Bari: preso iracheno vicino all’Isis

KEBABTra l’847 e l’871 d.C, la  città di Bari, conquistata dai mussulmani, era retta da un emiro che, nel mezzogiorno d’Italia nel territorio urbano e suburbano della città, istituì l’emirato di Bari, il quale, malgrado la sua esiguità, fu nondimeno il più rilevante insediamento islamico nella Penisola italiana. Ed oggi la situazione potrebbe tornare a quella dell’847 D.C.

Ieri mattina a Bari sono scattate le manette per un iracheno, Majid Muhamad, 45 anni, già condannato a 10 anni per terrorismo internazionale. Durante una perquisizione, l’uomo venne infatti trovato in possesso di alcuni documenti che lo collegavano con Ayachi Bassam, Imam di Molenbeek (Bruxelles), arrestato dalla Digos barese a metà 2009 per associazione con finalità di terrorismo. La Procura meneghina aveva sancito l’appartenenza di una serie di soggetti, perlopiù iracheni, con l’organizzazione Ansar Al Islam. Il gruppo, dopo anni al fianco di Al Qaeda, avrebbe recentemente stretto alleanza con l’Isis ed opererebbe nel Kurdistan Iracheno, contrapponendosi al Puk (Unione Patriottica del Kurdistan).

Maijud Muhamad risultava essere un vero e proprio “ponte” tra i capi dell’organizzazione transnazionale e le cellule italiane, fornendo documenti falsi e reclutando jihadisti da spedire in Iraq. Dopo la pena, Majid Muhamad era tornato in libertà, ed avendo anche vinto il ricorso avverso il provvedimento di espulsione, si era riciclato come “kebabaro”, pienamente integrato quindi, ripulito da quel piccolo errore di gioventù; ma ieri mattina è finito in carcere per associazione con finalità di terrorismo internazionale ed assistenza agli associati.

Della serie “perde il pelo, ma non il vizio”. Infatti, dai fascicoli della Dda barese emerge che Majid Muhamad avrebbe commesso il reato per “permettere a soggetti in qualche modo legati all’area del fondamentalismo islamico combattente di entrare in Europa”. L’attività d’indagine ha accertato che Majid Muhamad si era presto ricollegato alla rete della cellula terroristica Ansar Al Islam, cellula per la quale è stato condannato a 10 anni.

Ansar Al Islam è gruppo terroristico che, ai tempi dell’Iraq 2003, controllava una dozzina di villaggi e numerose vette nel nord iracheno; poi, causa del conflitto , il gruppo si sarebbe sfaldato in mille fazioni, tra cui Ansar al-SunnaAnsar al Islam condivide oggi con l’ISIS il comune obiettivo di creare uno Stato islamico radicale, privo di confini, all’interno del quale le norme sciariatiche dovrebbero regolarne il vivere sociale.

L’iracheno dopo aver scontato la pena, sembrerebbe aver ripreso, quindi, i contatti con Ridha Shaw Muhamad Helkawt, Tielaco Nadia Wali, Nadem di Dubai, Khaled Muhamad Amin Rashid, Ali Abdulla Salih, Kawa Kawa, Ridha Shwan Jalal. Quest’ultimo, Ridha Shwan Jalal, è arrestato a Bari lo scorso agosto, mentre cercava di imbarcarsi per la Grecia con documenti falsi: subito scarcerato, ha fatto immediatamente perdere le proprie tracce.

È da sottolinearsi la circostanza per la quale Jalal sembrerebbe esser passato dal porto di Bari lo stesso giorno in cui Abdeslam Salah (il terrorista ricercato per gli attentati a Parigi del 13 novembre scorso) faceva ritorno in Italia attraverso lo stesso scalo pugliese. Ognuno dei contatti di Majid Muhamad quindi è da considerarsi contiguo all’organizzazione Ansar Al Islam ed, a tal proposito, alcuni dei suoi contatti sono stati arrestati un mese fa dai Carabinieri del Ros di Roma, per aver fornito supporto logistico a foreign fighter.

Infatti, come sottolinea la Dda barese, dalle intercettazioni telefoniche emerge chiaramente che ciascuno dei dieci indagati mentre parlava con Majid Muhamad, quest’ultimo venisse chiamato dagli stessi ‘Mullah Fouad’, lo stesso soprannome che era solito usare all’interno della cellula terroristica di Ansar Al Islam. Quest’elemento investigativo risulta essere estremamente rilevante per gli inquirenti, in quanto indicatore della voglia di Majid Muhamad di rappresentare ancora un punto di riferimento importante nel gruppo di matrice terroristica Ansar Al Islam.

L’indagine si è anche allargata a Parma e Bolzano, ove sono stati sequestrati documentazioni informatiche e cartacee in lingua araba e curda. Ma come è arrivato Majid Muhamad in Italia? Era anche lui un rifugiato, un migrante, “uno che scappava da guerra e povertà, in cerca di integrazione”?

E nonostante sia da illusi pensare che tra i clandestini non si nascondano terroristi (http://www.qelsi.it/2015/da-illusi-pensare-che-tra-i-clandestini-non-si-nascondono-terroristi-intervista-a-magdi-allam/), a Taranto ieri sono stati accolti altri 603 nuovi migranti; quanti Majid Muhamad e Ridha Shwan Jalal ci saranno tra loro? Emiliano si prepari a veder nascere il secondo emirato di Bari …

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1 Comment

  • giuseppe Reply

    10 dicembre 2015 at 1:58 am

    follia italiana ed europea accogliere gli invasori islamici, sia adulti che bambini!!!!!!!!!!

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