Le liberalizzazioni di Monti:misure velleitarie che non risolvono problemi urgenti e drammatici
Dopo tanti squilli di tromba, è stato finalmente varato il decreto per un pacchetto di liberalizzazioni di alcuni servizi. Monti s’è detto contento e soddisfatto per gli apprezzamenti riscossi da Napolitano, omettendo di sottolineare che sono stati gli unici. Per Monti, il presidente non è stato troppo a sottilizzare sul metodo del decreto legge, cosa che veniva invece sistematicamente rinfacciata a Berlusconi, cioè di blindare i provvedimenti in decreti legge senza la possibilità di discussione. Ma Berlusconi era costretto a farlo dall’ostruzionismo della sinistra, a volte dei democristiani annidati nel PdL, dello stesso Colle. Monti gode di una larga maggioranza ed il suo appare solo un tentativo di porci (cioè metterci) di fronte al fatto compiuto. Comunque ha varato alcune riforme del mercato sulle quali, in linea generale, si può concordare che prima o poi andassero affrontate. Peccato però che l’esangue professore varesino abbia cominciato da quelle meno importanti, ma che in un momento come questo sono anche le più laceranti, salvo poi girare attorno, senza affrontare il problema di quelle più significative e incisive, a cominciare dal taglio dei nodi delle banche, della flessibilità del lavoro che sta scomparendo dalla scena per le minacce della Cgil, della farmaceutica, del trasporto locale e della fiscalità. E non contento di questo ha, come al solito, mentito e preso in giro il Paese. Intanto, per timore dei tassisti, che dal loro punto di vista hanno ragioni da vendere, ha costituito una nuova autority, quella per le Reti, alla quale ha scaricato il problema posto dai tassisti:una licenza, un guidatore, un territorio. Strano modo di aprire al mercato ed ai risparmi per i contribuenti introducendo nuove agenzie, cioè altri presidenti, direttori, dirigenti, un apparato di persone da stipendiare e ci immaginiamo come. In campo energetico, ha adottato per il gas lo stesso schema a suo tempo scelto per l’energia elettrica, cioè assolutamente inefficace ed inadeguato visto che in Italia la bolletta energetica è più cara del 14 % della media europea. Lo stesso dicasi per i carburanti. Come fanno i benzinai a scegliersi il fornitore una volta che sono questi ad aver investito nella stazione di servizio, dato che con la stretta creditizia non possono finanziarsi in proprio con mutui e prestiti ? Lo stesso dicasi per l’amena trovata di consentire a giovani imprenditori la costituzione di società con 1 euro di capitale e senza notaio. Bene, ma poi ai giovani gli altri 80.000 € che dovessero servirgli per avviare un’attività chi glieli dovrebbe dare? Prof, si è dimenticato di dircelo. Avremo modo di approfondire nei prossimi giorni e certo ci torneremo sopra. Un’altra cosa di cui il premier e Passera si son dimenticati son le banche. Allora glielo ripetiamo ai nostri cari tecnici: la Bce ha consegnato alle nostre banche nazionali la bellezza di 115.000 milioni di euro, cioè 115 miliardi in valuta comune, un prestito con un periodo di restituzione di tre anni, al tasso di interesse dell’1%. Le nostre care banche, anzichè usare questi soldi per finanziare le imprese, le famiglie, sostenere i consumi li usano per comprarsi titoli di stato a 3 e 6 mesi, con rendimenti tra il 3 e 4 %. Senza neanche stare a fare calcoli complicati, le banche, invece di comprare i Bpt decennali ed alleviare lo spread, lucreranno con i soldi dei contribuenti un buon 30 % di interessi in tre anni, ovvero si divideranno tra loro una cinquantina di miliardi. Può cortesemente prof Monti, indicarci in quale punto del pacchetto sono indicate le misure che restituiscono le banche al loro ruolo di sostenitrici, non di usurai, del Paese e della sua economia? Poi ci scusi, prof, sta scritto su tutti gli abecedari di prima elementare che le liberalizzazioni favoriscono la concorrenza, tendono a premiare il merito, pongono basse barriere d’ingresso al lavoro offrendo opportunità, ma che non fanno cassa. Allora questa bufala che farebbero aumentare il Pil del 10 % dove l’ha letta? Non è aumentando di 500 unità le farmacie che possiamo aspettarci lavoro per i giovani, aumento di benessere per le famiglie il rilancio delle aziende e la drastica riduzione del debito. E lei lo sa bene, almeno non ci prenda in giro.
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