Bomba, raid e minacce: escalation di violenze nelle campagne elettorali in Sardegna

11219657_1739462226280541_2354566472508904879_nDue episodi a Quartu Sant’Elena, in provincia di Cagliari, uno a Desulo, in provincia di Nuoro. Un ordigno, un raid e una scritta ingiuriosa sui muri nello stesso giorno: un escalation di violenze, minacce e intimidazioni che rischiano di avvelenare le campagna elettorale in vista delle prossime amministrative in Sardegna. Mancano pochi giorni al 31 maggio, ma a Quartu Sant’Elena, terza città della Sardegna per numero di abitanti, l’atmosfera è tesa. Un ordigno artigianale è stato fatto esplodere all’alba, davanti alla finestra di uno degli uffici del Municipio di Quartu Sant’Elena (Cagliari). Erano le 5,30 quando la bomba, di medio potenziale, collocata davanti alla finestra dell’ufficio protocollo, è esplosa scardinando un’inferriata, scaraventata sulle scrivanie, mandando in frantumi la finestra e rompendo gli infissi.
Frammenti di cemento sono caduti sulle auto in sosta.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Quartu, coordinati dal capitano Raffaele Cossu, e gli artificieri del Comando provinciale di Cagliari. Nessun ferito.
Nella notte c’è stata anche un’irruzione nella scuola di danza della famiglia dell’ex sindaco Davide Galantuomo, in via Verdi. Il primo cittadino uscente è candidato anche in questa tornata elettorale.
Secondo la denuncia, ignoti avrebbero rubato diversi oggetti e attrezzature: “Sarà anche una casualità – ha spiegato Galantuomo all’ANSA – ma prendo atto del fatto che più o meno l’episodio sia avvenuto alla stessa ora dell’attentato al Comune di Quartu. Dopo trentadue anni da quando è nata la scuola è la prima volta che succede”.
Quartu Sant’Elena è uno dei comuni in cui si andrà al voto il 31 maggio.
Un altro è Desulo, dove l’attuale sindaco, ora ricandidato, è stato minacciato di morte.
Vittime Gigi Littarru, in corsa per il secondo mandato nelle amministrative del 31 maggio e un consigliere di maggioranza, con riferimenti anche ai familiari.

Le scritte minatorie sono comparse su un muraglione in cemento lungo la strada a due chilometri dal paese. Sull’episodio indagano i Carabinieri della compagnia di Tonara che hanno inviato una relazione alla procura della Repubblica di Nuoro. “È stata una vigliaccata – ha commentato Littarru – episodi come questi turbano soprattutto l’ambiente e le famiglie”.

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