A Torino, i nomadi del campo regolare distruggono sede Enpa: 100.000 euro di danni

11205607_10152984146028224_2080975308282855912_nLa coesistenza tra Enpa e nomadi del vicino campo regolare è impossibile da anni. Lo sa chi ha vissuto o vive a Torino, lo sa di conseguenza l’amministrazione comunale, lo sanno i giornalisti locali che si sono dovuti più volte occupare del caso. Tra ripicche e ritorsioni, la guerra in via Germagnano, dove sono costretti a coabitare i volontari dell’ambulatorio sociale dell’Ente Nazionale Protezione Animali e i nomadi, non è mai finita.
Era prevedibile che alla fine vincessero i più violenti e intolleranti: in questo caso gli aggressori che con l’ultimo raid punitivo hanno costretto l’Enpa ad alzare bandiera bianca e convincersi a cambiare sede.
La distruzione completa del laboratorio e persino il ferimento di alcuni animali ha costretto l’Ente a riflettere sull’opportunità di mettere a repentaglio l’incolumità stessa dei volontari pur di “mantenere la posizione”.
Nel silenzio delle istituzioni, questa “guerra del territorio” è stata quindi vinta dai nomadi che occupano il campo di via Germagnano. L’Enpa, come ha annunciato anche su facebook, chiuderà canile e ambulatorio sociale dopo anni di convivenza forzata e mal digerita.

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Ma perché devastare la sede dell’Enpa? Se lo chiedono in tanti a Torino. Chi scrive, che da cronista torinese ai tempi si è più volte occupato del caso, ha ricevuto più d’una telefonata che iniziava o si concludeva con questa domanda: “Ma cosa possono aver mai fatto i volontari dell’Enpa per far incavolare così gli zingari?”.
In realtà non lo sappiamo. Nulla, presumiamo. Erano solo una presenza fastidiosa in una zona che era diventata franca.
Il consigliere regionale Maurizio Marrone, di Fdi, si è recato sul posto e ha commentato: “Fenomeni di questo tipo ci sono sempre stati, ma prima si riducevano a un semplice reperimento di roba da rubare”. Ovviamente i volontari dell’Enpa non l’hanno mai accettato a cuor leggero. Da lì la difficile convivenza sfociata nell’ennesima aggressione, questa volta distruttiva.

Dice Marrone: “Al momento del loro arrivo, gli stessi Carabinieri hanno visto una pattuglia di una trentina di persone che dopo aver completato il lavoro erano intente a tornare nel campo regolare. L’aggressione quindi arriva dal campo regolare, nemmeno da quelli abusivi. E gli aggressori dovrebbero essere passati da un buco presente nella cinta muraria che dà sul campo. Direi che ci sono prove a sufficienza”.
Ci saranno senz’altro indagini che approfondiranno ulteriormente la dinamica.

Su facebook, L’Enpa ha diffuso le foto della sede distrutta, con il seguente commento:

Una trentina di persone, fra cui alcuni minori, ha assaltato la sede e l’ambulatorio sociale ENPA di via Germagnano 8, distruggendolo completamente e lasciando terrorizzati ed imprigionati nelle gabbie rovesciate alcuni animali ospitati nell’ambulatorio, su cui sono in corso accertamenti clinici. Terminata la loro ‘opera’ sono rientrati nel campo, sotto gli occhi dei Carabinieri. Si stimano danni ad impianti, apparecchiature elettroniche e medicali, mobilio, medicinali per circa 100.000 euro. Molta documentazione è andata distrutta per l’allagamento dovuto ai tubi letteralmente strappati dai muri.
Una devastazione annunciata da decine di intrusioni denunciate negli ultimi mesi ed oggetto di diverse interpellanze comunali che hanno solo evidenziato l’incapacità di Comune e Prefettura nel garantire un minimo di ordine pubblico e pubblica sicurezza in queste zone di Torino, dove la presenza di onesti cittadini arreca evidentemente fastidio alle attività illecite .
Questo vero e proprio attentato alla tutela degli animali, che è indicatore di civiltà per la società civile, è il simbolo di una città che, mentre ridimensiona e centellina servizi previsti e garantiti dalla Legge, abdica ai ROM con milioni di euro spesi in permissivi mediatori culturali, disprezzata assistenza sanitaria nei campi, inefficaci cooperative di sostegno, inutile personale di vigilanza, continue ristrutturazioni di ciò che essi distruggono, con quotidiani interventi di vigili del fuoco. Le forze dell’ordine intervengono solo per verbalizzare i danni, osservando ignave la quotidiana proliferazione di nuovi insediamenti abusivi e ritornando il più presto possibile al sicuro dei propri comandi. Ad essere lasciata in balìa della impunita arroganza di questi nomadi, ormai solo di nome perchè difficilmente si staccano dai servizi gratuiti garantiti senza nessuna contropartita sociale, è l’iniziativa privata e solidaristica.
ENPA Torino, preso atto che le Autorità preposte non sono in grado di garantire l’ordine pubblico nè l’integrità della struttura e degli eventuali ennesimi ripristini, nè la sicurezza a dipendenti, volontari ed animali ospiti, provvederà nei prossimi giorni all’evacuazione della struttura, il cui futuro dipenderà da atti concreti e non dalle parole del buonismo politicamente corretto. Un danno enorme per ENPA, ma anche per la civiltà di una città ormai avamposto di invasioni barbariche.
Chi volesse dare una mano, magari adottando uno dei nostri sfortunati animali, può contattarci su torino@enpa.org o visitare il sito www.enpatorino.com

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Alcuni commenti eccessivamente sopra le righe hanno convinto gli amministratori della pagina ad aggiungere un post scriptum

Ringraziando tutti per la grande solidarietà ed attenzione che ci state dimostrando anche con i vostri commenti, pur condividendo rabbia ed esasperazione, vi preghiamo di mantenerli in un ambito misurato e conscio che la responsabilità di tutto questo è certamente condivisa fra gli autori materiali e i soggetti istituzionali che, pur reiteratamente richiamati ai loro compiti, non hanno fatto nulla di efficace perchè ciò non accadesse. Grazie di cuore

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Maurizio Marrone ha invece annunciato una manifestazione per mercoledì prossimo, 27 maggio: “Faremo una manifestazione davanti alla sede dell’Enpa e proveremo anche ad alzare i toni per sensibilizzare la autorità cittadine. Non vogliamo che questo si riduca ad un semplice episodio di cronaca di cui si parla per due o tre giorni e basta”.

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Riccardo Ghezzi

Riccardo Ghezzi1205 Posts

Giornalista pubblicista, scrive di sport e politica su testate locali piemontesi. Appassionato di politica da sempre, ha un unico pregio: non essere mai stato di sinistra in vita sua

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6 Comments

  • Monica Cappellini Reply

    22 maggio 2015 at 5:30 am

    non si dice piu’ cacciateli; lasciateli chisi in celle al buio per tutta la vita

  • emi Reply

    22 maggio 2015 at 9:23 am

    sono persone da mandare via subito, devo tornare al loro paese

  • Franco vero Italiano Doc Reply

    23 maggio 2015 at 11:16 am

    Avete rovinato il nostro paese politici di m…… prendeteveli a casa vostra a tutti questi pezzi di m…. come voi…

  • cugino di Franco vero Italiano Doc Reply

    23 maggio 2015 at 11:24 am

    Il grazie va al Vaticano e ai nostri padroni politici.. l’Italia agli Italiani via questi zingari dal nostro paese .. pulizia please!

  • marco Reply

    25 maggio 2015 at 11:20 am

    Neanche gli animali arrivano a tanto. Sono bestie da st…….are. O riempirne la villa delle boldrini di turno.

  • A Torino, i nomadi del campo regolare distruggono sede Enpa: 100.000 euro di danni | aggregator Reply

    29 maggio 2015 at 2:15 pm

    […] A Torino, i nomadi del campo regolare distruggono sede Enpa: 100.000 euro di danni […]

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