“Berlusconi è un noto barzellettiere”. Così parlava l’ex Pd passato a Forza Italia

genoveseQuando la notizia è rimbalzata sulla agenzie di stampa in molti hanno strabuzzato gli occhi, faticando a credere a ciò che stavano leggendo: Francantonio Genovese, ex deputato Pd ora al gruppo Misto, è passato a Forza Italia. Dietro l’operazione c’è Gianfranco Micciché, anche lui rientrato da poco alla corte di Berlusconi, il quale qualche settimana fa, forse in ricordo dei bei tempi, di quell’indimenticabile 61 a 0, ha pensato bene di nominarlo coordinatore del partito in Sicilia. A chi ha avuto modo di sentirlo, il Cavaliere ha espresso un sentimento di sorpresa per quanto accaduto, assicurando che Micciché aveva parlato di nuovi “amministratori” in ingresso verso Forza Italia, non certo del caso specifico di Francantonio Genovese. Già, perché se lo avesse saputo in anticipo, Berlusconi, almeno così ci piace immaginare, avrebbe senz’altro bloccato un “acquisto” che, agli occhi di molti, appare assai indecente.

L’impegno politico di Genovese inizia a 18 anni, quando l’ex segretario regionale siciliano dei dem si iscrive al movimento giovanile della Dc. Sono gli anni della militanza per lui, delle prime campagne elettorali, dei primi manifesti, dei primi comizi. Quando nasce il Ppi, però, Genovese si avvicina a Buttiglione e lo segue nella scissione del 1995 che lo porterà a fondare il Cdu. Il richiamo della sinistra è troppo forte, così quando Cossiga sancisce la nascita dell’Udr, l’ex democratico si affretta a seguire l’ex presidente della Repubblica e a sostenere la nascita del governo D’Alema. Siamo nel 1999. Poi tutto finisce e Genovese torna nel Ppi, diventando segretario provinciale di Messina, per poi confluire nella Margherita. E’ il 2001 e in 15 anni di attività politica Genovese ha già cambiato sei partiti. Niente male per chi quell’anno entra all’Assemblea regionale raccogliendo 13.832 preferenze.

L’apice del successo politico, lo raggiunge con Pierluigi Bersani, grazie al quale diventa segretario regionale del Partito Democratico (settimo partito, ndr). Alle primarie per i parlamentari del dicembre 2012, Genovese risulta il più votato tra i candidati di tutta Italia,
con 19.590 preferenze. La caduta di Bersani chiaramente non spaventa uno come mr. preferenze, abituato, come ogni ex dc, ai terremoti politici. Alle primarie per la scelta del nuovo segretario del partito nel 2013, Genovese si schiera con Renzi, risultando determinante per far ottenere all’ex sindaco di Firenze un risultato bulgaro nella “bedda Sicilia”. Il declino arriva con la richiesta d’arresto a inizio 2014. Sull’onda emotiva delle elezioni europee, Matteo Renzi scarica letteralmente, mandandolo in galera per non rischiare l’avanzata dei grillini. Così per Genovese è cominciato un periodo di isolamento
politico, finito proprio l’altro giorno grazie a Micciché.

Non è solo il suo curriculum politico, però, a far storcere il naso a molti. In passato Berlusconi e Genovese si sono incrociati più volte e l’ex segretario siciliano dei democratici non è stato affatto tenero con il leader di Forza Italia. E’ per questo che viene spontaneo domandarsi come il movimento guidato dal Cavaliere possa accogliere uno che fino a ieri insultava quello che oggi è il suo nuovo leader. «Con Berlusconi non ci resta che piangere», disse Genovese nel 2009 all’indomani della frana che colpì Scaletta Zanclea, in provincia di Messina, e che causò diverse vittime. «Dopo le passerelle di Berlusconi e dei suoi fidati ministri a Messina stanno arrivando solo gli schiaffi», rincarò la dose. L’anno prima, subito dopo un comizio dell’ex premier a Taormina, Genovese arrivò addirittura a dire che per Silvio Berlusconi «la lotta alla mafia non è una priorità visto che nel suo discorso di oggi (29 marzo 2008, ndr) questo argomento non ha trovato spazio».

Per arrivare al top, dobbiamo andare un po’ più indietro, a una decina di anni fa. Nel 2005, Genovese fu il candidato sindaco di Messina per il centrosinistra. E’ in quell’occasione che l’allora premier lo attaccò, parlando di un conflitto d’interessi di Genovese. «Se il candidato del Centrosinistra a Messina ha un conflitto di interessi? Beh, più chiaro di così…», disse Berlusconi. «Genovese – spiegò – è contro il ponte di Messina perché è proprietario di una società di traghettamento: se si farà il ponte, perderà i suoi interessi». La risposta, badate bene, fu al vetriolo e rimarrà per sempre come una macchia sul curriculum politico di Genovese. «Come ho già avuto modo di dire in altre circostanze – affermò Genovese il 25 novembre 2005 – la mia candidatura un effetto positivo lo ha già sortito: far scoprire al centrodestra il conflitto d’interessi. Certo, quelle osservazioni fatte proprio dal premier suonano ancora più grottesche. Vedo che il presidente Berlusconi, noto barzellettiere,  non ha perso il gusto di far ridere la gente». Chissà se oggi Genovese la pensa ancora così. Ad ogni modo, evviva la coerenza.

@eugcipolla

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8 Comments

  • Angelo Zanetti Reply

    9 dicembre 2015 at 2:47 pm

    Berlusconi invece a me ricorda Niccodemo, il fariseo amico di Gesà che, siccome temeva il giudizio degli altri farisei lo andava a trovare di notte!!!
    Berlusconi è amico di Putin ma, poichè teme il giudizio dei farisei nostrani, manda in onda il programma sulla vita di Putin alle ore 0:15.
    Il tutto mi pare veramente ridicolo appunto come una barzelletta!!!

  • riudecols Reply

    9 dicembre 2015 at 3:57 pm

    Se Berlusconi accetta un tale Stronzo non lo voto piu’,e non lo faccio votare da Tutti quelli che conosco!

    • Frank Reply

      10 dicembre 2015 at 11:10 am

      Concordo pienamente!

  • Sandro Cecconi Reply

    9 dicembre 2015 at 5:40 pm

    “Già, perché se lo avesse saputo in anticipo, Berlusconi, almeno così ci piace
    immaginare, avrebbe senz’altro bloccato un “acquisto” che, agli occhi di molti, appare assai indecente.”
    ————————————-

    Ammiro molto la vostra immaginazione sul voler credere a qualcosa di completamente estraneo alla realtà. Comunque per quanto concerne la definizione data a Mr. B1 è è perfettamente calzante del personaggio di che trattasi. Personalmente avrei aggiunto che le barzellette raccontate sono beceramente deprimenti se non addirittura allucinanti cos’ come la stessa narrazione delle medesime.

    Cordialmente.

    • Frank Reply

      10 dicembre 2015 at 11:09 am

      Cosa c’entra questo ennesimo commento denigratorio verso berlusconi, quando si parla del disgusto balletto di un voltagabbana che ha cambiato ben 6 schieramenti?

      • Sandro Cecconi Reply

        10 dicembre 2015 at 2:00 pm

        Nessun commento denigratorio ma solo una semplice e veritiera fotografia di una sacrosanta verità sotto ogni aspetto.

        Se a lei piacciono le c.d. barzellette di Mr.B1 continui pure ad ascoltarle, per me sono solo becere e squallide a tal punto che le trovo deprimenti. Poi il modo di raccontarle lo è ancora di più. Per non parlare di quando si approccia al canto o ad altre amenità che lei evidentemente ama.
        E voglio evitare di analizzare quest’ultimo reclutamento in Sicilia perché mi costringerebbe a andare indietro di pochissimi anni (voglio sperare che lei ed altri adepti di Mr.B1 ricordiate gli Scilipoti o quell’altro a Napoli o i Razzi ecc.) facendomi precipitare in modo irreversibile nel labirinto di un inferno intellettuale. E l’elenco potrebbe allungarsi di molto.

        Se, al contrario, lei volesse dialogare di Politica, Politica Economica allora mi troverebbe ben disposto ad iniziare un dialogo costruttivo, ma voglio e pretendo che si inizi a ragionare di Politica con la P maiuscola altrimenti io mi ritiro limitandomi a scrivere dei commenti non certamente esaltanti.

        Ci sta e ci state? La domanda è semplice e pretende una risposta altrettanto semplice.

        • Frank Reply

          10 dicembre 2015 at 5:27 pm

          Genile sig. Cecconi,
          non intendevo certo ergermi a paladino di Berlusconi né, tantomeno, trattare di barzellette o di qualità musical-canore. Mi permettevo solo di riportarla in tema, visto che l’articolo non tratta di Berlusconi, ma di un miserabile politicante che salta da una parte all’altra come una capra che cerca il fondo migliore su cui pascolare. Se ha letto altri miei post, avrà visto che io non ho certo mostrato tenerezze verso il nostro vegliardo ex presidente del consiglio, ma che ogni occasione sia buona per sparlare di lui, deve concedermi che si tratta di un ritornello che è ormai venuto a noia a tutte le persone di buon senso. Per il resto, se lei sa per certo quale sia la politica con la P maiuscola, prego: si accomodi pure.

          • Sandro Cecconi

            12 dicembre 2015 at 4:46 pm

            Sig. Frank,

            ho postato una frase dell’autore presente nell’articolo e pertanto non sono andato fuori tema.

            Per quanto riguarda l’altro non l’ho voluto nominare per dimostrare in questo modo il mio disprezzo.

            Per Politica con la P maiuscola poi magari basterebbe iniziare a domandarsi cosa significa Destra e non fare la difesa di tizio, di caio e/o di sempronio.
            Poi si dovrebbe iniziare a ragionare e parlare di visione dell’Italia e dell’Europa con una parallela visione di Politica Economica, Economia, sviluppo economico ecc. sempre per l’Italia e per l’Europa. Per iniziare credo possa bastare.

            Sbaglio? NO!

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