Alla Leopolda si sbertucciano i giornali nemici. Dove sono i sindacati della stampa?

leopoldaFuori dall’ex stazione Leopolda di Firenze, dove lo scorso fine settimana si è svolta la kermesse dei renziani, volontari distribuivano gratuitamente copie dell’ Unità e del Foglio. La scena è tutta da immaginare e sa un po’ di setta. Una setta dove è ammesso leggere solo il verbo della stampa amica. Il peggio, però, è andato in scena durante la manifestazione, con un sondaggio lanciato dallo stesso premier Matteo Renzi venerdì, all’apertura dei lavori, dal titolo piuttosto inquietante:”Scegli il peggior titolo di giornale.

Tra le pagine selezionate dallo staff di Renzi sei erano del Fatto Quotidiano, quattro di Libero, una del Giornale. Si trattava perlopiù di titoli antigovernativi. I partecipanti sono stati invitati a cliccare sul sito della Leopolda per votare quella che ritenevano il peggiore. La tecnica è sempre la stessa. Un nemico comune da mettere alla gogna. E’ stato così con i gufi, con Grillo, con la polizia, con chi si scagliava contro gli 80 euro. Ora tocca ai giornali e ai giornalisti sgraditi, emarginati persino dai componenti dell’ufficio stampa di Palazzo Chigi.

Una cosa del genere avviene in Russia. Alla corte di Vladimir Putin esiste un gruppo di giornalisti graditi che sono autorizzati a seguire il presidente russo ovunque nei suoi viaggi all’estero, a porgli domande, ad avere in anticipo preziosi retroscena per scrivere i propri pezzi. Lo chiamano il pool del Cremlino. E non è difficile immaginare, tra qualche tempo, anche il pool di Palazzo Chigi con i giornalisti graditi solamente allo staff di Renzi.

Quello che ci chiediamo è dove siano in tutto questo i sindacati della stampa italiana, sempre pronti, almeno fin quando c’era Berlusconi, a battersi in nome della libertà di stampa, contro il bavaglio e la denigrazione continua dei giornalisti. Dove sono i comitati di redazione dei giornaloni italiani che scrivevano lunghe lettere contro la “repressione” di Berlusconi? Spariti. Puff. E in un attimo. Perché il potere è brutto e cattivo solo quando non è tra le proprie mani. In Italia specialmente.

@eugcipolla

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