Condannato per l’omicidio Ramelli, ora è primario al Niguarda di Milano

2530_51367_sergiorame_6010492_mediumGli assassini di Sergio Ramelli hanno pagato il loro debito con la giustizia?
Una domanda che ci accompagnerà per anni ed è destinata a dividere l’opinione pubblica in almeno due fazioni. Analizzando la questione sempre da un punto di vista ideologico. Certo, per chi urlava lo slogan “Uccidere un fascista non è reato” costoro non avrebbero neppure dovuto subire un processo. Erano altri tempi e ce li siamo lasciati alle spalle, forse.
Proprio per questo non stupisce in sé il fatto che uno dei condannati in via definitiva per l’omicidio di Sergio Ramelli, Claudio Scazza, sia diventato primario all’ospedale Niguarda di Milano. Può succedere ed è giusto che accada, una volta pagato il debito con la giustizia.
Quello che ci chiediamo però è proprio questo: si può dire che Claudio Scazza abbia pagato il proprio debito? E soprattutto, sappiamo con certezza se ci sia stato un vero pentimento?
Attenzione, pentimento significa sincero processo interiore che porta a un’assunzione di responsabilità e a una presa di coscienza: “Quel giorno, quel 13 marzo, abbiamo sbagliato ad aggredire un ragazzo di 17 anni colpendolo con le spranghe e causandone la morte. Per motivi di dissenso politico”. Non significa rinnegare quegli anni, parlare di “errori di gioventù” o di “compagni che sbagliavano”, offendendo una seconda volta i morti ammazzati.

Che Sergio Ramelli non meritasse di morire per la sua appartenenza al Fronte della Gioventù o addirittura per un tema è chiaro a (quasi) tutti. Eppure, coloro che quel 13 marzo 1975 l’hanno aggredito a sprangate hanno aspettato ben 12 anni per inviare una lettera di scuse alla madre Anita. Dodici anni e poche parole: “Non avevamo nulla di personale contro suo figlio, non lo avevamo mai conosciuto né visto. Ma, come troppo spesso accadeva in quel periodo, il fatto di pensare in modo diverso automaticamente diventava causa di violenza gratuita e ingiustificabile. Nessuno di noi, però, aveva l’intenzione e neppure il sospetto che tutto potesse finire in modo così terribile. Oggi riteniamo profondamente sbagliato, anzi inconcepibile, dirimere le differenze tra i diversi modi di pensare con la pratica della violenza“. Quasi fosse un atto dovuto.
E un’offerta di 200 milioni di lire, che la madre Anita ha rifiutato con estrema dignità.

Quando si sono costituiti, nell’ottobre del 1990, la prima preoccupazione dei condannati in via definitiva è stata quella del “condono”. A gennaio di quell’anno, ben 15 anni dopo l’aggressione, era infatti arrivata la condanna definitiva per omicidio volontario. Lo stesso reato per cui oggi un muratore del bergamasco viene sbattuto su tutti i giornali, chiuso in carcere e bollato come assassino nonostante non abbia ancora subito un processo. I condannati in via definitiva per l’omicidio di Ramelli, no. Avevano una semplice questione da dirimere: il rischio dell’espulsione dall’ordine dei medici. In virtù della pene accessorie, una volta scontata l’interdizione dai pubblici uffici, gli otto condannati avrebbero rischiato di non poter tornare al loro lavoro di medici.
Neppure gli anni di carcere sono stati un grande problema. I due autori materiali, Marco Costa e Giuseppe Ferrari Bravo, sono stati condannati rispettivamente a 10 anni e un mese e a 9 anni e 7 mesi. Antonio Belpiede e Claudio Colosio a 7 anni. Tutti gli altri, Claudio Scazza compreso, a 6 anni e 3 mesi. Pene piuttosto irrisorie, considerando la gravità del reato. Omicidio volontario.

Marco Costa è stato affidato presto ai servizi sociali, Giuseppe Ferrari Bravo alla semilibertà. Gli altri hanno beneficiato di condoni e regimi limitativi o sostitutivi.
Ferrari Bravo è diventato giornalista di “Liberazione”, quotidiano di Rifondazione Comunista. Antonio Belpiede da qualche anno è primario a Canosa, in Puglia. Dal 1 gennaio 2015 anche Claudio Scazza è arrivato all’apice della sua carriera: è primario del reparto di Psichiatria 3 di Niguarda. Un reparto di cui abbiamo già avuto modo di parlare nel dicembre 2012, per alcune denunce di maltrattamenti ai danni dei pazienti. E anche un caso di mobbing.
Tutto dimenticato, forse.
Come Ramelli.
E anche sulla stessa nomina a primario di Scazza si vuole in qualche modo calare una patina di silenzio: nei mesi scorsi la notizia era stata riportata su Wikipedia, la famosa enciclopedia collaborativa, citando anche il precedente penale per il caso Ramelli.
Dopo pochi giorni, manco a dirlo, è stata rimossa sia dalla voce di Wikipedia “Sergio Ramelli” (è stata considerata un vandalismo) sia dalla voce “Ospedale di Niguarda Ca’Granda”. Il semplice ricordo del coinvolgimento nell’omicidio Ramelli è stato considerato un vandalismo. Ogni successivo tentativo di ripristino della notizia veniva immediatamente cancellato.

Gli assassini di Ramelli hanno pagato il loro debito e ora possono essere reintegrati e godere del diritto all’oblio? Oppure non è successo nulla, Ramelli non è stato mai ucciso?
Sappiamo che aspiranti medici che “non volevano ucciderlo” l’hanno colpito a morte con spranghe (ecco perché, a nostro avviso, l’espulsione dall’ordine non sarebbe stata un’eresia). E che sono stati condannati. Hanno scontato le loro condanne in modo discutibile e hanno fatto carriera. Il resto, lo decideranno i lettori.

Riccardo Ghezzi

Riccardo Ghezzi1205 Posts

Giornalista pubblicista, scrive di sport e politica su testate locali piemontesi. Appassionato di politica da sempre, ha un unico pregio: non essere mai stato di sinistra in vita sua

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24 Comments

  • gbravin Reply

    25 aprile 2015 at 2:25 pm

    Giuramento di Ippocrate (Testo Moderno: “….di affidare la mia reputazione esclusivamente alle mie capacità professionali ed alle mie doti morali; ” più altri capitoli che potrebbero interessare e coinvolgere Claudio Scazza. Avesse scelto un’altra professione, nulla da dire, ma quella medica, proprio no!

    • enrico grilli Reply

      27 aprile 2015 at 1:48 pm

      UCCIDERE UN MISSINO NON E’ REATO!! QUESTA E’ L’ITALIA “DEMOCRATICA E ANTIFASCISTA” AI CRIMINALI SI ASSICURA LA CARRIERA MEDICA !!

      • gbravin Reply

        27 aprile 2015 at 3:25 pm

        Evidentemente il Giuramento d’Ippocrate viene utilizzato da certi medici per altri usi, purtroppo… Numerosi casi di malasanità lo comprovano!

    • Mario paolucci Reply

      27 aprile 2015 at 5:35 pm

      Questi personaggi che hanno ucciso non dovrebbero mai professare la medicina in un ospedale.mi sembra assurdo che possano fare i medici e per gli stessi reati non si può far parte delle forze dell’ordine?

  • emi Reply

    25 aprile 2015 at 4:58 pm

    è una cosa indegna!

  • Ben Reply

    25 aprile 2015 at 5:28 pm

    i comunisti fanno schifo!! sono un’ infezione cancerosa per la società sana. I rossi si sono presi l’ istruzione e ora vediamo lo schifo di scuola che abbiamo, una scuola che sforna no Global, Centri sociali pervertiti…si sono presi il terzo organo dello stato, la magistratura…se ora sono arrivati pure alla sanità…il cerchio è chiuso…chi non la pensa come loro, in un modo o nell’ altro finisce male!

  • Federico Reply

    25 aprile 2015 at 11:35 pm

    Io ho fatto 3 ricoveri in quel reparto (psichiatria 3 niguarda) e un bastardissimo infermiere (mi hanno detto poi che tale personaggio si era disintegrato con la sua auto contro un tir) mi sottopose per ore ad una crudeltà che non racconto.

  • Monica Cappellini Reply

    26 aprile 2015 at 6:25 am

    peggio di cosi’……la quintessenza della giustizia

  • Lisa Reply

    27 aprile 2015 at 2:54 am

    L’Italia è il paese dove i terroristi fanno carriera… mica è l’unico esempio questo. Ci sono personaggi del G8 che sono molto più recenti ed emblematici. Più distruggi, più sei violento, meglio sarà la tua carriera, addirittura da diventare docente universitario e magari insegnare agli alunni quanto è bello spaccare tutto.

    • hummeruruguay Reply

      28 aprile 2015 at 12:12 am

      Anche in Uruguay ,Mujica sua moglie Lucia Topolanzky ,il ministro dall interno Bonomi il ministro di difesa Huidobro ,tutti loro guerrilleri terroristi

  • maboba Reply

    27 aprile 2015 at 6:59 am

    In questo paese si incarcerano cittadini per mesi o per anni senza processo anche con prove farlocche, si colpiscono i “nemici” distruggendone vita e carriera (vedi Contrada, Mori etc.) mentre il 90% degli scafisti viene rilasciato perchè non ci sono prove certe. A Corona si affibbiano 13 o 14 anni, mentre ad assassini della parte “giusta” si riserva un trattamento come quello di cui sopra. Che differenza c’è con la pratica musulmana di non punire severamente chi uccide od offende un non musulmano? Certo non tutta la magistratura e la stampa si comportano così, ma la sensazione è che tale ideologia si stia espandendo.

  • mino Reply

    27 aprile 2015 at 10:08 am

    E poi un uomo non può fare il capi del governo perché ha fatto sesso con delle prostitute. Addiruttura chi ha commesdo un omicidio, non solo fa il medico, addirittura riesce a diventare primario, incarico che in Italia si ottiene raramente oer meriti professionali ma per appartenenze a lobby politiche specifiche. Quindi di che cosa parluamo, quei ragazzi che si sono sporcate le mani di sangue, già allora erano semplicemente lo strumento armato della politica degli adulti di allora ed oggi con le liro carriere non danno altro che ottenere il compenso per il loro atto eroico.

  • costantino Reply

    27 aprile 2015 at 7:18 pm

    in questi giorni abbiamo visto esponenti della sinistra invocare la radiazione dall’ordine professionale per una dottoressa di genova della sanità penitenziaria che aveva preso “a male parole” i feriti del G8. Alle sue spalle nessuma condanna ma una prescrizione. Allora cosa dovrebbero aspettarsi questi medici che hanno ucciso a colpi di chiave inglese un ragazzo di 17 anni?

  • Florindo Morelli Reply

    27 aprile 2015 at 7:45 pm

    Speriamo che sia capace e meritevole del posto che occupa perché diversamente e in altra forma potrebbe portare alla morte qualche malcapitato.

  • Marco Reply

    28 aprile 2015 at 9:37 am

    Non sfuggirà al giudizio di Dio. Come diceva San Francesco ai potenti di questo mondo: pensate e meditate che l’ora della morte si avvicina.

    • alessandro Reply

      28 aprile 2015 at 5:04 pm

      Marco bravo ! E’ proprio il non credere in Dio e nel suo Giudizio che permette a tutti gli attuali figuri d’ Italia di commettere, ridendo, ogni ingiustizia.
      Comunque altri, peggiori di questi assassini hanno fatto carriere molto, ma molto piu’ importanti.
      L’ inferno paga bene i suoi. (per il tempo che riesce ovviamente).

      • Giovanna Macari Reply

        10 novembre 2015 at 8:44 pm

        Ma il bene vince sempre e sconfinge il male..
        La Giustizia di Dio è da temere..

  • Lorenzo Reply

    29 aprile 2015 at 7:22 pm

    Questa storia mette i brividi..

  • Paolo Brugnone Reply

    30 aprile 2015 at 10:21 am

    ricordo come fosse ieri di quell’omicidio , ucciso a sprangate da altri giovani per aver scritto un tema il cui contenuto non piaceva ai suoi assassini , quelli erano anni molto brutti , anche se quelli di oggi non lo sono da meno, ricordo che è stato sepolto nel cimitero di Lodi , che riposi in pace!

  • giorgio Reply

    12 novembre 2015 at 6:33 am

    qualsiasi tipo di delitte volontario che sia di tifoseria calcorareistica di matrice politica oppure di disputa personale,appare ad un cittadino normale una cosa orrenda inconcepibile,non giustificabile!!!che poi lo stato permetta di riabilitarsi dopo una condanna puo essere anche tollerato dico tollerato,perche un personaggio che è capace di uccidere,non puo ricoprire cariche di responsabilità come quella di un primario oppure di un ministro insomma puo lavorare ma nella normalità e non è una forma di vendetta,ma un atto dovuto per le famiglie che hanno passato decenni nella sofferenza.

  • massimo mancho Reply

    13 novembre 2015 at 3:55 am

    niente da dire ,,,,,,,solo conati di vomito ,e’ vero in Italia si diventa primari solo politicamente

  • Corrado Massa Reply

    17 novembre 2015 at 9:34 pm

    Era il marzo 1975, lo ricordo bene, lo aspettarono mentre rientrava tranquillamente a casa, lo aggredirono alle spalle e lo colpirono selvaggiamente con lunghe chiavi inglesi fino a spargergli materia cerebrale sul marciapiedi. Rimase in coma qualche giorno poi si svegliò e rimase in piena lucidità, muto e completamente paralizzato, aspettando la morte che venne infatti un mese dopo. E tutto questo per aver proclamato il proprio anticomunismo nei temi in classe e nelle assemblee scolastiche, come era suo pieno diritto fare!

  • steiner Reply

    29 novembre 2015 at 2:39 pm

    Anche il primariato hanno dato a questi “campioni”? Che schifo.

  • Edoardo Fantini Reply

    1 febbraio 2016 at 11:07 pm

    Loro armati uccisero un disarmato esattamente come nella maggior parte dei casi i partigiani uccisero le loro vittime. L’emulazione, evidentemente, ha consigliato questo.

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