74° anniversario del primo lancio di guerra dei paracadutisti italiani

cefalonia-15050404/05/2015 – Livorno, il 187° Reggimento Paracadutisti “Folgore” ha celebrato nei giorni scorsi il 74° anniversario del primo lancio di guerra della specialità avvenuto il 30 aprile 1941 sull’isola greca di Cefalonia.
L’impresa, condotta dal maggiore Zanninovich, comandante del 2 battaglione paracadutisti portò 75 paracadutisti sul suolo Greco, dimostrando il valore dei paracadutisti Italiani. La cerimonia si è svolta presso la caserma Vannucci, alla presenza di tanti ex che hanno servito nei ranghi del 187° Reggimento e più in particolare nelle fila della 5^ Compagnia “Pipistrelli”, il reparto che aveva effettuato il lancio di guerra sul suolo greco.

Nell’occasione, è stato consegnato dal comandante del 187° Reggimento, col. Angelo Sacco il “Trofeo Meloria”, premio assegnato al paracadutista del Reggimento, distintosi per l’impegno ed il sacrificio profusi in servizio nei ranghi del 187°​.

Fonte: Comando delle Forze Operative Terrestri

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1 Comment

  • Federico Reply

    4 maggio 2015 at 8:57 pm

    Non si può certo dire che, durante l’ultima guerra, i paracadutisti dei vari eserciti abbiano avuto una sorte molto fortunata.
    I paracadutisti italiani furono impiegati in Africa Settentrionale come comuni truppe di fanteria e furono massacrati ad El Alamein, dove comunque si comportarono eroicamente. In realtà avrebbero dovuto essere impiegati come paracadutisti per la conquista di Malta, insieme con quelli tedeschi. Ma Hitler tergiversava perché temeva una strage come quella di Creta (Hitler definì l’isola di Creta la tomba dei paracadutisti tedeschi). Così anche se Kesselring premeva, giustamente, per Malta, appena Rommel chiese rinforzi per l’Africa furono inviati subito là, dato che Rommel aveva sempre il disco verde di Hitler.
    Più tardi i paracadutisti tedeschi furono impiegati sulla linea Gustav dove dimostrarono grandi capacità difensive (per esempio a Montecassino) ma, anche loro, in qualità di fanti e non di paracadutisti.
    Ancora più sfortunati furono i paracadutisti inglesi e americani che dovevano essere il pezzo forte del D-Day e invece non combinarono niente perché furono lanciati tutti fuori posto. Sulle paludi oppure in testa ai tedeschi che così si diedero al tiro al piccione.

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