Come riconoscere i “centro-sinistri” travestiti da liberali

Pietro-Ichino-apartheid-Jobs-Act-LIndroI centro-sinistri travestiti da liberali/liberisti li riconosci subito perché iniziano ogni discorso con una retorica di programma.
C’è sempre una policy (provvedimento economico) alla base del loro modo di circuirti e farti perdere tempo.
In origine, a dire il vero, per mascherarsi, usavano la storiella del colore del gatto ossia che non era importante il suo colore purchè prendesse il topo! Solo che il topo come li vedeva tendeva a salutarli con una pacca sulle spalle dicendogli: “Ehilà amico, niente formaggio in giro quest’oggi per casa?”
Per cui, dopo la sputtanata di Scelta Civica, Italia Futura e Fare si sono fatti più sottili e tendono a nascondere i loro reali obiettivi di politics dietro la questione dei provvedimenti e loro relativa copertura finanziaria.

Vogliono portarti a prendere in considerazione il fatto che se il nostro paese è ridotto così ciò dipenda, in larga misura, dall’evidenza che nessuno sappia realmente cosa fare e che il paradigma di tutto il personale politico prima di loro è Razzi.
Per loro la spesa pubblica abnorme di questo paese è un dato solo macro-economico, il quale, come si piazzino delle persone capaci come loro in Parlamento ad amministrare la cosa pubblica verrà riequilibrato come per incanto. Che ci voleva, era solo una questione di competenze e conoscenza delle cose da fare.
La loro retorica di programma è sempre accompagnata da quella sulla competenza, potete starne certi, da questo come dai loro frutti li riconoscerete.

Stavano tutti ad aspettare loro, nei consigli di amministrazione delle aziende pubbliche, così come in quelli delle banche e delle partecipate varie, per sancire la nascita di una nuova epoca di rettitudine nella gestione della cosa pubblica e nel varo delle liberalizzazioni necessarie all’innovazione di questo paese.
Tutti i politici ed amministratori prima di loro non erano minimamente interessati ad intermediare 3/4 della vita economica del paese per farsi i cavoli propri sulle spalle di chi produce e lavora. Erano invece, poverini, solo degli ignoranti ideologici che non conoscevano la scienza economica dei centro-sinistri travestiti da liberali e non avevano, quindi, la loro competenza nel trattarla.
A dirla proprio tutta, la variante più subdola ed acculturata dei centro-sinistri liberali gira intorno al discorso che, a loro modo di vedere, i termini destra e sinistra siano superati.

Specialmente quando ancora non hai reso forti i tuoi anticorpi oppure fino a quando sei ancora giovane politicamente, soprattutto quando nella tua vita non hai mai avuto problemi a porti fuori da ogni schema ideologico del passato, potreste fare fatica a non seguirli su questa variante del loro think process e, quando così fosse, perderete un maledetto mucchio di tempo dietro a loro.
Ma se non siete né a destra né a sinistra perché è sempre dai governi di sinistra che venite assunti, finanziati, blanditi, messi in incarico di sotto-governo?
Perché la sinistra fa le primarie ed è contendibile, hanno il coraggio spesso di risponderti. Oppure (ti rispondono) perché nell’altro schieramento vi è un despota che si chiama Silvio Berlusconi che era amico di Craxi e di Dell’Utri, che è un evasore fiscale e fa i festini con la Minetti a casa sua, nonché fa salire, come per incanto in un’erezione, lo spread al solo nominarlo.
Invece nel centro-sinistra c’è Ichino. Ricordatevi che quando nominano Ichino stanno, di solito, per uscire allo scoperto.
La flex-security di Ichino è il loro viagra, altro che la Minetti, garantisce performance inimmaginabili e talmente prolungate che lo stesso giuslavorista confessò, incalzato da un giornalista, che abbandonò il PD per Monti in quanto ci mise 27 anni a far capire alla sinistra che il part-time andasse regolato e previsto nel nostro ordinamento del lavoro.
Come in preda un’eiaculazione precoce però Ichino, dopo la breve parentesi con Monti, è tornato nella sua naturale casa che è anche quella dei centro-sinistri travestiti da liberali: il PD, a lui come a questi ultimi, evidentemente, piacciono le cose lunghe, molto lungo specialmente quando le si può vivere comodamente seduti su una poltrona.

Alla fine, di tutto il tempo che potreste perdere con loro vi ritroverete pedissequamente in mezzo ad un guado che sempre alla sinistra fa il gioco o quantomeno non la danneggia.
Giannino, nonostante o forse in virtù dei suoi problemi, lo ammise candidamente dopo le elezioni del 2013 e voi a quel punto non potrete fare più niente, se non ricordarvi, per la prossima volta, che come proveranno ad iniziare il discorso farete cosa buona e giusta a dividere la vostra strada dalla loro, se siete veramente interessati a non morire democristiani.
Dai voti che hanno raccolto alle ultime elezioni europee si direbbe che la lezione l’abbiate recepita, ma non abbassate la guardia, trovano sempre nuovi modi per cercare di circuirvi e farvi intendere che, senza la loro competenza ed il suo relativo contributo (in Parlamento ovviamente), nulla potrà mai cambiare in questo paese.
Stavano tutti ad aspettare loro, ma alla fine ad accoglierli a braccia aperte e a nostre spese è sempre e solo la sinistra italiana ed europea.
Quella sinistra inclusiva, che assorbe tutto come una spugna, dal libero mercato, alla shari’a, non si fa mancare proprio nulla, ma ad una condizione: a patto che non si parli, mai più che a parole, di abbattere la spesa pubblica e le tasse.

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2 Comments

  • daria Reply

    3 marzo 2015 at 5:00 pm

    un giorno fai anche un bell’articolo su come riconoscere i centro destri travestiti da liberali.

    • Cristiano Mario Sabbatini Reply

      15 marzo 2015 at 1:40 am

      Ogni cosa a suo tempo, gentile Daria … ed a dire il vero non mi si può certo dire di essere finora stato tenero con costoro. 🙂

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