Costretto a risarcire l’uomo condannato per abusi sessuali a sua figlia: come aiutarlo

Immagine 3Davide Zaccarelli è un padre la cui vita è stata rovinata un anno fa, quando sua figlia Elisa ha deciso di farla finita a soli 22 anni. Il motivo? Era stata vittima di molestie, ma oltre a questo ha dovuto subire l’onta di vedere i suoi genitori costretti a risarcire l’uomo condannato per abusi sessuali nei suoi confronti.
Può succedere anche questo: vinci una causa penale, ne perdi una civile. E devi versare un quinto della tua pensione, ogni mese, alla persona che ti ha distrutto la vita.

Andiamo con ordine: l’uomo condannato per abusi sessuale è Ezio Foschini, un ex professore dell’Istituto d’Arte di Faenza frequentato dalla figlia di Davide Zaccarelli. Nel marzo 2007 viene arrestato dalla polizia con l’accusa di aver palpeggiato e baciato la ragazza, all’epoca quindicenne, dentro un ascensore della scuola. E di averla molestata per oltre un anno. Tre mesi di carcere, poi i domiciliari e infine la condanna, ora definitiva, a tre anni di detenzione.
Tutto finito? No, perché è necessario un nuovo processo, in cui Foschini è stavolta accusato di aver nascosto i suoi beni per non pagare i risarcimenti. Era stato condannato al pagamento di una provvisionale di circa 65mila euro da versare alla ragazza molestata e ai famigliari, ma i soldi sono improvvisamente spariti dal suo conto corrente. Non aveva più nulla.
La famiglia Zaccarelli presenta una querela per “violazione dolosa delle disposizioni del giudice”, la Guardia di Finanza dimostra che Foschini ha versato i suoi soldi nei conti correnti dei genitori per evitare di pagare i risarcimenti, arriva una condanna in primo grado e poi una in Appello: un anno e sei mesi.
I soldi però non si vedono, la famiglia Zaccarelli ne ha bisogno anche per le cure psicologiche della figlia e a quel punto decide di intentare una causa civile.

Non va secondo i piani: il giudice, in questo caso, dà ragione a Foschini e condanna i Zaccarelli a pagare le spese processuali, circa 40.000 euro.
Si tratta soltanto del primo grado di giudizio, ma è civile e non penale: il conto va saldato subito, senza attendere la sentenza definitiva.
Accadeva un anno fa. Pochi giorni dopo l’epilogo amaro: la ragazza scrive in un messaggio di sentirsi in colpa per i debiti cui deve far fronte la famiglia e decide di farla finita. Non vedrà neppure la condanna definitiva ai danni di Foschini, arrivata pochi mesi dopo il suicidio di Elisa: per lui si aprono le porte del carcere di Forlì.
L’ultima beffa è di questi giorni: a Davide Zaccarelli viene recapitata un’ingiunzione di pagamento. Entro 10 giorni dovrà versare 21mila euro alla famiglia dell’uomo che ha abusato sessualmente di sua figlia. Altrimenti se la vedrà con un ufficiale giudiziario.

Non sappiamo come finirà questa vicenda: probabilmente il completamento dell’iter dei processi penali (manca ancora la condanna definitiva per violazione dolosa delle disposizioni del giudice ai danni di Foschini) e i successivi gradi di giudizio del civile restituiranno giustizia e serenità ad un padre distrutto. Non, però, la vita di sua figlia.
In attesa che queste speranze non siano deluse, l’unica possibilità che rimane è quella di aiutare concretamente Davide Zaccarelli, che ha deciso di esporsi in prima persona sul suo profilo facebook, indicando un numero di conto corrente cui fare donazioni per poter contribuire nel pagamento di queste spese

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Il numero di conto corrente è IT65N0200858591000040292617, intestatario del conto: Antonella Gori. Causale: “per Elisa Zaccarelli”.
Chiunque abbia desiderio e piacere di dare il suo aiuto, può farlo così.

Riccardo Ghezzi

Riccardo Ghezzi1205 Posts

Giornalista pubblicista, scrive di sport e politica su testate locali piemontesi. Appassionato di politica da sempre, ha un unico pregio: non essere mai stato di sinistra in vita sua

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