Chiude “Cucù”, lascio Il Giornale | di Marcello Veneziani

marcello venezianiCari Lettori,
ora vi spiego. Siete in tanti a scrivermi e telefonarmi per sapere come mai non appare più il cucù sul Giornale. Non posso andar via come un clandestino. Il Giornale mi ha comunicato la decisione di chiudere il mio rapporto di lavoro. Subito o al più entro l’estate. La decisione dell’Editore è presa e finirà in modo consensuale. La motivazione formale è lo stato di crisi dei giornali e del Giornale stesso che impone tagli e prepensionamenti. Al Giornale, si sa, esprimevo una linea dissonante, la mia rubrica era un’isola. Cominciai a scrivere sul Giornale venticinque anni fa, chiamato da Indro Montanelli, ne uscì quando mi parve che la sua posizione non rappresentasse più i suoi lettori e la necessità di una svolta nel Paese; vi ritornai con Feltri per due volte. Lascio a ciascuno pensare al risvolto politico, giornalistico, ma anche umano e professionale, della vicenda in corso; vi risparmio il mio stato d’animo. Chi ha idee come le nostre non è facile che trovi tribune accoglienti.

Tengo a farvi conoscere lo stato delle cose, senza polemiche, anche per rispondere a quanti in precedenza mi chiedevano come mai la rubrica quotidiana saltava così spesso negli ultimi tempi, non per mia negligenza. Ho un ruolo pubblico, rappresentativo di un’area d’opinione, la mia attività è esposta in vetrina ogni giorno. Dunque è giusto essere trasparenti fino alla fine e giustificare a voi lettori, che siete i miei veri editori, la futura assenza e la scomparsa della rubrica cucù, dopo quattro anni di vita. Ho già vissuto situazioni analoghe, alcuni ricordano precedenti esperienze, censure, licenziamenti, casi come l’Italia settimanale ma non solo. È il prezzo amaro della libertà e dell’incapacità di essere cortigiani, ruffiani e puttani. Non è un mistero che da tempo reputo conclusa la parabola politica di Berlusconi: da anni non esprime una posizione politica e non interpreta il sentire del suo popolo, perché è preso nelle proprie vicende e nella tutela, pur comprensibile, dei suoi interessi. Lo scrivo da tempo, in un crescendo di toni, da La rivoluzione conservatrice in Italia, ed. 2012 (“la fine del berlusconismo”), poi sul Giornale stesso e giorni fa sul Corriere della sera. Criticai pure la “pascalizzazione” di Berlusconi, i messaggi sulla famiglia, i trans, l’animalismo. Non ebbi esitazioni a criticare Fini quando era ancora in auge, perché ritenevo che stesse uccidendo la destra, e il tempo poi ci dette amaramente ragione. Per lo stesso motivo non ho esitato a dire che Berlusconi fu la causa principale del trionfo elettorale e poi della dissoluzione del centro-destra. Lo portò al governo e poi alla rovina, col concorso determinante di poteri ostili e alleati ottusi, giudici e media; aggregò forze diverse e poi le disgregò. Espulse pezzi uno dopo l’altro, fino al vuoto, farcito di quaquaraqua.

Le mie idee saranno giuste o sbagliate, lo dirà la prova dei fatti, ma quei giudizi nascono da un ragionamento, privo di rancori o vantaggi personali, mosso da passione di verità e da una testimonianza di vita e di coerenza, costi quel che costi. Cercherò di non chiudere il rapporto con voi che mi seguite da tempo e siete abituati al gusto aspro della libera verità, anche quando è scomoda, per noi stessi o per chi abbiamo, in spirito di libertà, sostenuto. Finché ne avrò la possibilità, scriverò dove mi sarà permesso dire quel che penso, e non mancherò di far sentire la mia voce e anche i miei pensieri dell’anima, quelli meno legati all’attualità.
Vi voglio bene, sul serio
Marcello Veneziani

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12 Comments

  • Francesco Martucci Reply

    3 marzo 2015 at 4:15 pm

    Sette anni fa, interpellato sulle questioni interne, Silvio Berlusconi disse che la sua era una monarchia anarchica, ovvero il capo era Lui, ma ognuno era libero di agire come meglio riteneva. Oggi il capo è sempre Lui, ma comandano i servi sciocchi del suo cerchio magico, bravi quanti altri mai ad alienargli simpatie umane, milioni di voti ed ora anche migliaia di lettori (nonostante la Mondadori non spenda un centesimo per fare pubblicità ai libri di Veneziani che pur edita, Veneziani non vende mai meno di 15.000 copie a titolo). Conclusione: nonostante le censure e gli ostracismi VENEZIANI resta un gigante. La fine del suo rapporto di lavoro col Giornale non farà guadagnare un euro all’Editore, anzi ne incrementerà la crisi per un fatto molto semplice e concreto: da domani non acquisterò più il giornale e temo che saremo sempre di più a mandare alle ortiche gli autori di cotanta scelleratezza. Cercatevi nuovi lettori tra gli avventori di Mucca Assassina e i fan di Francesca Pascale. Vedrete che bell’aumento di copie! Buona fortuna, ciechi!

  • Daniele Chiari Reply

    3 marzo 2015 at 9:34 pm

    ti voglio bene anch’io, davvero. Sei un riferimento umano e intellettuale, uno dei pochi, forse l’unico, che non mi ha mai deluso.

  • Piero Reply

    3 marzo 2015 at 11:56 pm

    Segnalateci il prossimo approdo… Grazie Veneziani

  • Filippo Ippaso Reply

    4 marzo 2015 at 5:49 am

    Lettera chiara , onesta , interessante. Moltissimi Auguri !!!

  • michelelamacchia Reply

    4 marzo 2015 at 6:25 am

    Il commiato di Marcello Veneziani (in http ://www.qelsi.it/2015/chiude-cucu-lascio-il-giornale-di-marcello-veneziani/)è,di questi tempi,un raro esempio di linearità e di dignità.L’esposizione delle circostanze determinanti il distacco da Il Giornale è quanto mai chiara, trasparente.La sua valutazione del contesto politico e sullo status del berlusconismo,tuttavia,è oggettivamente confliggente con quelle del suo editore;e a noi non resta che prenderne atto e chiederci se-in un contesto politico dove si è deposto il fioretto e si brandiscono colpi di scimitarre e draghinasse–sia ancora realistico attendersi scelte non opportunistiche,sino a quelle di tenersi in casa un validissimo critico antagonista/contraddittore.Opzione che,forse,in fin dei conti,avrebbe deposto a favore della libertà propugnata dal grande uomo politico e della sua credibilità.Sarebbe stata una scelta coraggiosa,difficile ma lungimirante,da sfoggiare.Peccato.
    E’ lecito temere che questo strappo editoriale da un lato ha privato il Giornale di un bel numero di attivi lettori/estimatori, dall’ altro potrà essere usato dalla controparte politica che non mancherà di evidenziare il fatto traendone conclusioni sulla sempre sbandierata libertà di stampa dei giornalisti del gruppo berlusconi. Termine che ci rievoca le scelte di Montanelli. Ed lecito anche supporre una reazione negativa sull’ elettorato già disorientato per altri versi. E questa non potrà che sottrarre consistenza numerica ad un partito in evidente crisi.Sarebbe stata preferibile una pulizia interna e non una epurazione. Penso che il Giornale dovrebbe esprimere correttamente, francamente e compiutamente il suo punto ai lettori,agli elettori e persino agli avversari.

    • Daniele Chiari Reply

      4 marzo 2015 at 10:01 am

      Mi associo

  • Ben Reply

    4 marzo 2015 at 2:28 pm

    Grande giornalista, serio, competente e specialmente ONESTO e CORAGGIOSO!!! nella sinistra non si vedono questi uomini VERI…la si si vede solo puttane, leccaculi, servi…Spiace non leggerlo più, ma è meglio una greppia malsana come sta diventando anche la destra berlusconiana, pascaliana, culattona e pervertita…al passo con la marcia sinistra!

  • salvatore musumeci Reply

    4 marzo 2015 at 3:38 pm

    e se chiedessimo un chiarimento a Berlusconi stesso? In fondo anche se l’editore è il fratello, i referente è lui.
    Chiaramente, anche se sono un berlusconiano di ferro, ultimamente ho avuto qualche dubbio sulle strategie attuate in FI e tanti come me. Aspetto il ritorno di Berlusconi alla vita politica attiva, vediamo se mi sbaglio e quindi se non devo dare ragione a Veneziani. Una cosa è sicura , la Pascale ha condizionato molto il cavaliere. Spero di sbagliarmi, comunque gli elettori di FI sono disorientati. Speriamo che non sia la fine.

  • Aristofane etneo Reply

    8 aprile 2015 at 9:04 pm

    Non avevo ancora letto questo tuo ‘addio’ e ne sono molto rattristato. Spero di leggerti altrove e quanto prima. Mi mancano le te riflessioni e il ‘cenacolo’ di ‘commentatori’ che seguivano a ruota e più o meno apparentemente talvolta fuori tema. Vaffa a chi ha deciso per il tuo allontanamento.

  • Aristofane etneo Reply

    9 aprile 2015 at 3:22 pm

    “Liberandosi” il Giornale di Marcello Veneziani, ha perso molta della sua connotazione e si configura, a mio parere, come una copia in affannosa imitazione del Corriere della Sera. Tale giornale è da decenni chiamato spregiativamente “Il Corriere della Serva” ma è e rimane “IL” giornale meno indigesto d’Italia, con Ostellino o senza..
    Senza nulla togliere ad un grande giornalista qual è Ostellino (ben superiore a Feltri e, mi si scusi l’indelicatezza, uguale o di poco superiore (come giornalista) al grande Sallusti.
    Da sempre la rubrica di Veneziani ed il relativo “cenacolo” era un mio punto riferimento anche quando non intervenivo. Un affettuoso saluto a tutti i “commentatori” e soprattutto ad “AGEV/Gaetano” di cui ho sempre letto le argomentazioni senza capirci una minc.ia ma intuendone una sua improbabile logica.

  • Luciana Vasile Reply

    4 maggio 2015 at 8:04 pm

    Andando a cercare gli ultimi “cucù” di Marcello Veneziani, apprendo solo ora della chiusura della rubrica leggendo questo bellissimo “addio” dal sapore amaro ma consapevole e deciso come sa essere solo “la cosa giusta”. Non mi sorprendo, anzi, da qualche tempo mi chiedevo cosa ci stava a fare un intelligente, onesto, straordinario scrittore e giornalista nella testata de Il Giornale… ormai illeggibile per faziosità e mancanza totale di argomenti a difesa di un Berlusconi che non esiste più, liquefatto o volatilizzato? (un tempo l’ho votato anche io e gli avevo dato tanta fiducia, negli anni sempre più una vera delusione). Grazie, Marcello, per averci confermato che esistono ancora persone coraggiose la cui arma è solo quella, senza scudo e a viso aperto, della santa libertà che prescinde da interessi personali e di comodo. Che rarità in questo mondo corrotto, venduto. EVVIVA! Questa sera andrò a letto sentendomi più “pulita”. Grazie per questo regalo che sa trascinarci in una catarsi collettiva e speriamo che qualcun altro illuminato non ci faccia mancare le tue parole delle quali sentiamo continuo bisogno, alle quali ci sentiamo sempre tanto vicini con il cuore e con la ragione! Luciana Vasile

  • Elena torroni Reply

    20 maggio 2015 at 5:27 am

    Grazie Veneziani per quanto hai fatto nella tua rubrica Cucu’. Perché non continui sul web? Sicuramente saranno tutti felici di poterti leggere ancora.

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