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L’integralismo islamico e il dialogo impossibile

Di Alessandra Boga, il - # - 3 commenti

islamOrmai si sa, la Primavera araba ha fatto sprofondare ancor più di prima l’Egitto (e tutti i Paesi in cui è passata) nell’incubo dell’integralismo.
Ecco le ultime nuove da questo punto di vista da quella che fu la terra dei Faraoni.
Prima: il predicatore salafita Abu Islam, le cui esternazioni sono note perché egli conduce una trasmissione “religiosa” sulla sua emittente satellitare “al – Ummah”, se n’è uscito con vergognosi insulti a Gesù Crocifisso, paragonandolo nientemeno che ad un simbolo fallico, e insulti alle donne occidentali, accusandole di avere rapporti sessuali con cani (animali notoriamente considerati impuri per l’islam) e con gatti al posto dei loro mariti (sic!). Per intenderci Abu Islam è lo stesso che a settembre aveva bruciato delle copie della Bibbia davanti all’ambasciata americana del Cairo e aveva giustificato lo stupro di donne non velate. Anzi, addirittura ha affermato che le donne non velate lo facessero sperando proprio in uno stupro.
Beh, che dire? Non ci sono parole, se non una domandina semplice semplice: chi è il vero perverso ed immorale qui?
Seconda novità dall’estremismo islamico egiziano: i Fratelli musulmani, a cui appartiene il presidente Mohamed Morsi, si svelano sempre di più (battuta!) e questa volta esortano i Paesi islamici a non sottoscrivere il documento che l’ONU sta approntando contro ogni violenza sulle donne. In particolare essi attaccano quegli articoli che “danno ad una ragazza la libertà sessuale, la libertà di scegliere il sesso del proprio partner, danno i diritti ai gay, li proteggono e li rispettano così come proteggono le prostitute, cosa che va contro i principi dell’islam … la Sunna, che porteranno al sabotaggio della morale musulmana e alla demolizione della famiglia”.
Allora, diciamo che in teoria questi principi sono condivisibili: la famiglia, il sesso solo nel matrimonio … . Quanto poi ai matrimoni gay, per non parlare delle adozioni da parte di omosessuali, non dovrebbero neanche essere considerati diritti. Questi sono concetti condivisi anche dal cristianesimo e da ogni altra religione.
Peccato che dagli integralisti islamici vengano generalmente strumentalizzati per schiavizzare o ammazzare le donne, e discriminare o impiccare gli omosessuali. Fatti tristemente noti. Come nota è l’ipocrisia a cui sono costrette molte ragazze musulmane che , tanto per dirne una, devono ricostruirsi l’imene per trovare marito una volta persa la verginità. E se vengono scoperte? Rischiano il delitto d’onore, crimine di cui possono essere vittime anche se vengono viste parlare con un uomo non consanguineo.
Ed i gay iraniani che preferiscono diventare donne pur di aver maggiori possibilità di sopravvivenza (discriminati, vessati ma, forse, vivi)?
Ricordando questo (e qua arriviamo alla terza novità dall’estremismo islamico egiziano) fa quanto meno ridere l’auspicio espresso dall’Università Islamica di Al-Azhar, di un “miglioramento delle relazioni con il Vaticano”, ora che è stato eletto papa Francesco.
A fare tale dichiarazione è stato Mahmud Azab, consigliere per i rapporti interreligiosi del rettore dell’Università del Cairo, il Grande Imam Ahmad al-Tayed, il quale molto critico era stato con Benedetto XVI, che così obiettivamente aveva parlato dell’islam e di Maometto nel Discorso di Ratisbona.
Ebbene, tra le altre cose, Al-Azhar sostiene (come sostengono i salafiti) che si può mangiare carne umana di un apostata; lo diceva Al-Shafie, considerato uno dei fondatori della giurisprudenza islamica:“Si può mangiare la carne di un corpo umano. Non è permesso uccidere un musulmano, né un dhimmi non musulmano sotto la sovranità musulmana perché è utile alla società, né un prigioniero perché appartiene ad altri musulmani. Ma potete uccidere un combattente ostile o un adulterio e mangiare il suo corpo” (716 vol. 1, Al-Kortoby); ancora: “Mangiare carne di esseri umani morti è autorizzato a certe condizioni: la carne umana non deve essere cotta o arrostita per evitare che l’atto sia haram. E’ consentito uccidere un infedele (apostata) e mangiarlo. …” (“apostati” però possono essere considerati anche i musulmani moderati, i monoteisti non musulmani, compresi i cristiani … ). Sono questi i musulmani con cui dovrebbe dialogare Papa Francesco?

3 commenti su “L’integralismo islamico e il dialogo impossibile” ↓

  1. caelsiuscaelsius

    Tranquilli, Papa francesco non dialogherà con l’Islam, non almeno su queste basi. La scelta del nome Francesco è sintomatica. Nella Chiesa superiore di Assisi in 28 riquadri Giotto raffigura scene della vita del Santo. Nel decimo di questi riquadri si vede San Francesco sfidare i musulmani. Ora San Francesco era uno che parlava ai lupi ed agli uccelli, considerava fratelli l’acqua, il fuoco, la Luna, il Sole e persino “sora morte”, però dei musulmani non si fidava, li contrastava e li sfidava. Se consideriamo la sua personalità, la sua bontà d’animo, il suo altruismo e lo spirito di fratellanza che lo accomunava a tutti gli esseri ed a tutte le cose, se lui aveva da ridire sui musulmani c’è da ritenere che qualche valida ragione ce l’avesse. Nel merito, un Papa che si rifà allo spirito ed alla visione della vita del Santo d’Assisi ci tranquillizza del tutto. Rosengarten

  2. Sandokan

    Ottimo articolo. Attendo che scriviate anche un articolo sul seguente tema:
    “La sinistra vuole i matrimoni gay, vuole uno stato laicista e vuole legalizzare la prostituzione, ma al contempo amano l’Islam e cercano sempre di giustificare gli Stati islamici nel loro operato: una contraddizione pazzesca”

    Ecco, attendo un vostro articolo su questa specifica tematica. Vis eguo

  3. Stefano Tamburini

    In Francia gli islamici già pretendono di avere più mogli. Argomentazione: perché matrimoni tra gay e non più mogli?

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