Cara Selvaggia, il nostro garantismo vacilla…

20150401_c4_c2_selvaggia_lucarelliSiamo passati da “codici e password ottenuti fraudolentemente” a “foto recapitate per caso”. Ok. Complesso capire come le foto (che siano di un compleanno o di altro) nelle mani di una blogger come la Lucarelli possano finire con l’incuriosire il direttore di un rotocalco ma diciamo pure che non basta. Che non è prova sufficiente. Gli altri indizi contro di lei non sono schiaccianti ma non c’è neanche una prova che anziché scagionarla o indebolire le accuse non le rafforzi. Ma al di là di questo, facciamo che quelle foto nelle mani della Lucarelli ci siano finite davvero per caso. Se ci sono finite per caso potevano tranquillamente essere cestinate. E invece caso vuole che le abbia viste anche il direttore di un rotocalco. Caso vuole che siano spuntati degli sms in cui Gianluca Neri esulta “Habemus Mara (Venier)” e Selvaggia Lucarelli rincara “Voglio tutti i suoi scheletri in fila”.

Guarda caso, quegli sms non sono stati scambiati tra persone estranee alla vicenda. Caso vuole che in un altro sms Gianluca Neri e Guia Soncini facciano riferimento al nome del coniglio di Elisabetta Canalis come “chiave” per arrivare alle fotografie scattate a Villa Oleandra durante il party per il 32esimo compleanno dell’ex fidanzata di George Clooney. Che sono quelle foto che poi sarebbero state rifiutate dal settimanale “Chi”. Caso vuole che ci siano persone pronte a deporre in quanto testimoni del tentativo di vendere le foto alla rivista di gossip per una cifra attorno ai 100mila euro. Quella presunta trattativa che gli indagati smentiscono, anche perché Selvaggia Lucarelli garantisce di non aver alcun rapporto con Guia Soncini.

Caso vuole però che Soncini e Lucarelli avrebbero avuto rapporti indipendenti l’una dall’altra con Neri che, nella ricostruzione della Procura, sarebbe stato deputato a trovare i codici di accesso per carpire i segreti dei personaggi del mondo dello spettacolo. E lo sa pure la Canalis, i cui legali hanno diffuso questa nota: “La nostra assistita è stata informata della diffusione non autorizzata e della probabile offerta in vendita ad una rivista di settore di alcune fotografie scattate in luoghi privati e mai autorizzate. Si è pertanto rivolta alle autorità per tutelare la propria riservatezza”.
Insomma, o questa donna, Selvaggia Lucarelli, è colpevole o è davvero una persona molto molto molto ingenua e sfortunata. E se è innocente, la procura s’è accanita contro di lei almeno quanto gli sciacalli contro la privacy dei vip. Non so il vostro, ma il nostro garantismo vacilla, e pure parecchio. Staremo a vedere.

ALERT: ovviamente questo articolo altro non è che una parafrasi di un vecchio post della stessa Lucarelli, la quale ci perdonerà l’ironia. Ne siamo sicuri.
Per leggere cosa scriveva Selvaggia Lucarelli su Massimo Giuseppe Bossetti il 20 giugno 2014, cliccare qui

Non ce ne vogliano Guia Soncini e Gianluca Neri, ancora innocenti fino a prova contraria: noi siamo garantisti per davvero e attendiamo che la giustizia faccia il suo corso

Riccardo Ghezzi

Riccardo Ghezzi1205 Posts

Giornalista pubblicista, scrive di sport e politica su testate locali piemontesi. Appassionato di politica da sempre, ha un unico pregio: non essere mai stato di sinistra in vita sua

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5 Comments

  • victor Reply

    30 maggio 2015 at 2:45 pm

    E’ triste ma nella vicenda non c’è bisogno di andare troppo lontano dai personaggi che vi si incontrano per capire com’è andata. Si dirà, ma chi se ne frega? E’ affare di quattro irrequieti habituè del cosiddetto gossip, intramontabile per far parlare di sé e aspirare a un briciolo di visibilità. D’accordo, ma visto che la vicenda è scappata di mano per finire in Procura, un pensierino del week-end se l’è guadagnato.
    Vediamo, allora, i nomi innanzitutto.Selvaggia Lucarelli, Elisabetta Canalis,Gaia Soncini,Gianluca Neri. Collegati da un filo comune che richiama i fasti di tale Corona nella Milano da bere. Cioè foto. Belle,brutte,private,segrete,piccanti, innocenti o rischiose poco cambia, il cerchio hot si chiude attorno al gruppetto in affanno (ora) per presunte offerte in vendita per 100 mila euro (non proprio un’inezia per innocenti flash). Peraltro rufiutate da un settimanale del settore. Altro? Non sembra. L’oggetto dell’occasionale ammucchiata di cui – a diverso titolo – si parla (anche in Procura) è questo e nulla più: fotografie. Chi le ha messe in circolazione? Come sono finite per caso nelle mani di qualcuno? A chi sarebbe andato (o è andato) il ricavato dell’affare? Chi ha tirato le fila della tardiva replica ispirata a …fabriziocoronate?
    Saperlo, in verità, non accende particolare curiosità. Sarà per il sapore di rancido della vicenda che ne rievoca tante simili precedenti. Sarà perché, in fondo, l’appeal gossipparo dei personaggi in ballo è quello che è e non emoziona. Sarà infine per la ricorrente attitudine di qualcuno a sfuggire all’anoressia di ribalta. Perciò piantiamola per favore qui. E lasciamo fuori il garantismo che è cosa seria. Francamente, non è pane (oggi e ieri) per i denti della Lucarelli.Come si dice? Scherza coi fanti e lascia in pace i santi!!

  • victor Reply

    1 giugno 2015 at 11:25 am

    Dopo le prime notizie diffuse a proposito di traffici di foto di vip più o meno rubate, altre hanno aggiunto carne al fuoco. E che non solo di occasionale spaccio di scatti non autorizzati si tratti sembra terreno ben più accidentato e rischioso. Per il poco che filtra dalle indagini della Procura (in una sorta di provvidenziale eccezione a vantaggio degli interessati!) all’attenzione del PM ci sarebbe un progetto destinato a compromettere la privacy di personaggi famosi o semplicemente noti. Sono circolati anche i nomi dei presunti autori del piano coinvolti nelle prime indagini. Garantismo vuole – questa volta con serie motivazioni – che i possibili indagati abbiano diritto a riserbo. Almeno sino a più concrete indicazioni investigative.
    Del resto, non è importante avere nero su bianco quanto non era difficile supporre. O, ancor più, dedurre dal già noto contesto delle indagini. I nomi sono ormai un dettaglio di curiosità ulteriore e irrilevante rispetto allo squallore delle attività al vaglio della Procura. Se e quando verranno resi formalmente di pubblico dominio sarà soltanto occasione di conferme già maturate nell’attesa.

  • Cara Selvaggia, il nostro garantismo vacilla… | aggregator Reply

    4 giugno 2015 at 8:02 pm

    […] Cara Selvaggia, il nostro garantismo vacilla… […]

  • Marco Green Reply

    7 giugno 2015 at 11:18 am

    Ora che è passata a scrivere anche sul Fatto quotidiano può finalmente commentare liberamente (solite cazzate) anche sui personaggi del centrodestra; mi sembra giusto: una tetta accontenta la destra; l’altra la sinistra.

  • Marco Green Reply

    7 giugno 2015 at 11:28 am

    Ora che è passata a scrivere anche sul Fatto quotidiano può finalmente commentare liberamente (solite cazzate) anche sui personaggi del centrodestra; mi sembra giusto: una tetta accontenta la destra; l’altra la sinistra.

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