Quando gli errori giudiziari inventano mostri

Di Riccardo Ghezzi, il - # - 8 commenti

989383429In tempi di “femminicidio” è facile sbattere il mostro in prima pagina. Ancora prima di essere giudicato da un tribunale, Luigi Corrias fu definito dalla stampa come un ingegnere che “per anni ha fatto subire alla madre ogni tipo di angherie”. Un mostro che “le ha impedito pure di mangiare”, l’ha “schiavizzata” e addirittura le ha “fratturato una mandibola” durante una lite. Ma non era vero. In realtà avrebbe dovuto essere chiaro fin dall’inizio come non ci fossero prove delle accuse a carico dell’uomo, la cui vita e reputazione è stata rovinata. Luigi Corrias, difeso dall’avvocato Giuseppe Caccamo del Foro di Genova, ha patito un lungo periodo di detenzione nell’inferno del Carcere di Marassi finché il 20 gennaio 2014 il Tribunale di Genova, presieduto dal Dott. Marco Panicucci, ha assolto l’imputato perché “I fatti non sussistono”.
In sintesi questi i fatti emersi dal processo.
Luigi Corrias vive da sempre ed assiste la madre, malata di tumore, che rifiutava le terapie tra infinite difficoltà.
La madre è una donna anziana che ha sempre trascurato gravemente la propria salute. Il male le fu scoperto dopo un drammatico ricovero per una pancreatite che rifiutava di curare e che la stava uccidendo. All’inizio l’unica cura prescrittale fu il biglietto da visita dell’associazione per le Cure Palliative Gigi Ghirotti, escludendo qualsiasi terapia pure prevista dai protocolli terapeutici. Luigi Corrias ha lottato per la salute di sua madre mettendo a punto, con il consulto di oncologi qualificatissimi, uno schema terapeutico efficace.
Non solo, questa tragedia avveniva in quella che gli inquirenti hanno definito una famiglia “conflittuale”: congiunti che lo avevano ammonito, sostenendo che fosse il figlio responsabile e che non dovesse fare richiesta di cure strampalate. Consapevole di trattare una situazione esplosiva, Luigi Corrias ha intrapreso la sua lotta su due fronti: mettere a punto le cure più efficaci ed approdare ad un Giudice Tutelare che avrebbe dovuto affidare la madre ad una figura di tutore, in maniera tale che fosse garantita da buone leggi, protetta da se stessa e dai conflitti famigliari.
L’udienza si concluse disastrosamente. Senza la tutela di un buon avvocato famigliarista, male assistiti dai servizi sociali, sono stati “lavati i panni sporchi in piazza”. Il Giudice Tutelare non ha saputo interpretare la situazione ed ha respinto l’istanza lasciando scoperta una situazione esplosiva. Pochi giorni dopo l’udienza, la mamma rifiutava la visita oncologica di controllo e per convincerla a farsi visitare è stato necessario chiedere l’intervento di sacerdoti, amici di famiglia, il medico.
I congiunti hanno poi praticamente sequestrato la madre, impedendo ogni contatto e portandola per ritorsione a denunciare Corrias.
La denuncia è andata avanti ed il PM Walter Cotugno ha chiesto l’arresto circa un anno dopo. La madre era rimasta senza cure durante la permanenza dei parenti, il male era riesploso ed il Corrias si è dovuto raccomandare ai Carabinieri che lo arrestavano, affinché qualcuno la seguisse per la chemioterapia che doveva effettuare nei giorni successivi. Luigi Corrias è stato indagato, mentre si trovava nel Carcere di Marassi, dalla Dott.ssa Adriana Petri, il gip, la prima persona che cercando le ragioni della colpevolezza ha trovato le prove della sua innocenza.

Gli indizi gravi che hanno giustificato l’arresto erano privi di qualsiasi fondamento: “Gli inquirenti non hanno letto le carte e hanno confuso il mio nome con quello di un parente, paziente psichiatrico pluripregiudicato, oltre ad aver dato retta alle calunniose dichiarazioni dei congiunti ed alle dichiarazioni incoerenti della mamma” sostiene Corrias. Nessuno durante le indagini si è mai neppure reso conto che è impossibile procurare lesioni ad una malata di cancro che viene sottoposta a continui esami medici senza lasciare tracce. Durante il processo l’anziana madre ha rilasciato numerose dichiarazioni contraddette dai fatti ed ha addirittura lamentato lesioni che la certificazioni mediche hanno dimostrato inesistenti. Una perizia ha certificato che Luigi Corrias è sano di mente, privo di significativi disturbi della personalità, capace di intendere e volere e quindi imputabile. Lo psichiatra che lo ha visitato, il dott. Gian Luigi Rocco, è il medesimo specialista che ha visitato Donato Bilancia, Stefano Diamante, Katerina Mathas. Dopo la scarcerazione, una istanza restrittiva impediva al Corrias di riavvicinarsi a casa e contattare la mamma.
Una volta assolto, Luigi Corrias avrebbe finalmente potuto tornare a casa, riprendersi professionalmente e rivedere la madre. Ha trovato però la proverbiale porta di legno: da gennaio la madre è praticamente scomparsa e sono stati disdettati in pochissimi giorni affitto, utenze gas, luce ecc.
Luigi Corrias vive dei risparmi di una vita fatti di lavori a tempo determinato. Non vi è lavoro a Genova ed addirittura i suoi computer, strumenti del suo lavoro con inestimabili ricordi che erano stati sequestrati, gli sono stati restituiti sfasciati.
Sto cercando disperatamente mia madre che è sempre più confusa e malata. Temo sempre possa succedere qualcosa a causa della malattia. L’angoscia che nel carcere diventa residenza, luogo che ti circonda e ti costringe sempre, adesso da libero ed assolto me la porto dentro continuamente. Passo dei momenti terribili. Vorrei che la gente sapesse cosa succede nell’Inferno di Marassi. Vorrei che i miei parenti lo ripetessero ora che sono il figlio responsabile” commenta oggi Corrias.

Riproduzione riservata - ©2014 Qelsi Quotidiano
  • Marcello Sanna

    In Italia questo non è un caso unico: ci sono 12 milioni di Italiani rovinati da una giustizia da operetta gestita da toghe criminali.
    Di cui nessuno si occupa.

    • Luigi Corrias

      Grazie infinite per la tua solidarietà.

  • Caro Corrias ,
    condivido il Suo incontenibile disumano dolore
    Ne vivo anch’io uno uguale e opposto .
    I magistrati di Milano lasciano in libertà il medico Killer che , nell’ Agosto scorso , al quartiere del Giambellino ha ucciso mia moglie in casa con una iniezione di insulina .

    • Luig

      Per fortuna in fase istruttoria le accuse si sono rivelate infondate.. Ma intanto mi hanno arrestato e quello che ne è seguito ha rovinato la mia vita.. Passo dei momenti terribili vorrei rivedere mia madre

  • die

    Ciao luigi mi disp tanto x quello che hai passato se avessi bisogno sai dove trovarmi al sabato sono sempre in palestra

  • Luig
  • Il genovese

    Caro Luigi,

    ci siamo conosciuti tanto tempo fa tramite una delle persone che ti vogliono e hanno voluto bene. Sei una persona buona, piena di voglia di vivere (oggi un po’ più pessimista di un tempo, ma ci sta :-), un po’ casinista, e hai il difetto (o pregio?) di prendere le cose a cuore e con passione, a volte un po’ eccessiva.
    Questo porta gli altri a male interpretare il tuo carattere o a giudicarti in fretta. Trovarsi poi invischiato in una serie di eventi come quelli capitati a te è davvero incredibile. Un primo grado che descrive chiaramente: 1 parenti serpenti, 2 madre confusa e potenzialmente influenzata dai parenti stessi, 3 indagini che ad esser buoni sono state approssimative, 4 carcere (!?!), 5 carattere tuo a volte passionario e magari fraintendibile e… buona notte.

    Sono felicissimo che sia finito così, assoluzione piena per non aver fatto nulla di simile, con tanto di evidente descrizione scritta del tuo voler bene a tua madre e del tuo averla accudita al meglio. Questo ti riabilita con gli altri e con te stesso, se mai ce ne fosse stato bisogno.

    Credo di cuore che te lo meriti. Credo anche che il tuo caso sia simbolico e una tua riabilitazione sociale ormai sia chiaramente già in corso. Lo noto tra quelli che conoscevi e ora finalmente giudicano in modo diverso. Passerai altri momenti difficili, ma sono sicuro che il peggio è alle spalle. E ora puoi guardare avanti, con la tua laurea magistrale 110 e lode, le tue ottime competenze informatiche e la tua intelligenza. Che DEVI sfruttare meglio e di più.

    E poi quel tuo modo di scrivere così distante dal modo di parlare. Una scrittura pulita, forte, incisiva, elegante, colta, pulita e comunicativa e un eloquio e un modo di fare così energetici, passionali, umorali, a volte un po’ eccessivi e paradossali: così distanti l’uno dall’altro. Se riuscissi ad avvicinarli un poco, cosa che puoi fare, il mondo sarebbe nelle tue mani.

    L’unica cosa che posso augurarti è un futuro rilassato, sereno, migliore. E supera questo pessimismo momentaneo. Non lasciarti mai andare: ricorda quello che hai ottenuto e quello che vali. Pensa che alcuni la giustizia mai la raggiungono o la raggiungono solo da morti…. Tu sei un po’ acciaccato ma ancora qui con noi! 🙂

    Capisco il tuo dramma, anche se l’ingiustizia che hai vissuto posso solo forse immaginarla. Deve essere stato difficilissimo. Ciò che ti posso dire è questo: ci sono persone che ti vogliono bene e ti stimano anche se hanno molto da fare e non vedi mai, e altre che lo hanno fatto in passato. Ci saranno sempre, anche se sarà difficile trovarle e a volte ci si sente soli: è per tutti così.

    Comprendo la paura e la preoccupazione per tua madre. Ma cerca, te ne prego di cuore, di attenuare un po’ questa preoccupazione. Capisco benissimo in prima persona quanto sia una richiesta difficile, ma te lo chiedo per te. Concentrati più su te stesso. Cerca di riappacificarti col tuo presente. Cerca di guardare avanti. Non devi dimenticare o disinteressarti di tua madre ma cerca di affrontare tutto con estrema calma, nonostante l’urgenza clinica comprensibilmente ti preoccupi. Ne hai già passate di difficili. Ora devi lavorare, magari fare provvisoriamente un lavoro umile che non c’entri nulla col tuo curriculum – chessò il panettiere di notte! – per “staccare” e riprendere un po’ una vita normale. Poi puoi ripartire.

    La tua fedina è pulita, tu sei una persona pulita. Tu sei una brava persona. Pensa di più a te stesso. Il resto poi, verrà da sé. Serenità, serenità, serenità: di questo hai bisogno ora. E la serenità è prima di tutto un’attitudine, e poi uno stato di fatto. Nonostante le condizioni di tua madre: occupati un po’ di te stesso, come ti sei sempre occupato di lei. Te lo meriti!

    Spero che queste mie parole ti servano. Un abbraccione forte e un sorriso ottimista! Hai dimostrato di essere un leone.

    • Luigi Corrias

      Ma chi sei?




Seguici

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua Email

Unisciti agli altri iscritti: