Cerimonia in onore del carabiniere ucciso da un bandito

carabiniere arrestato-2BORORE. La figura di Antonio Fois, un carabiniere di Borore morto in servizio a Bevera di Ventimiglia nel 1971 è stata ricordata dalla Compagnia di Macomer con una cerimonia che si è svolta nel cimitero del paese di fronte alla tomba del militare caduto per impedire che un pregiudicato calabrese uscito di prigione il giorno prima uccidesse altre persone. Il malvivente prima del conflitto con il carabiniere aveva appena ucciso tre componenti della famiglia Strangio, originaria della Calabria. Ad Antonio Fois, al quale sono intitolate la scuola di Borore e la caserma del comando provinciale dei carabinieri di Nuoro, è stata conferita la medaglia d’oro al valor militare alla memoria. I carabinieri non dimenticano i commilitoni caduti nel compimento del dovere e Antonio Fois è stato ricordato nel cimitero dove, di fronte alla sua tomba, alla presenza delle autorità civili e militari del paese, un picchetto in armi ha reso gli onori militari alla presenza dei parenti del giovane militare caduto all’età di 19 anni per impedire che un criminale spargesse altro sangue.

La cerimonia che ricorda la figura del militare caduto in servizio è un appuntamento che ricorre tutti gli anni il 2 novembre in occasione della commemorazione dei defunti. Antonio Fois era nato a Borore 3 gennaio 1953. Si era arruolato nell’Arma dei carabinieri il 9 luglio 1970 e fu assegnato alla Legione allievi carabinieri di Roma per la frequenza del corso, al termine del quale, il 18 aprile 1971, fu trasferito alla legione di Genova che lo assegnò alla Stazione di Spotorno,dalla quale fu poi trasferito alla stazione di Bevera di Ventimiglia. Il 26 dicembre del 1971 intervenne su richiesta di soccorso nel luogo dove un pregiudicato aveva già fatto una strage. Venne ferito a morte, ma riuscì ad abbattere il criminale preso da furia omicida.

La Nuova Sardegna

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1 Comment

  • Monica Cappellini Reply

    5 novembre 2015 at 1:45 pm

    si dovra’ continuare a lungo se resta il governo pagliaccio Renzi

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