è che adesso l’abbiamo approvato

  • Pierfrancesco Catapano Reply

    28 luglio 2012 at 6:45 am

    Quanti di voi sanno che anche il Comitato del Sole promuove un referendum per
    “Abrogazione parziale della legge 31
    Ottobre 1965 n.1261 sulla
    determinazione delle indennità
    spettanti ai membri del
    Parlamento” agli articoli 1; 2; 3; 4; 5 che produrrebbe un taglio di € 12000 dagli stipendi dei parlamentari? Nessuno. Tutti che parlano di unione popolare . È vero: la legge dice l’articolo 31 della legge n.
    352 del 25 maggio 1970 stabilisce che
    “Non può essere depositata richiesta
    di referendum nell’anno anteriore alla
    scadenza di una delle due Camere e
    nei sei mesi successivi alla data di
    convocazione dei comizi elettorali per
    l’elezione di una delle Camere
    medesime”. E l’articolo 28 della stessa fissa in 90 gg il termine utile per raccogliere le firme. Vista la sentenza della consulta del 1992 che toglie ogni dubbio sull’interpretazione di “anno anteriore” e specifica “si intende dal 1 gennaio al 31 dicembre ” quindi si fa riferimento al 2012 . Considerato che la scadenza naturale delle camere è il 28 aprile, si crea una finestra temporale per presentare la proposta di referendum a gennaio 2013 e se ammissibile, celebrarlo nel 2014 . Pertanto il Comitato del Sole ripartirà con la raccolta delle firme in tutta Italia ai primi di ottobre . Aggiungo solo che il Comitato del Sole non è affiliato ad alcun partito e per coerenza, gli eventuali rimborsi elettorali saranno devoluti a istituti ospedalieri.
    Per tutte le informazioni vi rimando al nostro sito ufficiale .

    http://www.comitatodelsole.altervista.org/nuova-pagina.html

  • Pierfrancesco Catapano Reply

    28 luglio 2012 at 7:26 am

    Accettata la sua osservazione che il comitato del sole non è oggetto del suo articolo, la invito a informarsi e a meno che non vi sia avversione per i referendum dai parte sua a prescindere, a darne informazione imparziale ai suoi lettori ed ammettere che anche lei ha le idee confuse sulla legge n.
    352 del 25 maggio 1970 . Noi del Comitato del Sole non abbiamo avuto paura di riconoscere l’errore nel quale sono caduti tutti, chi sostenendo la tesi che non si potesse fare, chi come unione popolare si ostina ancora a raccogliere firme prima di ottobre.
    Cordiali saluti.

    http://www.comitatodelsole.altervista.org/nuova-pagina.html

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      28 luglio 2012 at 9:31 am

      Ma voi del Comitato del Sole avete fatto il medesimo errore dell’Unione Popolare e fate finta di non ammetterlo. Tanto che sul vostro sito comunicate che farete un’altra raccolta firme ad ottobre a causa dello “scarso successo” (colpa vostra, non dei media) e non ammettete di aver commesso un errore abbastanza grossolano.
      Per il resto è vero: nel mio articolo parlo del referendum promosso da Unione Popolare, perché è di quello che si parla su internet e su facebook.
      Non ho nessuna preclusione nei confronti dei quesiti proposti dal Comitato del Sole, semplicemente non li conoscevo e a mio modesto parere non saranno approvati dalla Corte Costituzionale (ma su quello non voglio mettere becco).

      Se volete visibilità potrei fare un articolo anche su di voi, come ho fatto su Unione Popolare. Scriverei però quanto segue:
      1) La raccolta firme, nonostante l’argomento molto “sentito”, ha avuto uno scarso successo. Ne sono state raccolte poco più di 200.000 (come ammettete sul vostro sito) in tre mesi. Come per Unione Popolare.
      2) Il referendum sarebbe stato presentato nel 2012, contrariamente a quanto previsto dalla legge. I promotori non ammettono l’errore e vogliono ripetere la raccolta firme a partire da ottobre per poterlo presentare poi a gennaio 2013, magari adducendo scuse come complotti e censure da parte dei media.
      3) Difficilmente i quesiti saranno accolti dalla Corte Costituzionale, a differenza di quello dell’Unione Popolare che si limitava a parlare di diaria. Quello di Unione Popolare sarebbe stato un referendum inutile, ma perlomeno non incostituzionale. Il vostro rischia di esserlo: le indennità dei parlamentari non possono essere ridotte per referendum.

      Ma se a voi interessa solo visibilità e pubblicità, che però non riuscite a garantirvi, forse vi farebbe piacere anche un articolo di questo tipo…

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      28 luglio 2012 at 9:34 am

      Io, idee confuse? L’ho spiegato cosa dice la legge.
      E non ho proposto alcun referendum nel 2012.
      Né ho visto sul vostro sito che ammettete l’errore. Dite solo che ripartirete ad ottobre perché c’è stata una scarsa partecipazione. A meno che non abbiate cambiato versione tra ieri e oggi.
      Ma ve ne siete accorti dopo 90 giorni che il referendum non poteva essere presentato nel 2012? Avevate bisogno dell’articolo su questo blog?

  • Pierfrancesco Catapano Reply

    28 luglio 2012 at 10:31 am

    Lei ha sostenuto la non fattibilità della proposta, interpretando in modo errato come tutti la legge. Noi siamo stati i primi a cogliere le dichiarazioni della consulta in merito ed a comportarci di conseguenza. Le ho reso atto che il Suo articolo riguarda Unione Popolare, con il quale non abbiamo rapporti e poco ci interessa del loro destino. Ora le rinnovo l’invito ad approfondire la nostra conoscenza , dato che ad ottobre ripartiremo con la raccolta delle firme , e a darne informazione imparziale ai suoi lettori. Noi non siamo un partito e facciamo ricorso al web per farci conoscere. In questi giorni abbiamo anche avviato un mailing nei confronti di tutte le testate giornalistiche, il cui esito sarà costantemente aggiornato e riportato sul nostro sito. Torno a ribadire che la raccolta firme di Comitato delle Sole ripartirà dal 1 ottobre e presenteremo la proposta di referendum a gennaio 2013. Così come consentito dalla normativa vigente.
    Cordialì saluti .

    Info su:
    http://www.comitatodelsole.altervista.org/

    • Pierfrancesco Catapano Reply

      28 luglio 2012 at 10:36 am

      Verbale volant, scripta manent .

      • Pierfrancesco Catapano Reply

        28 luglio 2012 at 10:47 am

        “verba” ovviamente, maledetto T 9 🙂

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      28 luglio 2012 at 11:36 am

      No, io parlando di Unione Popolare ho sostenuto che non possano essere presentati referendum nel 2012, anno antecedente a quello dello scioglimento della Camere. Ma lo stesso errore l’avete fatto voi, e non lo ammettete sul vostro sito. Dite solo che ripartirete ad ottobre e presenterete il referendum a gennaio 2013, ed è un epilogo un po’ “fantozziano”.
      Vi posso fare un in bocca al lupo: se avete raccolto 200.000 firme in 80 giorni, dovrete lavorare sodo per raccoglierne 500.000 in 90 giorni da ottobre a gennaio. Con un po’ di organizzazione e sacrifici (banchetti ecc. ecc.) senza pretendere nulla dai media, si fa.
      Continuo però a ribadire che ritengo incostituzionale il vostro referendum, a differenza di quello di Unione Popolare che si limitava alla diaria: è molto probabile che la Corte Costituzionale lo bocci una volta completata la raccolta firme. Ma questa è una mia opinione per nulla autorevole, non sono un costituzionalista: dico solo che in occasione del referendum per abrogare la legge elettorale ho già avuto ragione io. E’ un precedente…

  • Sergio Reply

    28 luglio 2012 at 5:43 pm

    Avevo già deciso di NON ANDARE a firmare ma, dopo questo maldestro tentativo di difendere l’indifendibile, lunedì andrò in comune a firmare!
    Grazie del servizio svolto!

  • Pierfrancesco Catapano Reply

    30 luglio 2012 at 10:10 am

    Leggendo i commenti sul tema, non solo su questo blog, il concetto più condiviso, anche da Lei, è “tanto poi fanno come gli pare “. Finora. Il 20 luglio la Corte Costituzionale ha bocciato l’articolo 4 del Decreto Legge Berlusconi che rendeva carta straccia il risultato del referendum sull’acqua pubblica. Per effetto di quella sentenza, che costituisce un precedente e fa giurisprudenza, si stabilisce il valore vincolante dell’esito del voto. D’ora in poi, il governo non può più stravolgere a colpi di decreti legge la volontà popolare espressa con i referendum. Basterebbe dare il giusto risalto a questa storica sentenza per vedere la fila agli uffici comunali ed ai banchetti per firmare. Per approfondire vi rimando a :
    http://www.acquabenecomune.org

    Anche confortati da questa notizia, il Comitato del Sole ripartirà con la raccolta delle firme ai primi di ottobre.
    http://www.facebook.com/events/174511206014796/?refid=17&_rdr

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      30 luglio 2012 at 1:29 pm

      Io capisco che il fantomatico Comitato del Sole abbia bisogno di visibilità e sfrutti anche questo blog a tal fine, ma almeno non si venga qui a fare discutibile propaganda politica.
      Innanzitutto, almeno informarsi sugli argomenti trattati: l’articolo 4 di quello che Lei chiama il “Decreto Legge Berlusconi” (che Lei forse chiama così per darne una connotazione ulteriormente negativa) altro non è che l’articolo 4 del decreto legge 138 del 2011, “Adeguamento della disciplina dei servizi pubblici locali al referendum popolare e alla normativa dell’unione europea”.
      Tale articolo aveva reintrodotto la disciplina dei servizi pubblici locali ad eccezione del servizio idrico integrato, interpretando la volontà popolare allo stesso modo in cui Lei la interpreta: ossia che l’intenzione del referendum fosse quella di mantenere il carattere pubblico del servizio di distribuzione dell’acqua.
      La Corte Costituzionale, con la sentenza 199 del 20 luglio 2012, ha invece stabilito che la reale intenzione del referendum fosse quella eliminare dall’ordinamento giuridico l’articolo 23-bis della legge 133/2008 e l’intera disciplina anche degli altri servizi pubblici locali.
      Una cosa che evidentemente non hanno capito neppure molti promotori o simpatizzanti dei quesiti referendari, che Lei stesso definisce “per l’acqua pubblica”, altrimenti non avrebbe scritto che l’articolo 4 del Dl 138/2011 “rendeva carta straccia il risultato del referendum sull’acqua pubblica”.
      E’ vero l’esatto contrario.
      Prima di cantare vittoria, mi informerei su come amministrazioni locali di centro-sinistra – la Puglia di Vendola, proprio una delle Regioni che ha fatto ricorso contro questo famigerato articolo 4, o il Comune di Salerno di Vincenzo De Luca, uno dei principali sostenitori del referendum- abbiano recepito la volontà popolare. Potrebbe scoprirne delle belle.

      Si chieda come mai la Corte Costituzionale non si è mai pronunciata sui rimborsi elettorali che hanno sostituito i finanziamenti pubblici dopo il referendum del 1993.

      E si prepari a gioire di una sentenza della Corte Costituzionale anche quando boccerà i referendum proposti dal Comitato del Sole.

  • Pierfrancesco Catapano Reply

    30 luglio 2012 at 10:49 am

    Quanto alla sua affermazione sulla ammissibilità del quesito, l’ articolo 75 dice:
    Non tutte le leggi possono essere
    oggetto di abrogazione tramite
    referendum: alcune materie sono
    sottratte dal secondo comma dello
    stesso art. 75 della Costituzione
    dall’azione dell’istituto. La
    disposizione costituzionale cita
    espressamente “le leggi tributarie e di
    bilancio, di amnistia e di indulto, di
    autorizzazione a ratificare trattati
    internazionali” ovvero quelle leggi comunemente chiamate “finanziaria” mentre la legge oggetto della proposta di referendum verte sul regolamento delle camere in materia .
    Quindi invito tutti a tornare fiduciosi a firmare a ottobre , per questo ed altri referendum.

    http://m.facebook.com/groups/244134742274771?refid=48

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      30 luglio 2012 at 1:42 pm

      Certo, come disse Di Pietro in occasione del referendum per abrogare la legge elettorale. Almeno lasci un suo recapito, così chi correrà a firmare saprà a chi rivolgersi in caso di bocciatura da parte della Corte Costituzionale.
      Ma non era più intelligente proporre, ad esempio, una legge di iniziativa popolare su un tetto massimo di guadagno netto dei parlamentari? Meno costosa di un referendum, propositiva e non abrogativa, ossia non sarebbe andata ad abrogare cose che non si possono abrogare

  • luigino bucchi Reply

    30 luglio 2012 at 9:10 pm

    Ciao, sono Luigi da Cerveteri (Roma). Nel mio comune si poteva firmare eccome. Il tamtam mediatico tramite fb ha funzionato, quando sono andato io il giorno 20 luglio avevano firmato moltissime persone. Anche se il referendum sarà giudicato inammissibile sarà comunque un GRANDE SEGNALE per la casta che non è solo quella dei deputati ma di un vasto contorno di dirigenti, funzionari e mangia soldi con doppi e tripli stipendi più pensione. Un abbraccio a tutti.

  • Pierfrancesco Catapano Reply

    30 luglio 2012 at 9:42 pm

    Certamente, se le leggi di iniziativa popolare avessero una minima speranza di successo, sarebbe la cosa migliore. Ma come lei stesso ha detto … Chi voterebbe contro se stesso? Le petizioni del V day che fine hanno fatto? Comunque sia, il Comitato del Sole esiste , è una realtà in crescita e non me ne voglia, ma questo blog o un altro cambia poco . Intervengo ovunque si parli dell’agomento. Dispiace questa antipatia preconcetta da parte sua, soprattutto perché anche Lei ha partecipato a campagne referendarie, anche se promosse da un partito. Evidentemente ci associa al movimento popolare per la similarità dei quesiti. Quanto a me, sono un attivista e presentarmi con nome e cognome è più che sufficiente . Noto con piacere che non ha obbiettato sul fatto che la proposta interessa il regolamento delle camere e non la legge di bilancio. È un progresso 🙂

    http://www.facebook.com/events/174511206014796/

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      31 luglio 2012 at 10:44 am

      Anche i referendum possono non avere successo. Pure in caso di raggiungimento del quorum e vittoria dei sì, ne abbiamo molti esempi. Possono essere arginati.
      Con la differenza che sono molto più costosi.
      Non si illuda a causa della sentenza della Corte Costituzionale di luglio, che come Le ho detto ha solo chiarito come fosse da interpretare il quesito referendario, che il governo non aveva recepito correttamente dando per scontato che la volontà popolare fosse solo quella di mantenere il carattere pubblico del servizio di distribuzione dell’acqua. E ammettiamolo pure: tutti coloro che sono andati a votare Sì pensavano a quello, non credevano certo di creare un vuoto normativo sulla disciplina dei servizi pubblici locali.

      Ma se il parlamento sostituisce l’articolo o il comma o la frase abrogati da un referendum con un altro articolo, comma o frase, la Corte Costituzionale non può fare nulla. Ossia: non può fare nulla se il parlamento sostituisce la diaria con qualcosa di simile, o i rimborsi spesa con una voce a conti fatti identica. Così come non ha potuto fare nulla quando i finanziamenti pubblici sono stati sostituiti dai rimborsi elettorali.
      Se “dare un segnale” è il vostro obiettivo, una legge di iniziativa popolare con un’adeguata copertura mediatica (che deve essere garantita dai promotori che si fanno “il culo”, non dai media che rincorrono i promotori) sarebbe più che sufficiente…

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      31 luglio 2012 at 10:47 am

      Io non ho detto “Chi voterebbe contro se stesso”, io e Qelsi siamo due persone differenti. Ma in ogni caso pure io penso che sia molto difficile che i parlamentari si riducano sensibilmente i loro stipendi. Peraltro va detto che in parlamento siede molta gente che è abituata a guadagnare molti più soldi di quanti ne guadagna svolgendo l’attività parlamentare, e che abbandonando la precedente attività addirittura si “impoverisce”, per quanto si parli di cifre che per noi comuni mortali restano irraggiungibili

  • Giancarlo Barbieri Reply

    31 luglio 2012 at 8:11 am

    Il problema penso non si rislverà mai se prima non si
    modificheranno i criteri di pagamento ai parlamentari.
    Mi spiego: I parlamentari che possono essre configurati come liberi professionisti che svolgono attività su mandato dei cittadini, dovrebbero essere pagati con Fattura
    e con emolumenti rapportati ai compiti che DOVREBBERO SVOLGERE. Con una clausola che in caso di mancato raggiungimento dei risultati (promessi) e chiesti dagli Italiani, i nostri parlamentari dovrebbero rendere in percentuale al lavoro svolto e/o pagare per i danni eventualmente fatti.
    Capiamo che è utopia, anche perchè sono loro che dovrebbero emanare una legge in questo senso.
    Noi italiani (pecore) dovremmo invece essere attenti a chi
    andiamo ad eleggere, che dovrebbero avere le caratteristiche necessarie a svolgere i loro compiti.
    Abbiamo parlamentari globe-trotter che mutamo le loro caratteristiche e conoscenze operative, come i camaleonti, divenendo specialisti in ogni campo a seconda degli incarichi.
    Forse nascono baciati dagli Dei, perchè hanno esperienze in ogni campo, Chi va all’agricoltura, magari è nato Ingegnere navale, chi va agli esteri probabilmente non conosce nemmeno una lingua e nemmeno la geografia, chi va ai trasporti o alle infrastrutture è magari un medico, ma non importa, come si occupa la sedia, per miracolo, si diviene specialisti del settore.
    Infatti vediamo a quali risultati ci hanno portato.
    Qualche giovane non si potrebbe pensare??, Ma questi dicono, mnon hanno esperienza e fanno errori, ma i nostri soloni non hanno fatto solo errori, ma disastri e loro interessi personali moltiplicando le sedie gli Enti inutili mangiadenaro e, ponendo, in posti chiave, personaggi che non erano capaci nemmeno di pulirsi le loro scarpe.
    Chiedere quindi di indire un referendum per didurre gli stipendi ai parlamentari non serve a nulla. Bisogna fare un referendum che ponga i parlamentari nelle condizioni di lavorare onestamente, con professionalità, e con ritrovata etica morale – caratteristiche non loro e che se non esistono nel loro DNA non possono essere certamente divenire loro patrimonio con regole stabilite con referendum. Ma si può provare redigendo un codice etico di comportamento ai quali i parlamentari dovranno fare riferimento a pena la decadenza dall’incarico che può essere stabilito SOLO da un comitato di normali cittadini italiani e non da un organismo creato dalla politica.
    L’amoralità di buona parte della politica purtroppo è stato un esempio che ha portato anche a buona parte degli italiani una generalizzata perdita di valori. Quegli Italiani che ancor oggi vivono di furbizie e speculazioni imparate da molti nostri governanti.
    Di buoni esempi da citare ai posteri oggi ve ne sono pochi forniti dai nostri parlamentari che continuano, in barba ai problemi economici del popolo italiano a pensare chi dovrà o non dovrà scaldare le prossime sedie in Parlamento e dintorni. Chi dovrà divenire Presidente del Consiglio chi della Repubblica e come nominarlo senza però indicare quali soluzioni saranno prese e quali programmi saranno perseguiti. In pratica cercano solo di salvaguardare il loro status quo pensando di essere gli Eletti dal cielo.
    Cosa ne dite?
    Gian

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      31 luglio 2012 at 10:50 am

      Riflessioni giuste, fermo restando che ciò che chiedi è impossibile da attuare per mezzo di un referendum abrogativo

  • Pierfrancesco Catapano Reply

    31 luglio 2012 at 6:02 pm

    Vede, se il quesito sarà ammesso il referendum si terrà nel 2014. Prevedibilmente le nuove camere esprimeranno una maggioranza di centrosinistra con lega e M5s all’opposizione. È auspicabile che intervengano sulla legge prima che venga indetto il referendum , ma la già citata sentenza della corte costituzionale del 20 luglioci mette nella condizione di dire “o cambi la legge tu o l’abroghiamo noi”. Su questo tema i partiti si giocano una larga fetta dell’elettorato e della loro credibilità. Quanto ai costi del referendum, valutabili in 200 milioni di euro, mi dica: ma quello che sostenne Lei sulla devolution era gratis? Non credo. La differenza è che il nostro, andando ad eliminare tutta una serie di rimborsi, produce degli effetti indiretti sul bilancio che in tre esercizi finanziari ripagheranno dei costi sostenuti. Lo stipendio netto nessuno lo vuole negare. Personalmente trovo anche giusto che un parlamentare guadagni quanto un medico o un avvocato, ma è altrettanto giusto adeguarci alla media europea. Penso che su questa pagina ci siamo detti tutto. Se vuole continuare, sono su facebook. La saluto.

    http://www.facebook.com/events/174511206014796/

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      31 luglio 2012 at 9:13 pm

      Sì, il referendum sulla devolution può senza dubbio essere stato un costo, ma non è stato né promosso né voluto da alcuno. Era semplicemente obbligatorio, in quanto come Lei dovrebbe sapere qualsiasi riforma costituzionale approvata dal parlamento con una maggioranza inferiore ai 2/3 deve essere sottoposta a un referendum che non ha bisogno del quorum. Questo è ciò che differenzia un referendum costituzionale da un referendum abrogativo. Se la riforma della devolution fosse stata votata dai 2/3 del parlamento, non ci sarebbe stato alcun referendum. Invece è stata approvata da una maggioranza relativa, non sufficiente per fare a meno del referendum.

      Non capisco se la sua previsione sulla futura composizione del parlamento nasconda la speranza che una futura possibile maggioranza di centro-sinistra possa ridurre gli stipendi dei parlamentari: io avrei molti dubbi in proposito.

      Infine, come Le ripeto credo che Lei continui a caricare di un significato eccessivo la sentenza della Corte Costituzionale del 20 luglio, che non ha fatto altro che stabilire come andava recepito il referendum sui servizi pubblici locali.

  • Pierfrancesco Catapano Reply

    31 luglio 2012 at 7:44 pm

    Anche se su posizioni diverse, è stato un piacere trovare un avversario preparato e che abbiamo portato avanti la discussione su toni civili e con educazione.

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      31 luglio 2012 at 9:14 pm

      Ci mancherebbe, piacere mio. Ma non mi sento avversario di nessuno!
      Saluti

  • Pierfrancesco Catapano Reply

    31 luglio 2012 at 9:31 pm

    È una previsione basata sui sondaggi sull’orientamento di voto e dalla quasi certezza che continuerà l’intesa A.B.C. (mi permetta : che schifo). La speranza è che tutti per opportunismo politico si rendano conto di quanto peserà la questione nella campagna elettorale e ne facciano una impegno programmatico. La faccia e la reputazione se la giocano loro.

  • Rosy Reply

    8 agosto 2012 at 2:53 pm

    Io sono andata in Comune e ho firmato. La raccolta firma era ben evidenziata, anzi mi hanno detto che ce n’era un’ altra raccolta simile (riduzione stipendio ai parlamentari) che scadeva ad agosto. Ovviamenti le ho firmate entrambe, ho pubblicizzato e accompagnato amici residenti fuori Torino a firmare.
    E’ importante dare il nostro contributo, se non altro per coscienza e per non essere impotenti, per far sentire la voce del popolo, per non arrendersi e accettare questa vergogna della casta che non si vergogna a guadagnare così tanto, mentre la gente comune viene affamata, addirittura arrivando al suicidio per il proprio fallimento, per colpa dello casta e di queste leggi che proteggono e arricchiscono solo loro, mentre per noi solo sacrifici. I sacrifici li paghiamo solo noi. Per noi non esistono i diritti acquisiti, per loro invece i diritti acquisiti sono intoccabili.Ma stiamo scherzando? La vergogna italiana, più sei furbo e più sei furbo.. I primi furbetti sono solo loro. Loro devono pagare per primi. Perchè non provano questi signori a vivere per un anno intero con soli € 1000? E poi vediamo se si rendono conto di quello che stanno facendo alla popolazione. In ogni caso, non è vero che la raccolta firma non servirà a nulla..Siamo noi che dobbiamo cercare di far cambiare le leggi a nostro piacimento, non a loro. Loro devono fare i nostri rappesentanti, non i rappresentanti di loro stessi e noi dobbiamo obbligarli a farlo. Alziamo la voce, facciamoci sentire,devono ascoltare la voce del popolo.

  • Pierfrancesco Catapano Reply

    19 agosto 2012 at 6:34 pm

    Dal momento che continuano ad arrivare commenti di persone che evidentemente non hanno letto i precedenti, trovo utile fare un riassunto ed un aggiornamento. Il Comitato del Sole ha interrotto la raccolta firme per mancato raggiungimento di quota 500000 e la riprenderà ad ottobre 2012 con deposito delle firme a gennaio 2013, così come previsto dalla legislazione vigente. Quanto alle firme raccolte in precedenza, non abbiamo errori da ammettere. Sentito il parere di autorevoli costituzionalisti, abbiamo presentato ricorso affinché vengano ammesse al conteggio finale, al pari di analoga iniziativa intrapresa da Unione Popolare. Checché se ne dica, il quesito proposto da Comitato del Sole abrogando parzialmente la legge 1261 agli art. 1; 2; 3; 4; 5 lasciando in essere la stessa e gli articoli di cui si compone, non causa vuoti legislativi che potrebbero essere causa di inammissibilità. La legge 75 della Costituzione cita le leggi di bilancio (finanziaria) tra quelle che non possono essere sottoposte a referendum abrogativo. La legge 1261/65 verte il regolamento delle camere. Rispondendo al dott. (?) Grezzi, quanto alla sentenza della Cassazione del 20 luglio 2012 che ha cassato l’art. 4 del D.L. Berlusconi , che io chiamo così perché egli é tra i firmatari, accogliendo il ricorso dei comitati promotori del referendum sull’acqua e della Regione Puglia, non mi faccio alcuna illusione. Questa stabilisce inequivocabilmente il valore vincolante dell’esito del voto referendario. Tutto il resto é politica.

    http://www.facebook.com/events/174511206014796/

  • Pierfrancesco Catapano Reply

    19 agosto 2012 at 10:02 pm

    Mi scuso col sig. Ghezzi per l’errore di battitura nel citarlo nel mio precedente commento

  • Pierfrancesco Catapano Reply

    20 agosto 2012 at 5:08 am

    Colgo l’occasione per informarla che In data 26 Agosto 2012 il Comitato Del
    Sole si riunisce all’Hotel Cristoforo
    Colombo in via Cristoforo Colombo,
    710 a Roma.
    http://www.hotelcolomboroma.it/default.html
    Dalle ore 11.00 circa fino alle ore 18.00
    circa con pausa dalle ore 13.00 alle
    14.00.
    Ovviamente non è un problema per
    chi arriva in ritardo o in anticipo.
    Lo scopo di questo incontro è quello di
    conoscersi e mettere a punto
    l’organizzazione per la raccolta firme
    sulla riduzione degli stipendi ai
    parlamentari. Se interessato, qualora dovesse venire a titolo personale e non in veste di cronista accreditato dal suo giornale, é prevista una quota di € 10 per la sala.
    Per raggiungere l’hotel Cristoforo
    Colombo in auto prendere il Grande
    Raccordo Anulare, uscita 26 Via
    Cristoforo Colombo, direzione Roma.
    Se invece siete in treno dalla Stazione
    Termini prendere la metropolitana
    Linea B in direzione Laurentina con
    fermata “Eur Fermi”, quindi
    proseguire con l’autobus 709, 700 o
    70 fino a Via Cristoforo Colombo.
    Se doveste arrivare in aereo
    dall’aeroporto “Leonardo da Vinci” di
    Roma – Fiumicino è disponibile il
    treno “Leonardo Express” diretto alla
    Stazione Termini e seguire le
    indicazione della sezione precedente,
    oppure prendere il treno locale con
    fermata ad Ostiense e procedere con
    la metro e autobus come
    precedentemente descritto.

  • oscar borgia Reply

    22 ottobre 2012 at 1:22 pm

    Ma no c’è proprio modo di far abbassare gli stipendi dei parlamentari?

  • Pierfrancesco Catapano Reply

    22 ottobre 2012 at 9:11 pm

    No. Gli stipendi non si possono toccare. Quello che si può eliminare sono le indennità, ovvero i rimborsi, regolamentati dalla Legge 1261/65 determinazione delle indennità dei parlamentari. Ci sono due campagne referendarie in corso per chiederne l’abrogazione parziale: una di Di Pietro più altri (per brevità) che vogliono abrogare le spese di soggiorno a Roma e l’altra, promossa da Comitato del sole, apartitico, di cui faccio parte che chiede tagli più incisivi per circa € 12.000,00 in busta paga. Questo articolo del buon Ghezzi é ormai vecchio e parla di Unione Popolare, ma anche noi di Comitato del sole avevamo iniziato e sospeso la raccolta firme .
    Era una bufala? No. Tutto faceva riferimento a dei precedenti giuridici quando con Decreto Presidenziale si poterono celebrare referendum ed elezioni nello stesso anno. Comunque, campagna sospesa e firme nulle. E costituzionale? Si. La Legge 1261/65 non é legge di bilancio ma del regolamento della Camera e Senato. Serve a qualcosa? Si. Grazie ad una sentenza della cassazione del 12 luglio di quest’anno che ha bocciato l’art. 4 del D.L. Berlusconi del 2011 accogliendo il ricorso di Regione Puglia e Acqua bene comune che stabilisce il valore vincolante per il legislatore dell’ esito del voto referendario. Quindi o il prossimo parlamento mette mano alla legge o gle la togliamo noi cittadini con il referendum abrogativo. Tutto il resto é politica. Si può firmare per quello di Di Pietro già dal 13 ottobre e dal 27 per quello di Comitato del sole.
    Info:
    http://www.comitatodelsole.altervista.org

  • Luigi Reply

    23 ottobre 2012 at 7:39 am

    Scusami ma mi sembra chiaro che sei per lo meno INGENUO.
    E’ chiaro che quella sentenza è servita semplicemente per OBBLIGARE a celebrare il referendum sul nucleare, altrimenti non ci sarebbe andato nessuno a votare per la fifa, facendo mancare la “spallata” a Berlusconi.
    Adesso che il berlusca non c’è più, prova a farlo con una qualche legge di Monti, e vedi se non ti ridono in faccia.

  • Pierfrancesco Catapano Reply

    23 ottobre 2012 at 6:19 pm

    Da quello che scrivi, non sai nemmeno di cosa stiamo parlando. L’ignorante politico é il più nocivo, perché é a causa sua che le cose non cambiano. Il problema é che state diventando maggioranza…

    • Luigi Reply

      24 ottobre 2012 at 5:01 am

      Evidentemente mi sbagliavo, non ci capisci niente.
      E noi stiamo in mano a questi per “cambiare”??
      Non sapete neppure presentare delle firme e vi atteggiate a costituzionalisti?
      Stamo messi bene!

  • Pierfrancesco Catapano Reply

    24 ottobre 2012 at 2:24 pm

    Caro il mio Luigi, di evidente qui c’è solo che non ti sei neanche disturbato a leggere i commenti precedenti e fare qualche ricerca per capire cosa ho scritto. Io sto raccogliendo le firme e più volte ho dimostrato a giornalisti, politici e funzionari di enti locali di conoscere le Leggi. Continua pure a trollare se vuoi, non otterrai altro che far risaltare questo articolo ed i miei commenti su google search 🙂

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