Alla Regione Lazio ennesimo caso di liquidazioni d’oro

regionelazioNuovo caso di liquidazioni d’oro per alcuni dipendenti pubblici. Stavolta toccherà a quelli della Regione Lazio. A raccontare la storia è Stefano Caviglia su Panorama:

Quando ha letto la nota sui «Problemi interpretativi nella quantificazione dell’Indennità di fine servizio» consegnatagli dal suo capo del personale, il presidente dell’Arsial Antonio Rosati è saltato sulla sedia. L’ipotesi di quel testo, appena velata da qualche prudente formulazione tecnica, era (ed è) che l’Agenzia regionale per lo sviluppo dell’agricoltura del Lazio da lui guidata stia pagando ai dipendenti liquidazioni così generose da costituire un vero e proprio regalo. Da qui una richiesta di chiarimenti all’Inps, partita a fine ottobre, la cui risposta è attesa a giorni. Nel frattempo, per orientarsi nel labirinto delle norme, Rosati ha incaricato i suoi uffici di fare qualche ricerca. Il risultato è una storia, di cui Panorama ha ottenuto gli elementi essenziali, che va molto al di là della piccola Arsial. È venuto fuori che fin dal lontano 1979 i dipendenti della Regione Lazio percepiscono una liquidazione assai superiore agli altri lavoratori italiani, sia del settore privato sia pubblico. Queste «gratifiche, prive di qualunque motivazione, sono state cancellate nel 2002 con l’abrogazione della legge regionale che le aveva istituite, per poi rispuntare dal nulla pochi mesi dopo in forza di un semplice regolamento. Sono sopravvissute fino allo scorso luglio, quando la giunta di Nicola Zingaretti ha approvato un regolamento per riportare (in parte) il trattamento dei dipendenti regionali alla  normalità. Peccato che abbia anche messo nero su bianco l’impossibilità di chiedere soldi indietro (perfino per le anticipazioni già ottenute su liquidazioni future) e che si sia dimenticata di dare qualunque pubblicità alla cosa, tant’è che all’Arsial se ne sono accorti per puro caso. Ora, se l’Inps confermerà che le liquidazioni «de noantri. (per dirla alla romanesca) sono illegittime, si apriranno interrogativi interessanti. A quanto ammonta il danno erariale accumulato finora? Quali amministratori sono responsabili di aver regalato, almeno dal 2002. decine di milioni ai loro dipendenti? Quante probabilità ci sono che altre Regioni si siano prese analoghe libertà?

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