I geni a 5 Stelle in Piemonte si auto-accusano ancor prima di essere indagati sui rimborsi

Di Riccardo Ghezzi, il - # - 1 commento

Biole_Fabrizio“Saremo tutti indagati” garantisce Davide Bono, il capogruppo, ora consigliere unico, del Movimento 5 Stelle. E se lo dice lui, perché non credergli? Ancora non si sa quanti e quali saranno i consiglieri regionali piemontesi nell’ambito dell’inchiesta sull’uso “personale” dei rimborsi elettorali, ma già si prevede uno tsunami. I capigruppo di Pd, Aldo Reschigna, e Lega Nord, Mario Carossa, hanno già manifestato l’intenzione di dimettersi qualora arrivasse un avviso di garanzie. Se Reschigna però appare sicuro nell’escludere “che il Pd abbia speso risorse per uso personale” e Carossa giura che “pranzi al ristorante non ne abbiamo perché abbiamo sempre fatto riunioni di lavoro tutti insieme, a pranzo o a cena”, le dichiarazioni più comiche, tanto per cambiare, sono quelle dei consiglieri o ex consiglieri del Movimento 5 Stelle. Proprio loro, i nemici della “casta” e delle spese folli, si sentono pienamente invischiati nella vicenda e non riescono neppure a nasconderlo.
Davide Bono, il capigruppo ora consigliere unico ammette:

Credo che alla fine finiremo tutti indagati, o quasi. Bisogna però fare una distinzione: un conto sono le cene solitarie spacciate per occasioni di lavoro: anche nel mio gruppo ho trovato una fattura di quel tipo, ma non riguarda me. Se invece contano anche i buoni pasto, com’è accaduto ad Eleonora Artesio, allora mi auto-denuncio: anche io li ho dati. Aggiungo però che avevo chiesto agli uffici se era possibile e mi hanno risposto di sì

 

Insomma, Davide Bono, il grillino senza macchia e senza paura che combatte contro gli sprechi e le spese, ha la sensazione che sarà indagato. Però è stato mal consigliato dagli “uffici”. Mentre chi ha sbagliato davvero all’interno del gruppo consiliare, spacciando cene solitarie per occasioni di lavoro, non era lui.
E allora chi era? Troppo facile. Fabrizio Biolé, l’altro consigliere eletto in quota Movimento 5 Stelle, ora confluito nel Gruppo Misto.
Lo stesso Biolé replica:

Non ricordo nessuna cena solitaria. Posso solo pensare ad un rimborso di qualche ospite per qualche iniziativa. Probabilmente la definizione delle regole che c’è ora doveva essere fatta prima. Noi l’avevamo chiesto

 

“Saremo indagati. Ma le regole non erano severe, non ci sembravano severe. Lo sono diventate durante il mandato. Noi non sapevamo, siamo stati indirizzati male dagli uffici cui ci siamo rivolti per chiedere lumi. E soprattutto, se qualcuno del Movimento 5 Stelle ha sbagliato, non sono stato io”.
Un riassunto di dichiarazioni da “Oggi le comiche”. Ma in realtà la questione è semplice: dev’essere dura per i grillini accorgersi di essere diventati “casta” dopo aver promesso di combatterla.

Riproduzione riservata - ©2013 Qelsi Quotidiano

Un commento su “I geni a 5 Stelle in Piemonte si auto-accusano ancor prima di essere indagati sui rimborsi” ↓

  1. azzurra

    buffoniii

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