Buttafuoco si ciba della cultura islamica ma non può dirci che si tratta della nostra tradizione

7E1434EA-402E-11L’avvicinamento all’Islam di Buttafuoco, o sedicente conversione che dir si voglia, ci lascia perplessi. Non tanto perché non lo si immagina a pregare cinque volte al giorno, andare il venerdì in Moschea ai Parioli, digiunare nel tempo del ramadan, rinunciare alle bevande alcoliche e al prosciutto iberico. Quanto perché sembra essere, nel leggere il suo libro “il feroce saracino” edito da Bompiani, più che altro un vezzo intellettuale.
Più volte interpellato sul suo personale percorso interiore e sollecitato a chiarire pubblicamente se si tratta di una conversione Pietrangelo Buttafuoco ha voluto sottolineare di non essersi convertito a niente ma di essere rimasto nella “Tradizione”.
Una Tradizione, con la T maiuscola, che si vuol spiegare con il concetto che di essa ne fece il pensatore francese Renè Guenon.

Guenon si convertì si all’Islam, in tarda età dopo essersi trasferito al Cairo rinunciando quindi alla libertà occidentale, ma in un percorso che lo ha visto esponente della massoneria, appartenente all’ordine Martinista, collaboratore di Jacques Maritaine in chiave cristiana antimassonica, praticante del sufismo, insegnante di filosofia in scuole cristiane, cristiano gnostico, induista. Il tutto perché per Guenon l’Islam doveva essere il rifugio dei cristiani che volevano sottrarsi alla gerarchia della Chiesa Cattolica, e da praticare solo come forma essoterica, esteriore, rimanendo ancorati nell’iniziazione tradizionale per cogliere appieno l’identità suprema. Tanto che l’Islam nei suoi studi e nelle sue ricerche hanno ben poco spazio.

Molti guenoniani convinti si sono infiltrati un po’ ovunque in quanto come forma esteriore, essoterica, per loro una religione vale l’altra. Qualcuno è diventato, addirittura, cristiano lefrebvriano per dirla tutta.
Scegliere l’Islam per noi in Italia pensando di essere nella tradizione è un non senso. Le ferite lasciate dai saraceni sul nostro territorio sono state profonde ed hanno lasciato un tale sdegno nella popolazione che, ancora oggi, passeggiando in alcune zone se ne sentono gli strascichi.
È un dato di fatto che l’Islam nella storia ha convertito le popolazioni con il sangue, conquistando con le armi i territori non certo con i missionari e opere di bene.

Le radici del nostro paese possono essere al massimo romane e greche, pagane se si vuole, ma non certo possiamo rifarci a tutte le tradizioni lasciate nei secoli dai vari conquistatori che si sono succeduti. Anche la stessa Sicilia, che si vorrebbe come esempio della dominazione islamica, ha invece ancora intatta tutta la bellezza che fu della Magna Grecia. Davvero possiamo pensare che una religione nata seicento anni dopo Cristo possa costituire la tradizione italica? E gli ottocento martiri di Otranto, recentemente santificati dalla Chiesa, uccisi dai turchi per non aver rinnegato la fede Cristiana? Dove li mettiamo?

Non c’è stato alcun cambiamento di atteggiamento da parte degli italiani nei confronti dell’Islam, atteggiamento che nei secoli è stato sempre timoroso. Non è stata la minaccia terroristica degli estremisti islamici, come sostiene invece Buttafuoco, ad aver reso gli italiani sempre più diffidenti verso la religione musulmana. A sostegno della sua tesi Buttafuoco fa un excursus sul Turco Napoletano di Totò, sulla canzone ‘O Sarracino di Renato Carosone e quant’altro. Ma questi esempi non possono bastare a fare dell’Islam la nostra tradizione così come non può bastare l’esempio di Palermo, città che nel passato di dominazione araba si dice avesse più di trecento moschee. La popolazione era prigioniera degli invasori saraceni; da tutta la Sicilia, come raccontano studi approfonditi, gli abitanti venivano trasferiti a Palermo per essere inviati in Africa come schiavi.
Ma allora i bizantini, e i normanni? E tutti i biondi con occhi celesti del sud Italia? (Compreso Buttafuoco) Dovremmo forse spostare le nostre tradizioni nei balli celtici?

Buttafuoco sostiene di volersi cibare della cultura musulmana, e questo nessuno glielo può negare senza prendere però ad esempio, come invece ha fatto lui, ciò che ha scritto Emmanuel Carrère nella biografia di Limonov quando parla di personaggi di destra che frequentano librerie esoteriche e che spesso finiscono per convertirsi all’Islam. Si può cibare della cultura musulmana ma non può dirci che essa è la nostra tradizione, soprattutto perché egli stesso usufruisce della libertà che deriva dalla società giudaico cristiana.

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1 Comment

  • Deacon Martino Mireles Reply

    7 ottobre 2015 at 5:25 pm

    Lo pensavo una persona migliore, invece ha preferito tradire Cristo. Di contro con la “Chiesa Cattolica” che si è infilata nei suoi gineprai di dialoghi mondialisti, è naturale che o si perde la fede o ci si muove verso delle alternative.
    Noi Ortodossi rimaniamo fermi nella fede in Cristo, pregando anche per i Musulmani che sono vittime dei fanatici assassini, affinché costoro possano un giorno liberamente, aderire alla Verità vivente.

    N. Berdjaev così chiarì:

    La Chiesa di Pietro, la Chiesa che si è occupata della guida religiosa delle masse popolari, ha compiuto una grande opera nel mondo ed ha conservato la santità cristiana
    per l’ultima epoca dell’umanità.
    Ma la rinascita cristiana può avvenire solo sotto il segno della Chiesa di Giovanni e
    della tradizione mistica giovannea. La Chiesa di Pietro e la Chiesa di Giovani sono i due aspetti dell’unica Chiesa di Cristo, uno più esteriore e l’altro più interiore e nascosto. Nella Chiesa di Giovanni, nella chiesa dei tempi apostolici, si rivela in maniera definitiva la libertà di Cristo e l’amore di Cristo, vengono superati gli elementi veterotestamentari e legalistici che sono presenti intorno al Cristianesimo.
    L’ortodossia russa, anche se non non sufficientemente manifesta ed attualizzata, fu appunto determinata dal cristianesimo giovanneo con la sua essenza nascosta. Nella natura religiosa russa e nell’idea religiosa russa abbiamo appunto la terra solida
    per una nuova epoca creativa del cristianesimo. (Il senso della creazione)

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