Cosa bolle in pentola

legaE’ talmente sciolta e definita l’attuale fase politica che ci viene senz’altro più utile gettare uno sguardo su quel che bolle nella società nel suo complesso piuttosto che alle dinamiche interne ai partiti d’opposizione e di governo.

Negli ultimi mesi abbiamo già detto tutto e nulla è mutato nel frattempo, di sostanziale.

Lega, FdI e Forza Italia preparano la coalizione che contenderà a Renzi il governo del paese alle prossime elezioni.

Non del tutto convincenti, ne sotto il profilo dei programmi, ne sotto quello della credibilità , queste forze, allo stato attuale delle cose, dominano comunque il campo di tutto ciò che, a sfondo elettorale, costituisce, per il centro-destra, la possibilità di ritornare al governo e rappresentare un’alternativa al partito della spesa pubblica: il PD.

Salvini in testa, Fratelli d’Italia e quel che resta del partito di Berlusconi appaiati nei sondaggi e con il leader storico del centrodestra italiano che si appresta, sulla soglia degli 80 anni, a cedere naturalmente il passo a chi verrà dopo di lui.

E fuori, nella società ed in quei segmenti di essa che maggiormente dovrebbero avere a cuore una svolta in senso favorevole alle libertà economiche e di mercato? Nei corpi intermedi ed in quell’area frastagliata di forze e movimenti che,a vario grado,promuovono l’ormai abusata parola d’ordine: Meno tasse, più libertà?

Non succede nulla o quasi.

Tutto questo strano mondo politico-culturale sembra essere completamente preso nell’impasse di chi si limita ad una critica fuori delle istituzioni, ideologica come le  altre e mai capace di essere incisiva sull’esistente e chi, invece, pur considerando ancora lo strumento elettorale  valido per il cambiamento, non ha fatto del tutto i conti con la reale morfologia sociale, non ideologica, dei partiti della sinistra.

Da queste posizioni, facce di una stessa medaglia chiaramente vocata all’irrilevanza, ognuno pare essere preso soltanto dal suo orticello di guerra, segno evidente che in questa parte di società, radicali, rivoluzionari o moderati che ci si dichiari,il peso della crisi non ha ancora, molto probabilmente, fatto tirare abbastanza il freno alle ambizioni personali, qualunque siano, di capetti vari e fedelissimi al seguito.

Il rifiuto di questa logica settaria ed inconcludente sarebbe un passo necessario alla maturazione effettiva della coscienza civile di questa parte di società che, tuttavia, ancora non si vede.

Bene fanno, nel frattempo che questo accada, tutti i produttori ed i contribuenti netti di questo paese a ripiegare, con il minimo sforzo che comporta il fatto di recarsi presso un’urna elettorale, ad appoggiare la nuova leadership del centrodestra a trazione non più o non solo berlusconiana.

Bene fanno tutti coloro che, senza effettuare voli pindarici che non tengano della situazione sopra descritte, preparano le basi per una auto-organizzazione diretta ed una autonomia politica dei tax-payer di questo paese.

Male che gli vada non perderanno il rispetto e la simpatia di coloro che nel frattempo guarderanno a Salvini e sodali per provare a cambiare qualcosa, tanto più che altro da guardare, come sopra detto, non c’è davvero.

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