Il governo De Benedetti

ansa - giacomo susca - EDITORIA: REPUBBLICA IDEE; RENZI,E' OCCASIONE PER FIORENTINIIl finto Vendola de La Zanzara ha beffato il vero Fabrizio Barca, ex presidente dell’Ocse e ministro della coesione territoriale del governo Monti. Più che uno scherzo telefonico, quello del Vendola fasullo che ha già collezionato numerose vittime è diventato un vero scoop. Nel senso giornalistico del termine, dando per scontata l’ingenuità degli organi d’informazione che in queste ultime settimane sembrano dediti alla scoperta dei segreti di Pulcinella: dopo aver rivelato che Napolitano e Monti si vedevano sin da luglio 2011, ben prima della cacciata di Berlusconi a colpi di spread, e che Gianfranco Fini era d’accordo con il Capo dello Stato per agevolare la “rimozione” di Berlusconi, oggi abbiamo appurato che dietro Renzi c’è De Benedetti.
No, non lo sapevamo. Non potevamo accorgercene, leggendo anche di sfuggita Repubblica e le testate del gruppo Espresso. Avevamo bisogno dell’ingenuità di Barca, che cascando nel tranello del finto Vendola de La Zanzara ha rivelato alcuni “segreti” scottanti. Innanzitutto di aver rifiutato il Ministero dell’Economia, e neppure questa è una gran novità: da Guerra a Baricco a Prodi, il povero Renzi sta collezionando due di picche, tanto che viene facile pensare che ancor prima di ottenere la fiducia in parlamento, tutt’altro che scontata, il Rottamatore debba preoccuparsi seriamente di riuscire a presentare una squadra di governo al cospetto dei parlamentari. In secondo luogo, Barca ha rivelato di avere ricevuto pressioni. Non però da Renzi, ma da “un imprenditore”. L’ex ministro della coesione territoriale è un fiume in piena, ha voglia di parlare e sfogarsi, si dice preoccupato della situazione. Il finto Vendola non riesce quasi mai a intervenire, ascolta e risponde brevemente solo se interpellato. Ma alla fine piazza la domanda vincente: “Chi è l’imprenditore che fa pressioni?”. “Il padrone di Repubblica”, dice Barca. “Ah allora, avevo capito bene”, chiosa il finto Vendola, che se lo fa ripetere con la scusa di un clacson che aveva suonato proprio in quel momento.
Ebbene sì, negli otto minuti di telefonata-sfogo, Fabrizio Barca ha rivelato il terzo segreto di Pulcinella della settimana: il governo lo sta facendo De Benedetti.
Il tycoon del centro-sinistra, la tessera numero 1 del Pd. Colui che, a differenza di Berlusconi, sa usare a suo uso e consumo gli organi di informazione che possiede. Basti pensare ai tempi in cui De Benedetti era in conflitto con Tronchetti Provera per spartirsi la torta Telecom: l’allora presidente del Consiglio, Romano Prodi, scelse di stare con il primo per non subire la macchina del fango di Repubblica ed Espresso, come stava accadendo a Tronchetti Provera. Quest’ultimo si vendicò rendendo pubblico “il piano Rovati”, ossia il progetto di riacquisto della Telecom da parte del governo Prodi. I giornali di De Benedetti, Repubblica in testa con il mastino D’Avanzo, intervennero facendo scoppiare lo “scandalo delle intercettazioni” che mise a tacere tutto.
Una vecchia storia, sintomatica dello strapotere del tycoon De Benedetti. Fa effetto constatare la differenza con le reti Mediaset, alla luce del fatto che proprio oggi Le Iene hanno fatto una marchetta a Vladimir Luxuria, esponente politico tutt’altro che berlusconiano.
La leggenda di Berlusconi che ha in mano l’informazione continua a sopravvivere. Eppure i conflitti d’interesse, ben più gravi, sembrano interessare la parte politica avversa.
Da oggi sappiamo ufficialmente quel che già sapevamo: De Benedetti non si limita ad usare i suoi “apparati”, ma anche a decidere i governi. E, a differenza di Berlusconi, può farlo in modo spudorato perché non ci mette la faccia.
Probabilmente con il giovane Renzi, spinto da finanzieri come Davide Serra, l’ingerenza sarà ancora maggiore che in passato.
Chiamiamolo pure governo De Benedetti.

Riccardo Ghezzi

Riccardo Ghezzi1205 Posts

Giornalista pubblicista, scrive di sport e politica su testate locali piemontesi. Appassionato di politica da sempre, ha un unico pregio: non essere mai stato di sinistra in vita sua

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1 Comment

  • monica cappellini Reply

    18 febbraio 2014 at 6:35 am

    questo burattino M auguro fara’ cadere il governo

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