Dieci buoni motivi per mandare a casa la Boldrini

20150411_c4_boldrini9900987Laura Boldrini è davvero una donna sorprendente, incredibile, inimitabile. La settimana scorsa, intervistata da Repubblica, si era inventata gli “eco-rifugiati”, una nuova figura di migranti alle prese con problemi ambientali che l’Europa doveva farsi carico di accogliere. Come se non bastassero gli abitanti della terra dei fuochi o delle montagne sperdute sarde piene zeppe di uranio. Qualche giorno fa, interpellata dal settimanale L’Espresso, la Boldrini è riuscita a superare se stessa, a sfornare un’altra perla delle sue. “I rifugiati sono le prime vittime del terrore”, ha detto, i primi, secondo lei, a pagare per la violenza dell’Isis. Non le migliaia di persone che ogni giorno vengono massacrate da questi spietati tagliagole, non i milioni che ormai vivono con il timore di uscire la mattina da casa e non farvi più rientro.

Per carità, magari abbiamo capito male noi, magari la Boldrini intendeva altro, magari no. Sta di fatto che ormai sono davvero poche le parole con le quali possiamo commentare le (quasi) odierne uscite della terza carica dello Stato. Di motivi per mandarla a casa ce ne sarebbero un centinaio, se non di più. Noi ne abbiamo scelti dieci, quelli più sensati, quelli più garbati. Almeno, si spera, nessuno ci accuserà di sessismo.

1. E’ espressione di un partito entrato in Parlamento con il 3%. Un partito che oggi non esiste nemmeno più.

2. La terza carica dello Stato, in quanto tale, dovrebbe tutelare gli italiani, apparire rassicurante e sempre vicina ai problemi della gente. Lei invece fa tutto l’opposto. Dà l’idea di tutelare solo immigrati, islamici e rom, di essere asserragliata in un bunker pieno zeppo di ideologia buonista.

3. Un presidente della Camera degno di questo nome in Aula dovrebbe tutelare le minoranze. Cosa che la Boldrini non ha mai fatto, attaccando apertamente deputati di opposizione e leader politici, intervenendo talvolta con giudizi di parte su argomenti d’attualità.

4. Le manca il senso del reale. “Non immaginavo un’Italia così povera”, disse nell’aprile 2013 dopo una tragedia familiare causata dalla crisi.

5. Ha fatto ristampare tutta la carta intestata in dote alla presidenza della Camera, sostituendo “Il presidente della Camera” con “La presidente della Camera”.

6. La battaglia anti-sessismo che ha intrapreso dall’inizio del suo mandato ha rasentato più volte il ridicolo. Ogni occasione, anche quella meno opportuna, è buona per ricordare quanto la figura della donna sia sminuita da luoghi comuni e presunti maschilismi (che chiaramente si celano ovunque, come i comunisti per Berlusconi).

7. “Chi ha sparato a Palazzo Chigi era disperato per perdita di lavoro. Urge dare risposte perché la crisi trasforma le vittime in carnefici”, scrisse su Twitter il 28 aprile 2013, commentando la sparatoria avvenuta davanti Palazzo Chigi, durante la quale venne gravemente ferito il brigadiere dell’Arma dei Carabinieri, Giuseppe Giangrande. Ogni spiegazione superflua sarebbe inutile.

8. “Siate orgogliosi della vostra storia”, disse a un gruppo di rom, arrivati alla Camera per incontrarla. Anche qui, evitiamo commenti.

9. Il populismo veterocomunista ha colpito anche lei. Eletta presidentessa al Quirinale andò a piedi. Poi il giorno dopo la videro in mensa mangiare assieme a impiegati e funzionari. Dopodiché è arrivato l’auto blindata con vetri scuri (per motivi di sicurezza, spiegarono) e i frugali pasti in mensa tra i comuni mortali diventarono pranzi riservati dentro il suo studio o il suo appartamento.

10. Il paese ha altro a cui pensare che chiamare un architetto donna “architetta”, un arbitro femmina “arbitra” o un sindaco del gentil sesso “sindaca”. Non pensate?

@eugcipolla

Commenta con il tuo account social

5 Comments

  • Giovanni Bravin Reply

    24 novembre 2015 at 10:12 am

    Integrazione al n. 5
    IMPLICITAMENTE ha definito le sig.re Jotti e Pivetti, ignoranti dell’italiano.
    Poi come classificare una Presidente della Camera, che perde tempo a fare letture sulla accessibilita’ di Internet, in Italia, leggendo la relazione in Parlamento?

  • Paolo Reply

    24 novembre 2015 at 3:22 pm

    Sottoscrivo, parola per parola, le argomentazioni del Sig. Cipolla.

  • dr. Jekyll Reply

    24 novembre 2015 at 6:44 pm

    Dieci? Datemene UNO per non mandarla via.

    • Paolo Reply

      25 novembre 2015 at 5:33 pm

      Sottoscrivo anche il suo commento… 🙂

  • Dieci buoni motivi per mandare a casa la Boldrini - Pazzo web 5 stelle Reply

    25 novembre 2015 at 10:25 am

    […] fonte: qui […]

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

Seguici

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua Email

Unisciti agli altri iscritti:

Realizzato da You-Com.it