Akil, il cane poliziotto morto da eroe

11074906_10205427613876989_1435469045_nHa combattuto come un elemento dei reparti speciali.
Ha preferito prendere alcune pallottole per salvare la vita dei propri compagni.
Akil, il cane tunisino dei reparti speciali che hanno fatto irruzione al museo del Bardo, è morto da eroe.
EROE
Il cane lupo aveva un anno e mezzo di vita. Il “guerriero” ha lasciato il teatro operativo ormai senza vita, su di una barella.
Le persone, accalcate dinanzi la struttura museale, al passaggio dell’eroe ormai senza vita hanno iniziato ad applaudire, urlare ed onorare il caduto che mestamente si faceva strada tra la folla.
Onore e gloria ad ogni essere vivente che combatte contro il terrorismo.
Onore e gloria a uomini, donne ed animali che combattono contro nemici subdoli e che compiono stragi in nome di una distorta religione. I terroristi esaltano i propri martiri, noi ricordiamo i nostri guerrieri per la libertà, senza alcuna distinzione.
Onore e gloria ad Akil, il cane morto da eroe.

PIÙ LETALI DI UNA PALLOTTOLA, PIÙ VELOCI DI UN UOMO
Quando il presidente degli Stati Uniti Barack Obama andò a Fort Campbell, per un incontro pubblicizzato (ma molto privato) con il commando che uccise Osama Bin Laden, soltanto uno degli 81 membri della super- segreta unità Seal DevGru (o Seal Team Six), è stato identificato per nome: Cairo, il cane da guerra dei Seal.
Cairo, come la maggior parte dei cani dei Navy Seal è un belga Malinois. E come i Seal umani, anche i cani rappresentano il meglio del meglio.
La razza Malinois è simile al pastore tedesco, ma più piccola. Un maschio adulto pesa circa 30 kg. I pastori tedeschi sono ancora utilizzati come cani da guerra dai militari americani, ma i più leggeri Malinois sono considerati migliori per il lancio in tandem con il paracadute e per le operazioni di discesa in corda doppia, tecniche spesso utilizzate dalle squadre Seal. Come le loro controparti umane, i cani Seal sono altamente qualificati, super motivati, esperti in tattiche non convenzionali ed in grado di svolgere missioni sul mare, in aria e sulla terraferma (l’acronimo Seal significa proprio Sea, Air and Land). I cani poi, hanno alcune caratteristiche specifiche: con un olfatto 40 volte più sviluppato rispetto all’uomo, i cani sono addestrati per rilevare e identificare sia materiale esplosivo che soggetti ostili nascosti.

I cani sono due volte più veloci di un umano in forma, quindi chiunque cercherebbe di fuggire, non potrebbe mai correre più veloce di Cairo o dei suoi amici. I cani Seal sono anche paracadutisti: saltano o in tandem con i loro gestori o da soli se in acqua. I cani Seal sono fedeli, senza paura e feroci. Sono più letali di una pallottola. I loro canini in titanio possono dilaniare ogni corazza indossata da un umano.

Quando la squadra Seal DevGru si introdusse nel compound di Bin Laden, il primo a toccare il Pakistan fu proprio Cairo. E come i Seal umani, anche Cairo indossava la migliore protezione balistica disponibile sul pianeta: un’armatura in kevlar, chiamata in gergo “Storm K9”. Cairo era dotato anche di speciali apparecchiature per la visione notturna con funzionalità ad infrarossi per consentire all’operatore collegato in remoto di identificare figure umane anche attraverso il cemento, grazie al calore emesso. I Seal, che hanno un proprio budget illimitato che non può essere modificato né decurtato per legge, hanno poi aggiunto altri particolari hi-tech che hanno fatto dell’armatura “Storm K9”, la migliore “tuta canina da assalto del pianeta”. Ne hanno acquistate quattro per un totale di 86 mila dollari.

NON ABBANDONIAMO NESSUNO
Il dieci febbraio dello scorso anno i combattenti talebani mostrarono in un video un cane catturato nell’Afghanistan orientale. Si trattava di un Military Working Dog (MWD), un cane appartenente ai SAS (Special Air Service), l’élite dei reparti speciali inglesi.
Il breve video è stato rilasciato attraverso un account twitter utilizzato dai talebani per scopi di propaganda. Nel filmato si vedevano diversi combattenti talebani che circondavano il cane incatenato, mentre imbracciavano almeno due fucili M-4 dotati di soppressori, ottiche avanzate ed altro equipaggiamento speciale. Probabilmente il cane della SAS scomparse durante un raid notturno avvenuto il 23 dicembre scorso nel distretto Alingar. E’ possibile che il cane si sia separato dal suo ‘handler’ durante uno scontro a fuoco con i talebani, rendendo impossibile per chiunque il suo recupero.
Nella stessa operazione perse la vita un soldato delle forze speciali, il capitano Richard Holloway, fu ucciso.

Il cane era un Malinois belga di nome Colonel (Colonnello) ed è stato trovato con indosso un piccolo dispositivo GPS di tracciamento, una torcia ed una piccola telecamera. Tutti questi elementi si trovavano su un sistema di bretelle indossate dal cane, lo stesso tipo di equipaggiamento utilizzato per infiltrare ed esfiltrare gli animali al seguito dei reparti speciali.
Nel filmato, “Colonnello” è stato mostrato spaesato, un po’ denutrito ed incatenato. Secondo il Pentagono, questo è stato il primo incidente in cui un cane dei reparti speciali è stato fatto prigioniero. In passato, in Iraq, ci sono stati casi in cui i ribelli per propaganda, hanno mostrato dei cani per poi utilizzarli come kamikaze inconsapevoli.
Subito dopo la diffusione del video, il Comando Operazioni Speciali ordinò missioni ombra per recuperare quell’elemento del team scomparso. Alle operazioni parteciparono diverse squadre SEAL e SAS. Inutile dire l’eco che tale operazione ebbe negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna.

Al di là delle operazioni condotte (coperte da segreto militare), questo è l’ennesimo esempio del diverso approccio che gli alleati dell’Italia hanno nel trattare la questione “Reparti Speciali”. Un patriottismo che dispiace dirlo, in Italia manca del tutto.
La direttiva “Non si abbandona nessuno” vale per tutti.

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