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“Mario Monti, un pericolo mortale”. Intervista ad Augusto Grandi, giornalista del Sole24Ore

Di Riccardo Ghezzi, il - # - 40 commenti

C’è un’Italia contro “Il Grigiocrate” al servizio dei mercati. E’ l’Italia di Augusto Grandi, Daniele Lazzeri e Andrea Marcigliano, autori del libro intitolato appunto “Il Grigiocrate”, soprannome poco lusinghiero riservato al premier italiano Mario Monti. “Un grigio tecnocrate”, ex commissario Ue al servizio dei mercati. Tutt’altro che disposto a fare gli interessi degli italiani.
Nelle 175 pagine del pamphlet si raccontano verità scomode, noi di Qelsi ne abbiamo parlato con uno degli autori: Augusto Grandi, giornalista economico del Sole24Ore, scrittore di saggi politico-economici e di narrativa. Vincitore del premio St. Vincent di giornalismo, ha recentemente realizzato con reportage di viaggio alcune mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo.
In questa intervista esclusiva rilasciata a Qelsi, Augusto Grandi ci parla del “Grigiocrate”.

Augusto Grandi, la tesi principale de “Il Grigiocrate” suggerisce che l’Italia sia stata indicata come luogo giusto per sperimentare un nuovo modello politico. In cosa consiste questo modello? E perché l’Italia?
Il modello è quello di un’Europa del sud trasformata in una sorta di Bangladesh per l’europa del nord. Bassi salari, fuga dei cervelli e importazione di braccia per lavori non qualificati. Ma un Bangladesh anche a vocazione turistica. Il paradiso dove verranno a svernare ricchi cinesi e tedeschi, russi e americani. Perché l’Italia? Perché la Grecia è troppo piccola e debole per sperimentare un modello. L’Italia è la terza economia europea, la seconda manifatturiera. Dunque la sperimentazione ha davvero senso.
Nel libro, Mario Monti è definito “un uomo abituato a essere nominato e non eletto”. Chi è Mario Monti? E perché è stato scelto lui?
Un uomo per tutte le stagioni. Commissario europeo in quota centrodestra e pure in quota centrosinistra. Membro del cda Fiat all’epoca delle tangenti di cui non si era accorto. E poi Goldman Sachs e agenzia di rating che declassava l’Italia mentre lui non se ne accorgeva. Un tipo distratto, ma silente e sobrio esecutore degli ordini dei poteri forti. Quei poteri forti che secondo lui non esistono, per poi sostenere che aveva perso il loro favore. L’uomo ideale per svolgere il lavoro sporco nell’interesse dei mercati internazionali e a danno dell’Italia.
Mario Monti si può definire un “uomo solo al comando” oppure la sua ascesa è frutto di un intreccio di rapporti e amicizie? 
Mai solo al comando. Sempre e soltanto all’interno della sua cerchia di potenti e di camerieri dei potenti.
Altra figura di spicco di questo governo è Elsa Fornero, ministro del lavoro. Una frase del libro recita “In realtà ad Elsa interessava scardinare tutto il sistema sociale italiano, basato su tutele a volte eccessive ma comunque indispensabili per garantire la sopravvivenza dell’economia nazionale”. Perché questo?
La Fornero è il braccio armato del governo. Ha portato l’età delle pensioni ai livelli record d’Europa. Non si è accorta, distratta anche lei, delle decine di migliaia di persone che, grazie a lei, perdevano pensione e reddito da lavoro. Ha dato la libertà di licenziare e di fronte a 800 mila disoccupati in più ha ricordato che in un’azienda gli occupati erano aumentati. Grazie alle follie della Fornero i lavoratori italiani sono costretti ad accettare condiziono indecenti o ad emigrare. Il progetto di impoverire l’Italia non può prescindere da lei.
Nel “Grigiocrate” si fa più volte riferimento ai “giornali amici” del governo tecnico. Quali sono?
C’è solo l’imbarazzo della scelta. A partire dal Corriere, che ha avuto Monti come editorialista per vent’anni, per passare a Repubblica che su Monti vuol creare il partito “scalfariano”. E poi l’ipocrisia de La Stampa che descrive sbavando servilmente le sobrie vacanze di Monti a St. Moritz. E ancora Il Messaggero casiniano.
L’Italia ha già conosciuto precedenti esperienze di governi tecnici: Amato e Ciampi. Quali sono le analogie e quali le differenze con Monti?
Amato era un politico. E non a caso è finito nella squadra di Monti, visto che anche Amato era molto distratto quando non si accorgeva delle tangenti. In fondo Monti completa il disastro di Amato e Ciampi che hanno portato il debito italiano all’estero, creando le condizioni per la speculazione attuale. Il Giappone, con un debito doppio rispetto all’Italia, paga interessi pari a un terzo, perché il debito è in mano giapponese.
Cosa impedisce all’Italia di fare come il Giappone?
Avere governanti al servizio degli speculatori. Il debito deve rientrare in Italia, ma se i soldi dell’Imu e delle altre tasse servono per pagare gli interessi, non ci sono più per ricomprare il debito. E alla speculazione fa molto più comodo incassare il 6 per cento sui titoli italiani.
Cosa cambierà nell’Italia del dopo Monti? E quali alternative hanno gli italiani, soprattutto giovani?
Per cambiare servirebbe una volontà politica di cambiamento. Invece, con l’attuale classe politica, si rischia che il dopo Monti sia un altro Monti, o comunque una indecente ammucchiata che mantenga lo sfruttamento degli italiani per accontentare i mercati. Per i giovani italiani esiste un modello alternativo, quello dell’Argentina della tostissima Kirchner.
Si parla spesso di complotti delle banche, signoraggio primario e secondario, piani per impoverire i Paesi dell’Europa del sud. Eccessivo complottismo o c’è qualcosa di vero?
Nessun complottismo. La strategia per cambiare l’assetto europeo è dichiarata ufficialmente. Nessuna segretezza. I poteri forti non si nascondono neppure più.
Risanare i conti pubblici e ridurre il debito pubblico: sembrano queste le priorità del governo tecnico. Si tratta solo di spauracchi sventolati in faccia agli italiani o sono esigenze reali?
Risanare si deve. Ma per ridurre il debito pubblico si deve crescere. Se si continua a massacrare il risparmio degli italiani, si riducono i consumi e si provoca la recessione. E in queste condizioni non si risana l’economia e non si riduce il debito.
Quello di Monti è stato spesso definito dai critici un “modello cinese”, nel “Grigiocrate” si sostiene invece che il modello Monti rappresenti una regressione rispetto a ciò che sta avvenendo in Cina. Perché?
La Cina si è resa conto che deve migliorare le condizioni economiche della popolazione, Monti le peggiora in nome degli speculatori. La Cina recupera Confucio e chiede che i giovani si occupino degli anziani, Monti e Fornero vogliono che i giovani emigrino lasciando gli anziani a morire negli ospizi.
Il governo Monti può essere definito una sconfitta della politica? Se sì, in cosa ha sbagliato la classe politica italiana?
Sicuramente Monti è una sconfitta della politica. Che ha rinunciato a governare per asservirsi totalmente ai mercati internazionali. Politici che non hanno avuto la capacità di realizzare le riforme, che hanno assunto decine di migliaia di finti lavoratori per mero clientelismo. Che non hanno avuto il coraggio di prendere esempio dal governo peronista argentino. A Buenos Aires la popolazione vale più dei banchieri e degli speculatori.
All’Italia converrebbe uscire dall’euro oppure no? E’ vero che l’uscita dall’eurozona sarebbe una catastrofe?
Sarebbe un disastro per l’Europa, prima ancora che per l’Italia. Per noi i problemi potrebbero essere ridotti da accordi internazionali con Paesi come la Russia, in grado di garantire liquidità.

La copertina de “Il Grigiocrate”
Augusto Grandi, giornalista economico del Sole24Ore

40 commenti su ““Mario Monti, un pericolo mortale”. Intervista ad Augusto Grandi, giornalista del Sole24Ore” ↓

  1. Francesco Bernardini

    Analisi corretta, anzi troppo buona con coloro che sostengono Monti. Le colpe debbono essere addossate sopratutto a loro. Monti fa il suo interesse (nel senso descritto nell’articolo) non ha obblighi con chi lo ha eletto ma solo con chi lo ha nominato. Chi lo sostiene ha obblighi con coloro che li hanno eletti.

  2. Marco

    Cosa aggiungere ? Comprerò il libro e ne promuoverò il più possibile la lettura…. da mesi dico le stesse cose lette in questa intervista…in ogni occasione in ogni ambito ….ma gli italiani sembrano apatici…credo che solo un ulteriore accentuarsi della crisi possa risvegliare il torpore di un popolo ….solo la fame e la miseria ci salveranno ?

  3. Aleks Kapllaj

    Grazie al Qelsi, che nella mia madrelingua vuol dire la chiave, in questo sito abbiamo i qelsi per capire molte cose che la propaganda non dice. E’ vero che non ci sono complotti, perché nessuno dei ministri nega il servizio che fanno ai mercati e le banche. Il fallimento dei politici ha portato al governo i servitori delle finanze e dei mercati che sono tutte manipolate dai monopoli che hanno concentrato tutto nelle loro mani. Tutto il resto è una illusione per sottometterci senza aver la possibilità di ribellarci. Se lo facessimo, loro, sono pronti ad annientare ogni tentativo per liberarci dalla dittatura finanziaria che hanno installato in Europa.

    1. Qelsi BlogQelsi Blog

      Per curiosità, in quale lingua Qelsi vorrebbe dire chiave?

      1. Aleks Kapllaj

        La lingua albanese! Una delle lingue più vecchie d’Europa. La lingua di Madre Teresa di Calcutta. la lingua di Gjergj Kastrioti Skenderbej che fermò l’avanzata dei turchi verso l’Europa cristiana. La lingua di Ismail Kadare, candidato premio Nobel da vent’anni ma non ottenuto perché politicamente scorretto perché ha dichiarato che l’Albania appartiene al civiltà cristiana!!!! La lingua dell’orgoglio della sopravvivenza di un popolo piccolo ma mai rassegnato.

  4. Cat zu Felics

    Salve.
    La linea politico-editoriale del vostro sito mi fa abbastanza schifo, ma sta volta devo davvero farvi i complimenti.
    In poche battute l’intervistato ha smontato il cumulo di minchiate che ci contano sulla “necessità” del governo Monti.
    Sulla questione del debito l’origine del disastro suppongo sia stato quando nel 1981 si consumò il divorzio tra Banca Italia e il Tesoro.
    Da lì la Banca centrale smise di fare da prestatore di ultima istanza sul mercato primario.

  5. vincenzo

    dopo aver letto questo ti rimane solo amaro…sognare sperare in questo paese e’roba d’altri tempi,chi per anni ha mandato avanti la propria vita per poter assicurare la vita degli altri si ritrova derubato di tutto ,sacrifici,sforzi,delusioni, resi inutili e la cosa che ci resta e la visione liqueffatta di un futuro e poverta’.
    non dico grazie di tutto a nessuno ma dico che ci siamo resi così ricattabili che qualsiasi cosa facciamo adesso sara’ per forza di cose una caduta ad effetto domino buona fortuna

  6. MAURIZIO

    CONCORDO PIENAMENTE CON IL GIORNALISTA DEL SOLE 24 ORE

  7. marina lenzi

    Augusto Grandi ha sicuramente molte ragioni, moltissime. Ma ha una tesi in testa e quando si ha una tesi in testa tutto concorre a far sì che questa tesi sia vincente, senza sbavature e contraddizioni. Si tratta solo per chi ascolta o legge di dire “sì, sì, ma quanto ha ragione!” E invece no. Leggo la Repubblica ogni giorno da quando è stata fondata. Sicuramente Scalfari ha apprezzato la scelta di Monti (ora già con riserve), ma la linea del giornale (Mauro, Lerner, Sofri, Augias,, Serra, Maltese, Giannini, Valentini, De Gregorio,Zagrebesky, Boeri,Diamanti, Spinelli,Merlo, Boerio, Ceccarelli ecc ecc)ha espresso il proprio dissenso frequentemente motivando le proprie ragioni di volta in volta. Forse è il caso che ognuno si prenda la responsabilità della propria testa e smetta con questo sbrigativo “mi piace” e “non mi piace”

  8. MINOTTI RITA

    ma non pensate mai a che cos’e l’italia le nostre coste le nostre montagne la nossta cultura il nostro cibo .inostri artigiani la moda ec c ecc .se solo avessimo dei politici decenti………..

  9. Alphonsus Mughumba Mambede

    Bisogna capire chi ha internazionaluzzato il nostro debito pubblico e andare a fargli una visita di cortesia. Costui ha consegnato l’Italia e gli italiani in mano al nemico……

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