Cancellare i numeri romani, l’ennesima picconata della sinistra alla nostra identità culturale

Lucas Schifres/Getty Images
Lucas Schifres/Getty Images
Una delle più becere fandonie progressiste vorrebbe tributare agli orientali il primato di grandi matematici per il solo fatto d’aver creato l’algebra. Peccato però che, mentre essi giocavano coi numeri negativi, i Greci, con l’aritmetica, già costruivano archi a tutto sesto come quello della “Porta Rosa” (IV sec a.C) e altrettanto i Romani facevano con quei mastodontici acquedotti che tuttora dissetano l’Urbe e grazie ai quali ci facciamo la doccia tutti i giorni.

I numeri romani, forse su un freddo display digitale meno gestibili di quelli arabi, ma infinitamente più belli nella grafica e solenni nel significato, sono un fondamento del nostro sapere e del nostro linguaggio non soltanto per decodificare epigrafi e iscrizioni storiche, ma anche nella semantica quotidiana (si pensi alla cartellonistica stradale, ove sono indispensabili per l’abbreviazione delle progressioni chilometriche, o alle leggi e ai codici, ove abbondano inevitabilmente, all’insostituibile differenziazione fra ordinali e cardinali nella lingua italiana).
Ebbene ora vorrebbero farli sparire, come nei totalitarismi avviene con tutto ciò che è foriero di cultura e verità.

La toponomastica occidentale, letteralmente costellata di numerazioni romane, raccoglie il miglior d.n.a. storico e filologico di quanto e quanti ci hanno preceduto nel tempo alle nostre latitudini; ed ecco che le giunte di sinistra, specializzate nel demolire il benessere e la consapevolezza identitaria dei propri concittadini, anziché levare l’immondizia dalle strade e proteggere i monumenti dal devastante degrado che li assedia, investono tempo e risorse nello smantellare il nostro patrimonio culturale.

La giunta Marino, dopo aver tolto di mezzo i sampietrini per non rovinare i tacchi a qualche compagna radical-chic, dopo aver ridotto Roma ad una latrina a cielo aperto, dopo aver tolto la dicitura “SPQR” dallo stemma cittadino, ora, nella sua bulimia nichilista, intende cancellare i numeri romani da targhe e diciture.

Eccola la “cultura di sinistra”: demolizione del meglio di ciò che siamo stati e riduzione in schiavitù di quel poco che resta.

Helmut Leftbuster

Helmut Leftbuster189 Posts

Nasce e cresce alla corte della Pittrice Sandra, nota acquarellista romana, conduttrice radiofonica degli anni '90 e patronessa del circolo cultural-gastronomico denominato "Aristocrazia Dvracrvxiana" . Inizia la collaborazione con Qelsi proprio in nome del suo cognome che letteralmente significa "sfata-sinistra" !

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7 Comments

  • gbravin Reply

    31 luglio 2015 at 9:37 am

    SPQR e numeri romani sono sconosciuti. Aspettiamo qualche azione sulla lingua latina, che è usata anche nei tribunali…..
    Sampietrini, o lastroni pavé, (usati a Milano) sono molto costosi da riparare, e soprattutto scarseggia la manodopera qualificata.

  • Rosengarten

    Rosengarten Reply

    31 luglio 2015 at 9:51 am

    Salve. Concordo in pieno, non li giustifico, ma li comprendo. Salve. Vogliono eliminare la numerazione romana perchè sono ignoranti, non la sanno usare e non hanno in zucca quel minimo di sale che serve ad impararla. In quanto a Marino chissà se a Roma c’è arrivato in treno o col gommone, magari gli hanno dato un passaggio i suoi amici clandestini. Infine, una piccola precisazione: gli arabi non hanno inventato nulla, ma si sono limitati a tradurre dei manuali scritti in India nella notte dei tempi, tanto è vero che contavano da due in poi. E’ quando in India hanno introdotto anche l’unità e poi addirittura lo zero, entità concettuali per nulla banali, che gli arabi hanno potuto sviluppare l’algebra, Rosengarten

  • marco Reply

    31 luglio 2015 at 2:05 pm

    E’ il medesimo sistema utilizzato da tutti gli invasori (anche dai romani) per cancellare la storia e l’identità dei popoli e dei territori conquistati (con la violenza). Purtroppo la storia non la insegnano sui banchi di scuola e la scrivono i vincitori….

  • Frank Reply

    31 luglio 2015 at 3:21 pm

    Numeri romani… figurarsi!
    Montanelli, ai tempi della campagna d’Etiopia, quando era un giovane tenente delle truppe di occupazione, scriveva che gli indigeni (le famose “faccette nere” che oggi ci stanno invadendo) contavano così: uno, due, tre, tanti…

  • maboba Reply

    3 agosto 2015 at 7:12 am

    Moltissimi italiani (progressisti è ovvio!) ritengono ancora che i numeri moderni li abbiano inventati gli arabi dato che così li chiamiamo ed attribuiscono a questo una loro presunta superiorità. Ad una di queste che per questo sputava disprezzo per un qualche “nordista” è toccato fare una lezione di storia. A questi iponoici odiatori di sé (magistrale l’analisi di G.Israel), delle proprie tradizioni, cultura e religione ci vorrebbe un intero corso universitario a tappe forzate e forse non basterebbe lo stesso. Purtroppo hanno in mano l’apparato di questo nostro “Stato” che infatti è ormai diventato ladro, cialtrone e imbelle.

  • attilio raffaghello Reply

    25 agosto 2015 at 8:19 am

    quand’e’ che faranno fuori marino(non merita il maiuscolo)nel senso buono,non fisicamente.

  • Paolo Reply

    25 agosto 2015 at 6:38 pm

    Ma il sig. marino, da dove è venuto fuori? Lo hanno trovato come “sorpresina” nelle patatine?

    Di sindaci imbecilli, la nostra penisola può vantarne a iosa ma, devo dire, questo signore possiede un vero ed autentico talento per primeggiare su tutti. E non solo come sindaco, ma proprio come uomo (nel senso biologico del termine).

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