Quando Napolitano, nel 1978, diceva: “il Sistema Monetario Europeo ci farà perdere competitività”. E ora?

Di Gpg Imperatrice, il - # - 2 commenti

225px-Presidente_NapolitanoNon è una novità che in politica si cambi idea. Stupisce però rileggere le parole dell’attuale presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, in un resoconto stenografico di una seduta della Camera dei deputati risalente al 13 dicembre 1978. Oggi il presidente della Repubblica è tutt’altro che euroscettico, 34 anni fa invece sembrava pensarla in modo diametralmente opposto.
Il resoconto stenografico della discussione è interamente disponibile cliccando qui, l’intervento di Napolitano comincia dalla pagina 24.992. Dopo 34 anni alcuni stralci del discorso di Napolitano possono essere considerati ancora attuali e lucidissimi. Basta sostituire “Sme” (Sistema Monetario Europeo) con Euro. Viene però da chiedersi per quale motivo 34 anni fa Napolitano dicesse una cosa e oggi sostenga l’esatto opposto.
Riportiamo due brani particolarmente significativi del discorso di Napolitano

…il vertice di Bruxelles (…) aveva sancito la conferma di una sostanziale resistenza dei paesi a moneta più forte, della Repubblica federale di Germania, e in modo particolare della banca centrale tedesca, ad assumere impegni effettivi ed a sostenere oneri adeguati per un maggiore equilibrio tra gli andamenti delle monete e delle economie di paesi della Comunità. E così venuto alla luce un equivoco di fondo, di cui le enunciazioni del consiglio di Brema sembravano promettere lo scioglimento in senso positivo e di cui, invece, l’accordo di Bruxelles ha ribadito la gravità: se cioè il nuovo sistema monetario debba contribuire a garantire un più intenso sviluppo dei paesi più deboli della Comunità, delle economie europee e dell’economia mondiale, o debba servire a garantire il paese a moneta più forte, ferma restando la politica non espansiva della Germania federale e spingendosi un paese come l’Italia alla deflazione.
…..le regole dello SME ci possano portare ad intaccare le nostre riserve e a perdere di competitività, ovvero a richiedere di frequente una modifica del cambio, una svalutazione ufficiale e brusca della lira fino a trovarci nella necessità di adottare drastiche politiche restrittive”?

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