Amanda e Raffaele assolti: figuraccia dei magistrati in mondovisione

sollecito-amanda knox-3Dopo otto anni, la Corte di Cassazione ha chiuso definitivamente la vicenda dell’omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese assassinata in circostanze ancora non troppo chiare a Perugia il 1 novembre 2007: Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono stati definitivamente assolti. Unico condannato, Rudi Guede.
Tralasciando le singole opinioni sulla veridicità dell’innocenza, che fioccano da ogni parte quando casi di cronaca giudiziaria come questo finiscono sotto i riflettori, il percorso che ha portato entrambi all’assoluzione risulta alquanto contorto. Riassumendo: Amanda e Raffaele sono stati condannati in primo grado e assolti in Appello. Si va in Cassazione e qui i giudici della Suprema Corte decidono che il processo d’appello va rifatto: si tiene dunque un nuovo appello e stavolta Amanda e Raffaele vengono condannati, 28 anni e mezzo per la ragazza di Seattle, 25 anni per il pugliese. Finita qui? Chiaramente no, c’è bisogno della Cassazione affinché la sentenza passi in giudicato. E ieri si è assistito a un nuovo totale ribaltamento delle sentenze precedenti: stavolta, Amanda e Raffaele sono assolti per non aver commesso il fatto, e non viene neppure disposto un nuovo processo d’appello. La vicenda viene finalmente chiusa dopo un totale di cinque sentenze, ognuna di esse discordante da quella che l’ha preceduta.

Difficile non notare la grossa anomalia: come è possibile che ci siano state cinque sentenze che si contraddicano l’una con l’altra? Saranno emersi nuovi elementi in fase dibattimentale, si potrebbe pensare, e invece no: tutte e cinque le sentenze sono state emesse con lo stesso materiale probatorio. Come è possibile che gli stessi elementi conducano a esiti così discordanti tra loro? Ma soprattutto, poniamo il caso che il materiale in mano all’accusa fosse insufficiente: come è possibile che con un una insufficienza di prove si sia arrivati a due condanne, una più pesante dell’altra? Poniamo anche il caso contrario, cioè che quelle prove fossero sufficientemente corpose: se quello che avevano in mano gli inquirenti era più che sufficiente, come è stato possibile arrivare a tre assoluzioni tra cui quella definitiva?
Evidentemente le presunte tracce dei due sul reggiseno di Meredith non erano la prova certa e definitiva che invece avevano spacciato per tale. Altra cosa di cui tenere conto: Rudi Guede, l’unico condannato per la vicenda, non avrebbe mai fatto il nome di Amanda e Raffaele né durante gli interrogatori né durante il processo.

La magistratura italiana, nel suo complesso, ha insomma rimediato una sonora figuraccia, e, quel che è peggio stavolta davanti al mondo. Non dimentichiamo infatti la grande eco mediatica anche negli Stati Uniti, paese di Amanda, e in Gran Bretagna, paese di Meredith. Davanti al mondo, la magistratura ha fatto una figuraccia perché ha dimostrato tutte le falle della giustizia penale italiana e anche l’assurdità delle sue contraddizioni.
Un figuraccia anche di fronte agli italiani, poiché ora, forti di sentenze contraddittorie, saranno in molti a ipotizzare una qualche influenza statunitense nel verdetto di assoluzione: se ciò però fosse vero, non si spiegherebbe perché la Cassazione dispose un secondo processo d’appello dopo la prima assoluzione.

Forse questo è l’unico lato positivo di tutta la vicenda: i giudici della Cassazione, dopo quattro processi diversi, hanno avuto il coraggio di smentire tutto e di ristabilire la certezza del diritto a costo di coprire di ridicolo i loro colleghi e tutta la magistratura. E non era facile. Alla fine il classico “giudice a Berlino” insomma si è trovato, ma di una giustizia che opera in questo modo mettendo le persone in un calvario per poi assolverle c’è da aver paura davvero.

Nota finale: Amanda ha già fatto sapere che presenterà una richiesta di risarcimento danni all’Italia: indovinate chi dovrà pagare, se glielo concedessero? No, sbagliato, non pagheranno i magistrati.

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7 Comments

  • gbravin Reply

    28 marzo 2015 at 12:53 pm

    Di sicuro ci guadagneranno gli avvocati della Knox in caso di vittoria o perdita in giudizio. Ma la Knox avrà qualche rimorso verso Lumumba dopo averlo accusato ingiustamente?

  • Federico Reply

    28 marzo 2015 at 1:30 pm

    DNA, luminol, ROS e compagnia cantante…però non si viene mai a capo di nulla. Fino agli anni ’50, ’60 e anche ’70 casi come questo venivano risolti in giornata. Con quattro sberloni dentro la caserma dei carabinieri veniva fuori tutto, dalla A alla Zeta. Non rimanevano dubbi su niente perché tutti quelli che, in qualche modo, erano coinvolti dovevano dire tutto, con le buone o con le cattive. Adesso invece basta che un carabiniere guardi in malo modo un criminale e finisce dentro lui al posto del delinquente. Il risultato è che non si scopre mai niente di niente. Perugia, Garlasco, Avetrana…. storie infinite senza mai un barlume di certezza, e, tanto meno, di giustizia per le vittime. E’ questa la democrazia? Scusate tanto ma è una cavolata. Non funziona niente. Giustizia, scuola, famiglia, società…tutto a ramengo. Meglio un ceffone preso per niente oppure è meglio che un sacco di gente stia dentro o fuori dalla galera in base alla mera suggestione di quel giudice o di quel tribunale? E’ meglio un ceffone in più oppure è meglio un’infinità di processi inutili e sballati che fanno solo giustizia illusoria e non reale?

  • ilgabbiano Reply

    28 marzo 2015 at 2:28 pm

    l’assoluzione precedente a mio modesto parere era necessaria ad Amanda per farla uscire dall’Italia …. il prima possibile

  • Corrado Massa Reply

    28 marzo 2015 at 6:43 pm

    Non finisce qui: Amanda Knox ha fatto ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo contro la condanna per calunnia nei riguardi di Patrick Lumumba. Amanda ritiene ingiusta la condanna e anche tutti quelli che hanno seguito il caso con attenzione la pensano come Amanda. Non si può chiamare calunnia un’affermazione piena di dubbi, e ritirata poche ore dopo, spontaneamente e senza aver consultato i proprii avvocati. Si può dire che Amanda ha calunniato Lumumba? No.

  • Frank Reply

    29 marzo 2015 at 2:48 pm

    Sia come sia, innocenti o colpevoli, il vero sconfitto è il sistema giudiziario italiano, inaffidabile e terrorizzante per chi vi resta coinvolto. E’ surreale la frase che sempre sentiamo ripetere sia dagli indagati che dalle parti offese: “Io ho fiducia nella giustizia”! Come si può avre fiducia in un sitema che commina condanne all’ergastolo e poi le ritratta in toto proclamando una piena assoluzione?
    E come si fa a ricorrere nei tre gradi di giudizio se non si hanno i quattrini?
    Tutto cio che ci resta da fare e pregare perché non si finisca mai nelle mai di questa razza di giudici che tra l’altro saltellano da una carica all’altra, oggi come accusatori, domani come giudicanti.
    Intanto il mondo continua a ridere di noi….

  • Patrizio Reply

    30 marzo 2015 at 5:41 pm

    assalti assolti ? insulti !

  • Bossetti condannato: prima hanno cercato il mostro, poi le prove. Che non reggono – ilLiberale Reply

    4 luglio 2016 at 7:20 pm

    […] sia figlia del fatto di dover cercare il colpevole a tutti i costi. Non sarebbe la prima volta: la figuraccia rimediata dalla magistratura col processo ad Amanda e Raffaele è recente ed è stata…. Come possiamo aver fiducia nella magistratura se, ogni qualvolta che un processo finisce sotto i […]

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