Consigli per la lettura. “Il Caso Aldrovandi” – di Alessandro Chiarelli

chiarelli_aldroSono passati 10 anni da quella tragica mattina, sono passato 10 anni di veleni, insulti e sentenze, sono passati 10 anni di dolore e di una madre che non vuole dimenticare e che è giusto non dimentichi.
Se il 2001 e il suo G8 di Genova è stata la “Caporetto” della gestione dell’ordine pubblico la vicenda di Federico Aldrovandi a Ferrara è stata la disfatta del controllo del territorio.
Dopo 10 anni parlare ancora della sua tragica fine non è solo un dovere morale di una società che si deve interrogare ma dovrebbe diventare un momento di crescita per quella istituzione, che è stato sentenziato in via definitiva, essere responsabile per quella tragica morte.
Ed è sul filone di quella riflessione imperativa e necessaria che Alessandro Chiarelli nel suo libro “Il Caso Aldrovandi” ci conduce, alla ricerca di quella verità e giustizia con forza declinata ma che necessariamente non sarebbe mai del tutto arrivata.

Nel testo edito con coraggio dalle Edizioni Faust l’autore analizza le sentenze spingendosi anche più in là, nel bel mezzo della società dell’informazione e delle sue deliranti dinamiche.
Parlare della morte di Federico Aldrovandi continua ad essere difficile, chiunque voglia sostenere questioni che non attengono alla semplice e netta condanna dei colpevoli viene additato come complice, come colui che vuole negare delle verità perché nel tempo, grazie anche a un certo modo di intendere il fare informazione, la verità è sempre stata solo da una parte sola.

L’analisi di Alessandro Chiarelli Poliziotto in servizio a Ferrara se pur da alcuni verrà certamente indicata come faziosa e di parte rappresenta però la prima opera che al contrario si sforza, e non è detto che ci riesca, di andare oltre alla facile condanna, all’errore di chi, senza riserve ormai, non è stato in grado di rappresentare di fronte alla legge e alla pubblica opinione “l’agente modello” dei libri di diritto.
Il Poliziotto Chiarelli da attento conoscitore del mondo e delle dinamiche della Polizia di Stato scompone in maniera netta il perché quelle persone non sono state in grado di essere dei modelli di efficienza operativa come la legge e l’immaginario collettivo pretende da chi indossa la giubba blu.

Un manifesto quello di Chiarelli che se per gli addetti ai lavori può apparire scontato approfondisce anche e soprattutto a chi quella giacca blu non la indossa il motivo per cui essere poliziotti oggi non è semplicemente difficile ma è forse più propriamente impossibile.
Un testo da leggere tutto d’un fiato non solo per capire qualcosa in più del mondo delle forze dell’ordine ma per spiegare quanto può essere facile sbagliare in una paese che troppo spesso non decide da che parte vuole stare ma pretende semplicemente che qualcuno, in qualche modo, senza mezzi risorse e poca formazione, gestisca le brutture della società stessa.

Consiglio quindi la lettura di questo testo per chi vuole capire il mondo delle uniformi perché della Polizia non si sa nulla, non la si studia, si preferisce tante volte lasciarla così com’è in un pericoloso immobilismo che i cittadini, se sapessero, sono certo non vorrebbero.

In Giacca Blu – Michele Rinelli

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