A Lecce quasi un migliaio per dire no alla teoria Gender

modulo_gender_scuola_genitori_consensoOltre 700 persone domenica scorsa a Lecce per dire di no al Gender, numerosissima la presenza di bambini. Il convegno intitolato “Difendiamo i nostri figli. Sì alla Famiglia”, organizzato dal Prof. Enzo Marangione, presidente regionale di “Sì alla Famiglia”, è stato letteralmente cinturato da un battaglione di Carabinieri e Polizia per paura che si ripetesse ciò che era accaduto alcune settimane prima in quel di Bari all’incontro ove era presente anche l’Avv. Amato, presidente di Giuristi per la Vita.

È proprio l’ex On. Mantovano il fatto che “nonostante la critica situazione geopolitica mondiale, risorse e uomini vengono sprecati, come questa sera, per evitare scontri verso persone che dicono semplicemente che i bambini hanno bisogno di una mamma e di un papà. Queste risorse umane si sarebbero potute impiegare per contrastare il terrorismo, ma purtroppo sono obbligati a fare quello che stanno facendo, ed io Li ringrazio.”

Ebbene sì una cinturazione. Ma chi si sognerebbe di attaccare delle famiglie che parlano di “famiglia”? Il convegno non certo una riunione politica rossa o nera ai tempi degli Anni di Piombo …

È da sottolineare come i “terroristi” (nel vero e proprio senso della parola: hanno “creato il terrore di un’eventuale minaccia”, tanto da richiedere l’impiego di un così importante assetto di filtraggio ed anche d’intelligence) siano proprio i libertari progressisti che, se da un lato sono pronti a strapparsi le vesti per rivendicare i diritti delle varie minoranze (culturali, religiose e sessuali) di poter manifestare liberamente il proprio pensiero, d’altro canto sono gli stessi capaci di atti di inaudita inciviltà e violenza, come successo alcune settimane fa a Bari.

Tra i relatori dell’evento leccese, l’Avv. Francesco Cavallo, l’Avv. Edoardo De Matteis, la Prof.ssa Assunta Corsini, il Prof. Giancarlo Blangiardo, On.  Mario Adinolfi ed il Magistrato salentino ed ex Sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano.

“Quando non si riesce a comprendere il limite di natura invalicabile, scatta l’invidia: l’invidia verso Dio, attraverso il denaro. La teoria Gender, e le leggi che stanno preparando, mirano esattamente a trasformare le persone in cose: in prodotti di un contratto!” – queste le parole dell’applauditissimo Adinoldi, autore del libro “Voglio la Mamma”, che sottolinea – “I figli non si pagano!”.

Durissimo nei confronti del Governo Renzi, l’ex Sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano: “Ogni governante, non rigidamente cattolico o bigotto, ma di ‘buon senso’ dovrebbe necessariamente introdurre il Fattore Famiglia, invece i famosi ‘80 euro di Renzi’ ci dimostrano il contrario, proprio laddove le famiglie numerose non ne hanno diritto.” – continua il Magistrato salentino – “La situazione dell’ultimo anno e mezzo è drammatica: divorzio breve, divorzio facile, fecondazione eterologa (questo grazie alla Corte Costituzionale), leggi sulla droga per distrarre l’azione di governo nelle scuole per introduzione della teoria gender, sindaci che usano la fascia tricolore per celebrare matrimoni omosessuali, fino ad arrivare ad iniziative giudiziarie come quella attuata dal Tribunale dei Minorenni di Roma”.

Un quadro tragico, insomma; ma soprattutto un quadro giudiziario e, soprattutto, governativo che a detta del Dott. Mantovano risulta inconcludente, in quanto “non volto a contrastare ed arginare le vere esigenze del Paese”.

Il tema della stepchild adoption, secondo Mantovano, è il cavallo di troia del nostro panorama giuridico:

Nel momento in cui si introdurrà la stepchild adoption, qualsiasi Giudice dovrà per forza dire ‘Adozione per tutti’, altrimenti eventuali limitazioni parrebbero certamente discriminatorie. L’Ufficio Antidiscriminazioni razziali (che c’entra poi la “razza” non si capisce …)ha anche indirizzato delle linee guida ai giornalisti, ove non si deve mai parlare di ‘uteri in affitto’, ma di ‘maternità surrogata o di sostegno’; il tutto ovviamente d’intesa con l’Ordine dei Giornalisti. Un po’ come per la legge 194, ove non si parlava di ‘aborto’, ma di ‘interruzione volontaria della gravidanza’, ancor meglio se si sceglieva di utilizzare l’acronimo IVG, forse da poter essere scambiato per un treno ad alta velocità francese … e fare meno scalpore.”

Il convegno è terminato con una standing ovation di ben 15 minuti; presenti in sala anche tutte le associazioni pugliesi a difesa della famiglia, da Generazione Famiglia di LeManifpourTours con la referente barese Emanuela Antonacci, fino a Le Sentinelle in Piedi  con il referente barese Daniele Cassano, spesso entrambi vittime di violenza da parte di chi reputa queste associazioni come “violente ed omofobe”.

Un parterre politico quasi esclusivamente monocromatico in platea: infatti, erano presenti i rappresentanti regionali e provinciali di Forza Italia, Fratelli d’Italia ed anche del nuovo soggetto politico Fronte Nazionale per l’Italia, schierato già al Family Day di Roma contro il gender.

L’On. Adinolfi, ai microfoni di Qelsi che gli chiedevano se, visto l’impegno mosso nei confronti della Famiglia tradizionale, in completa opposizione a quanto quotidianamente fatto dal PD, si sentisse ancora un uomo di sinistra, ha risposto:

“Per la verità nel mio partito (o per lo meno nel partito da cui provengo, visto che ho contribuito a fondarlo e sono anche stato un parlamentare del PD, ma ad oggi non ho più neanche la tessera …) c’è un ragionamento: in questo momento in Senato ci sono 25 senatori PD che, ad esempio sulla questione della stepchild adoption ed uteri in affitto sono molto dubbiosi. Secondo me, è importante che una riflessione si faccia anche a sinistra e che non si pensi che queste battaglie siano battaglie partitiche o politiche o di una sola parte: sono battaglie trasversali, che riguardano un concetto di “umanità” e noi stessi che facciamo queste battaglie dobbiamo avere voglia di parlarne con tutti, senza steccati, e quindi io ne parlo con chiunque abbia voglia di discutere di queste tematiche.”

Tuttavia, non contenti della risposta poco esplicita ed in virtù delle ovvie contraddizioni ch si rilevano, riproponiamo la domanda “si sente ancora e comunque un uomo di sinistra?” all’On. Adinolfi che risponde: “Io sono un uomo di sinistra, sì: mi considero di sinistra.”

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1 Comment

  • Paolo Reply

    25 novembre 2015 at 1:55 pm

    Non posso che condividere quanto riportato nell’ articolo, sia tramite le parole sia nello spirito stesso.

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