La milanese Silvia Sardone “bacchettata” per aver detto la verità: “Discrimina i nomadi”

silvia-sardoneHo letto e riletto il decreto legislativo in cui si fissano le funzioni del Ministero delle Pari Opportunità, sarà forse per un mio limite di comprensione, ma fra esse non vi ho trovata quella di limitare la libertà d’espressione, censurando chi racconta episodi realmente accaduti, che possano risultare lesivi per la reputazione di una data etnia. Era dai tempi del MinCulPop che non esistevano più organi dello Stato preposti a imporre una visione travisata dalla realtà per favorire quella che vorrebbe imporre il Governo, doversi confrontare con uno che agisce allo stesso modo, fa capire quanto si stia aggravando l’emergenza democratica nel nostro paese.

La lettera inviata dal Ministero delle Pari Opportunità al consigliere milanese Silvia Sardone, contenente l’invito a: “trasmettere alla collettività messaggi di diverso tenore, ispirati ai valori del dialogo, della tolleranza, della convivenza pacifica fra le persone indipendentemente dalla loro nazionalità”, è quanto di più inopportuno e ipocrita si possa chiedere a chi ogni giorno si confronta con i cittadini. A essi non si può imporre una visione della realtà diversa da quella che vivono, in cui gli autori di tentati furti colti sul fatto sono sempre nomadi, mentre la refurtiva dei colpi riusciti è sempre in qualche loro campo. Ciò vuol dire che tutti gli zingari sono ladri? Certo che no, ma che lo fossero tanti ladri è innegabile. Cercare di nasconderlo va solo a scapito delle vittime, che si vorrebbero educare al rispetto di quelli cui non si chiede di fare altrettanto nei loro confronti.

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Quelli che abitano nel quartiere Adriano di Milano – cui si riferivano le frasi incriminate della Sardone – come i cittadini di ogni paese o città d’Italia costretti a convivere con qualche insediamento di nomadi, sanno bene con quali problemi si devono confrontare ogni giorno a causa delle “abitudini” di chi li abita. Negarlo, in nome di un frainteso senso d’integrazione, in cui dovrebbero essere gli ospiti ad adeguarsi agli usi degli ospitati è la vera discriminazione e a esserne colpiti sono gli italiani. Solo la cialtroneria e la cecità ideologica con cui sono gestite certe meccaniche sociali, impedisce agli ispiratori della missiva indirizzata alla Sardone, di andare a vedere i risultati elettorali che hanno ottenuto nei seggi vicini agli insediamenti rom. Probabilmente se lo facessero chiederebbero al Ministero degli Interni di inviare immediatamente una missiva a tutti quelli che vi abitano, chiedendo loro di avere maggior rispetto per il paese che li ospita e per gli usi e costumi e i beni di chi ci vive da secoli.

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4 Comments

  • francesco Reply

    11 marzo 2015 at 1:32 pm

    I nostri governanti si devono solo vergognare per la discriminazione nei confronti di noi italiani a favore di certa merda straniera, se tanto ci tengono a questi ladri e fetenti, o se ne vanno insieme a questi nei loro paesi cosí ci vivono insieme oppure se li portassero a casa loro o nei loro poderi e tenerli lontano dalle nostre case e dalla nostra vista. Fateci questo favore fateci vivere un po piú tranquilli, i ladri come voi teneteveli con voi.

  • Paolo Reply

    11 marzo 2015 at 8:00 pm

    Ben scritto, gli autori di tale missiva sono soltanto dei cialtroni, benpensanti perbenisti che si permettono di speculare con le loro argomentazioni ormai arcaiche, cristallizzate, ormai svuotate di ogni significato sulla pelle di chi questi disagi li deve invece affrontare quotidianamente. Perché non promuoviamo un referendum per domandare subito le loro dimissioni?

    • marco Reply

      13 marzo 2015 at 3:13 pm

      Perchè il referendum, la corte costituzionale, te lo boccia subito! In questo disgraziato paese dobbiamo riprenderci la nostra libertà con la violenza, come fanno loro nei nostri confronti!

  • La milanese Silvia Sardone “bacchettata” per aver detto la verità: “Discrimina i nomadi” | aggregator Reply

    12 marzo 2015 at 11:23 pm

    […] La milanese Silvia Sardone “bacchettata” per aver detto la verità: “Discrimina i nomadi” […]

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