Belgio, ha 24 anni e fin da piccolissima soffre di depressione: vuole l’eutanasia e la legge glielo consente

11713388_10207244166001699_1284583420_nOgni volta che si è parlato di eutanasia, ci si riferiva a casi obbiettivamente molto delicati, vedi le vicende di Eluana Englaro e di Terry Schiavo, ridotte in stato vegetativo dopo terribili incidenti stradali, o la vicenda di Giorgio Welby, malato di SLA, Sclerosi Laterale Amiotrofica – per citarne alcune –. Casi per cui l’opinione pubblica si è spaccata tra centrodestra, cattolici e “conservatori” per cui la vita vale sempre la pena di essere vissuta in qualsiasi condizione ci si trovi, perché è sacra in quanto donataci da Dio, e centrosinistra, “progressisti” e laici che insistevano sul fatto che la vita dovesse essere vissuta “con dignità”, cosa che in quelle condizioni Eluana Englaro, Terry Schiavo e Giorgio Welby non potevano fare.

Il caso di Laura, una ragazza belga di 24 anni che i media chiamano con questo nome di fantasia, dovrebbe essere più semplice, perché lei non ha nessuna malattia del corpo: è “solo” depressa da quando andava all’asilo e soprattutto nessuno è stato mai in grado – o ha avuto la volontà – di guarirla. Infatti questo caso è stato trattato in modo semplice, troppo: il Belgio, in cui l’eutanasia è legale dal 2002, le ha dato il permesso di morire, dopo aver ascoltato il parere di tre medici. Ancora più sconcertante è il fatto che la madre – che vive con Laura dopo il divorzio dal marito – e la nonna, le diano ragione. Se non cambia idea, Laura morirà entro la fine dell’estate.

Il suo non sarebbe neanche il primo caso: ogni anno una cinquantina belgi chiede la dolce morte per motivi psichici, circa il 3% del totale. “Ora mi vedete molto tranquilla – ha raccontato la ragazza ad un quotidiano qualche giorni fa -, ma può darsi che più tardi sarò lì piegata per terra dal dolore che mi infliggo da me. È una lotta interna senza fine”.

Tanto che Laura si è convinta che la vita non faccia per lei e ha già tentato il suicidio; si infligge costantemente ferite ed automutilazioni. “Certi giorni sembrano non passare mai, mi pesa ogni secondo. Ventiquattro anni, equivalgono a un’eternità” , ha affermato ancora durante l’intervista. Allora ha deciso per l’eutanasia anche se – grazie al cielo – a volte le vengono dei dubbi. Ma sempre si risponde che la dolce morte renderebbe la sua fine “almeno dignitosa”.

Ebbene, qui si sprecano i discorsi che si potrebbero fare sul relativismo etico, sul buonismo eccetera. Ma ci si potrebbe anche chiedere se Laura sia stata “seguita” da specialisti validi, se abbia frequentato amici che l’abbiano spronata a vivere – visto che di amici ne ha e ha anche begli interessi come il teatro e la fotografia –; se non sia possibile trovare in tutto il Belgio medici diversi da quei tre consultati e se soprattutto non sia il caso di “strappare” la ragazza dalle grinfie di associazioni per il diritto alla morte che dicono che con lei “si è tentato di tutto” per farle cambiare idea e non sia possibile allontanarla da quella madre e quella nonna che concordano sul fatto che a 24 anni sia meglio morire.

Alessandra Boga

Alessandra Boga161 Posts

Nata a Magenta (MI) il 26/08/’80, vive a Meda (MB). Liceo classico, Scienze dell’Educazione all’Università Cattolica di Milano, tesi dal titolo “Donna e islam: la questione del velo”. Ha scritto due libri “Donne la notte” (2009), “Soltanto una donna” (2011). Collabora con “Il Jester”; “Il Legno Storto”, “L’Occidentale”, “Islamofobia”, “Al-Maghrebiya” e la rivista “Genio Donna”

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11 Comments

  • Federico Reply

    8 luglio 2015 at 7:00 am

    A tutti i bla bla bla:
    lasciate che ognuno faccia della usa vita ciò che vuole, non sono fatti vostri.
    Punto!

  • Rosengarten

    Rosengarten Reply

    8 luglio 2015 at 9:00 am

    Gent.le sig.r Federico, noi siamo liberali, liberisti e rispettiamo tutti e qualsiasi opinione. Anzi facciamo di più, ci battiamo mettendoci del nostro perchè tutti vengano rispettati senza distinzione di razza, pelle e religione, anche quelli di cui non condividiamo le idee e che potremmo definire degli avversari. Però lei comprende bene che se accettassimo il suo punto di vista ci ritroveremmo in una società a dir poco violenta, primitiva ed invivibile. Perchè se ci dobbiamo fare “i fatti nostri” come lei dice per l’eutanasia, allora non son fatti nostri neanche quando lei sta male (si curi da solo come gli pare ed a sue spese), se l’aggrediscono per rapinarla per strada (non denunci e non chiami la polizia se la cavi da solo), se dei clandestini entrano in casa sua e la buttano per strada appropriandosi del suo appartamento (cosa vuole da noi?), se le arriva una cartella pazza da Equitalia (pazienza sono affari suoi, mica nostri), non mandi i suoi figli a scuola, ma insegni loro quello che le pare, a casa sua se non l’hanno ancora espropriata, e non chieda aiuto a noi, se le danno fuoco alla macchina o l’investono non ci riguarda e provveda lei. E’ questo il tipo di società in cui vuol vivere? E poi si ricordi, che siamo libertari perchè abbiamo ben chiaro che la libertà individuale di ciascuno finisce laddove comincia quella degli altri, perchè Neanderdal è finita da un pezzo. Per tornare all’argomento eutanasia, ci permettiamo di segnalare due articoli pubblicati da Qelsi con titoli self-explaining che non hanno quasi bisogno di commenti o ulteriori spiegazioni. Il primo è del 22 ottobre del 2012, dal titolo :”La ragazza che si è rifiutata di morire:resuscita poco prima che gli espiantino gli organi”; il secondo dell’11 luglio del 2013 è titolato: “”Effetti collaterali” eliminato con l’eutanasia per errore, non era malato”. Chi vuole può andarseli a leggere, sono molto illuminanti circa ad un problema etico-morale che non si può certo risolvere facendo ciascuno gli affari propri. Rosengarten

  • Federico Reply

    8 luglio 2015 at 12:38 pm

    Gentile sign. (o sign.a) Rosengarten, mi piacerebbe sapere se sto parlando con una sola persona oppure con tante, visto che non si capisce. In pratica, se Lei mi dice che non usa il plurale maiestatis, abbia almeno la compiacenza di precisare il gruppo o la congregazione della quale Lei è rappresentante delegato.

    Detto questo, devo rilevare che gli esempi che Lei porta a dimostrazione del fatto che l’Eutanasia sia un affare di tutti sono semplicemente ridicoli. Ma che cavolo c’entrano i ladri, i rapinatori o le cartelle pazze di Equitalia con la decisione, del tutto personale, di applicare a se stessi l’eutanasia? Ah già, capisco; la sua logica geniale è che TUTTO SIA AFFARE DI TUTTI. Bene! D’ora in avanti pretendo di essere informato su tutte le sue scelte, soprattutto quelle più intime e personali. Mi informi tempestivamente in quale scuola vuole mandare suo figlio, quale medico vuole scegliere e che marca di lavatrice intende acquistare. Ho il diritto di intervenire sulle sue scelte e non voglio “farmi i fatti miei” altrimenti vivremmo in una società a dir poco violenta primitiva ed invivibile (ha ha, scusi se rido).
    Inoltre ricordi che la sua libertà finisce dove inizia la mia e quindi mi dica dove vuole andare in vacanza quest’anno perché io sono libero di dire la mia e anche condizionare le sue scelte. (ha ha, scusi se rido ancora).

    E adesso mi scusi, ma, viste le premesse, mi permetto di non prendere neanche in considerazione gli articoli che suggerisce, né di perdere altro tempo.

    Saluti!

    P.S.
    Le svelo un segreto: si dice Neanderthal, non Neanderdal.

    • Rosengarten

      Rosengarten Reply

      9 luglio 2015 at 7:41 am

      Facciamo un patto: io scrivo Neanderthal, ma lei in cambio accende il cervello. Rosengarten

      • Federico Reply

        9 luglio 2015 at 8:11 am

        Complimenti per la “profondità” dei suoi ragionamenti.
        Un vero genio!

      • cristiano Reply

        9 luglio 2015 at 12:21 pm

        rosengarten, inutile cercare il dialogo con persone che hanno il dono del “VERBO”….. usare il buonsenso è una perdita di tempo, e si evince bene dalla risposta di federico: ha volutamente ignorato il senso di quanto da te scritto e si è prodotto nel classico repertorio del saccente “intelligentone”….. peccato che dall’intelligenza sia ben lontano….. vai federico, tu si che sei uno in gamba…. hahahahahahaha rido, e senza scusarmi…

        • Federico Reply

          9 luglio 2015 at 4:55 pm

          Se non siete la stessa persona, siete i vincitori della gara di Castelsilano.
          Adesso stringetevi lo zocc… pardon, la mano e fatevi una cenetta insieme a base di biada e carrube. Buon appetito!

  • giuseppe Reply

    8 luglio 2015 at 9:31 pm

    Sono liberal-conservatore, liberista e libertario, ma l’eutanasia in questo caso non si dovrebbe fare, la sola depressione non puo’ essere presa ad esempio per uccidere qualcuno. Ci potrebbe essere l’eutanasia (el’hanno sempre praticata di nascosto)in casi gravissimi di malattie terminali o neurogenerative. Ma nel caso della depressione e a 24anni, no é un crimine. Ci sono farmaci, anche discutibili come oppiacei, che potrebbero fare star meglio la ragazza. La vita é troppo breve già di per se, che abbreviarla é un crimine. Nel caso di Englaro e Welby le condizioni mediche erano diverse, la pietà di un suicidio assistito era pietà, e anche da credente non me la sento di negarla, forse sono un vigliacco, ma anche io non riuscirei a vivere con la SLA allo stadio terminale, almeno penso…… E qui sta il mio dubbio.
    Un consiglio alla ragazza: goditi i paesaggi del Belgio, vieni in Italia a vedere i reperti storici e le bellezze della Natura, visita Venezia, Roma, Firenze, Pisa, la costa Amalfitana, il Salento, le Alpi e Prealpi….poi fai un giro a Parigi visita Versailles, il Louvre, la Valle della Loira, fai un salto in Giappone, e visitane i giardini, doditi i notturni al Polo Nord, vivi, vivi, vivi, e resisti………..ci sono milioni di persone che ogni giorno combattono per vivere ancora un giorno, e tu vuoi morire a 24 anni?

  • Federico Reply

    10 luglio 2015 at 8:05 am

    Caro cristiano e/o Rosengarten, complimenti vivissimi per la vittoria nella gara di Castelsilano!

  • Federico Reply

    11 luglio 2015 at 7:38 am

    MESSAGGIO PER I CENSORI

    Dal momento che un certo signor cristiano è entrato nella discussione al solo scopo di offendermi, chiamandomi anche per nome, il minimo che dovreste fare è di darmi la possibilità di replicare, anziché cancellarmi ripetutamente i commenti. Non vi sembra?
    Oppure ritenete giusto che qualcuno salti fuori dal nulla,insulti gratuitamente un altro che sta nel forum e che sia giusto bloccare quest’ultimo in modo che l’aggressore rimanga impunito e che abbia anche l’ultima parola?
    Io dico invece che questo non è corretto, anche perché l’ironia contenuta nelle mie repliche, oltre che essere legittima perché provocata, è sicuramente meno banale e meno grossolana di quella del suddetto provocatore al quale, invece, voi avete dato spazio.

    Se l’intento è quello di bloccare gli alterchi personali tra i commentatori, allora dovevate bloccare subito il signor cristiano il quale è arrivato solo per portare un attacco personale e non ha detto neanche mezza parola riguardo al tema della discussione. Non era forse evidente che si trattava di uno sterile provocatore?

    Vi invito a rileggere i dialoghi precedenti per scoprire che io non aggredisco nessun altro per primo, però reagisco se vengo chiamato personalmente in causa, nel qual caso ritengo più che giusto replicare.

    E adesso spero che siate abbastanza corretti da lasciare questo commento, ma ne dubito.

    • giuseppe Reply

      11 luglio 2015 at 7:13 pm

      non mi sembra che censurino niente, a parte, qualche volta, la lentezza della pubblicazione. Cordialmente

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