Addio a Stefano, il giovane senza gamba a cui i condomini avevano negato l’ascensore

GGU72ME65304-1980-kQ9-U1040218575694028-700x394@LaStampa.it“Sono le 3.30 del mattino, mi sveglio per l’ennesima volta stravolto dal dolore alla gamba destra, decido di iniziare a scrivere della mia esperienza. Sono al CTO di Torino e solo ieri mi hanno operato per amputazione di arto inferiore sotto il ginocchio…”. È un giorno di marzo 2013 quando Stefano Martoccia, giovane ingegnere torinese, decide di aprire il suo blog “Andare Oltre” per raccontare la sua esperienza. La storia di un trentenne sportivo, dinamico, che gioca a basket a livello agonistico ma si trova a dover combattere contro un ostacolo troppo grande.
Un male incurabile.
Stefano Martoccia se n’è andato prematuramente a soli 33 anni. Al suo funerale c’erano più di 500 persone, che hanno accompagnato la sua uscita dalla chiesa dei Camilliani con un lungo applauso.
Lascia alle spalle non solo una storia tragica e un esempio di buona volontà, ma anche una testimonianza crudele: Stefano non poteva più accedere al suo alloggio, un appartamento al quarto piano di via Le Chiuse, perché gli era stata negata la possibilità di installare un ascensore nonostante le sue condizioni.

Di questa vicenda si era occupata recentemente il giornale La Stampa. «Il mio nome è Stefano Martoccia, ho 33 anni, la storia che vi racconto riguarda la mia condizione di disabile e la mancanza di umanità dell’individuo» iniziava così la denuncia del giovane. L’ascensore avrebbe potuto essere installato a spese dell’ingegnere, a norma di legge. Ma Stefano Martoccia voleva ugualmente il benestare degli altri inquilini, mai arrivato. «Dopo mesi di verifiche di fattibilità e preventivi, il condominio – di fatto una persona sola con la maggioranza dei millesimi – sostiene che la mia volontà di procedere dipenda solo da obiettivi speculativi: costruire l’ascensore con incentivi per i disabili, per aumentare il valore del mio alloggio. Probabilmente, poi, avrei acquistato la casa già sapendo che avrei potuto godere di questa “grande fortuna”…» aveva rivelato Stefano a La Stampa. I proprietari, inoltre, gli avevano chiesto di firmare un documento che attestasse «Che l’utilizzo dell’ascensore sia solo mio, nemmeno dei miei famigliari. Inoltre, nel momento in cui dovessi vendere la casa dovrei rimuovere l’impianto sostenendo i costi. È vero che la legge è dalla mia parte, ma avrei preferito procedere con il consenso di tutti. Non firmerò nessuna dichiarazione, ma nel caso in cui mi decidessi a dare il via ai lavori so che andrei incontro a ostacoli, cause legali e ostruzionismi vari, già velatamente annunciati. Ma quello che mi fa più male è la totale mancanza di comprensione. Come fa l’essere umano ad essere così poco umano?».

Erano le parole di Stefano. Ieri sono seguite quelle di padre Antonio Menegon, che nell’omelia ha ricordato la vicenda, criticando i condomini che si erano opposti alle richieste del ragazzo. “Ciao Stefano, perdona anche quei tuoi vicini che non hanno voluto l’ascensore”. Al termine della cerimonia, Stefano Martoccia è stato portato in cima alla basilica di Superga per un ultimo saluto alla sua squadra del cuore: il Torino.

Foto: LaStampa.it

Riccardo Ghezzi

Riccardo Ghezzi1205 Posts

Giornalista pubblicista, scrive di sport e politica su testate locali piemontesi. Appassionato di politica da sempre, ha un unico pregio: non essere mai stato di sinistra in vita sua

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16 Comments

  • francesco Reply

    1 marzo 2015 at 3:50 pm

    E poi dicono che noi terroni siamo cattivi,caro Stefano la malignità dell’essere umano non haconfini, ora che non ci sei piú spero serva da lezione a tanti che non hanno cuore.

  • andrea Reply

    1 marzo 2015 at 5:50 pm

    Pace per la tua anima e spero che quei condomini egoisti in futuro passeranno le tue pena e che trovino persone egoiste e cattive più di loro

  • giovanna usellini Reply

    1 marzo 2015 at 6:18 pm

    Ti voglio bene sei stato una creatura coraggiosa

  • Pinerbio Reply

    1 marzo 2015 at 6:23 pm

    Ci sono persone che pensano solo a le cose materiali , e non pensano alla sofferenza di un loro simile ma prima o poi toccherà anche a loro,e allora capiranno.

  • dany Reply

    1 marzo 2015 at 7:00 pm

    Non puo’ e nn deve esistere che nel 2015 si debba lottare contro cervelli che nn vogliono capire il disagio altrui…ma come possiamo evolverci…qui ci si involve e si lascia spazio alla cattiveria che porta a essere disumani con il prossimo…

  • Andrea Reply

    1 marzo 2015 at 7:02 pm

    Dico ai tuoi vicini : la ruota gira !!! A te riposa in pace saltellando tra le nuvole e qualche volta metti qualche sgambetto a quei poveretti !!!

  • Tiziana Reply

    1 marzo 2015 at 8:19 pm

    Ciao Stefano!!!la vita è una ruota che gira……dice”non fare ad altri ciò che non vorresti fosse fatto a te” il tempo è sempre galantuomo…..torna,torna sempre!!!

  • Domenico Reply

    1 marzo 2015 at 9:16 pm

    I condomini si mettessero la mano sulla coscenzana gli aspetta la penitenza divina perché davanti a tanta cattiveria

  • filippo Reply

    2 marzo 2015 at 12:13 am

    R.I.P.

  • attilio Reply

    2 marzo 2015 at 9:49 am

    la cattiveria umana non ha limiti e poi ci professiamo cristiani1

  • anna Reply

    2 marzo 2015 at 10:44 am

    chiamatemi CATTIVA, non me ne importa nulla ma spero che tutte quelle persone che hanno negato l’ascensore a Stefano, subiscano la solita sorte e che nessuno li aiuti.

    • Corry Reply

      4 marzo 2015 at 3:04 pm

      Ha ragione.

    • BRUNO Reply

      7 marzo 2015 at 3:58 pm

      NON SEI CATTIVA. OCCHIO PER OCCHIO DENTE PER DENTE

  • carla Reply

    2 marzo 2015 at 4:25 pm

    concordo in pieno quello che ha già scritto Anna in questo mondo tanta cattiveria e tanta invidia mi dispiace che questo ragazzo abbia dovuto subirne le conseguenze nonostante quello che aveva, caro Stefano riposa in pace e che Dio abbia pietà dei tuoi condomini anche se non la meritano

  • Angelo Folino raso Reply

    2 marzo 2015 at 11:31 pm

    Ciao, un abbraccio a Stefano “grande Uomo ” la U e’ maiuscola!
    Ho 51 anni a 6 ho perso la gamba sinistra a causa di un incidente. Per mia fortuna ho avuto una comunità molto più umana ed amici meravigliosi, ho giocato a calcio grazie a loro e con loro. Li amo tanto .
    La storia di Stefano non è commentabile non è raccontabile “difficile descrivere tanta cattiveria (utopistico) . Ciao Stefano i tuoi amici ti hanno accompagnato in un mondo migliore!
    Io ringrazio i miei amici i miei compagni di scuola la mia comunità.
    Un bacio a Stefano
    Angelo FOLINO raso
    Lamezia terme (Cz)

    • barmario Reply

      3 marzo 2015 at 7:55 pm

      Stefano. Riposa in pace…e chi è rimasto si faccia un esame…ammesso che abbiano coscienza

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