“Alt polizia”. Di fronte alla guerriglia, l’inerzia è un buon lavoro?

C_4_articolo_2108705__ImageGallery__imageGalleryItem_0_imageOttimo lavoro, questo sembra trasparire dalle parole di ministri, sottosegretari, politici di ogni colore e fazione riguardo la gestione dell’ordine pubblico nella nota manifestazione “NO Expo” del primo maggio scorso a Milano.
Volevano evitare il sangue, il morto, e ci sono riusciti, a una qualsiasi contestazione di inerzia da parte della polizia si risponde che non c’erano i termini di sicurezza per intervenire senza che qualcuno si potesse far male veramente.

Si leggono anche interviste rilasciate da anonimi agenti che, per ovvie ragioni di riservatezza, rilasciano dichiarazioni che dovrebbero far riflettere.
Di fronte alla commissione di tanti reati la polizia è rimasta a guardare, questo è un dato di fatto!
Sia ben inteso, concordo con la linea politica della gestione della piazza peraltro impreziosita dalle parole pacate, misurate e ben esposte del poliziotto che stava bruciando a seguito del lancio di alcune bottiglie molotov.
Al di là della vetrina, dell’ottimo risultato, delle belle parole espresse questa manifestazione, è bene dirlo, segna probabilmente una nuova stagione nella gestione della piazza, una sorta di esperimento sociale dagli esisti, sul lungo periodo, tutti da valutare.

Perché se i poliziotti in servizio d’ordine antisommossa si limitano a guardare e ad eseguire qualche risicato arresto andando, come abbiamo visto, a stanare nei covi a posteriori le persone che hanno partecipato al “Blocco Nero” chi da quei reati subisce gravi danni alla propria attività, che per quei danni potrebbe anche fallire, chiudere, siamo sicuri che abbiano fatto un buon lavoro?
Se i poliziotti di piazza sono bravi solo se stanno a guardare entro quante manifestazioni i ragazzi dei Reparti Mobili verranno considerati delle inutili marionette?
Quando poi la politica sarà pronta a tollerare la violenza negata alle forze dell’ordine, ma necessaria al fine di tutelare i diritti lesi di quei cittadini che nulla centrano con le proteste, siamo sicuri che, alla fine, non si torni al punto di partenza?

Quando la polizia mena e spacca teste una parte di questo paese preferisce vedere i muri imbrattati e le vetrine rotte così, allo stesso modo, i delinquenti sono veri e da annientare solo quando entrano in casa nostra…le vetrine degli altri, in fondo, non ci riguardano.
C’è però uno scenario tra i tanti che mi preoccupa, se per evitare violenze e vetrine rotte non è che cominceremo a negare il diritto di manifestazione sui grandi temi sociali che inevitabilmente nei prossimi anni dovremo affrontare?

Non è che quelle oceaniche manifestazioni, pur di evitare che si trasformino in una carneficina per i soliti 4/500 teppisti, alla fine verranno negate di principio per gravi e possibili turbative dell’ordine pubblico?
Perché il rischio è che se questo paese non comincia dal suo profondo, dalle sue fondamenta, dalle sue componenti più intime, passando attraverso la politica, i media, i social ad accettare quel minimo di violenza necessaria da parte delle forze dell’ordine per contrastare devastazioni e saccheggi, il metodo più semplice per non ricorrere alla violenza da parte delle divise potrebbe essere quello di negare a priori proprio il sacrosanto diritto alla manifestazione del proprio disagio.
Perché è bello credere che un lavoro sporco si possa svolgere in maniera sempre pulita ma in un mestiere come quello del poliziotto a contatto con le difficoltà e la feccia della società non sporcarsi mai le mani significa diventare semplicemente inerti spettatori della società che implode.
Siamo sicuri che i sostenitori della “NON VIOLENZA” a prescindere vogliano questo?

Foto tratta da Tgcom24news

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2 Comments

  • Monica Cappellini Reply

    5 maggio 2015 at 12:23 pm

    CON QUESTO PSEUDO GOVERNO SIMIL GOLPISTA ( MA CHI HA VOTATO RENZI? ILSIG NAPOLITANO??????????? IO NO111111111)
    NON SI CAPISCE UN TAPPO

  • attilio raffaghello Reply

    6 maggio 2015 at 9:42 am

    Continuando le forze dell’ordine a comportarsi in questo modo fara’ si che anche le manifestazioni di malcontento regolari saranno vietate;in questa maniera proibendo tali manifestazioni risultera’ che la rabbia prenda anche le persone normali ed allora bisognera’ ricorrere alla forza.

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