Caro Ministro, si DEVE dimettere!

06/03/2014 Roma, trasmissione televisiva Porta a Porta, nella foto il ministro del Lavoro Giuliano Poletti
06/03/2014 Roma, trasmissione televisiva Porta a Porta, nella foto il ministro del Lavoro Giuliano Poletti
Prima di tutto sentiamo la necessità di esprimere un elogio alla dottoressa Marta Fana, il cui lavoro ha permesso di smascherare questo clamoroso errore, che neppure il Sole 24 Ore aveva notato. Se ci fossero più Marta Fana, sarebbe molto più difficile confondere il pubblico. Ogni tanto è bello parlare bene di qualcuno !
Cosa ha notato la dottoressa Fana: che i numeri forniti dal Ministero del Lavoro relativamente ai contratti atempo indeterminato come sommatoria da gennaio a luglio 2015 non concordavano con la sommatoria dei singoli mesi:

martafana-lavoro

Non c’è da aggiungere molto. La dottoressa ha fatto la somma ed, OPLA’ ecco che i conti non tornano più e il numero dei contratti a tempo indeterminato si riduce di 304.428 unità ! Casualmente in eccesso, casualmente… A pensar male si fa peccato.

Dopo che la dottoressa Fana ha diffuso i dati, il ministero ha provveduto alla correzione , naturalmente senza nè usare la dizione “Rev”, che indica una revisione, nè tanto meno fornendo il nome della ricercatrice che ha notato il buco. Comunque potrete trovare la versione della stessa ricercatrice in un articolo su “Il Manifesto”.
Complimenti Dottoressa Fana, e speriamo che il Ministero le invii qualche riconoscimento, per quanto tardo !

Al di là della necessità di acquistare un pallottoliere da mettere stabilmente a disposizione del Ministero del Lavoro, già alle prese con lo scandalo esodati ai tempi di Elsa Fornero, va specificato che l’ultima pacchiana gaffe non si tratta di un semplice errore.
Si parla di dati completamente falsificati, che vanno a ridimensionare anche le migliaia di posti di lavoro sbandierate dal premier Renzi. Come dai dati pubblicati dalla dottoressa Fana il ministero ha letteralmente raddoppiato il numero dei posti di lavoro a tempo indeterminato creati, o meglio “Trasformati” , nei primi sei mesi del 2015. La colpa è stata data ad un funzionario disattento e la tabella è stata poi corretta, senza naturalmente dare nessun merito alla scopritrice dell’errore, ma è possibile che un ministero basi i proprio dati su un singolo funzionario ? Nessun doppio controllo ? Non è possibile che questo errore sia stato “Incetivato” dal desiderio dei ministri di sparare cifre sempre più clamorose e grosse, a fronte di una situazione reale sempre più deludente?

Insomma, i numeri di Renzi sono fuffa. Non hanno alcun collegamento con la realtà. Si basano su informazioni false, in buona o cattiva fede.
Cosa succederà ora? Probabilmente nulla, siamo pur sempre in Italia.
Negli Usa, Nixon, il famoso “Tricky Dicky”, si è dimesso per molto meno.
Pretendere un gesto significativo da parte dell’attuale ministro del lavoro Giuliano Poletti è utopico. Resta il fatto che il futuro di milioni di lavoratori è messo in dubbio dall’incompetenza di chi dovrebbe occuparsene.
E allora perché non invocarne le dimissioni?
Caro ministro Poletti, si faccia da parte!

In collaborazione con Scenari Economici

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