Dopo sei mesi Parigi ancora sotto attacco terroristico: 126 morti

lapr0059_ori_crop_MASTER__0x0-593x443Per la seconda volta in meno di un anno Parigi è sotto attacco terroristico ma stavolta quel che è successo a Parigi è di proporzioni ben più grandi rispetto all’attentato allo Charlie Hebdo e nel quartiere ebraico dello scorso gennaio.

L’attacco, rivendicato dall’Isis come “vendetta per la Siria”, ha riguardato luoghi di svago e divertimento e in città si sono verificate sette sparatorie e anche bombe piazzate nei pressi dello Stade de France, dove si stava giocando l’amichevole di calcio Francia-Germania. Il presidente Francese François Hollande, che stava assistendo alla partita, è stato evacuato in fretta e furia dallo stadio dai servizi francesi. All’esplosione della prima bomba si era pensato che fosse un petardo, solo dopo ci si è reso conto di cosa fosse accaduto davvero: fuori dallo stadio boati e spari e cadaveri sui marciapiedi.

Ancora più grave quanto accaduto al Bataclan, un noto locale parigino: tre terroristi sono entrati mentre all’interno si stava esibendo il gruppo degli Eagles of Death Metal e hanno preso in ostaggio circa un centinaio di persone (una trentina di persone è riuscita invece a scappare) e dopo aver sparato in tutte le direzioni hanno iniziato a ucciderli uno ad uno. Diversi testimoni, che sono riusciti a contattare il mondo esterno trramite social network, hanno parlato di “una carneficina”.

Nel resto della città si sono verificate altre sparatorie davanti a locali e ristoranti. Il presidente francese Hollande, data la situazione ha dichiarato lo stato di emergenza che non era stato più dichiarato dal 1944.

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3 Comments

  • alberto Reply

    14 novembre 2015 at 8:55 am

    Adesso mi pare giusto che i “poveri di spirito” che predicano l’accoglienza sia dai pulpiti della politica che da quelli delle chiese ammettano di avere sbagliato tutto ed abbiano la decenza di togliere il disturbo, nel senso di smettere per sempre di imporci ed anche solo di proporci i propri cretini punti di vista. Ovviamente è solo un sogno quindi non aspettiamoci che accada, anzi aspettiamoci ulteriori massacri come quello di Parigi nei quali muoiono vittime innocenti della cui morte, sia ben chiaro, i “diversamente intelligenti” della accoglienza tout court sono colpevoli quanto gli esecutori materiali dei massacri.

  • massimo mancho Reply

    14 novembre 2015 at 11:13 am

    sono vicino ai parigini e tutto il popolo francese ti prego Presidente dai esempio agli altri governanti ……guerra assoluta , pieni poteri alla polizia mobilita la Legione , pulisci la FRANCIA

  • giancarlo monti Reply

    14 novembre 2015 at 10:55 pm

    E ci risiamo. Dopo le prime frasi di circostanza e di condanna per i terribili fatti accaduti ieri a Parigi, il NULLA o meglio, il dejavu. Assistiamo ancora una volta ai soliti dibattiti nei quali prevale il distinguo, la demagogia e frasi fatte, il politicamente corretto e la mancanza di realismo. Anime candide, soprattutto a sinistra, che perseguono la volontà del dialogo e della diplomazia. Mi chiedo, ma con chi? Con i tagliagole? C’è una ipocrisia di fondo sconcertante. L’Occidente ha sicuramente molte colpe, ma ora dovremmo smetterla di flagellarci e guardare in faccia alla realtà e al futuro. Se dei cristiani commettessero la metà delle nefandezze compiute dal terrorismo islamico, tutti noi li condanneremmo senza se e senza ma, scenderemmo in piazza, li definiremmo dei pazzi assatanati. Invece non c’è mai stata una reazione analoga da parte dell’Islam cosiddetto moderato. Dovremmo dimostrare con i fatti di essere orgogliosi della nostra storia, della nostra cultura, dei nostri valori, della nostra fede. Non è accettabile che in nome di un falso e ipocrita buonismo, si permetta di togliere i crocifissi dalle aule o di non festeggiare il Natale a scuola per “paura di urtare la sensibilità” di chi è ospite in casa nostra. Lo aveva compreso e spiegato bene già dopo l’11 settembre Oriana Fallaci. Il cancro va estirpato. L’ISIS (e non solo) ha da tempo dichiarato la jihad all’occidente, ai nostri valori. E’ in corso una crociata al contrario. E’ tempo di reagire, mettendo da parte per una volta, gli interessi economici e geopolitici dei vari Stati e formare una coalizione che metta in campo le forza necessaria per spazzare via il male. E’ solo una questione di volontà politica, perchè da un punto di vista strettamente militare non ci sarebbe alcuna difficoltà.

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