Cgia: con “local tax” dal 2016 i Comuni potrebbero incassare 26 miliardi

11040990_604255959676622_1798080344_oSecondo l’ufficio studi Cgia di Mestre, l’eventuale sostituzione delle tasse comunali con la “local tax” porterebbe in un’ unica soluzione 26 miliardi di euro nelle casse dei Comuni italiani.
Tra Imu e Tasi (21,1 miliardi di euro), l’addizionale comunale Irpef (4,1 miliardi di euro), l’imposta sulla pubblicità (426 milioni di euro), la tassa sull’occupazione degli spazi e aree pubbliche (218 milioni di euro), l’imposta di soggiorno (105 milioni di euro) e l’imposta di scopo (14 milioni di euro), il gettito totale si aggira sui 26 miliardi di euro. Le principali imposte/tasse comunali e i relativi gettiti potrebbero dunque essere sostituiti dalla nuova “tassa unica” che i sindaci dovrebbero applicare a partire dal 2016.
Certezze non ce ne sono, ma, sottolinea l’associazione di Mestre, le indiscrezioni che sono emerse in questi ultimi giorni, dopo il ‘question time’ alla Camera tenuto mercoledì scorso dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, lasciano presagire che dal prossimo primo gennaio l’Imu, la Tasi, l’addizionale comunale Irpef e una serie di piccole imposte minori dovrebbero andare definitivamente in “soffitta” per lasciare il posto alla “tassa unica”.

Su botteghe e negozi, fa sapere l’Ufficio studi della Cgia, il gettito complessivo è più che raddoppiato: +108%. Se nel 2011 ammontava a 796 milioni di euro, nel 2014 ha toccato 1,65 miliardi di euro. Altrettanto pesante è stato l’aggravio fiscale subito dagli uffici: sempre tra il 2011 e il 2014, il gettito incassato dai Comuni è salito del 105%; se 4 anni fa i Comuni avevano incassato 533 milioni di euro, nel 2014 hanno riscosso poco più di un miliardo di euro.

I laboratori, invece, hanno visto aumentare il peso fiscale dell’81%: se con l’Ici i primi cittadini avevano incassato 229 milioni di euro, nel 2014 hanno “alleggerito” le tasche degli imprenditori di 414 milioni di euro. Sui capannoni, infine, l’incremento del prelievo è stato del 66%: a fronte di 3,3 miliardi di euro riscossi dai sindaci nel 2011, tre anni dopo il gettito complessivo è salito a 5,5 miliardi di euro.
“L’eventuale semplificazione della tassazione comunale –afferma il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi – renderebbe più facile pagare le tasse. Ma oltre a semplificare bisogna anche ridurne il peso, visto che a partire dal 2011, ultimo anno in cui gli italiani hanno pagato l’Ici, la tassazione su botteghe, piccoli negozi e uffici ha subito un’ impennata spaventosa, a causa dell’introduzione dell’Imu e, successivamente, della Tasi”.

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