Donne sfregiate con l’acido, un calendario per reagire

11054723_10206255008673384_270519906_oSolitamente sono le “bellone” dello spettacolo a fare un calendario, ma questa volta hanno deciso di farlo donne indiane forse un tempo bellissime il cui viso è stato per sempre deturpato con l’acido da parte un uomo (per gelosia, perché hanno rifiutato la loro proposta di matrimonio o le loro avances, perché hanno avuto il coraggio di lasciarli ecc.). Sono sopravvissute agli agguati, ma hanno il volto bruciato (come moltissime altre nel loro paese, in Bangladesh, in Pakistan, poi ve ne sono altre ancora nei Territori Palestinesi, in Iran). Si sono fatte immortalare in dodici scatti che rappresentano donne emarginate dalla società (e quindi portate all’auto-emarginazione) svolgere l’attività dei loro sogni (e su ogni foto c’è il nome della protagonista). In realtà la maggior parte di loro lavora a Sheroes’ Hangout, un piccolo bar letterario ad Agra, città situata nell’India settentrionale. Sul sito del locale esse si descrivono “combattenti coraggiose che camminano con le loro cicatrici”. Hanno anche una radio, realizzano esposizioni di opere create da loro.

Il progetto del calendario è stato lanciato dalla fondazione no-profit Chhanv per la riabilitazione delle donne che hanno subito un attacco con l’acido in India, e fa parte della campagna Stop Acid Attacks, nata a Nuova Delhi nel 2013. Questa cerca anche di raccogliere dati riguardanti coloro che sopravvivono agli attacchi con l’acido. Stime che non ricevono raffronti dal governo locale parlano di circa 1000 donne acidificate ogni anno nella “più grande democrazia del mondo”.

Alessandra Boga

Alessandra Boga161 Posts

Nata a Magenta (MI) il 26/08/’80, vive a Meda (MB). Liceo classico, Scienze dell’Educazione all’Università Cattolica di Milano, tesi dal titolo “Donna e islam: la questione del velo”. Ha scritto due libri “Donne la notte” (2009), “Soltanto una donna” (2011). Collabora con “Il Jester”; “Il Legno Storto”, “L’Occidentale”, “Islamofobia”, “Al-Maghrebiya” e la rivista “Genio Donna”

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