I testimonial di SOSPartitaIva: Letizia Bonelli

Letizia BonelliE’ la volta di Letizia Bonelli, imprenditrice milanese e coordinatrice di SOSPartitaIva Milano, l’articolazione locale dell’agguerritissima associazione anti-tasse che settimana scorsa ha organizzato nel capoluogo lombardo un’importante iniziativa pro-contribuenti nella quale sono intervenuti i massimi esponenti locali dei due maggiori partiti politici del nuovo centro-destra.

Letizia parlaci un po’ di te e di come sei approdata ad SOSPartitaIva.

Sono una imprenditrice nel settore  consulenze  aziendali. Quindi conosco molto bene i problemi dell’Italia e in particolare dell’economia perché li vivo tutti giorni sulla mia pelle. Ho conosciuto Sos Partita Iva grazie a Max Buonocore che è venuto a parlarmene perché sta organizzando la rete dei comitati in Lombardia e a Milano. Da subito mi ha interessato la cosa, anche perché in questi ultimi anni spesso si sono creati movimenti simili, ma che alla fine sono solo serviti come palcoscenico per pochi. Mentre invece Sos Partita Iva porta avanti, attraverso anche il coinvolgimento dei partiti e del mondo istituzionale, degli obiettivi molto chiari e netti che riguardano il mondo delle piccole media imprese : l’abolizione del solve et repete che è alla base delle principali ingiustizie fiscali in questo paese, il problema pensionistico e mutualistico delle partite iva, e il discorso tassazione. Quando Max Buonocore me ne ha parlato la cosa mi ha subito entusiasmata e mi sono messa a disposizione per portare avanti questa battaglie di civiltà.

Come giudichi il risultato della recente iniziativa di cui sei stata paladina il 28 novembre scorso a Milano e quali sono le prossime aspettative di questo impegno di cui ti stai facendo carico alla luce delle elezioni amministrative di primavera prossima? Cosa vorresti cambiasse nel tuo territorio e che contributo sei disposta a dare direttamente? E’ una domanda che ad un imprenditore vale sempre la pena fare, visto che è sempre in proprio che rischia anche quando dedica del tempo a qualcosa di differente dalla sua professione.

Il risultato del 28 novembre è stato molto importante perché abbiamo avuto il riconoscimento come movimento per le  partite iva da parte dei principali partiti a Milano; infatti c’era il coordinatore cittadino di Forza Italia Fabio Altitonante, Max Bastoni consigliere della Lega Nord e il nuovo segretario provinciale della Lega Nord Davide Boni. La diffusione dell’evento sui social media è stata molto forte, adesso stiamo lavorando per una più ampia visibilità anche sui mass media. E’ stato anche il momento finale di un primo periodo di attività che con Max Buonocore stiamo portando avanti, nel senso che con l’evento siamo ormai una realtà importante. Per il prossimo futuro vogliamo andare direttamente sul territorio e conoscere sul campo tutto il mondo delle partite iva e delle piccole media imprese, per questo faremo altri eventi ma all’aperto con banchetti e distribuzione di materiali informativi in strada cioè nei mercati dove si trovano gli ambulanti, nelle vie di Milano per i negozianti, e in tutti i modi possibile per raggiungere il più ampio numero possibile di persone. Per le amministrative faremo un manifesto che chi lo sottoscriverà dovrà impegnarsi a tradurre in azioni politiche cioè in leggi che vadano incontro alle partite ive e al mondo produttivo in genere. Per questo stiamo creando un comitato scientifico  che possa sviluppare un manifesto di poche ma chiare idee che si possano tradurre in cose da fare a livello locale; a noi non interessa che vinca la sinistra o la destra la cosa importante è che si cambi direzione cioè che torni al centro della politica l’impresa e soprattutto i produttori, quella parte della società che fini a oggi ha tenuto in piedi questo paese. Noi staremo con chi renderà la vita meno difficile alla piccola media impresa e alla partite iva con atti pratici, il resto sono solo chiacchiere!

“Voltare pagina, meno tasse più impresa”, lo slogan che ha accompagnato la vostra recente iniziativa milanese. Come lo vedi realizzabile, anche a fronte dell’emergenza sicurezza seguita agli ultimi attentati di Parigi? Esiste, secondo te, una relazione tra le due emergenze di questo paese e, se si, quale?

L’unica emergenza è riportare ordine ai concetti e dare il giusto nome alle cose. Il nostro problema è lo stato che essendo un’entità attratta e non un idolo o dio come invece oggi si cerca di farlo passare per tale. La ricchezza e il lavoro non si creano per decreto legge o inventandosi  la municipalizzata di turno ma dando spazio all’iniziativa privata e a chi rischia il proprio tempo e i propri soldi. Per questo voltare pagina : meno stato e più libertà, slogan purtroppo utilizzato troppo spesso in Italia da movimenti che della libertà conoscevano ben poco. Solo chi veramente rischia tutti i giorni sa cosa vuol dire essere liberi e soprattutto essere da soli contro una situazione di oppressione fiscale.

Oggi in Sos Partita Iva ci sono solo partite iva o piccoli medi imprenditori non degli improvvisati che di giorno vivono grazie al contratto unico collettivo o insegnano in qualche università statale e ci vengono a insegnare come essere liberi. Io da donna so bene quanto costi la libertà perché devo combattere spesso contro le difficoltà che derivano dall’essere donna in un paese ancora qualche volta maschilista e contro uno stato oppressore, il più oppressore in Europa e primi al mondo!

Perciò voltare pagina, che siano gli oppressi a organizzarsi e a combattere in prima persona. I fatti di  Parigi in un certo senso hanno secondo me una cosa in comune con le nostre battaglie cioè lo stato – nazione. Oggi in nome di uno stato o di una nazione si commettono reati incredibili soprattutto all’estero e penso che l’Europa e i paesi membri stiano facendo gravi errori. Errori in politica estera e come dimostrato anche in politica economica interna.

La domanda canonica che, infine, abbiamo posto un po’ a tutti i presidenti di comitato e coordinatori locali di SOS  Partita Iva fin qui intervistati: come valutate lo scenario politico nazionale da qui a fine legislatura?

Lo scenario è inquietante, veramente brutto. Perché per prima cosa bisogna fare un cambiamento culturale e di civiltà : cioè riportare libertà economica e di impresa in Italia mettendo al centro della politica il libero cittadino. Finché lo stato non capirà di essere la causa dei nostri mali e decidere di arretrare rispetto alla vita della gente non ci sarà nessuna fine legislatura ma solo un cambio ai vertici di una entità che sta in piedi per rapinare i cittadini. L’unica fine legislatura sarà quella che siglerà il funerale di questo stato che ci sta portando alla povertà e schiavitù. Il resto sono solo chiacchiere.

 

 

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