Quando la stampa estera definiva Prodi “il peggior presidente della Commissione europea”

Di Riccardo Ghezzi, il - # - 23 commenti

prodi_pensieroC’è un uomo che ha ridicolizzato l’Italia nel mondo, è stato preso di mira dalla stampa estera ed ha pure ricoperto l’incarico di premier italiano in questi ultimi 18 anni.
Avete capito chi è?
No, non è Silvio Berlusconi, anche se le notizie che rimbalzano in Italia potrebbero far credere questo.
L’uomo in questione infatti è stato anche presidente della Commissione Europea. Ed in questa veste valutato come “il peggiore della storia” dai giornali di tutta Europa, contribuendo così a deturpare l’immagine dell’Italia.
Parliamo di Romano Prodi. Proprio lui, l’unico leader di centro-sinistra in grado di battere Berlusconi e governare in Italia per due mezze legislature: prima dal ’96 al ’98, sostituito in seguito da due governi D’Alema e da Amato, poi dal 2006 al 2008 e ancora una volta caduto anzitempo. In mezzo a queste due esperienze da premier italiano, è stato nominato presidente della Commissione europea, incarico la cui retribuzione corrisponde a circa 25.000 euro al mese, dal 1999 al 2004.
In un’Italia sempre fin troppo attenta all’opinione della stampa straniera, fare corretta informazione significa anche riportare alcuni giudizi taglienti sull’operato di Prodi in tale veste.
Iniziamo con il giornale tedesco De Welt, che a due anni dall’inizio del mandato, il 17 luglio 2001, scrive:

Romano Prodi: “le gaffes lastricano la sua strada”. In quasi tutti i governi europei cresce l’irritazione verso l’uomo al vertice della più importante istituzione europea. E, quel che è quasi peggio per l’uomo e per il suo incarico, Prodi sempre meno viene preso sul serio.

Prodi non viene preso sul serio perché “le gaffes lastricano la sua strada”. Questo secondo i tedeschi. Ma gli inglesi saranno più clementi? Nient’affatto, perché il 2 Febbraio 2002 il Times riporta:

Prodi è un problema per l’Europa, non essendoci modo per agevolarne l’uscita e non essendoci cenni di dimissioni volontarie i leader europei hanno la possibilità di lavoraci assieme, il che può essere impossibile, o più spesso di lavoragli attorno.

Addirittura un problema per l’Europa, secondo il Times. E i francesi? Saranno più indulgenti almeno i giornali della Gauche? Neanche un po’. Liberation rompe gli indugi ed il 27 settembre 2003 pubblica senza mezzi termini un giudizio netto:

Per la stampa europea e anche mondiale, la questione è chiara da tempo: Romano Prodi è il peggior presidente che la Commissione abbia mai avuto. Sotto il suo regno, l’esecutivo europeo ha perso la sua autorità sia morale che politica. Non è un caso se parla sempre meno ai Consigli europei dei capi di stato e di governo: l’ottobre scorso, al summit d’autunno sull’economia, l’uomo semplicemente non ha detto una parola, sebbene l’economia sia appunto la materia naturale della Commissione. Un solo paese ignora tutto di questa triste realtà: l’Italia.

Solo l’Italia non si accorge dell’incompetenza di Prodi. A farlo notare è non solo Liberation, ma anche l’inglese Times che il 17 maggio 2004, ultimo anno del mandato, torna alla carica:

L’operato di Prodi a Bruxelles, benché deriso in quasi tutta Europa, è motivo di orgoglio per molti italiani.

Gli inglesi ci “sfottevano” per colpa di Prodi. Segue a ruota infatti il Financial Times, le cui aspre critiche a Berlusconi sono state riportate e divulgate in Italia con molta enfasi e persino più del dovuto. Invece, silenzio assoluto quando lo stesso giornale il 27 maggio 2004 scriveva quanto segue:

La performance di Romano Prodi come presidente della commissione europea è stata orrenda. L’ex premier italiano è l’uomo sbagliato per l’incarico. Non ha dimostrato né larghezza di vedute né l’attenzione ai dettagli richiesta per uno dei ruoli più difficili del mondo. Manager incapace, non sa comunicare, con un’allarmante propensione alle gaffe

“Allarmante propensione alla gaffe”. Ma in Italia non ci hanno fatto credere per anni che questi giudizi li riservassero solo a Berlusconi? Il bilancio tracciato dal francese Le Monde soltanto un mese dopo, il 21 giugno 2004, è persino peggiore:

Romano Prodi, dal bilancio discusso, lascia una commissione indebolita (…) senza carisma, pessimo comunicatore, Romano Prodi è accusato di lasciare un’Europa senza progetto e una commissione che non ha più l’attenzione dei capi di Stato e di governo. Sotto la sua presidenza la Commissione non è stata in grado di rappresentare l’Europa sulla scena internazionale. (…) Prodi è stato anche regolarmente accusato di utilizzare le sue funzioni a Bruxelles per pesare sulla politica italiana.

Entra duro anche Der Spiegel, giornale tedesco, il 10 ottobre 2004:

(Prodi) non sa parlare, non sa imporre l’autorità della commissione sugli egoismi nazionali, non ha alcuna capacità di pensare in grande e presentare una visione strategica del futuro dell’Unione.

Il medesimo giorno, ancora 10 ottobre 2004, il Financial Times ridicolizza del tutto il “povero” Prodi:

Prodi: Un dilettante catapultato su una poltrona troppo importante per lui.

In Italia qualcuno ha sentito qualcosa? Nessuno. Silenzio totale da parte degli organi di informazione della Penisola.
D’altra parte l’hanno scritto sia Liberation che Times: Prodi veniva criticato e ridicolizzato da tutta Europa, ma in Italia nessuno se ne accorgeva. Una chiave di lettura di questa anomalia la fornisce ancora Liberation il 27 settembre 2003: 

Secondo Jean Quatremer, corrispondente storico di Liberation da Bruxelles, tutta la stampa mondiale considera Prodi il peggior presidente di commissione mai visto. L’affaire Eurostat, che ha distrutto ogni minima speranza di veder mutate le cose rispetto ai predecessori, arriva dopo un lungo periodo nel quale il presidente ha perso autorevolezza senza nemmeno rendersi conto. Da ultimo, nel summit dei ministri economici di Ottobre, non ha detto nulla. Il solo stato nel quale Prodi non ha una terribile reputazione è l’Italia. Questo è dovuto al fatto che la maggioranza della stampa è ostile al governo Berlusconi e vede in Romano Prodi un uomo che ha grandi possibilità di batterlo.

Lo scandalo Eurostat. In Italia non se n’è proprio parlato. Secondo il giornale di sinistra francese, la maggioranza della stampa italiana è ostile a Berlusconi. Evidentemente almeno i giornalisti di Liberation sono in grado di capire che il leader del centro-destra italiano non possiede il monopolio di tutta l’informazione. E, ancora secondo Liberation, Romano Prodi gode dell’indulgenza della stampa e dell’opinione pubblica italiana perché è l’unico uomo che può battere l’odiato nemico. Ecco perché non verrebbe criticato in Italia.
Tant’è che il deficitario mandato da presidente della Commissione Europea, cominciato il 16 settembre 1999, è scaduto il 21 novembre 2004, e meno di due anni dopo Romano Prodi tornerà ad essere premier italiano. Nonostante il disastro.
Prima di vincere le elezioni politiche in Italia, però, ha trovato il tempo di fornirci una delle sue perle.
Ecco cosa dichiarava Romano Prodi il 28 settembre 2005:

Ho lasciato l’incarico di Presidente della Commissione Europea salutato da una standing ovation del parlamento europeo

Già. Si è visto dai titoli delle principali testate europee.
Questa è la sinistra italiana. Quella che ora vorrebbe tornare al governo.

Riproduzione riservata - ©2013 Qelsi Quotidiano



Seguici

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua Email

Unisciti agli altri iscritti: