Abbiamo rinunciato ai nostri valori. I terroristi ci hanno ucciso così

Valeria Solesin non è stata uccisa da un ladro, non è morta in un incidente stradale. Non è rimasta vittima di una catastrofe naturale: un terremoto o un’alluvione. Niente di tutto questo: Valeria Solesin è stata ammazzata a colpi di kalashnikov da un commando di terroristi islamici, che ha ideato, progettato ed eseguito un assalto ad un locale in nome di Allah.

Un attacco contro la nostra libertà, la nostra civiltà e la nostra identità. Ieri i funerali laici a Venezia: davanti alla Basilica che custodisce le reliquie di uno dei quattro evangelisti si svolge il rito. Abolita la pietas cristiana delle esequie, annullata ogni identità, una piazza simbolo della cristianità trasformata in un “civile” e “sobrio” palco per le autorità. Quella Basilica e tutto ciò che rappresenta per la storia d’Italia e del cristianesimo diventa poco più che uno sfondo suggestivo per qualche bella foto. Niente di più.

Non c’è spazio per ricordare ciò che siamo stati e ciò che siamo. E’ il momento del rito ateo, areligioso, “aperto alle donne e agli uomini di ogni credo”. Ed è qui che i terroristi islamici hanno vinto davvero: ci hanno spinto a rinunciare ai nostri simboli, ai nostri valori, alla nostra identità. Ed è qui che ci hanno ucciso davvero, senza che ce ne accorgessimo. Anzi, con la nostra complicità: abbiamo mostrato il collo ai nostri carnefici e ci siamo fatti tagliare la gola col sorriso sui denti. Con l’Inno alla gioia a fare da colonna sonora al funerale dell’Europa.

Paolo Quadrozzi

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38 Comments

  • Paolo Reply

    25 novembre 2015 at 12:44 pm

    Io posso solo sperare che dalle macerie di questa Europa, ormai alla fine della sua parabola storica in quanto l’ unico punto fermo della sua politica è rinnegare se stessa e la propria lunghissima storia, complice dei suoi stessi carnefici, debole e marcia, riesca a risorgerne una nuova, e possibilmente migliore.

  • Frank Reply

    25 novembre 2015 at 4:11 pm

    Ricordate la cosiddetta “Sindrome di Stoccolma”? Si trattava di un gruppo di cittadini Svedesi presi in ostaggio da alcuni rapinatori che minacciavano di ucciderli uno ad uno se la polizia non avesse loro consentito la fuga con il malloppo. Ebbene, molti di quegli ostaggi finirono per esprimere ammirazione verso chi li minacciava di morte e si schierarono dalla loro parte. Questo è esattamente quello che sta oggi facendo questo simulacro di Europa, ormai ripetutamente violata, peggio di una consumata baldracca.

  • giovanni Reply

    25 novembre 2015 at 4:24 pm

    in italia ci sono continuamente funerali civili, non religiosi. fa parte della libertà che è propria della nostra civiltà. siete voi che vorreste fare dell’italia una sorta di teocrazia cattolica che siete fuori strada.

    • Paolo Reply

      25 novembre 2015 at 5:28 pm

      Mi perdoni, ma se lei arriva a definire teocratica la Religione Cattolica, quali aggettivi avrà mai in serbo per una come l’ Islam?

      • giovanni Reply

        25 novembre 2015 at 7:17 pm

        non è teocratica una religione. teocratico è uno stato che fa diventare legge i dettami di quella religione. l’italia è un paese laico, per fortuna, anche se qualcuno vorrebbe che si appiattisse sulle posizioni della chiesa cattolica.

        • Paolo Reply

          25 novembre 2015 at 10:59 pm

          Giustissimo, ha ragione : teocratico, è lo stato che fa diventare legge i dettami di quella determinata religione.

          La definizione è impeccabile e chiara, e non serve aggiungere altro.

          Ciò che non ha senso però, è la direzione in cui si appuntano i timori che lei esprime; lei teme la retrocessione del nostro paese a regime teocratico sotto la spinta di un’improbabile “revival” del Cattolicesimo più rigido (quello di stampo medievale, per intenderci) e non presta nessuna attenzione al fatto che il pericolo dello stato teocratico effettivamente c’è, esiste, è più che concreto; ma non è certo dalla “direzione” Cattolica che arriva!!!

          • giovanni

            26 novembre 2015 at 12:22 pm

            la mia critica era rivolta all’articolo e a chi l’ha scritto. l’articolo se la prende con la libertà di scegliersi il funerale che si vuole, e lo fa affermando che così si rinuncia ai nostri valori, che secondo l’autore dell’articolo evidentemente sono valori esclusivamente cattolici. io invece dico che il valore supremo che ci distingue da altre parti del mondo è la libertà. il funerale di valeria per me è un esempio di come si possa usare la libertà per lanciare messaggi di pace.

  • Carlo Lauletta Reply

    25 novembre 2015 at 5:54 pm

    Non ho assistito al funerale di Valeria Solesin. Ella né era persona a me cara, né ha fatto alcunché di eroico. Morire
    per un attentato terroristico mentre si assiste a un concerto non è più virtuoso né più compassionevole che morire per
    malattia o per un banale incidente. Il fatto che il presidente della repubblica, quella della camera e quello del consiglio
    sono andati a questo funerale l’ho trovato insensato e retorico. Detto questo, dissento dall’articolo nel punto dove si
    parla di “rito ateo”. Essendo ateo io stesso ma, modestamente, essendolo in modo serio e razionale, mi si permetta di dire che il funerale di Valeria Solesin non è stato assolutamente ateo, almeno se ciò che ho letto corrisponde al vero. Ho letto, infatti, che la salma è stata benedetta da sacerdoti di ben tre religioni: funerale più religioso di così!

    • Frank Reply

      26 novembre 2015 at 8:09 am

      Caro Sig. Lauletta, in linea di principio potrei trovarmi d’accordo con lei. Senz’altro per quanto riguarda l’aver nobilitato una morte, certamente dolorosa e straziante, ma non per questo assimilabile ad atti eroici che l’avrebbero provocata.
      Di questo termine, “eroismo”, credo si sia abusato fin troppo nel continuo sfoggio retorico da cui veniamo bombardati. Ma per quanto riguarda lo svolgimento del funerale, mi trovo a dover dissentire da suo giudizio. Ci sono circostanze in cui, al di la dei nostri rispettivi convincimenti religiosi (io stesso mi considero agnostico), non si può prescindere dall’origine della nostra cultura giudaico-cristiana e non si può farlo soprattutto quando è proprio questa origine a renderci bersaglio della criminale follia di un islam esaltato che giura si distruggersi. La cerimonia svoltasi a Venezia per me è stato un atto di resa ai nostri carnefici e la presenza delle tre più importanti religioni monoteiste del pianeta mi è parso come la codarda strizzatina d’occhio all’isis perché ci conceda clemenza. Una scelta questa, affatto dignitosa che offende il nostro paese.

      • giovanni Reply

        26 novembre 2015 at 12:28 pm

        quindi per non “strizzare l’occhio all’isis” bisogna fare proprio quello che l’isis vuole? cioè allontanare anche gli islamici pacifici e solidali in modo da isolarli e farli diventare una preda più facile per il fondamentalismo.

        • Frank Reply

          26 novembre 2015 at 3:03 pm

          Certo, ogni teoria può essere interpretata a piacere e produrre la morale più consona ai nostri convincimenti. Ma vorrei chiederle solo questo: perché una cerimonia cristiana che ha antiche radici nella nostra millenaria cultura, dovrebbe allontanare quelli che lei definisce “islamici pacifici e solidali”? Se bastasse un semplice funerale cristiano per gettarli nelle braccia dell’isis, crede proprio di poterli legittimamente definire “pacifici e solidali”?

          • giovanni

            26 novembre 2015 at 8:16 pm

            non è la cerimonia cristiana in sé il problema. ognuno è ovviamente libero di scegliere la cerimonia che vuole. il fatto è che si è fatta una cerimonia che potesse ospitare tutti i rappresentati delle tre religioni. per quanto mi sforzi io non riesco a trova nulla, ma proprio nulla di sbagliato in un vescovo, un rabbino ed un imam che si uniscono per commemorare una ragazza uccisa in quel modo. si commemora insieme, si manda un segnale chiaro ai fondamentalisti e poi ognuno torna nella sua chiesa, mosche, sinagoga a coltivare i propri riti millenari. o pensi che il vescovo sia un po’ meno vescovo dopo quella cerimonia?

        • Paolo Reply

          26 novembre 2015 at 6:22 pm

          Non è nemmeno “calando le braghe” passo dopo passo, che si riesce a stabilire una pacifica convivenza con loro, non fosse altro perché così facendo dà loro la più palese conferma che sono loro dalla parte della ragione.

          Riguardo all’ altro suo commento, ho capito che cosa vuole dire ma lo condivido sino ad un certo punto perché entrano in gioco altri fattori che devono essere considerati in un quadro d’insieme.

          • giovanni

            27 novembre 2015 at 12:48 pm

            se parliamo dei musulmani pacifici che vivono in osservanza delle leggi, è ovvio che sono dalla parte della ragione, come lo sono tutte le persone pacifiche.

            mi ricordo che un papa amatissimo dai tradizionalisti come ratzinger una volta pregò assieme ai musulmani nella moschea blu e nessuno parlò di “braghe calate”.

  • Frank Reply

    27 novembre 2015 at 8:01 pm

    Mi rivolgo ancora a Giovanni che ritorna a proporci l’immagine di “musulmani pacifici che vivono in osservanza delle leggi”. Io vivo e lavoro in un paese africano a forte presenza islamica, non solo i musulmani li conosco quindi bene, ma intrattengo anche con molti di loro ottimi rapporti. Questo sta a confermare quanto lui sostiene, cioè: che i musulmani per bene esistono davvero. Ma il punto, caro Giovanni, non è questo. Il punto è che il problema esiste nell’ intrinseca struttura della fede islamica, una fede assolutista che, proprio in osservanza al disposto coranico vuole che ogni musulmano si adoperi affinché l’Islam regni sul mondo. Nel 1985, quando Ghedaffi decise unilateralmente di estendere il limite delle proprie acque territoriali nel golfo della Sirte, minacciando di affondare qualunque natante che non rispettasse tali confine, come ben si ricorderà, gli USA, che non aspettavano che questa occasione, violarono con una loro portaerei tale linea per provocare intenzionalmente il leader libero ed essere così legittimati ad un intervento militare contro di lui (non si dimentichi che ha quel tempo Ghedaffi era uno dei più grossi finanziatori del terrorismi internazionale). Ghedaffi cadde nel tranello ed inviò uno dei suoi caccia ad attaccare la portaerei USA, caccia che, naturalmente, fu abbattuto prima ancora che potesse avvistare il suo obiettivo, ma era ciò che l’America cercava e Tripoli fu pesantemente bombardata con il principale intento di uccidere Ghedaffi che, per sua fortuna, non si trovava nella popria residenza. Inferocito, il colonnello, cercò di vendicarsi lanciando un missile su Lampedusa che fortunatamente finì in mare molto lontano dalle nostre coste. A quel tempo lavorava presso di noi un musulmano somalo di nome Issa, serio, onesto e formidabile lavoratore, che non esitò a definire Ghedaffi un guerrafondaio pazzo. La mattina successiva, però venne a chiedermi di poter essere libero quello stesso pomeriggio. Poiché di norma, le richieste di permesso necessitavano di un preavviso, gli chiesi perché gli servisse un pomeriggio libero con tale urgenza. La sua risposta fu che tutti i musulmani di quella zona dovevano riunirsi in moschea per pregare a favore di Ghedaffi. Stupito, gli ricordai che lui stesso aveva definito Ghedaffi un guerrafondaio pazzo, perché andava a pregare per lui? Ed ecco la risposta: “Si, è vero. Ma è pur sempre un musulmano come noi.”
    Mi scuso se mi sono reso tedioso con la narrazione di questa mia diretta esperienza, ma ho ritenuto che fosse fortemente significativa per capire quale sia la reale e profonda concezione islamica del bene e del male e questa concezione alberga nel cuore e della mente di ogni musulmano. Anche del più tollerante e pacifico.

    • giovanni Reply

      1 dicembre 2015 at 4:26 pm

      a me sembra un po’ presuntuoso il fatto che tu pensi di sapere cosa alberga nel cuore e nella mente di ogni musulmano. la nostra cultura occidentale prettamente individualista dovrebbe impedirci di giudicare ed incasellare intere categorie di persone.

      • Frank Reply

        2 dicembre 2015 at 11:33 am

        Forse sarò presuntuoso come tu sostieni, ma se in un musulmano non alberga ciò che prescrive il Corano (attento: non ciò che dico io!) allora significa che stiamo parlando di qualcun altro che con i musulmani non ha nulla a che fare.

        • giovanni Reply

          2 dicembre 2015 at 8:19 pm

          nessuno fedele di qualsiasi fede segue le proprie scritture di riferimento alla lettera. tutti i testi sacri di tutte le religioni consistono in un mare di precetti che spesso si contraddicono fra di loro. sta alle singole persone scegliere le parti di quelle scritture che aiutano a vivere in pace, parti che esistono in tutti i testi sacri.

          • giovanni

            3 dicembre 2015 at 1:32 am

            nessun fedele tranne gli integralisti, ovviamente.

          • Frank

            3 dicembre 2015 at 10:23 am

            Giovanni,scusa, ma mi pare che qui stiamo scivolando in una perniciosa quanto inutile schermaglia lessicale. Io credo tu abbia capito benissimo ciò che intendo, ma vuoi restare abbarbicato alla tua tesi. Le religioni, tutte, per loro intrinseca natura, non consentono manipolazioni del loro dettato che, ricorda, è sempre ritenuto sacro e immodificabile. E vero che in tali dettati vi sono parti non del tutto chiare e quindi soggette a diverse interpretazioni, ma quando il libro sacro afferma che è dovere di ogni musulmano mandare a morte gli infedeli, non mi pare che ciò si presti a diverse interpretazioni. Certo chi, in totale sincerità, abiura a quel dettato, merita tutto il mio rispetto, ma, ripeto: non stiamo più parlando di un musulmano, tuttalpiù di qualcuno che ha radici culturali nell’Islamismo al pari di me, che pur essendo agnostico, riconosco le mie radici culturali nel cristianesimo.

          • giovanni

            3 dicembre 2015 at 8:58 pm

            ci sono passaggi della bibbia dove dio in persona aiuta i suoi profeti a sterminare infedeli. l’errore sta nel credere che questa sorta di peccato originale della violenza sia una peculiarità dell’islam.

          • Frank

            4 dicembre 2015 at 4:58 pm

            Credo di dover concludere che dialogare con Giovanni sia un inutile perdita di tempo. A lui pare interessi solo aver ragione e difendere quindi con le unghie e con i denti qualsiasi teoria, anche, la più strampalata, che lui possa aver partorito. Ecco perché rifugge sempre un’obbiettiva disamina dei fatti. Mi piacerebbe solo sapere come è dove ha acquisito una cosi profonda conoscenza dell’intimo pensiero islamico per essere così convinto di ciò che sostiene. Ciò di cui mi rammarico è che proprio questo genere di orientamento è quello che mette gravemente a rischio la nostra civiltà, la nostra cultura e la nostra sicurezza. Paolo ha mille e una ragioni: è meglio essere prevenuti che morti.

          • giovanni

            4 dicembre 2015 at 10:34 pm

            quindi per te è una perdita di tempo dialogare con chi non ti da ragione? sei tu quello che pensa di sapere cosa c’è nella testa di ogni musulmani.
            sei tu che hai scritto: “ma ho ritenuto che fosse fortemente significativa per capire quale sia la reale e profonda concezione islamica del bene e del male e questa concezione alberga nel cuore e della mente di ogni musulmano. Anche del più tollerante e pacifico.”

            sei tu che decidi che le teorie degli altri sono “strampalate” rispetto alle tue verità. sei tu che decide chi ha ragione mille e una volta.
            non spacciare per miei atteggiamenti che hai tu.

          • Frank

            7 dicembre 2015 at 3:03 pm

            Giovanni,
            continui ad imputarmi atteggiamenti a cui ho già esaurientemente risposto, quindi non mi resta che confermare l’inutilità di questo dibattito. Ti lascio con le tue convinzioni. Se i “bravi musulmani” di cui tu parli con tanto calore, ci aiuteranno a sconfiggere il terrorismo che sta compiendo stragi ovunque, sarò ben lieto di ricredermi e chiederti scusa.

        • giovanni Reply

          8 dicembre 2015 at 1:38 pm

          ci stanno già aiutando. e sarà a loro che bisognerà chiedere scusa un giorno.

  • Paolo Reply

    28 novembre 2015 at 12:09 am

    musulmani pacifici che vivono in osservanza delle leggi?

    Se ne conosce, me li presenti pure…

    • Paolo Reply

      28 novembre 2015 at 12:13 am

      Mi scusi, mi sono dimenticato di precisare :

      quando parla di osservanza delle leggi, a quali leggi si riferisce? Le loro, oppure le nostre?

      • giovanni Reply

        1 dicembre 2015 at 4:20 pm

        sono tutti i musulmani che tutti i giorni non finiscono sui giornali, come non ci finiscono tutte le persone che si comportano bene e rispettano le leggi dello stato. sono la stragrande maggioranza e non riconoscere questo vuol dire essere un po’ prevenuti.

        • Paolo Reply

          3 dicembre 2015 at 5:13 pm

          Sicuramente, non erano prevenute le vittime del recente attentato di Parigi.

          Quindi : meglio prevenuto, che morto.

          Non trascuri il fatto che, nel tentativo di abbattere i vecchi stereotipi, la nostra società attuale non ha portato nessuna particolare libertà di pensiero e di visuale, semplicemente si è limitata a sostituire gli stereotipi vecchi con altri nuovi, di segno opposto, ed altrettanto negativi ed improduttivi.

          • giovanni

            4 dicembre 2015 at 1:54 pm

            come fai a sapere se le vittime di parigi erano prevenute o meno?

            capisco che generalizzare sia la strada più semplice e rapida per elaborare problemi complessi, ma è sbagliato avere fretta.

    • giuseppe Reply

      8 dicembre 2015 at 2:38 am

      Salve,
      solo i musulmani non praticanti o che non conoscono il libro guerrafondaio che prende il nome di Corano.

  • Paolo Reply

    4 dicembre 2015 at 5:48 pm

    Come faccio a sapere che le vittime di Parigi non erano prevenute? E’ molto semplice.
    Se fossero state un pochino più prevenute – SAPENDO QUELLO CHE HANNO IN CASA – non si sarebbero certo fidate a recarsi come se niente fosse, COME SE FOSSIMO IN TEMPI TRANQUILLI – in un luogo – lo stadio – che si sa perfettamente quando ci sono disordini, si trasforma facilmente in un mattatoio.

    Se io fossi francese, con il caos che si trovano oggi in casa gli abitanti di tale nazione, essendo “prevenuto” (e magari anche razzista? 😉 ) e non fidandomi affatto “di certa gente” in un luogo simile non ci sarei certo andato.

    Tu ci saresti andato?

    E’ sbagliato avere fretta, dici?

    Bhè ti sbagli. Innanzi tutto, io di fretta non ne ho, perché le mie scelte le ho già fatte da tempo, e da tempo ho deciso di chi sia giusto fidarmi, e di chi NO.

    Inoltre, vedi, è da molto tempo, ormai, che mi sono seduto qui sulla riva del fiume. Con molta pazienza, mi sto limitando ad aspettare. Non sto facendo altro. Sto solo aspettando. E’ da mo’ che ho cominciato a vederne passare, di cadaveri e di macerie. Senza alcuna fretta.

    • giovanni Reply

      4 dicembre 2015 at 10:27 pm

      quindi essere prevenuti vuol dire non mettere il becco fuori di casa? vuol dire non andare più allo stadio? non andare a vedere concerti? per fortuna la gente a parigi e altrove continua a vivere senza farsi condizionare, sapendo benissimo che è un modo per non darla vinta ai terroristi.

      ribadisco che generalizzare è sbagliato, che tu sia dentro ad uno stadio o che tu sia seduto sulla riva del fiume. è proprio quello che vuole il califfo che si comincino a guardare con sospetto tutti i musulmani.

      • Paolo Reply

        7 dicembre 2015 at 10:44 pm

        Generalizzare è sbagliato, anzi sbagliatissimo, tanto è vero che si può generalizzare anche al contrario, ignorando il pericolo e facendo finta di niente.

        Vuoi andare allo stadio, perché intanto sono tutti rispettosi delle regole? Fai pure; la scelta (e la vita) sono tue.

        • giovanni Reply

          9 dicembre 2015 at 12:51 pm

          ho mai detto che bisogna ignorare il pericolo e fare finta di niente? ho solo detto che uno degli obbiettivi del califfo è far sì che tutti i musulmani in europa vengano guardati con sospetto, così da generare quella tensione che serve ai terroristi.

      • giuseppe Reply

        8 dicembre 2015 at 2:42 am

        piu’ pericolo dello Stato Islamico é la penetrazione in Europa dei Fratelli Musulmani. Su 26.000.000 di musulmani nella UE (circa 40milioni in tutta Europa), circa il 20% sono aderenti a quella Fratellanza, che si propone di dominare l’Europa, anche con la collaborazione dell’attuale presidente USA, Barak Hussein Obama, leader all’apparenza innetto, solo perché non tutti sanno che ha molti collaboratori dei Fratelli Musulmani. I Tea Party USA lo accusano apertamente di voler islamizzare gli USA e anche l’Europa.

  • monica cappellini Reply

    5 dicembre 2015 at 9:12 am

    si dovra’ pur vivere pero’..

    • Paolo Reply

      7 dicembre 2015 at 10:47 pm

      Vivere o sopravvivere, Sig.ra Monica?

      Lei andrebbe a funghi come se niente fosse, in un bosco dove le hanno segnalato incontestabilmente la presenza di Lupi, e magari Orsi?

      Magari lo farebbe se – come fanno certuni – vivesse immersa nel suo nirvana dove in fondo, tutti sono buoni, ed il lupo è amico dell’ agnello.

      Ripeto : io, di chi devo fidarmi e di chi non devo, già lo so.

      Gli altri, facciano a modo loro.

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