Chiude il ladro in casa: denunciato per sequestro di persona

polizia-car-8Questa è la giustizia italiana. A sperimentarlo è stato un commerciante di Rimini, denunciato per aver bloccato alcuni malviventi che lo volevano derubare. Il fatto è stato raccontato dal Giornale e dal Resto del Carlino e riapre mille interrogativi sul problema della legittima difesa.

Anche chi non usa le armi per difendersi, finisce male. Dopo i fatti – tristemente noti – delle rapine in casa finite nel sangue per legittima difesa, ora dall’Emilia Romagna arriva una vicenda talmente assurda da sembrare fasulla. Ma è tutto vero: documenti alla mano. O forse dovremmo dire “denuncia alla mano”. Perché si tratta di questo: un uomo ha chiuso nel suo negozio un ladro tunisino che lo ricattava e miacciava, andando a chiamare nel frattempo le forze dell’ordine. E per ringraziamento per aver sventato un crimine è stato denunciato.

Il commerciante, Rogih Roumani 28enne di origine egiziana, ha raccontato la sua storia – avvenuta a Rimini nella giornata di domenica – al Resto del Carlino: “Ho avuto solo il torto di aver seguito alla lettera le indicazioni che mi erano state dai carabinieri al momento della denuncia – ha detto – Non mi sono fatto giustizia da solo, non ho alzato un dito su quell’uomo, ho chiamato la Polizia per essere dalla parte della legge. E come è finita? Sono stato denunciato. Per sequestro di persona. Sono senza parole. Intanto il soggetto che mi ha minacciato e ricattato per ridarmi la bicicletta che mi era stata rubata, è libero e tranquillo, mentre io devo affidarmi ad un avvocato per difendermi da questa accusa pazzesca”.

La brutta vicenda inizia domenica scorsa nel tardo pomeriggio: “Dopo aver visto in tv Roma-Lazio, ero sceso a portare fuori il cane- spiega al Carlino – quando ho notato che era sparita la mia bici da 1300 euro, frutto di grandi sacrifici. Ho così sparso la voce tra amici e conoscenti e sono andato a sporgere regolarmente denuncia dai carabinieri. Sono stati proprio loro a dirmi di chiarmarli nel caso qualcuno si fosse fatto vivo per rivendermi la mia bici e di bloccarli, in attesa del loro arrivo. E così ho fatto“.

Ma la “pistola” li si è rivolta contro. Mercoledì in negozio si sono presentati tre persone per ricattarlo e chiedergli 70 euro in cambio della bicicletta. Oltre alle minacce di morte, uno di loro era anche armato con una siringa. “I miei vicini mi avevano già avvertito che dei loschi individui avevano chiesto di me. Quando li ho visti, da lontano, ho capito subito che avevano a che fare con la mia bici. Uno è entrato e, con una siringa in mano, ha iniziato a dirmi che lui non mi aveva rubato la bici, ma che se la rivolevo indietro, dovevo dargli 70 euro. Ha iniziato ad inveire contro di me in arabo. Gli altri due stavano per entrare nel locale ed io ho chiuso la porta e fatto segno ai miei vicini dalla finestra, di chiamare le forze dell’ordine. Il ragazzo tunisino è rimasto dentro ed ha continuato a minacciare me e la mia famiglia. Quando è arrivata la Polizia, ha interrogato tutti, sentito i testimoni. Poi mi hanno consegnato un foglio dove c’è scritto che io sono denunciato per sequestro di persona. Il tunisino, invece, è libero di minacciare mia moglie. Mi sento tradito da questo Stato, io che ho sempre seguito alla lettera la legge”.

 

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