Berlusconi al bivio decisivo

BerlusconiUn Berlusconi che consolida e favorisce la nuova Lega di Salvini, che sa sacrificarsi, facendo fare un passo indietro al suo partito quando è necessario, a favore del civismo emergente, come si è visto agli ultimi ballottaggi, è un uomo politico che ancora può svolgere un ruolo attivo nella vita politica di questo paese.
Un Berlusconi che,invece, torna indietro sui suoi passi, si credesse ancora in grado di stabilire e ricercare tatticismi che le persone non possono più credere genuini, che si lasciasse ancora affabulare dai Letta, dai Verdini e da tutto quel mondo che è quanto di più consociativo abbia prodotto il centro-destra negli ultimi vent’anni, è un uomo politico che non solo dimostrerebbe di essere superato, come in molti sostengono da tempo, non sempre disinteressatamente, ma si consegnerebbe in tutto e per tutto ad una damnatio storica e politica definitiva.

Forse troppo in anticipo, nel 2013, avevamo individuato una contraddizione centrale che avrebbe fatto da spartiacque all’interno di tutta l’offerta politica nostrana: la discontinuità tra il vecchio ed il nuovo modo di intendere la politica attiva comunque declinata.

Una discontinuità che, oltre a passare per un rinnovamento del personale politico atto a rappresentarla, doveva avere la caratteristica di essere alternativa al modello consociativo che aveva caratterizzato, indubbiamente, prima e seconda Repubblica.
Una contraddizione alla quale, oggi, anche Berlusconi deve rendere conto.
Non può più girarci intorno, mature sono le forze, come hanno dimostrato le ultime regionali, in grado di scioglierla e farla propria, avendo i numeri per competere anche senza il suo appoggio.

La realtà che chiama è più potente dei cospiratori e lo pone ad un bivio ineludibile che non può più permettergli, come si suol dire, di stare con il piede in due staffe.
Non ve ne sono più i motivi, qualora ve ne potessero essere mai stati di tattici e circostanziali nel passato a giustificarne il ricorso e l’azione.
O con Renzi, Alfano, Letta e Verdini o con chi ha deciso di tagliare i ponti, una volta per tutte, con il consociativismo.

Una Lega data in ascesa al 20% ed un civismo elettorale in grado di esprimere uomini ed idee, indipendentemente dal vecchio Leader dei moderati, stanno lì a dimostrare che anche il vecchio Cesare di Arcore sia di fronte ad un bivio ineludibile.
Una scelta netta e chiara, o a favore delle centinaia di migliaia di persone che hanno deciso di non delegare più a nessuno il loro destino o, di fatto, a sostegno di chi li ha ridotti in questo stato di prostrazione sociale, politica ed economica.

Non è detto che una persona arrivata a questo punto debba, per forza, accettare di fare una scelta, ma è fuori di dubbio che, qualora non sappia cosa fare, si fermi, perchè un purgatorio è sempre meglio di una damnatio eterna decretata, senza possibilità d’appello, dalla storia e dalla consapevolezza di milioni di persone che ancora producono e lavorano in questo paese afflitto da tanti problemi.

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5 Comments

  • emi Reply

    21 giugno 2015 at 1:31 pm

    io credo che non sia il più da criticare. ma pensare che lo può rimpiazzare. non è mica facile!

  • Monica Cappellini Reply

    21 giugno 2015 at 1:34 pm

    come sempre le idee chiare le ha
    TUTTO STA A VEDE’ SE CHI PARLA ( STAMPA INCLUSA ) RISPETTA IL SUO CONCETTO DI FONDO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • giuseppe Reply

    21 giugno 2015 at 9:57 pm

    Condivido l’articolo, basta soprattutto a Verdini.
    Zaia, Toti e Brugnaro insegnano qualcosa, e sono solo tre esempi, anche in Umbria siamo andati benissimo, mentre in Campania abbiamo perso perché De Luca si é alleato coi neo-fascisti o post. (che strana alleanza).
    Quindi non tutto é perduto, anzi.

  • Sandro Cecconi Reply

    23 giugno 2015 at 11:20 pm

    A volte vale maggiormente il silenzio assoluto come commento. su questo “personaggio” sarebbe come scrivere sull’altro egoarca odierno. Ogni santo giorno che trascorre sono sempre più convinto che l’Italia è quasi arrivata al suo punto al punto più profondo della crisi politica, etica, morale, civile e, forse anche economica solo grazie al fatto che continuiamo a essere sempre a rimorchio di tutti gli altri, che tra qualche tempo potremo tutti arrivare in una nuova era che chiuderà definitivamente il ciclo della c.d. prima repubblica e della sua naturale evoluzione quale deve essere considerata quella che, in modo errato, viene chiamata seconda repubblica.
    Il mio rammarico è solo quello che la quasi totalità dei cittadini italiani abbiano dovuto aspettare tanto e, per nostra somma disgrazia, dovranno aspettare ancora un po’ di tempo prima di poter respirare altra aria, quell’aria pulita di cui noi abbiamo estrema urgenza per iniziare a vivere nuovamente.

    E che Dio ci assista nel frattempo!

    Game over!

  • Berlusconi al bivio decisivo | aggregator Reply

    27 giugno 2015 at 4:11 pm

    […] Berlusconi al bivio decisivo […]

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