L’8 marzo? Un falso comunista-femminista

Ci hanno fatto credere che l’8 marzo 1908 un gruppo di donne si riunì nella filanda tessile Cotton di New York per dichiararsi in sciopero. Il padrone le chiuse a chiave e l’edificio prese fuoco: morirono 129 donne.
Nulla di tutto ciò è mai accaduto.
Nessuna fabbrica prese fuoco e nessuna donna morì bruciata l’8 marzo 1908. Quando la verità storica emerse, si tentò di retrodatare l’origine della festa al giorno 8 marzo 1857. Anche questo risultò essere falso. Quindi, ad una carica della polizia contro donne in sciopero l’8 marzo 1848, ma fu solo l’ennesimo falso storico.
Nella realtà la festa dell’8 marzo è stata imposta dal dittatore comunista sovietico Vlamidir Lenin e dalla femminista Alexandra Kollontai per far credere alle lavoratrici di essere state liberate dalla schiavitù capitalistico-patriarcale. La festa venne poi ufficializzata dal Soviet Supremo “per commemorare i meriti delle donne Sovietiche nella costruzione del Comunismo”.
In Italia, la festa venne introdotta nel 1922 dal Partito Comunista che pubblicò sul periodico “Compagna” un articolo secondo il quale Lenin proclamava l’8 marzo come “Giornata Internazionale della Donna”. La festa cadde in disuso, e venne reintrodotta l’8 marzo 1945 dall’UDI, organizzazione composta da donne appartenenti al PCI e ad altri partiti di sinistra. Fu nel dopoguerra che venne fatta circolare la falsa storia delle donne bruciate. In Italia il simbolo è la mimosa; in paesi con climi più freddi il simbolo è un nastro viola, in quanto è stato fatto credere che le inesistenti lavoratrici bruciate producevano panni viola.
Nella realtà storica, esiste una vera violenza contro donne ed un vero incendio accaduti l’8 marzo. Del 2000, quando un gruppo di femministe coperte da passamontagna diede fuoco alle croci di una Chiesa di Montreal, sporcando le mura e l’altare con graffiti che proclamavano “No Dio, no padroni”. Le femministe sparsero addirittura assorbenti sporchi e preservativi, distrussero inni e testi sacri, spinsero e fecero cadere a terra altre donne anziane colpevoli di essere contrarie all’aborto. Ne diede notizia il National Post.

“Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato” .
George Orwell, 1984

Fonte: ilfemminismo.com

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37 Comments

  • caelsius

    caelsius Reply

    8 marzo 2012 at 1:25 pm

    Condivido pienamente la realtà storica rappresentata e lo spirito di questo pregevole post. Vorrei solo sottolineare la completa inutilità di questa festa artificiosa, che pare messa apposta per concedere alle donne solo un giorno di visibilità all’anno, relegandole poi nel dimenticatoio per gli altri 364 giorni, 365 quest’anno che è bisestile. Caelsius

    • Lord Reply

      8 marzo 2012 at 2:56 pm

      La festa della donna in realtà si dovrebbe chiamare “Giornata Internazionale dell’operaia” istituita nel 1921 durante il III Congresso della III Internazionale a Mosca. In questa data si ricorda l’emancipazione femminile e la partecipazione delle donne alla rivoluzione sovietica. Il resto sono tutte stupidaggini post sessantotto.
      P.s. tralascio le altre aberrazioni.

      • Riccardo Ghezzi

        Riccardo Ghezzi Reply

        8 marzo 2012 at 4:40 pm

        Beh, il senso del post è proprio questo…

  • Guglielmo Reply

    8 marzo 2012 at 3:46 pm

    non capisco il senso del post dato che non girano bandiere comuniste per strada con manifestanti donne che urlano alla dittatura proletaria… è un giorno come gli altri, si regalano le mimose, tutto qua, niente di eccezionale e visto che siamo in un Paese in cui le donne vengono trattate malissimo non capisco il senso dello sdegno mah

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      8 marzo 2012 at 4:42 pm

      Viviamo in una dittatura islamica e nemmeno me n’ero accorto. Sono un po’ sbadato

      • Pitocco Reply

        8 marzo 2012 at 8:36 pm

        Perdona, ma che c’entra l’islam? Forse intendevi qualcosa d’altro

        • Riccardo Ghezzi

          Riccardo Ghezzi Reply

          8 marzo 2012 at 9:42 pm

          Rispondevo a Guglielmo che ha assicurato che “viviamo in un Paese in cui le donne vengono trattate malissimo”

      • Guglielmo Reply

        9 marzo 2012 at 11:04 am

        Beh… visto che caelsius sostiene che tutti gli altri giorni dell’anno le donne sono buttate nel dimenticatoio non mi pare che siano messe tanto bene. Sarebbe anche opportuno ricordare che in questo Paese le donne a contratto che rimangono incinte vengono licenziate sistematicamente; che la disoccupazione tra le donne è più alta di quella tra gli uomini; che per farle salire in Parlamento ci siamo ridotti a discutere di quote rosa; che solo una quantità esigua di donne occupa funzioni apicali nelle imprese in Italia. Posso anche essere d’accordo che l’8 marzo è una buffonata che dura un giorno ma dire che è una roba comunista è pura follia.

        • Riccardo Ghezzi

          Riccardo Ghezzi Reply

          9 marzo 2012 at 11:13 am

          Ma l’8 marzo E’ una “roba comunista”, non c’è qualcuno che dice che lo sia. Lo è…
          E celebrarlo (anche senza bandiere rosse) non serve a risolvere i problemi che hai elencato

          • Guglielmo

            9 marzo 2012 at 11:50 am

            ma fanno danno a qualcuno?

          • Riccardo Ghezzi

            Riccardo Ghezzi

            9 marzo 2012 at 1:43 pm

            Nessuno ha parlato di danni. Solo di falsi storici

  • Pitocco Reply

    8 marzo 2012 at 4:05 pm

    Bello a riassuntivo questo articolo. Complimenti! Non potevi che rendere meglio questa giornata che io ho sempre ritenuto la dimostrazione lampante della schiavitù della donna.

  • Giovanni Reply

    10 marzo 2012 at 11:15 am

    L’Italia è solo al 74 posto su 135 Paesi nella classifica degli Stati con la miglior eguaglianza sessuale nell’indagine 2010 del WEF (http://reports.weforum.org/global-gender-gap-2011/).
    Non è un gran risultato, no? Ah, già, quelli del World Economic Forum devono essere comunisti.
    E femministi.
    P.S.: L’8 marzo è la giornata internazionale delle donna, non quella italiana, ed è stata istituita, e riconosciuta dalle Nazioni Unite, per ricordare la necessità di una continua vigilanza per assicurare che l’uguaglianza femminile fosse ottenuta e mantenuta in tutti gli aspetti della vita civile. Non in Italia. Nel mondo.
    Ah già, anche le violenze e le vessazioni sulle donne in tutto il mondo devono essere un complotto comunista…

    La storia delle donne è stata, ed è, in molte parti del mondo una storia di discriminazioni e di sopraffazioni.
    Di maltrattamenti sul lavoro, di salari più bassi, di prevaricazioni, impossibilità a percorrere alcune strade professionali.
    Cosa cambia in tutto questo il fatto che in un 8 marzo siano, o non siano, morte delle operaie in un incendio?
    Quante ne sono morte e ne muoiono ancora oggi in giornate che non conosciamo?
    Dai, sono curioso di vedere chi è il primo che risponde “nessuna” o, ancora meglio, che le morti femminili non sono di più di quelle maschili…

    Qualcuno crede davvero che senza movimenti per la parità dei diritti oggi saremmo anche solo al 74° posto?

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      10 marzo 2012 at 12:05 pm

      Dal punto di vista del sistema giudiziario siamo anche peggio in classifica, ma quando si parla di riformare la giustizia vanno tutti in piazza. E non esiste una giornata delle vittime della malagiustizia.
      La festa della donna, così com’è, si basa su un falso storico. Ed è giusto farlo sapere. Poi si può festeggiare o no, l’importante è non vivere nell’ignoranza.
      In ogni caso, ripeto che l’8 marzo non serve a nulla per risolvere e nemmeno per denunciare i problemi che hai elencato. Ci vuole ben altro che giornate della retorica.
      Anche il 1 maggio è una festa comunista, pur nascondendosi dietro l’ipocrita proposito di “festa di tutti i lavoratori”. E’ ora di finirla con le appropriazioni indebite.

  • Giovanni Reply

    10 marzo 2012 at 12:18 pm

    Non credo di aver capito affatto.
    Nella giustizia siamo messi peggio, e quindi?
    La ragione per cui vanno tutti in piazza quando si tratta di riformarla è che le riforme previste sono norme peggiori di quelle che ci sono già.
    Specialmente quelle ad personam proposte dal governo Berlusconi.
    In più, dato che non esiste la “giornata dell vittime della malagiustizia” allora è giusto che non ci sia la giornata dell’uguaglianza femminile?
    E perchè, scusi?
    Inoltre la festa della donna non si basa su alcun falso storico. Falso, caso mai, sarà l’evento dell’incendio. Ma non è stato quello a creare la giornata della donna. Essa, ripeto, è stata riconosciuta dalle Nazioni Unite per l’8 marzo senza che in nessun modo le Nazioni Unite abbiano ricordato l’evento in questione. O le risulta diversamente?
    Il fatto che l’8 marzo non serva a nulla è una sua opinione. La mia invece è che serva, e molto anche. Così come servono tutti i momenti di aggregazione per discutere si problemi di diritti umani.
    Certo, per chi ci tiene, ai diritti umani.
    Che poi ci voglia ben altro è certo vero. E l’8 marzo serve appunto anche a ricordare che ci vuole ben altro.
    Circa il 1 maggio, questa data venne celebrata ufficialmente in Canada nel 1894, quindi l’origine della festa non è affatto comunista.
    Se per lei è invece tipico dei comunisti ricordare con una festa il lavoro, le ricordo che il 21 aprile il regime fascista celebrava la Festa del Lavoro italiano.

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      10 marzo 2012 at 2:04 pm

      Sta dicendo davvero un sacco di baggianate.
      L’Onu ha soltanto designato il 1975 come “Anno Internazionale delle donne”, e in quell’anno le femministe hanno celebrato l’8 marzo come giornata internazionale delle donne. Nel 1977 ancora l’Onu ha proclamato una “giornata delle Nazioni Unite per i diritti della donna e la pace internazionale”, che gli Stati membri possono osservare in qualsiasi giorno dell’anno.
      Peccato che l’8 marzo comunista-socialista-femminista esista sin dal 1908 (In Italia dal 1922 per volontà del Partito COMUNISTA Italiano), poi è finito un po’ nel dimenticatoio e a partire dal secondo dopoguerra sono cominciate le fandonie sull’incendio per continuare a celebrarlo. Tutto questo ben prima del 1975-1977.
      Se l’8 marzo fosse davvero nato nel 1977 su iniziativa dell’Onu, non avremmo nessuna ragione di ritenerla una celebrazione comunista-femminista.
      Che l’attuale 1 maggio sia una festa comunista spacciata come festa dei lavoratori invece è abbastanza evidente, e la mia obiezione sull’assenza di una giornata delle vittime della malagiustizia era intesa come riflessione sul fatto che non sono certo le classifiche a determinare le “giornate in onore di”…

  • Giovanni Reply

    11 marzo 2012 at 11:22 am

    Lei ha davvero delle idee confuse su cosa siano le baggianate.
    Io non ho detto affatto che la festa della donna sia stata inventata dall’Onu, ho detto invece che l’Onu l’ha istituita ufficialmente (e lo ha fatto richiedendo agli stati membri di farlo singolarmente) e ha riconosciuto l’8 marzo come data in cui celebrarla.
    Più in dettaglio: con la risoluzione 32/142 del 1977 l’Onu ha invitato gli stati membri a celebrare una volta l’anno la giornata della donna. Certo che li ha lasciati liberi di scegliere il giorno, e ci mancherebbe altro che li costringesse pure. Però l’Onu la celebra il giorno 8 marzo fin dal 1975, e per iniziativa dell’Onu stessa e non “delle femministe”.
    E questo perchè ne ha rilevato la necessità sociale, non perchè sia stato costretto dai comunisti.
    Per sua comodità l’Onu, in proposito, osserva che:
    “In 1977, with the the resolution 32/142, the General Assembly invited States to proclaim, in accordance with their historical and national traditions and customs, any day of the year as United Nations Day for Women’s Rights and International Peace. States were called upon to contribute to creating conditions for the elimination of discrimination against women and for their full and equal participation in social development. That action came on the wake of the International Women’s Year (1975) and the United Nations Decade for Women (1976-1985), both proclaimed by the Assembly. The United Nations began observing International Women’s Day, 8 March, in 1975 — the International Women’s Year”
    Quindi la sua idea che la data dell’8 marzo sia stata scelta “dalle femministe”, questa sì, è una baggianata (peraltro le faccio notare che lei utilizza i termini femministe, comunisti e socialisti come equanime liberalità di sinonimia).
    Certo che è stata celebrata l’8 marzo ben prima del 1975, ma dato che l’Onu ha scelto di celebrarla in quella data, la sua idea che essa sia stata imposta da Lenin e dalle femministe è, come dire, alquanto superata. Come l’idea che sia una festa femminista/comunista.
    A meno che i componenti dell’Assemblea Generale dell’Onu del 1975 e del 1977 non fossero tutti leninisti. Anche femministi. Certo è possibile. A proposito di baggianate.

    Andiamo avanti:
    L’idea che la festa del lavoro sia una festa comunista “spacciata” come festa dei lavoratori sarà pure evidente per lei ma è sbagliata, dato che esiste dalla fine dell’ottocento e grazie all’apporto di movimenti ed autorità ben poco comuniste.
    Ah, ma vedo che lei accortamente adesso usa la locuzione “attuale 1 maggio”.
    Bene, l'”attuale 1 maggio” è comunista esattamente come l'”attuale 8 marzo” non lo è. Basta intendersi.

    Andiamo ancora avanti: “la mia obiezione sull’assenza di una giornata delle vittime della malagiustizia era intesa come riflessione sul fatto che non sono certo le classifiche a determinare le giornate in onore di”, dice lei.
    Infatti: la classifica che le ho citato era volta a rispondere alla sua affermazione scettica circa il fatto che le donne in Italia siano trattate male, e più in particolare era inserita in un contesto nel quale dicevo:
    a) la festa dell’8 marzo è volta a ricordare la necessità di aliminare violenze e sopraffazioni verso le donne nel Mondo e non in Italia
    b) tra i vari Paesi del mondo, in Italia non siamo comunque messi bene sotto il profilo dell’uguaglianza.
    c) per questo una festa come l’8 marzo è necessaria.

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      11 marzo 2012 at 11:38 pm

      “Baggianate” non significa necessariamente “cavolate”, può anche significare bugie, mezze verità, menzogne, dette in buona o cattiva fede, oppure per non restare sconfitti in un confronto dialettico. E così si vanno a reperire le informazioni su internet, le si spiattella all’interlucotore convinti di colpirlo, e in mezzo ci si infila la solita “bugia” sperando che l’interlocutore non se ne accorga. Il mio “baggianate” non era offensivo, non è il caso di stizzirsi. Volevo solo farLe capire che non sono scemo, e mi rendo conto se Lei non dice la verità.
      E continua a farlo: l’Onu non celebra l’8 marzo sin dal 1975, ma ha stabilito che il 1975 fosse “l’anno internazionale delle donne”. In quell’anno, le femministe hanno trasformato l’8 marzo 1975 nella giornata internazionale delle donne. Poi, DUE ANNI DOPO, ossia nell’anno del Signore 1977, l’Onu ha proposto ai Paesi membri di istituire la Giornata internazionale delle donne, dicendo “fate un po’ come vi pare, sceglietela voi”.
      Ebbene, in Italia questa giornata è rimasta l’8 marzo. E’ l’8 marzo ha queste origini, comuniste-socialiste-femministe, termini che io non uso come SINONIMI, ma come ELENCO dei promotori della ricorrenza negli anni precedenti al secondo dopoguerra (e se Lei fosse in buona fede avrebbe dovuto capirlo).
      Quindi, abbiamo una giornata internazionale delle donne, istituita dall’Onu, che ha mantenuto un’origine comunista-socialista-femminista. E una festa dei lavoratori che non era comunista ma lo è diventata negli anni. In entrambi i casi, trattasi di appropriazioni indebite, come spesso accade.
      Se la Giornata internazionale delle donne, proposta dall’Onu, fosse stata istituita in qualsiasi altra data, e le origini fossero state totalmente dimenticate (oggi non ci sono bandiere rosse, ma le femministe sono le uniche che festeggiano davvero, perché per il resto la giornata si riduce al regalare le mimose alle amate o alle parenti), allora non avrei nulla da eccepire al suo discorso.
      Io continuo ad essere scettico sul fatto che le donne siano maltrattate in Italia, e sono tutt’altro che maschilista, posso assicurarlo. Potrei anche rivedere le mie posizioni, d’altra parte c’è anche chi è scettico sul fatto che la giustizia in Italia non funzioni nonostante le classifiche e i numeri impietosi. Il mondo è bello perché è vario

  • Giovanni Reply

    12 marzo 2012 at 4:13 pm

    Io non dico la verità dicendo che l’Onu non celebra l’8 marzo dal 1975?

    Le invio il link dal sito dell’ONU :
    http://www.un.org/events/pap40.htm

    Le ri-posto la frase in oggetto che troverà sotto la voce:
    United Nations Day for Women’s Rights and International Peace
    (8 March)

    “The United Nations began observing International Women’s Day, 8 March, in 1975 — the International Women’s Year.”

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      12 marzo 2012 at 8:17 pm

      No, non è la verità, perché il 1975 era l’Anno internazionale delle donne, e le organizzazioni femminili e femministe hanno colto la palla al balzo per celebrare l’8 marzo 1975 come “giornata internazionale delle donne”. Ossia per ripristinare una ricorrenza ormai dimenticata.
      Se poi anche l’Onu, in seguito a questo, ha deciso che l’8 marzo debba essere la Giornata Internazionale delle Donne, non si capisce perché la stessa Onu abbia chiesto agli Stati membri di scegliere una data come ricorrenza della Giornata Internazionale delle Donne.
      Anche perché di ricorrenze stabilite dall’Onu ne ho lette tante sul link che mi ha postato. Ce ne fosse una che venga celebrata!

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      12 marzo 2012 at 8:25 pm

      29 novembre giornata della solidarietà al popolo palestinese
      22 marzo giornata internazionale dell’acqua
      20 giugno giornata dei rifugiati
      26 giugno vittime della tortura
      16 novembre giornata della tolleranza
      2 dicembre giornata dell’abolizione della schiavitù
      10 dicembre giornata dei diritti
      18 dicembre giorno degli immigrati
      21 marzo giornata dell’eliminazione delle discriminazioni razziali
      25 novembre giornata contro la violenza sulle donne
      4 giugno giorno dei bambini innocenti vittime di aggressioni
      20 novembre giornata dei bambini
      9 agosto giornata degli indigeni
      3 dicembre giornata dei disabili…

      va beh, ne ho elencate alcune.
      Non ne conoscevo manco una. E come me credo molti altri.

      Sì, ha ragione Lei. L’8 marzo è stato istituito dall’Onu. Si capisce dal fatto che tutte le feste istituite dall’Onu diventano fenomeni di massa

  • Giovanni Reply

    13 marzo 2012 at 12:31 pm

    Bene, mi pare che abbiamo appurato che ciò che le ho detto non era una “bugia”, con o senza virgolette, e che l’Onu ha effettivamente stabilito nell’8 marzo la giornata internazionale della donna, e in quella data la celebra. Poi ha lasciato liberi gli Stati di fissarla quando vogliono e, guarda caso, in quasi tutto il mondo, non certo in Italia è stata fissata ugualmente per l’8 marzo. Però, per l’Onu è l’8 marzo.
    Quindi la scelta della data nella quale oggi si celebra non è stata fatta dai comunisti-socialisti-femministe ma dall’Onu.
    E’ già un passo avanti.
    Quindi direi che il titolo del post “L’8 marzo? Un falso comunista-femminista” è piuttosto inesatto.
    O si riferiva solo all’incendio? Allora diciamo che il falso è l’incendio, non l’8 marzo. Peraltro la storia dell’incendio non ha niente a che fare nè con il fatto che l’Onu abbia riconosciuto la festa nè con le originarie celebrazioni pre-Onu.
    Il secondo passo è quello relativo alle altre ricorrenze: “ce ne fosse una che viene celebrata”, dice lei.
    Devo darle una delusione: queste ricorrenze sono invece celebrate. Ci sono iniziative, convegni, manifestazioni in tutto il mondo. Se non mi crede sulla parola le posterò i link relativi. Mi dica lei.
    Adesso mi pare che lei sposti il ragionamento sul fatto che la stessa festa sia diventato un fenomeno di massa, diversamente dalle altre ricorrenze.
    Non è certo difficile capire il perchè: le donne rappresentano il cinquanta per cento della popolazione mondiale, ovvero molto di più dei disabili, delle vittime della tortura, dei bambini innocenti vittime di aggressioni (tutto questo per fortuna, ovviamente) eccetera.
    Quindi non c’è da stupirsi affatto sull’estensione dei festeggiamenti della giornata, dato che “riguardano” la metà della popolazione mondiale.
    Stabilito questo, non posso fare a meno di sottolineare che lei dice che “oggi non ci sono bandiere rosse” nella festa dell’8 marzo.
    E le risulta che ci siano iniziative comuniste di un qualche rilievo, collegate alla festa?
    Eppure lei dice che la festa dell’8 marzo è comunista. Per il fatto che i movimenti socialisti e femministi abbiano contribuito all’origine della ricorrenza anche se poi essa è stata fatta propria dall’Onu.
    Non che lo era, ma che lo è.
    E sarei io a essere in malafede?
    Infine, circa il fatto che lei sia scettico sul fatto che le donne in Italia siano maltrattate, che dirle? Che l’indagine del World Economic Forum è documentata. la sua affermazione invece no.

    • Guglielmo Reply

      13 marzo 2012 at 1:10 pm

      giovanni ti ammiro

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      13 marzo 2012 at 1:40 pm

      E insiste. Abbiamo parlato delle origini dell’8 marzo, visto che Lei ha l’abitudine di documentarsi via internet faccia una ricerca in tal senso. Non solo l’incendio, che è una bugia nata dopo il secondo dopoguerra quando la celebrazione dell’8 marzo è caduta una prima volta nel dimenticatoio, ma proprio le origini (ossia chi ha promosso, istituito, pubblicizzato la ricorrenza) rendono l’8 marzo una festa socialista-comunista-femminista. E ancora oggi vi sono i retaggi, per quanto non si veda gente in piazza con le bandiere rosse come in occasione del 1 maggio.
      Le origini dell’8 marzo non risalgono né al 1977 né al 1975, ma ben prima.
      L’8 marzo che si festeggia oggi non è certo la “giornata internazionale” istituita dall’Onu, altrimenti sarebbe celebrata solo attraverso convegni, “iniziative” (quali??) come tutte le altre “giornate internazionali”, non esisterebbe l’usanza della mimosa ecc ecc.
      Le donne sono il 50% della popolazione? Sicuramente anche di più, si documenti meglio. Ma i bambini quanti sono? Tantissimi. Eppure chi ha mai sentito parlare del 20 novembre?
      E il 10 dicembre giornata dei diritti? I diritti, in teoria, sono addirittura di tutti. Pensi un po’. Eppure il 10 dicembre chi se lo fila?

      • Qelsi

        Qelsi Reply

        13 marzo 2012 at 1:49 pm

        Il 10 dicembre é il compleanno di mio padre 🙂

  • Qelsi

    Qelsi Reply

    13 marzo 2012 at 1:22 pm

    Le donne in Italia maltrattate? La festa dell’8 marzo non é una festa strumentalizzata dalla sinistra?
    Mi sorge un piccolo dubbio, lei vive in Italia?
    (le parlo da donna…)

  • Giovanni Reply

    13 marzo 2012 at 3:21 pm

    Si, Ghezzi, insisto. Mi piace Cervantes. Specialmente i capitoli tredicesimi.
    La sua affermazione che l’8 marzo sia una festa comunista è ridicola, per non dire assurda.
    Una festa è politicizzata nel momento in cui viene assunta a occasione di confronto politico o di manifestazione di pensiero politico.
    La festa dell’8 marzo è una festa mondiale, non italiana, Ghezzi (e anche Qelsi) e si festeggia per iniziative e partecipazioni di persone che con il comunismo e il socialismo hanno poco o nulla a che fare.
    Lei sa quante manifestazioni dell’8 marzo si svolgono negli Stati Uniti, Ghezzi (e Qelsi), o in alcune nazioni del Sudamerica, o in altre nazioni dove la sinistra praticamente non esiste? Sono tutti comunisti? Un’affermazione del genere non arriva neanche a essere comica. Ridicola forse, ma non comica.
    E quali sarebbero i segnali della presenza del comunismo, nel mondo, in questa festa, Ghezzi (e Qelsi)? Me li spiegate?
    Temo, mi spiace, di non poter dare troppo credito in proposito all’articolo del popolo della libertà.
    Per il resto il fatto che lei mi dica di documentarmi meglio sul numero di donne al mondo mi fa venire in mente irresistibilmente la storiella del dito e della luna. La conosce?
    Per quel che concerne i bambini ed i diritti, lei ha idea di quante siano le feste e le manifestazioni che nel mondo annualmente hanno ad oggetto questi temi senza necessariamente essere collegate alla giornata dell’Onu? Le pare un esempio calzante?
    E, Qelsi: si, io vivo in Italia, e so che l’Italia è stato tra i paesi esaminati dal WEC.
    Lei, da donna, lo ha letto il rapporto? E dov’è esattamente che lo trova sbagliato? O la sua è una petitio principii?
    Ritorno a dire, per l’ultima volta, che la festa dell’8 marzo si celebra in tutto il mondo, per sensibilizzare la popolazione mondiale sul problema dell’uguaglianza di diritti tra uomini e donne.
    Proprio un tema da comunisti.

    • Riccardo Ghezzi

      Riccardo Ghezzi Reply

      13 marzo 2012 at 5:31 pm

      C’è chi dice che la sinistra non esista nemmeno in Italia. In ogni caso sarà anche vero che negli Usa il comunismo non esiste (sulla sinistra avrei qualche dubbio, se permette), ma è altrettanto vero che esisteva il Partito Socialista statunitense, vero promotore dell’8 marzo “festa delle donna” che negli Usa esiste sin dal 1908. Come già le avevo scritto. In Italia invece dal 1922, per iniziativa del Pci. Da lì la mia affermazione che l’8 marzo è una festa comunista-socialista-femminista: come vede i tre termini non sono sinonimi, negli Usa non esiste il comunismo ma esiste o esisteva il socialismo e il femminismo.
      L’8 marzo ha origini comuniste, socialiste e femministe ovunque sia stato istituito, ben prima del 1975 e 1977. Anche negli Usa.
      Sì, certo mi pare un esempio calzante quello sulla giornata dei bambini o sulla giornata dei diritti che non si festeggiano, perché era sciocca la Sua affermazione secondo cui la Giornata delle donne si festeggia perché la popolazione femminile rappresenta “il 50% del totale”.
      Poi, per me può continuare a ripetere le stesse cose all’infinito, mi costringe solo ad essere ripetitivo a mia volta.
      Lei ha capito che l’articolo in questione svela le vere origini dell’8 marzo e denuncia un falso storico? Perché se ha compreso questo, e non è in grado di smentirlo, non capisco perché farla lunga

      • Guglielmo Reply

        15 marzo 2012 at 10:59 am

        mi sembra che l’abbia smentito in maniera abbastanza plateale….

        • Riccardo Ghezzi

          Riccardo Ghezzi Reply

          16 marzo 2012 at 2:10 pm

          Che le origini dell’8 marzo risalgono a ben prima del 1975? Non direi

        • Carlo Reply

          13 marzo 2013 at 3:57 pm

          Non credo…
          Il discorso è molto semplice: le radici di fondo,che molti di noi tutti credevano (io compreso!) sono palesemente infondate (aggiungo in malafede!)..in quanto se si chiede alla maggior parte delle donne ne viene fuori la solita storia (..)dell’incendio della fabbrica Triangle e delle sue conseguenze .Le cose non sono proprio cosi’.Tale evento realmente avvenuto viene usato come “sucessiva copertura” per tale festa in quanto quest’ultima che già in precedenza veniva ricordata era associata a fatti non molto precisi quali manifestazioni operaie femminili fatte dopo repressioni…ed altri fatti .In realtà tale festa nasceva da fatti lontani e volta per volta veniva associato a fatti di cronaca. Ciò basta ad affermare che a volte “storia realmente accaduta” e “storia che viene raccontata/studiata” sono due cose molto spesso (AHIME’!) non coincidenti, perchè vi è come al solito un pò di ideologia di mezzo. La realtà e che tale festa ha una matrice di natura socialita lontana nel tempo e che viene ripresa nel 900 da tendenze comuniste e movimenti di stampo femminista.
          Tuttavia, la data (8 marzo) è stata prevista sia osservando quelle che erano le intenzioni dell’ONU,che proponeva una giornata da celebrare per la donna.., e confermata poi dalla nostra comunità come ricorrenza storica da celebrare al di là dell’ Onu e con le solite convinzioni infondate o poco chiare.
          L’Onu non poteva non dedicare una giornata alle donne (infatti prevede anche altre giornate per celebrare altri eventi)che di per sè è una cosa meritevole e nobile, ma di fatto in Italia la convinzione che stà alla base di tutto non è l’intento celebrativo dell’ Onu. Personalmente non ho mai visto o sentito di donne che sentono la ricorrenza perchè lo ha suggerito o consigliato l’Onu!, ma tutt’altro.La sostanza prevale sulla forma.
          Quindi la “natura” di tale festa della donna è decisamente ambigua : evento proposto dall’Onu (che alla gente non interessa in quanto poco noto) ma motivazioni di fondo che discendono dall’epoca socialita/sovietica che molti ignorano non conoscendo bene le radici “primarie” di questo evento e di rogo circoscritto ad una fabbrica dove l’incendio provoco delle morti.L’opinione comune e diffusa parla di un rogo ..e basta! ignorando la costruzione artitificiosa e falsaria di movimenti bolscevici e delle successive iniziative di stampo comunista
          Pertanto tale “certezza” basata su un falso storico (o grave imprecisione) ,data dalla poca conoscenza, può essere dimostrata semplicemente dicendo che se le donne (o tutti in generale)sarebbero a conoscenza di come sono andate realmente le cose avremo donne che vanno in festa con tanto di bandiera (lascio a voi indovinare il colore !) e donne che farebbero festa ma si limiterebbero a celebrarla in maniera piu'”disinteresata”.Non và così
          perche l’ignoranza in questo caso rende unito il contesto femminile per il fatto che un’atroce incendio (evento che però non è alla base della festa ma che viene usato come “ancora”!) tolse la vita di povere e indifese donne e su questo chi non si sente in obbligo di ricordare. Io personalmente rimango dell’idea che le donne vanno onorate, festeggiate indipendentemente da fatti non realmente accaduti o imprecisi, e che se proprio vogliamo celebrare un giorno dell’anno (l’8 marzo) lo dobbiamo fare conoscendo realmente i fatti,e cioè festa di stampo puramente ideologico con matrice socialista/comunista del 900 ..altrimenti sarebbe come festeggiare una ricorrenza ambigua e basata su fatti che nulla hanno a che fare con la genesi di tale festa ma semmai hanno amplificato tale ricorrenza. Quindi meglio conoscere le cose prima di festeggiare.
          ……….
          nasce da contesti socialisti/comunisti e portata avanti da movimenti femministi, supportata dal comunismo 900tesco, ancorata su eventi imprecisi per non farla sembrare un pò troppo politicizzata (e molti lo ignorano)…voluta dall’Onu ma al netto di visioni socialiste/comunista con intento di festa generale (e molti lo ignorano), ma che in Italia viene festeggiata per il famoso rogo (fatto stranamente accettato!)….
          Festa della confusione più che festa della donne!

          • Carlo

            13 marzo 2013 at 4:07 pm

            ps : la risposta era a Guglielmo e non all’autore.

  • cirillo Reply

    8 marzo 2013 at 3:39 pm

    Come al solito, guai a pronunciare la parola “comunista” o ” femminista”..si rischia il linciaggio!
    Qui è stata riportata una VERITA’..e questa verità non implica che tutto il resto sulla condizione della donna in Italia o altrove NON sia VERO.. E’ tutto vero!
    Ma la VERITA’ su questa ” Presunta” ricorrenza è questa..ed è giusto sia detto e fatto conoscere a tutti, per amore di verità e per giusta informazione contro le frottole! Quindi io ringrazio le fonti… GRAZIE!!

    • Carlo Reply

      13 marzo 2013 at 4:05 pm

      concordo pienamente!

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