Cresce in Europa l’opposizione all’Eurabia: destra al potere anche in Danimarca

unnamed (1)Anche in Danimarca alle elezioni politiche un blocco di destra, quello di Lars Lokke Rasmussen, ottiene una franca affermazione conquistando il 51,5 % dei consensi degli elettori, confermando i pronostici della vigilia che la vedevano leggermente favorita in un arrivo al fotofinish sulla coalizione di centrosinistra della premier uscente, la signora Helle Thorning-Schmidt, che ha governato il Paese scandinavo negli ultimi 4 anni. Un’affermazione sofferta perchè i primi exit poll davano 89 seggi alla destra ed 88 al centro-sinistra. A decidere delle sorti della competizione elettorale sono stati i voti plebiscitari ed i 4 seggi assegnati alla destra liberale dalle regioni autonome della Groenlandia e delle Isole Far Oer, dei paradisi socialmente ed ambientalmente incontaminati che temono di essere aggrediti ed inquinati dalle torme di clandestini che la Ue sta decidendo di distribuire in Eurolandia. In effetti il governo danese uscente aveve cercato di correre ai ripari con misure demagogiche e populiste, contestando e sottraendosi all’obbligo di recepire quote di immigrati secondo le recenti indicazioni della Ue. Ma è evidente che ormai gli elettori non si fidano più delle sinistre in nessuna parte dell’Europa e del mondo, neanche in Danimarca, ed hanno tagliato corto, sono andati sul sicuro ed hanno mandato a casa quelli che li governavano.

L’affermazione della destra danese va ad aggiungersi a quelle registrate di recente in Ungheria, Bulgaria, Ukraina, Regno Unito, Belgio e Polonia in Europa, ed a quelle di Israele ed Australia. Affermazioni in luoghi geograficamente lontani tra loro, ma accomunate dal leitmotiv di una comune scelta di civiltà perchè valgono a riaffermare come sacrosanti principi da tutelare, ma che l’internazionale delle sinistre disprezzano – ed abbiamo anche capito il perchè – come l’opposizione all’assalto indiscriminato dei clandestini a scapito dell’ordinata e solidale accoglienza dei rifugiati politici e di religione, il rilancio del liberismo economico per dire basta allo statalismo assistenziale fonte di sprechi e corruzione, la difesa delle radici e dell’identitarietà di ciascuna nazione e con pari dignità, la difesa e la conservazione del patrimonio culturale e delle tradizioni ereditate da ciascuna etnia.

Sul piano economico-sociale si allarga il fronte delle destre che dicono no a questa Europa bildeberghiana delle banche e del profitto a tutti i costi, degli inutili sacrifici, delle frontiere aperte ed al di fuori di ogni controllo, in cui dietro ipocriti atteggiamenti umanitari, che nessuno nega a quelli che ne sono veramente bisognosi, si alimentano i racket dei migranti. Ormai è chiaro che a parte quelli che fuggono da guerre in atto o persecuzioni, per la maggior parte dei casi questi traffici di migranti sono gestiti da organizzazioni mafiose articolate che lucrano cifre ingentissime sulla pelle di poveri disgraziati in ogni fase del loro esodo forzoso. I cosiddetti migranti, che in effetti sono poveracci catturati dai fondamentalisti dell’Isis e di Al Qaeda che li trasformano in esuli, sono presi con la forza come a suo tempo lo furono gli schiavi, e costretti a pagare gli scafisti, quelli che poi li portano alla destinazione finale transitando per Italia, Grecia e Balcani, quelli che trovano loro una sistemazione logistica fatiscente in 12 per stanza, quelli che trovano loro un lavoro nero in cambio di metà o più della paga.

E’ il no a tutto questo, è l’opposizione al disfacimento socio-culturale in atto che si allarga in tutti i Paesi europei da Nord a Sud, è il fronte del no all’Eurabia che si allarga, tanto per usare un efficace neologismo geopolitico coniato dalla compianta Oriana Fallaci per indicare la fase intermedia tra Europa ed Arabia, quando la fase di conquista del vecchio continente da parte dei “mori” si sarà completata con una trasformazione alla Maurits Escher: Europa, Eurabia, Arabia: dall’Oceano Indiano al Baltico tutti musulmani. Con il successo in Danimarca, un Paese dalle forti tradizioni socialdemocratiche, si consolida la sfida delle destre all’Europa dei falsi moralisti che vogliono distruggere civiltà millenarie passando attraverso un fase di progressivo impoverimento e degradazione affidate ai “centrosinistra” od a tecnici alla Monti, per portare la gente alla disperazione e far accettare questi sconvolgimenti, che mirano al sovvertimento dell’ordine mondiale da sostituire con il loro, come il minore dei mali in cambio della mera sopravvivenza da “tutti ugualmente pezzenti”, gerachi dei partiti di sinistra a parte.

Si allarga il fronte di quelli che dicono no a quel modello promiscuo di società schermato da una presunta necessità culturale di integrazione delle civiltà. L’integrazione già c’è e c’è a livello globale e deve essere mantenuta così perchè nessuna civiltà scompaia e tutte possano sopravvivere trasmettendo ai posteri patrimoni etnici e culturali incommensurabili. Ma ciascuna civiltà va tutelata e protetta nel proprio ambiente per non snaturane le genuine spontaneità e peculiarità. La civiltà magrebina, con i berberi ed i dromedari, i tappeti ed il kus kus, i palmizi e le carovane di mercanti che “navigano” in torridi deserti di sabbia è una civiltà che tutti ammirano, apprezzano e rispettano, ma che ha senso nella cornice del Magreb, cioè nel contesto ambientale e socio-economico in cui è nata, si è sviluppata e conservata. Che senso avrebbe, invece, il tentativo di esportarla e farla affermare ad Amburgo, a Vienna od a Stoccolma previa l’evacuazione del Nordafrica, magari col risultato di distruggerla definitivamente?

Chi vuole ammirare le varie civiltà fa come si è sempre fatto, gira il mondo e visita altri Paesi. Per questo, ad esempio, sarebbe giusto restituire a ciascuno il suo, cominciando dai reperti archeologici trafugati alla civiltà dell’Antico Egitto od a quelli saccheggiati nelle tombe etrusche della Maremma, ferma la possibilità di esporre reperti ed allestire mostre tematiche nei musei di tutto il mondo. Ma se, tanto per esemplificare, noi “integriamo” a Roma 34 civiltà diverse che alla fine si miscelano inquinandosi l’una con l’altra, perdendo ciascuna le proprie peculiarità – o dovremmo ghettizzare i nuovi arrivati? – in quale posto del mondo dovremmo andare per apprezzare la civiltà romana od italiana, fatta di lingua, usi, costumi, stile di vita ereditato dagli antenati e che si è sviluppato con le sue peculiarità in un suo ambito esclusivo? Sarà stato solo un caso che mentre all’epoca dell’Impero Romano gli italici costruivano acquedotti di 200 km senza tubazioni per avere l’acqua corrente in casa od alle terme, in Britannia o nel Gaul ancora si dipingevano la faccia di blu? E’ dipeso tutto dall’ambiente, anche il fatto che in Germania loro, i tedeschi, sono oggi precisi ed ordinati e noi siamo caciaroni ed indisciplinati. Perchè cambiare artificiosamente l’ordine naturale delle cose?

In questi discorsi, la cosa che più ci diverte della loro stupida ideologia di piattismo egualitario, i sinistrorsi ce la offrono con le incredibili e pacchiane incongruenze in cui sono soliti incorrere e che li rende ridicoli, oltrechè inattendibili interlocutori. Per esempio, sono contrari, come tanti altri, alle pratiche Ogm che potrebbero sfamare il mondo in quattro e quattr’otto, scelta che non condividiamo, ma che rispettiamo; ma poi a livello di essere umani ammettono qualsiasi tipo di manipolazione genetica, facendo diventare mamme ultresessantenni che hanno preso in affitto di tutto dall’utero agli ovuli ed al seme. A noi pare un po’ un atteggiamento pretestuoso, falso, provocatorio e contraddittorio, o no? Ma la cosa più incredibile di questo variopinto mondo di incongruenze, di gay che esistono grazie agli eterosessuali che combattono e dileggiano negli happenings “qualcosa-pride”, di pseudo-tutori dell’ambiente che inquinano e deturpano con i loro picnic, con i loro raduni all’aria aperta o con le loro lotte democratiche alla No Tav o che producono gli sfasci alla tarantina, ecco questi tipi il meglio di se stessi lo offrono nel campo della storia americana.

Quando John Wayne faceva il protagonista degli “arrivano i nostri” ed attaccava con le giacche blu gli accampamenti di inermi e pressochè disarmati nativi americani, cioè gli indiani nelle loro tende, eccoli gli intellettuali sinistrorsi sollevarsi contro il razzismo truce e fascista rappresentato da un attore che effettivamente ce la metteva tutta per interpretare il cattivo della situazione. E giù tutti a parteggiare per gli indiani, con film come Soldato Blu presi ad emblema della “resistenza indiana”. Noi su questo siamo perfettamente d’accordo ed anche noi tifiamo per gli indiani. Poi però bisogna essere coerenti. Allora, chi ha fatto scomparire gli indiani, la loro razza, la loro cultura e la loro civiltà? Gli immigrati bianchi poveri, i perseguitati religiosi, arrivati dalla civile ed evoluta Europa, con le loro malattie rispetto alle quali i nativi non avevano mai sviluppato anticorpi per difendersi, con la loro cupidigia di arricchimento, con la loro prepotenza di conquistatori che ha fatto confinare con la forza bruta la popolazione indiana in riserve con scarse risorse e poche possibilità di sopravvivenza.

I bianchi non hanno rispettato lo stile di vita degli indiani, anzi non si sono mai chiesti quale questo fosse o perchè, tra l’altro, non sia mai esistita una città indiana. Gli indiani erano cacciatori, non contadini o dei manifatturieri. Per vivere avevano bisogno di sparpagliarsi su immensi territori capaci di offrire le risorse di caccia e pesca loro necessarie per vivere in pace a modo loro. Gli indiani sono scomparsi con l’immigrazione, così come a causa di una immigrazione selvaggia e sregolata sono scomparsi gli aborigeni australiani o stavano scomparendo i lapponi, che sono sopravvissuti solo grazie al business di Santa Claus- Babbo Natale che qualcuno ha ambientato a Rovianemi, in Lapponia. Alla stessa stregua, adesso questi buonisti da strapazzo vogliono far scomparire le razze europee consegnandoci alle mutazioni che già stanno avendo luogo grazie all’invasione indiscriminata di clandestini asiatici ed africani. Ma la Danimarca sta lì a ricordarci che finalmente qualcosa si muove, che il muro dell’opposizione si alza e che i paladini della libertà di tutti, pure dei deportati costretti ad invaderci, stanno scendendo in campo sempre più numerosi.

Se noi in Europa siamo più ricchi di loro che sono poveri, a parte che nessuno ci ha regalato niente e quello che abbiamo ce lo siamo costruito, per cui non sarebbe giusto che ci fosse tolto come le praterie agli indiani, nessuno rinnega che lo spirito umanitario e la solidarietà dovrebbero prevalere sull’egoismo nei confronti di qualsiasi essere umano che soffra, che sia discriminato e relegato in situazioni difficili, di precarietà ed indigenza. Ma aiutiamoli a crescere a casa loro, non che li andiamo a prendere per mantenerli qua. Anche perchè i rifugiati trovano asilo e gli immigrati poveri che arrivano con flussi programmati e controllati trovano accoglienza, se quelli che asilo ed accoglienza offrono si manterranno in grado di continuare ad offrire l’uno e l’altra. Ma se con le invasioni indiscriminate si impoveriscono pure gli ospitanti di oggi dove potranno mai andare rifugiati ed immigrati regolari per essere accolti? A questo le sinistre ed i falsi moralisti benpensanti ci hanno pensato, ce l’hanno presente, o dobbiamo pensare a tutto noi?

Rosengarten

Rosengarten663 Posts

Romana, 19enne, studentessa al Department of Economics presso Primaria Università Usa, ama la discomusic, la storia, la natura selvaggia, gli animali e la finanza etica, ma soprattutto viaggiare. Abituata a lottare contro due fratelli più grandi per trovare uno suo proprio spazio vitale, formazione cattolica, schierata a destra, idealista si contrappone al dissoluto materialismo dilagante di una sinistra immorale, rozza e corrotta. Nel tempo libero si diletta in cucina. Tanti, troppi amici, poco tempo da dedicare a loro.

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4 Comments

  • giuseppe Reply

    20 giugno 2015 at 11:48 am

    Articolo condivisibile. Ungheria, Bulgaria, Ukraina, Regno Unito, Belgio,Polonia,Israele ed Australia hanno cittadini che amano la loro Nazione. Noi invece, votiamo partiti che amano le ccop, che fanno affari con loro, che in nome del multiculturalismo svendono la Patria Italia. Gli italiani sono ancora addormentati se votano i catto-comunisti, se mettono gente che pensa solo al portafogli delle coop-false ong-e anche delle inquinate caritas, come Renzi, Boldrini, Grasso, Bindi, E.Letta. Gente come De Magistris o Pisapia o Fassino o Chiamparino o Emiliano , gente che interessa le tessere e le coop, che odiano l’italianietà, gli usi e costumi della nostra grande Civiltà (cio’ vale per tutti gli europei) che sta collassando dietro barbari e trogloditi islamici, gente che tramite la Sharia ed il Corano vuole sottometterci. Indietro clandestini, indietro Sharia ed indietro Corano e scafandri islamici. Noi Civili eredi della cultura greco-romana-giudaico-cristiana non vi vogliamo. Speriamo che anche Francia e Paesi Bassi possano cambiare governo e che siano eletti personalità che rifiutano le barbarie islamiche come la Sharia e i scafandri per le donne.
    P.S.: non che gli indiani d’America-nativi erano pacifici e “buoni”, come i Maya, Atzechi e Inca erano Civiltà primordiali molto sanguinarie, e sono state per fortuna colonizzate, da spagnoli, portoghesi, inglesi, francesi, olandesi, genovesi, toscani, elevate a buoni e pacifici da un po’ di decenni da terzomiìondisti catto-comunisti.

  • Carmen Reply

    20 giugno 2015 at 12:17 pm

    Ma che razzista questo Rosengarten. Vuoi vedere che ha ragione la Lega Nord?

  • Carlo Lauletta Reply

    20 giugno 2015 at 9:54 pm

    Condivido pienamente la sostanza dell’articolo. Vorrei però fare un’osservazione. Si tratta di questo. Le persone contrarie alla
    immigrazione di massa sembrano pensare che gli xenofili o xenomani siano “di sinistra” o “comunisti”. A mio parere, non è affatto
    così. Siamo obiettivi. I comunisti “certificati” (non quelli “fai da te”, alla Laura Boldrini), piacciano o no, erano persone responsabili
    e perciò, quando governarono i paesi dell’ Europa Orientale, volendo fornire a tutti i proprî cittadini i beni primarî (alloggio, cure
    mediche, istruzione, ordine pubblico, salario o pensione), adottarono, in tema di frontiere, leggi oltremodo rigorose, e le fecero
    rispettare a ogni costo, perché altrimenti si premiano i furbi e i prepotenti. I più giovani tra noi non sanno, ma ricordiamo come
    si svolgevano le cose allora in quei luoghi. Facciamo due esempî. IMMIGRAZIONE Una ragazza congolese come Cécile Kyenge
    poteva, forse, studiare medicina-oftalmologia all’Università Lumumba di Mosca; ma, appena finiti i corsi, era impensabile che non
    rientrasse sùbito nel proprio paese, e se avesse resistito sarebbe stata caricata sul primo aereo utile: ciò, per la chiara
    ragione che il numero di oculisti nell’Unione Sovietica era adeguato, nel Congo disperatamente insufficiente. EMIGRAZIONE
    Giovani praghesi si laureavano in ingegneria a spese della collettività. Dopodiché non accettavano di guadagnare quanto i loro
    coetanei operai agli altiforni. Chiedevano il passaporto con il visto per l’espatrio. La richiesta veniva respinta. I più spavaldi
    cercavano di passare lo stesso, senza documenti. Ma c’era la polizia. Allora o tornavano immediatamente indietro per essere
    ammanettati e condotti in prigione, oppure finivano fucilati sul posto.

    • Rosengarten

      Rosengarten Reply

      23 giugno 2015 at 8:19 am

      Salve. Gli scambi culturali ci sono sempre stati perchè rientravano nel “budget” della propaganda comunista ad est, o filo-occidantale ad Ovest. Però io chiedo: ma chi lo dice che ci dobbiamo organizzare per l’accoglienza? Dove sta scritto che devo accettare di inquinare o rinunciare al mio stile di vita per far posto agli altri?. Parlo dei clandestini, non dei rifugiati. E c’è una enorme differenza tra loro: i rifugiati sai chi sono e se le condizioni del Paese dal quale sono fuggiti si normalizzano, tendono a tornare indietro. I clandestini sono anonimi, sono persone normali, ma anche infiltrati della criminalità, del terrorismo, spesso portatori di malattie proprio perchè clandestini, tendono a radicarsi sul territorio e ad essere mantenuti come unica alternativa al delinquere. Chi lo dice che ce li dobbiamo tenere. Poi altra domanda: ma le frontiere a cosa servono? Rosengarten

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