Decimoputzu (CA), niente benedizione pasquale a scuola: ci sono studenti musulmani

benedizioneArriva dalla Sardegna l’ennesimo tentativo di cancellare la propria identità in nome dell’integrazione. Già perché a Decimoputzu, paesino di 4.400 anime in provincia di Cagliari, la Preside della scuola media del paese (Limbania Rombi) ha impedito che il parroco Don Gian Marco Casti potesse benedire le classi prima di Pasqua per rispetto degli studenti musulmani che frequentano le lezioni. Il prete presentatosi a scuola la mattina non ha ricevuto il permesso di entrare per benedire le classi e gli alunni ed è stato invitato dalla Preside a tornare la sera quando gli alunni non sarebbero stati presenti. Vista la situazione Don Casti ha deciso di benedire l’ingresso dell’istituto e di rifiutare l’invito della Professoressa a tornare il pomeriggio.

Dalle colonne del quotidiano isolano “L’Unione Sarda” il prete ha spiegato che la benedizione non avrebbe creato nessun problema ai ragazzi di fede musulmana dato che gli stessi, una decina circa, frequentano le attività organizzate dalla parrocchia d’estate (come le gite al mare) che prevedono anche dei momenti di preghiera. E che né loro né le rispettive famiglie si sono mai lamentate. Anche il Sindaco della piccola comunità si è schierato dalla parte del prete affermando che “mettere paletti può solo aumentare le divisioni”.

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6 Comments

  • metello Reply

    21 aprile 2015 at 5:20 pm

    Moh ora a sta preside fate fare il ramadan e fate mettere il burqa.

  • Giancarlo Reply

    21 aprile 2015 at 7:48 pm

    Non c’entra il fatto che ci sono musulmani testimoni di Geova la benedizione ci sarà via i laici dalla scuola hanno provocato danni a tutti quei ragazzi con i loro divieti

    • Putzese Reply

      21 aprile 2015 at 8:27 pm

      Polemica sterile. Difendere la laicitá della scuola è stata la scelta piú appropriata da parte della dirigente che giustamente deve dare esempio di garanzia per tutti i ragazzi che gli vengono affidati e tutelare la pubblica istruzione. Ció non significa ripudiare la religione. Facile ora additarla perché questo é ció in cui si rifugia il malessere generale di una comunitá che vive il disagio globale come tutti. Ora da parte del parroco, scatenare il putiferio quando la comunità religiosa da lui guidata é basata su “imposizioni” (vedasi astensione dalla scuola dell’obbligo per “ritiro spirituale” e obblighi ultra-vincolanti del catechismo con relative minaccia di esclusione), che non hanno nulla a che fare la cristianitá è sola dimostrazione di ipocrisia, voglia di potere è tutto ció che l’attuale pontefice ripudia.

  • Frank Reply

    22 aprile 2015 at 4:24 am

    Giusto difendere la laicità della scuola, ma chissà perché questo apprezzabile principio si manifesta solo ora, mentre l’Italia è invasa da una marea di extracomunitari che non sa, non vuole e non puo logisticamente gestire…

  • Sofia Reply

    22 aprile 2015 at 7:31 am

    Integrare significa aggiungere non togliere. Mi domando cosa farei io se vivessi in un paese dove la regione professata dalla maggioranza è diversa dalla mia. Credo rispetterei le tradizioni e cercherei di spiegare ai miei figli il loro significato. Non cercherei di cambiare il loro modo di vivere per adattarlo al mio. Nel caso specifico al posto dei musulmani mi sarei sentita ancora più esclusa, dover essere causa di divisione, messa al centro di un dibattito non mi avrebbe fatto sentire “integrata”. Probabilmente la preside era in difficoltà e la paura di sbagliare le ha fatto prendere questa decisione. Non è il sacerdote ad aver scatenato la polemica ma il fatto in sé per sé. Si preferisce tutelare la minoranza invece che la maggioranza. Vorrei poi capire cosa c’è di offensivo in una benedizione.
    Per quanto Riguarda le “imposizioni” c’è un altro discorso da fare: quando faccio la scelta di seguire un cammino di fede mi impegno ad essere costante nella mia scelta. Se non sono costante dimostro disinteresse, per cui sono io che mi “escludo”. La “pretesa” di un cammino di fede serio serve proprio per non essere cristiani ipocriti.

  • matteo fanni canelles Reply

    23 aprile 2015 at 8:26 am

    L’atteggiamento di diversi dirigenti è forse determinato dalla mancata sufficiente competenza in ambito interculturale. Da parte musulmana ad esempio non ci sono grossi problemi di carattere “religioso” con la fede cristiana che è riconosciuta all’interno del corano. I musulmani festeggiano il Natale e la venerazione per la Madonna. Anche se non credono nella persona divina di Cristo, riconoscono in Gesù il profeta che sarà presente al giudizio finale. Secondo me le famiglie musulmane della scuola saranno rimaste offese per non aver potuto avere una benedizione……..da un Gesù che benedicono nelle loro preghiere.

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