Puglia paradiso dei trans: Vendola stanzia 170mila euro per i cambi di sesso

Di Rosengarten, il - # - 22 commenti

nichi-vendolaMentre in Puglia gli ospedali continuano malinconicamente ad essere chiusi uno dopo l’altro come avviene per gli stabilimenti balneari a fine stagione turistica; mentre le attese per gli esami cardiaci spesso si allungano al di là delle capacità di sopravvivenza dei pazienti, pare che adesso l’incommensurabile Zar di Terlizzi abbia cavato dal suo cilindro magico la bellezza di 170 mila di euro da utilizzare per suoi fini esclusivi e non sindacabili a favore dei cosiddetti transessuali, secondo la definizione che di questi diede il prof. David Cauldwell nel 1949. Tre anni fa Vendola dovette accettare un piano di rientro che ponesse un argine ai disastri prodotti dalla sua dissennata e clientelare gestione della Sanità pugliese, sulla quale continuano a pendere un paio di procedimenti penali che lo riguardano a vario titolo, ma che non partono per “mancanza di tempo” dei pm pugliesi, mentre l’unica che il tempo ce l’avrebbe avuto, la Desirèe Digerolamo è stata “convinta” a trasferirsi a Roma, meglio se a contare le margherite sui prati di Villa Borghese. In quel piano si prevedevano ticket farmaceutici, il taglio di migliaia di posti-letto, risparmi per centinaia di milioni ed una radicale revisione dell’articolazione sanitaria pugliese. Ed il “New Deal” sanitario dell’ineffabile governatore peuceta, il quale, se è vero che solo gli stupidi non cambiano mai parere, allora lui è intelligentissimo, è stato semplicemente quello di passare, con la disinvoltura che lo contraddistingue, dal “tutto a tutti” al “poco a pochi”.

Una politica sanitaria caratterizzata da disincentivi per i medici con la firma facile, col rischio per i pazienti di dover sputare sangue per dimostrare di star male sul serio, ma anche una profonda spartanizzazione della rete ospedaliera, perché “basta con l’idea idea viziosa e pigra di pretendere l’ospedale sotto casa”, incentivando invece l’idea improntata al “voglio avere assistenza, se ne ho bisogno”. Come se prima di questo stravolgimento filosofico vendoliano fossero i malati a decidere se essere ricoverati in ospedale o meno, e non i medici, spesso anche solo per riempire i reparti o per creare bacini di utenti da indirizzare interessatamente verso strutture private convenzionate.
Una politica che in apparenza ha portato ad un certo miglioramento nei conti della Sanità pugliese, ma solo perché ha favorito l’esodo dei malati dell’intera regione verso le più accoglienti e meglio attrezzate strutture delle altre regioni d’Italia, scaricando di fatto su di queste una significativa quota della spesa sanitaria pugliese. Siamo in perfetta sintonia con “le misure” adottate per contenere in qualche modo la disoccupazione giovanile che in Puglia ha raggiunto livelli stratosferici: anziché incentivare la creazione di posti di lavoro, ha incentivato i rappresentanti delle giovani generazione ad andarsene a migliaia ogni anno, in cerca di fortuna altrove, molto più di quanto fosse accaduto nel secolo scorso ai loro padri od ai loro nonni.

Però si sa che Vendola è uno dal cuore d’oro per i compagni d’ideologia, i parenti, gli amici, i suoi sostenitori di ogni genere ed ogni specie. Per cui persino in un quadro così desolante e demoralizzante per la situazione socio-economica della Regione, e della Sanità nello specifico, ha saputo spremere dagli ossuti bilanci regionali il grasso di 170 mila euro. Ma per fare cosa? Accorciare i tempi d’attesa per analisi ed esami clinici? Ridurre il numero dei viaggi della speranza per quelli che dalla Puglia muovono alla volta di Roma, Firenze, Padova o Bologna per curarsi? No, nulla di tutto questo. Quei fondi raschiati dal fondo di un barile che a forza di grattare diviene sempre più sottile, serviranno alla Regione per allestire un day hospital che si dedichi a chi decide di sottoporsi ad un percorso di cambio del sesso. Le prese di posizione contrarie a questo disegno e le vibrate proteste di cittadini ed oppositori politici in giunta regionale non si sono fatte attendere.

Ha tuonato ad esempio Antonio Martucci di Moderati e Popolari, che ha avanzato rimostranze unanimamente condivise al di fuori della sinistra massimalista : “Premesso che nella materia in oggetto si tratta di scelte intime che attengono alla libertà di ciascuno di noi, ci troviamo di fronte ad una beffa ai danni dei pugliesi che si trovano in uno stato precario di salute e che devono quotidianamente confrontarsi con la scarsità di strutture ed apparecchiature di assistenza”. Una beffa, aggiungiamo noi, che inevitabilmente coinvolge drammaticamente e pone in uno stato di profonda prostrazione ed imbarazzo anche gli operatori medici, paramedici, tutto il personale del sistema sanitario regionale sino ai manager delle aziende ospedaliere, impegnati in una impari battaglia con una richiesta sempre più alta di assistenza disponendo di mezzi sempre più ridotti. E benché nel quadro generale della voragine della Sanità pugliese quel fondo di 170 milioni appaia relativamente esiguo, come afferma il Martucci quello che indigna è che “in tempi di vacche magre anche il messaggio che si lancia ha la sua importanza”.

Vero. E’ di ieri la notizia della morte a Sannicandro di Bari di un neo pensionato 65enne colpito da un attacco di ipertensione il cui esito è divenuto letale perché, chiamato il 118 alle 18,15, l’ambulanza s’è presentata un’ora dopo. Come lo spieghiamo ai cittadini che mentre si trovano i soldi per creare un day ospital per soddisfare un vezzo tutto sommato non urgente e non essenziale come quello di voler cambiare “esteticamente” sesso, non si trovano le poche migliaia di euro per mettere a disposizione in ogni grosso comune un mezzo gestito da volontari per l’immediato soccorso ai cittadini? Obbietta con ironia Giuseppe Cristella del PdL: “Evidentemente la Sanità pugliese sta vivendo un periodo di vacche grasse ed in questa regione in cui non ci sono nemmeno più malati e tutti vivono felici e contenti, Vendola si può evidentemente ben permettere di finanziare i cambi di sesso, come ha fatto erogando 170 mila euro belli sonanti per un apposito day hospital”. Aggiunge Massimo Cassano, pure del PdL : “Nella Puglia migliore, evidentemente ci si può permettere anche di utilizzare 170mila euro per la presa in carico globale del paziente transessuale”.

Messo da parte l’aspetto etico-moralista che non deve riguardare lo Stato laico, e riconoscendo a ciascuno la libertà di sentirsi quello che si sente di essere, a noi pare assolutamente inaccettabile che si sia voluta creare una presunta categoria di malati che in realtà non esiste, e che costituisce una clamorosa contraddizione dell’impostazione che è stata sempre data al “non problema” dell’omosessualità da parte della sinistra nella sua interezza. Vendola ha sempre ricordato con sarcasmo, riferendosi alla sua adolescenza, che suo padre quando scoprì la sua omosessualità lo cominciò a trattare come fosse un malato inguaribile. Una condizione che i gay giustamente rifiutano, che ritengono inaccettabile, perché un omosessuale è solo una persona con atteggiamenti, psicologia e preferenze sessuali diversi da quelli omologati come eterosessuali. Ma allora perché adesso Vendola vuole creare la categoria degli omosessuali che vogliono cambiare sesso definendoli dei malati lui stesso, tanto da prevedere per loro strutture e fondi ad hoc nel sistema sanitario pubblico? Che si tratti della solita manovra demagogica di Vendola per ergersi a paladino dei diversi e catturare consensi, a questo punto, diviene molto più di un sospetto, per cui ci chiediamo sino a quando, ed a quale limite, si accetterà che lo Zar di tutte le Puglie si serva del denaro pubblico per finanziare campagne pseudosociali che, come da tre anni lamenta inascoltata la Corte dei Conti, mirano solo a consolidare il proprio potere basato sulle clientele e su intrecci tra affari e politica.

Riproduzione riservata - ©2013 Qelsi Quotidiano

22 commenti su “Puglia paradiso dei trans: Vendola stanzia 170mila euro per i cambi di sesso” ↓

  1. Ottavia Voza

    Non si comprende per quale ragione in questo articolo si faccia riferimento all’omosessualità, e si parli delle persone con identità di genere distinta dal proprio sesso biologico di nascita come di “omosessuali che vogliono cambiare sesso”, operando una evidente confusione tra due condizioni che assolutamente non possono essere omologate, vale a dire l’omosessualità e l’identità di genere. Si ricorda che l’identità sessuata di una persona non è oggetto di una “scelta” estemporanea e leggiadra, ma è determinata da diversi fattori che attengono, come è oramai scientificamente determinato, a componenti anche fisiologiche. Tutti i Sistemi Sanitari dei paesi civili prevedono livelli di assistenza per le persone transessuali che sono infinitamente più elevati di quelli esperiti nella Sanità italiana, che mostra invece i segni di una profonda inadeguatezza in termini di strutture ed investimenti. Purtroppo quando si parla di transessualità in Italia non si riescono invece a superare i luoghi comuni che vogliono le persone transessuali dedite alla trasgressione ed al vizio, senza considerare che quelli, spesso, sono gli esiti di una emarginazione che costringe all’emarginazione ed alla esclusione, sin dagli anni dell’Università. Ottavia Voza

    1. caelsiuscaelsius

      Cara Ottavia, la ringrazio per le sue pacate e rispettabili argomentazioni su un tema per certi versi, come prospetta anche lei stessa, difficile e scabroso da affrontare. Paventando il rischio di essere fraintesa, come lei noterà ho messo le mani avanti premettendo a tutto il discorso che io intendevo fare, di riferirmi a quegli individui definiti come transessuali dal primo psicologo al mondo ad averne studiato caratteristiche psicofisiche, lo studioso statunitense David Cauldwell. Per quanto riguarda il resto, io a suo modo di vedere forse banalizzerò il problema, ma il filo che intercorre tra omosessualità e transessualità per me è sottilissimo. Un omosessuale è attratto da un altro essere definibile dello stasso sesso, per cui rifiuta il ruolo che il suo sesso biologico convenzionalmente invece gli assegnerebbe. Un trans è uno che rifiuta a priori il suo sesso biologico apparente, diciamo così, al punto da voler subire una trasformazione fisica che convalidi e certifichi di fatto la sua psicologia da “sesso diverso da quello biologico apparente”. Tra un omo che si accoppia con un altro omo, od uno che per farlo si “mette in regola con la natura” dotandosi chirurgicamente di una sessualità fisica in sintonia con la sfera psicologica che ritiene gli appartenga, sinceramente non vedo grandi differenze. Per questo reputo l’intervento di cambio di sesso alla stregua di un vezzo estetico inessenziale come un piercing o un tatuaggio ai fini della trasformazione da trans a un sesso definito. E non assegno alcuna sostanziale importanza ai pretesi disagi psicologici. Anch’io potrei rifiutare me stessa se fossi grassa o se essendo bionda vorrei invece avere capelli di un bel rosso Tiziano. Ma non credo che la correzione dei miei inestetismi, o la voglia di sentirmi diversa dovrebbe ricadere sulle spalle della sanità pubblica, in un Paese dove ancora si muore di parto, non si “sprecano” soldi per curare i malati affetti da patologie rare perchè sono pochi e non fanno consenso, e molti malati non hanno neanche i soldi per pagare il ticket sui medicinali che li tengono in vita. Ma è chiaro, che si tratta di un mio parere personale. Rosengarten

  2. Ottavia Voza

    Non si comprende per quale ragione in questo articolo si faccia riferimento all’omosessualità, e si parli delle persone con identità di genere distinta dal proprio sesso biologico di nascita come di “omosessuali che vogliono cambiare sesso”, operando una evidente confusione tra due condizioni che assolutamente non possono essere omologate, vale a dire l’omosessualità e l’identità di genere. Si ricorda che l’identità sessuata di una persona non è oggetto di una “scelta” estemporanea e leggiadra, ma è determinata da diversi fattori che attengono, come è oramai scientificamente determinato, a componenti anche fisiologiche. Tutti i Sistemi Sanitari dei paesi civili prevedono livelli di assistenza per le persone transessuali che sono infinitamente più elevati di quelli esperiti nella Sanità italiana, che mostra invece i segni di una profonda inadeguatezza in termini di strutture ed investimenti. Purtroppo quando si parla di transessualità in Italia non si riescono invece a superare i luoghi comuni che vogliono le persone transessuali dedite alla trasgressione ed al vizio, senza considerare che quelli, spesso, sono gli esiti di una emarginazione che costringe ed all’esclusione ed alla espulsione dal mondo della formazione, sin dagli anni dell’Università e del lavoro. A tutto ciò si prova, in pochi luoghi e con scarsissime risorse, a dare risposte, con attività di supporto come quelle del Day Hospital in funzione a Bari, grazie alle quali cittadine e cittadini italiani avranno una possibilità in più di iniziare il proprio percorso di riallineamento tra corpo ed identità senza patire le sofferenze, i soprusi ed i disagi che hanno subito le persone transessuali nei decenni scorsi. Ottavia Voza

  3. livoletta

    …e per trapiantare un cervello funzionante nel cranio vuoto di questo governatore quanto è stato stanziato?

  4. Roberto

    La spesa è risibile e sul fatto che questo servizio debba essere o meno una priorità ognuno la pensa come vuole, ma l’articolo è fazioso e disinformato. La Puglia tra le regioni del sud è quella in cui la mobilità extraregionale è diminuita di più e (visto che viene messa in relazione (?)) dove la disoccupazione giovanile è, per quanto alta, più bassa. Poi certo che le ambulanze arrivino dopo un’ora è una specificità tutta pugliese.

    1. caelsiuscaelsius

      Caro Roberto, sul fatto che lo stanziamento di 170mila euro sia tutto sommato di per sè modesto l’avevo già sottolineato io per prima. Però si deve considerare una cosa, che qui si parla di Vendola, una specie di mago che fa lievitare tutto quello che sfiora. Per il momento crea una struttura embrionale, poi la farà crescere come la panna, secondo sistemi clientelari ben consolidati nella sua regione.Sì, perchè poi quell’embrione iniziale verrà fatto crescere, avrà bisogno di un direttore sanitario e di un vice, un direttore generale ed un vice, un direttore delle risorse umane e di un vice, di un direttore per i servizi e la manutenzione e di un vice, di dirigenti, almeno 10 o 15 secondo le megalomanie vendoliane, poi di primario e vice, medici, paramedici, sorveglianza h24, poi i costi correnti, cioè gas, luce, acqua, telecomunicazioni, centri informatizzati,operai e operatori del centro accoglienza ed informazioni, gestione dell’inevitabile sito internet. Ad occhio e croce, se ci si impegna appena un po’ fa presto Vendola a spendere una decina di milioni l’anno per realizzare una ennesima inutile, pleonastica “eccellenza tecnologica in Puglia” che rigurda solo lui ed i suoi assistiti. Rosengarten

    2. Roberto

      La sua opinione su Vendola l’ho compresa anche senza supplemento. Per quanto riguarda le informazioni riportate, le dichiarazioni citate si tratta appunto di faziosità senza nemmeno lo straccio di una valutazione quantitativa. Per quanto riguarda le origine del deficit, su cui non mi sono attardato, rimando a quanto riporta salvatore sulle responsabilità di Fitto. Peraltro vivo nel Lazio e stiamo ancora pagando i debiti di Storace, un vero esperto… di panne montate

      1. caelsiuscaelsius

        Egregio sig.r Roberto, io di Vendola ho esattamente l’opinione che il suo modo di fare, la sua personalità contorta, quello che dice ha contribuito ha farmi percepire lui stesso. Che opinione si può avere di uno che si definisce paladino degli operai, l’apostolo del lavoro e poi causa il disastro di Taranto in cui rischiano il posto 20mila lavoratori, più altre decine di migliaia per effetto domino nel comparto metallurgico, provocando l’annientamento di un settore produttivo, quello dei metalli e degli acciai, che è ancora oggi strategico in tutti i paesi del mondo, specie per quelli industrializzati. Che opinione si può avere di uno che ha impedito facendolo affogare nei pretestuasi meandri di una burocrazia volutamente melmosa il progetto di un rigassificatore a Brindisi, 1000 posti fissi, 1200 milioni di investimenti? Ha creato così tanti ostacoli e pastoie amministrative che la British Gas Italia s’è dovuta rassegnare a rinunciare al progetto dopo avrer speso 280 milioni di euro ed 11 anni per attrazzare un’area idonea, sviluppare un progetto ed a cercare di ottenere tutte le dovute autorizzaioni. Che opinione si può avere di uno che chiudeva un occhio e spesso tutti e due sull’avvelenamento ambientale che il permissivismo vendoliano dell’epoca e la dissolutezza dei controlli pubblici della regione Puglia esercitava nei confronti dell’ILVA che ricorreva sistematicamente ai TAR pugliesi per farsi rilassare le specifiche restrittive delle AIA che arrivavano da Roma? E che opinione si può avere di uno che dimostra il più assoluto disinteresse per la salute dei cittadini sino a quando questa non è divenuta un valido motivo per alimentare le sue “battaglie demagogiche” solo mirate a raccogliere facili consensi ed a rafforzare il proprio potere? Sino ad 8 mesi prima che scoppiasse il caso Taranto, che il tasso di malattie tumurali fosse nella città dei due mari molto più alto del normale per Vendola era solo una putrida calunnia per discreditare lui e la sua politica. Che opinione si può avere di un presunto ambientalista che non ha battuto ciglio quando l’ILVA scaricava diossina nelle discariche pubbliche tarantine avvelenando l’aria, il suolo e, chissà per quanti decenni ancora, le falde acquifere? Che se non fosse intervenuto il WWF avrebbe fatto cementizzare le isole Tremiti, che si è illegalmente appropriato dell’Acquedotto pugliese senza che nessuno dica niente? Anzi, peggio ancora, perchè in effetti c’è stato chi ha detto qualcosa in merito, due sentenze della Cassazione ed una della Consulta perchè si procedesse a privatizzare non l’acqua, come vogliono far credere demagogicamente Vendola e la sinistra, ma la rete di distribuzione e trasporto per sottrarre gli utilizzatori al ricatto del prezzo imposto dall’unico fornitore. Che opinione si può avere di uno che teorizzava l’introduzione precoce alle pratiche sessuali di bambini anche con adulti “esperti” che li iniziassero, secondo la sua personalissima visione del problema, al sesso gradualmente e senza traumi? Per me questa si chiama in un altro modo, non educazione sessuale. E potremmo continuare per un bel pezzo, ma avremo modo di tornarci sopra. Stia tranquillo che Vendola è una risorsa praticamente inesauribile e che ce ne fornirà di argomenti per parlare spesso di lui, altrochè se ce ne fornirà. Rosengarten

    3. VITTO

      IO NON SO DOVE VIVI MA IN PUGLIA LA DISOCCUPAZIONE NON E’ PIU’ BASSA CHE ALTROVE.

  5. caelsiuscaelsius

    Cara Ottavia, la ringrazio per le sue pacate e rispettabili argomentazioni su un tema per certi versi, come prospetta anche lei stessa, difficile e scabroso da affrontare. Paventando il rischio di essere fraintesa, come lei noterà ho messo le mani avanti premettendo a tutto il discorso che io intendevo fare di riferirmi a quegli individui definiti come transessuali dal primo psicologo al mondo ad averne studiato le caratteristiche psicofisiche, lo studioso statunitense David Cauldwell. Per quanto riguarda il resto, io a suo modo di vedere forse banalizzerò il problema, ma il filo che intercorre tra omosessualità e transessualità per me è sottilissimo. Un omosessuale è attratto da un altro essere definibile dello stesso sesso, per cui rifiuta il ruolo che il suo sesso biologico convenzionalmente invece gli assegnerebbe. Un trans è uno che rifiuta a priori il suo sesso biologico apparente, diciamo così, al punto da voler subire una trasformazione fisica che convalidi e certifichi di fatto la sua psicologia da “sesso diverso da quello biologico apparente”. Tra un omo che si accoppia con un altro omo, od uno che per farlo si “mette in regola con la natura” dotandosi chirurgicamente di una sessualità fisica in sintonia con la sfera psicologica che ritiene gli appartenga, sinceramente non vedo grandi differenze. Per questo reputo l’intervento di cambio di sesso alla stregua di un vezzo estetico inessenziale come un piercing o un tatuaggio ai fini della trasformazione da trans a un sesso definito. E non assegno alcuna sostanziale importanza ai pretesi disagi psicologici. Anch’io potrei rifiutare me stessa se fossi grassa o se essendo bionda vorrei invece avere capelli di un bel rosso Tiziano. Ma non credo che la correzione dei miei inestetismi, o la voglia di sentirmi diversa dovrebbe ricadere sulle spalle della sanità pubblica, in un Paese dove ancora si muore di parto, non si “sprecano” soldi per curare i malati affetti da patologie rare perchè sono pochi e non fanno consenso, e molti malati non hanno neanche i soldi per pagare il ticket sui medicinali che li tengono in vita. Ma è chiaro, che si tratta di un mio parere personale. Rosengarten

  6. Salvatore

    Probabilmente all’estensore dell’articolo sfugge che il defict è stato prodotto nel quinquennio di Fitto e che i processi per la sanità ce li ha lo stesso Fitto, anzi, ha anche una condanna in primo grado. Quando si dice che un giornalista è fazioso.

    1. caelsiuscaelsius

      Si ricordi che lo Zar di tutte le Puglie regna da 9 anni. E’ finito da un pezzo il tempo in cui se la poteva ancora prendere con i suoi predecessori. Senza dire che la politica dovrebbe essere un tantinello diversa dalla scuola materna: “Signora maestra perchè lui si ed io no?” A ciascuno competono le proprie responsabilità tra le quali rientrano anche quelle di non aver fatto tesoro delle esperienze altrui e degli eventuali errori fatti da altri e magari demagogicamente sottolineati in campagna elettorale, salvo poi una volta eletti nulla fare per correggerli. A che servono le elezioni se quelli che arrivano sono uguali o pure peggio di quelli cui volevano sostituirsi per “girare pagina e rilanciare l’economia e lo sviluppo sociale ed economico”? Vediamo di crescere e di non nasconderci dietro un dito. Vendola è dispotico, capriccioso ed infantile, un eterno bambinone che non crescerà mai, che sarebbe doveroso per tutti mettere in condizione di non nuocere. Almeno questo, credo, lo si possa obbiettivamente riconoscere. Rosengarten

      1. VITTO

        NON SI RICORDANO DI BASSOLINO, INFATTI VENDOLA E’ COME BASSOLINO CHE HA CREATO DANNI..

        1. VITTO

          VOGLIAMO PARLARE DELLE ASSEGNAZIONE DI INCARICHI NELLA SANITA’ PUGLIESE CHE VENDOLA HA FATTO, RIAPRENDO UN CONCORSO GIA CHIUSO PER FAR ELEGGERE UN SUO PRIMARIO AMICO? E CHE GUARDA CASO E’ STATO ASSOLTO DAL GIUDICE AMICA DI SUA SORELLA O CUGINA CON TANTO DI FOTO DOCUMENTATE DAI GIORNALE CHE VOI CHIAMATE POCO SERI MA CHE DISMOSTRANO LA REALTA’ CON DOCUMENTAZIONE? INOLTRE SONO PROPRIO QUEI SIGNORI LEGATI ALLA POLITICA CHE POI SONO I PEGGIORI AMMINISTRATORI OLTRE CHE MEDICI CHE CREDONO DI ESSERE DEI MEDICI SOLO PERCHE’ INDOSSANO UN CAMICE BIANCO, E CHE CREANO IL DEBITO CON BUSTARELLE RICORDIAMO DEI POGGIOLINI DE LORENZO CHE AVEVANO LA CASA PIENE DI SOLDI E ORO NASCOSTI ANCHE NEI PUFF.

  7. marco

    c’è gente che muore per cose più serie.. se uno si vuole tagliare il pisello che se ne vada all’estero, con tutto il rispetto che ho per chi fa queste scelte, ma c’è gente che deve fare i conti per arrivare a fine mese.. non con i soldi, CON GLI AGHI DELLE PENNE DELL’INSULINA, CON LE STRISCETTE PER MISURARE LA GLICEMIA, CON I CENTRI PER DIABETICI PRATICAMENTE INESISTENTI E CON DOTTORI IGNORANTI NEI CENTRI RAPPEZZATTI IN QUALCHE OSPEDALUCCIO!! ed i diabetici sono solo alcuni dei colpiti… a mio nonno se non fosse andato al nord gli avrebbero amputato la mano per un embolo!! la sanità fa schifo.. l’istruzione fa schifo.. le strade fanno schifo ed il nostro caro (veramente CARO per tutte le tasse che ci costa) governatore pensa ai transgender!!

  8. Renato

    Mai la sanità pugliese aveva raggiunto un livello così basso,vogliamo parlare delle false visite domiciliari degli specialisti convenzionati? Gente che dichiara di fare anche 40 visite al giorno, e il guaio è che vengono pagate , senza controllo,,a 60 € l’una, così raggiungono e superano anche 20000€ al mese

  9. Leo

    Non mi dilungo, ma voglio lasciare giusto una precisazione: quando si parla di salute non esistono opinioni o “ipse dixit”, ma linee guida internazionali che definiscono le norme sanitarie in tutti i Paesi.

    Nel caso specifico, il “Disturbo di Identità di Genere” è riconosciuto come malattia e la condizione di transessualismo è una delle possibili terapie. L’omosessualità non è riconosciuta come condizione patologica.

    Stanziare finanziamenti (modestissimi!) per tale condizione medica non dovrebbe destare scandalo, così come non destano scandalo analoghi e più cospicui finanziamenti per il trattamento delle allergie, delle coliti o delle fratture dell’alluce.
    Non dovrebbe destare scandalo a meno che non si abbia voglia di scrivere un articolo tendenzioso..

    1. caelsiuscaelsius

      Egregio signore, se la transessualità è una malattia va curata negli ospedali, magari in un reparto apposito, non che crei una struttura dove tra dirigenti, personale medico e paramedico e tutte le spese correnti stanzi 170mila per partire che poi diventano 10 milioni l’anno. E l’attenzione dedicata alle varie patologie deve essere commisurata alla gravità delle stesse ed all’allrme sociale che creano. Non c’è alcun dubbio che infarti cardiaci, tumori, sla, l’Alzhemir e tutte le altre patologie degenerative dovrebbero avere l’assoluta precedenza e la massima considerazione, essendosi sostituite ad emergenze sanitarie ora debellate come quelle del tifo, vaiolo, e tubercolosi. Stanziare fondi ad hoc creando una voce apposita per curare un inestetismo mi sembra inaccettabile nel momento che nella stessa regione, a causa dei tempi di attesa insopportabili, sono deceduti quattro pazienti che aspettavano di sottoporsi a Pet Tac per gravi patologie tumorali. Nel 2006 la giunta regionale pugliese deliberò di creare un centro pubblico con Pet Tac per ogni bacino d’utenza di 750mila cittadini, cosa che Vendola ha tranquillamente ignorato in una provincia, quella di Lecce con 810mila abitanti e nessuna attrezzatura pubblica per Pet Tac. E’ chiaro che se ci fossero i soldi si potrebbe fare tutto, ma i soldi sono pochi e si impongono delle scelte e delle priorità. E lei non mi convincerà mai che in questo momento sia meglio dedicare le poche risorse disponibili per risolvere i problemi inessenziali dei trans, a scapito per esempio di bambini affetti da sclerosi multipla, mieliti e malattie rare varie. Sono le scelte operate dal governatore Vendola che non convincono e che sono in discussione,perchè quasi mai orientate alle reali necessità in rapporto alle risorse disponibili, ma quasi sempre da sue personali visioni del mondo e della società.Rosengarten

      1. Leo

        Una precisazione: non si tratta di aprire una nuova struttura, ma di continuare a finanziare un ambulatorio di day hospital già presente nel Policlinico da 10 anni, nel reparto di Psichiatria.

        Evito ulteriori commenti, la scelta di quali malattie abbiano dignità di essere trattate e quali no è una questione complessa, che non si presta a facili riduzionismi.

        1. caelsiuscaelsius

          Scusi sig.r Leo, ma è proprio questo che insospettisce e si mette in discussione. Se la struttura esiste già significa che i suoi costi sono attribuiti al centro di costo del reparto ospedaliero che la ospita. La notizia ora è che la si vuole enucleare dall’attuale contesto per farne una struttura autonoma ed indipendente. Che richiede i suoi stanziamenti, personale qualificato, medici, infermieri, dirigenti….Mi spiego a cosa alludo? Grazie comunque della precisazione. Rosengarten

  10. miky

    a me mi avete rotto…io vivo in provincia di taranto e mi stanno costringendo dal mio ospedale di taranto provincia(non dico nome paese) ad andare a bari proprio perché il policlinico si occupa di questi disturbi di identita’ ,transessuali eccetera…..ho sempre avuto problemi qui nel mio paese perché mi trattano male che sono gay,almeno fatemi provare a essere trans in una struttura adeguata come quella di bari come spero lo sia,considerando che per andare a bari dovro’ trovare i soldi in chissa’ quale modo non avendo io nemmeno un’occupazione…..io almeno una diagnosi li’ al policlinico la voglio fare….se sono pazzo schizofrenico o transessuale o solo gay o transgender….essendoci reparto psichiatria che si occupa anche di transessualita’ ben vengano questi soldi…..uffa!!!!!!!!!!! P.S. EBBENE SI,ESISTONO ANCHE I TRANSGENDER CHE SONO DIVERSI DAI TRANSESSUALI…..

Lascia un Commento




Tema e Design di Painterweb, Licenza. Script powered by Wordpress
Follow

Get every new post delivered to your Inbox

Join other followers: