A Roma la sinistra ha governato 17 anni negli ultimi 22, ma la colpa è solo di Alemanno

Foto Roberto Monaldo / LaPresse08-04-2013 RomaPoliticaElezioni Roma - Conferenza stampa di Ignazio MarinoNella foto Ignazio Marino Photo Roberto Monaldo / LaPresse08-04-2013 Rome (Italy)Press conference by Ignazio Marino In the photo Ignazio Marino

Che Gianni Alemanno non possa essere annoverato nella classifica migliori sindaci di Roma, è abbastanza noto. Non è un’opinione politica, ma una fatto sancito dalle ultime elezioni comunali che lo hanno visto perdere contro Ignazio Marino. Se avesse amministrato bene la capitale d’Italia nei 5 anni durante i quali è stato sindaco, sarebbe senz’altro stato rieletto dai cittadini romani. Ma da qui ad addossargli la colpa del declino di Roma ce ne passa. Stamattina Linda Lanzillotta, una che di giri politici ne ha fatti, partendo dal Pd, passando con Monti e ritornando alla corte di Matteo Renzi una volta capito che l’era del loden era finita, in un’intervista al quotidiano Il Giorno è tornata ad alimentare la storiella popolare che a largo del Nazareno hanno tirato fuori per rifarsi la verginità politica in vista delle prossime elezioni: è tutta colpa di Gianni Alemanno.

Già, secondo la moglie del superconsulente di Renzi (Franco Bassanini, ex capo della CdP) Marino «era difficilmente difendibile» a causa delle ultime vicende politiche, dello scontrino gate, delle gaffe con il Santo Padre, della non lungimirante amministrazione della città, ma è pur vero che «ha ereditato il disastro epocale di Gianni Alemanno». Ecco, è lui per il Pd il principale colpevole di tutto questo. Se la metro si blocca si blocca otto ore in un giorno feriale per “caduta massi”,  la raccolta rifiuti non funziona più, la città è piena di buche e un iscritto al Pd (Buzzi) corrompe questo mondo e quell’altro per ottenere appalti in favore della propria coop, non è colpa di chi amministra la città da due anni e mezzo, ma da chi la amministrava prima che il Pd tornasse al governo della città.

Eppure, a conti fatti, la permanenza di Gianni Alemanno al Campidoglio è stata nulla rispetto allo strapotere del Pd negli ultimi 22 anni. Dal 1993 al 2001 governò Francesco Rutelli, dal 2001 al 2008 toccò a Valter Veltroni e con i due anni e mezzo di Marino si arriva a 17 anni. 17 anni su 22. Come si può, dunque, addossare la colpa del perduto onore di Roma ad Alemanno? La sinistra, a quanto pare, a colpi di menzogne può. Sembra un po’ la storiella del famoso “ventennio berlusconiano”, che ha visto il leader di Forza Italia governare per soli 9 anni su 21, mentre alla sinistra, tra un D’Alema, due Prodi, un Letta e un Renzi ne sono toccati 12. Dodici anni di danni e leggi sbagliate, favoritismi e scalate al potere, operazioni losche e collusioni sospette. Il conto di tutto questo, però, è stato addebitato alla destra. La solita destra che paga sempre per tutti, impotente di fronte a una sinistra “scroccona” che grazie al proprio apparato di propaganda riesce sempre a farla franca.

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8 Comments

  • Francesco Reply

    12 ottobre 2015 at 3:38 pm

    Nessuno si dimentica i 6 miliardi di buco lasciati da Veltroni. Ma la gestione di sinistra è stata infinitamente migliore di quella di Alemanno, e ci dovete stare. Alemanno e mafia capitale, parentopoli e i bilanci mascherati. Con tutti i difetti di Rutelli e Veltroni, ma qui siamo proprio ad altri livelli. Se poi aveste la creanza di leggere l’articolo del sole 24 ore di oggi dove vengono spiegati gli sprechi fatti dalle 3 gestioni precedenti (Rutelli il più spendaccione, poi Alemanno) e poi la gestione Marino che stava risanando il debito. C’è da dire infine che non è solo una questione di soldi spesi, ma anche di come questi soldi vengono spesi. Durante la gestione Veltroni o Rutelli qualche opera si è vista, ma Alemanno come giustifica quella voragine?

    • Amilcare Reply

      13 ottobre 2015 at 4:10 am

      L’articolo del sole24ore l’hanno letto tutti, ma non è meno fazioso di altra stampa che addossa le colpe di tutto ad Alemanno: i numeri vanno interpretati, ma l’interpretazione dovrebbe essere al netto di opinioni politiche. L’articolo considera il debito nei vari anni confrontando i totali da ascrivere ai vari sindaci, ma non tiene conto in nessun modo dell’evoluzione nel tempo di tali cifre. Se osserva bene il grafico, infatti, noterà che la spesa più o meno costante o crescente con le giunte di sinistra inverte la propria tendenza proprio con Alemanno e inizia a decrescere rapidamente (il picco è dovuto, come spiega l’articolo a spese che “stranamente” non risultavano dai bilanci precedenti). Per cui il risultato così positivo di Marino (soltanto l’ultimo anno e mezzo) non è che la naturale continuazione della tendenza. Dire che Marino sia l’artefice del calo del debito è intelettualmente disonesto, esattamente come dire che con Alemanno la spesa è aumentata per il solo fatto che si sono inserite in bilancio delle voci che prima erano state opportunamente tralasciate (dalla sinistra). I numeri parlano chiaro: forse saperli leggere non è da tutti, ma storpiarli volutamente per piegare l’opinione pubblica è da pusillanimi.

  • gbravin Reply

    12 ottobre 2015 at 4:56 pm

    Durante l’epoca Alemanno-Sindaco, Francesco Rutelli si lamentò a Striscia la notizia, del degrado che il monumento equestre ad Anita Garibaldi, fatto da suo nonno, Mario Rutelli, versava in cattivo stato. Proprio lui si lamentava, che nemmeno coi suoi predecessori pererò la causa!!!

  • Carlo Martinelli Reply

    12 ottobre 2015 at 6:35 pm

    L’Agenzia – indipendente – sul controllo della qualità dei servizi a Roma ha rilevato che la soddisfazione dei cittadini nei cinque anni del governo di Alemanno è stata di gran lunga più elevata rispetto a quella dei due anni del governo di Marino.

  • LFR Reply

    13 ottobre 2015 at 4:55 am

    A proposito del Sindaco Marino: le uniche accuse che gli si possono muovere è di “ingenuità personale” (per il modo con il quale affrontò gli scandaletti della sosta selvaggia) e di “incapacità politica” (per la sua risposta alle accuse mosse sulle presunte cene e per la vicenda dei “viaggi”) ma nessuno ne esalta la sua IMMUNITA’ alle lusinghe della longa mano mafiosa.
    .
    Lui – IN SOLI 2 ANNI – è riuscito a risolvere l’annoso intreccio tra le politiche locali e la corruzione, lui ha chiuso la lucrosissima Malagrotta dove da anni seppellivano rifiuti a caro prezzo, lui tolse i camion bar occultanti aree storiche e turistiche, lui scoperchiò il malaffare sui campi rom e sull’accoglienza, lui ristrutturò i fallimentari ATAC e AMA, ecc.
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    Insomma, per 15 – 20.000 euro spesi a carico del Comune si poteva anche tollerarlo per un altro po’ di tempo (magari erogandogli una minima sanzione per l’uso improprio dei soldi del Comune) ma la VENDETTA di quanti sono rimasti a “bocca asciutta” non ha tardato a farsi sentire!
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    Ciò fa supporre una volontà occulta di vendicarsi dell’intero PD da parte di quel mucchio di gente che prima rosicchiavano tranquillamente nella greppia comunale…
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    • gbravin Reply

      15 ottobre 2015 at 3:59 pm

      Considerato che Ignazio Marino ha fatto protocollare le proprie dimissioni, lunedì 12/10, avrà ancora 20 giorni di lavoro, che terminerà l’1 o 2 novembre.
      Avremo Marino che diventerà Santo o morto?

    • Paolo Reply

      17 ottobre 2015 at 3:50 pm

      Insomma, lui e solo lui ha ripulito le stalle di Augia, concedendosi in cambio qualche pranzetto.

      E naturalmente l’ opinione pubblica – primis in testa i romani, i quali sono cattivi ed ingrati, anziché pensare con la loro testa si fanno plagiare dalla stampa faziosa, e gli danno addosso.

      Eh, sì…. l’ importante è crederci, come si dice.

      L’ ingenuità di quest’ uomo, è ravvisabile in primo luogo nella presunzione con cui, al momento della propria elezione, ha promesso miracoli che non avrebbe potuto compiere in ogni caso. Adesso, paga per questa sua presunzione. Di pseudopolitici incapaci se ne vedono sempre di più, che almeno questo esca di scena il più presto possibile.

  • lamatan Reply

    13 ottobre 2015 at 5:28 pm

    Ma Francesco perdonami….. se Marino trova il buco nei conti capitolini …… è colpa di alemanno (il predecessore)……Se la trova Alemanno la colpa è sua che non ha fatto niente …….. c’è qualcosa che non mi torna…… e non è filosofia.

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