E basta con questo Fascismo infilato ovunque. Diarrea linguistica

MarinoPoche idee ben confuse e una ricca diarrea linguistica. Rispondiamo per rime stantie, muffe come il ’68 nel 2015, per una volta: “Marino sFascista, sei il primo della lista”. Per carità, Sindaco, non è una minaccia bensì una constatazione. Lei è il primo della lista per la serie “Gli abbandoni estivi in autostrada del PD”, perciò nessun ricorso alle velate minacce, s’immagini. Lei, inoltre, è il primo della lista a doversi dimettere ma non per ingegneria politica, d’incastri di segreteria, di tattiche machiavelliane: per una questione di pubblica decenza. Perché lei è il vero sFascista qui in mezzo. È sFascista come i suoi sodali che, nonostante un milione di persone in piazza a chiedere, reclamare, pensare, proporre, accelerano muti e sordi sulle Unioni Civili infischiandosene allegramente di ogni istanza democratica, sociale, di ogni richiesta di confronto, di chi il 20 era a Roma in difesa della famiglia, quella farcita a mano, con lievitazione tradizionale, ai due cereali non ai cinque. Lei è sFascista perché, evidentemente, sotto la sua egida amministrativa, Roma da Caput Mundi si è trasformata velocemente in Cloaca Maxima, in fogna a cielo aperto. Perciò nella fogna non c’è solo la destra ma anche lei, il chioschetto a Castel Sant’Angelo che espone la stessa bottiglia di Tennent’s dal ’74 e tutti i romani, loro malgrado.

Fenomenologia idio(ta)matica portami via. Quando qualcosa non va sono stati i fasci. Chi porta il nome e chi fa i fatti. Fascisti e sFascisti. E basta con questo jingle demente, suvvia, è ridicolo; ma non era giunta l’epoca della moderna illuminazione semantica, di una ventata tic & tac di freschezza etimologica, talmente all’avanguardia da poter fare il salto, la rivoluzione linguistica passando da avvocato ad avvocata, per formare il battaglione ministeriale per l’istituzione del linguaggio di genere? C’era una romanza scanzonata e veritiera degli Amici del Vento, sodalizio musicale alternativo, che la metteva così: “Trama nera, trama nera sol con te si fa carriera” adducendo a situazioni improbabili per cui qualsiasi cosa non andasse la colpa era da attribuire ai neri, ai destri, ai fasci insomma a chi popolava l’altra parte della barricata.

La signora del piano di sotto da della fascista a quella del piano di sopra perché lei sta sotto e quell’altra sta sopra. Grillo da del fascista a Renzi, la Fornero da del fascista a Salvini mentre Renzi da del fascista a se stesso ma il terzo giorno si rende conto che non era cosa buona e giusta e da del vecchio a Berlusconi. Marino da dei fascisti ai topi o viceversa. Sgarbi da del fascista ai passanti, i passanti danno dei fascisti a chi parcheggia in doppia fila. Chi legge i libri da del fascista a chi non lo fa poiché chi non lo fa è fascista, ergo ignorante per questione mitocondriale. I fascisti quelli veri, almeno un tempo, si ricordano di essere tali quando vengono chiamati per nome – non durante la progettazione ideale, mnemonica del loro avvenire politico e culturale – ci si incacchiano di brutto e cominciano a difendere l’onore, tranne qualcuno che ogni giorno, in un nugolo di scritti e scrittori, librerie e centri studi, convegni e territorialità, s’impegna a recuperarne la memoria storica, concettuale, culturale, finanche filosofica, non totalitaria o stereotipata, quello non è da annoverare.
In sostanza, quando qualcosa non va, non si ha un capro da sgozzare sull’altare del recupero di percentuale o ci si vuole distogliere da eccessive attenzioni pubbliche causate da errori palesi, si fa un cartoccio di neuroni fritti dorati e la si butta in caciara: è fascismo (secondo qualcuno).

Una danza tribale, grezza, triviale.

E mentre voi tirate le somme, una arriva direttamente da “La Voce della Fogna” – foglio satirico missino – di qualche anno fa che in copertina riportava un topo come me, e molti altri, che affermava: “La democrazia è una cosa troppo seria per lasciarla ai soli democratici”

Commenta con il tuo account social

1 Comment

  • Carlo Lauletta Reply

    24 giugno 2015 at 2:43 pm

    Come è stato detto (ricordo a senso), i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti.
    Adesso poi sta diventando importante un’altra distinzione, quella tra razzisti e antirazzisti. Razzista è chi sostiene che
    la pensione di reversibilità della vecchina italiana dev’essere superiore alla spesa per il mantenimento dello sconosciuto
    scampaforche testè giunto a Lampedusa; antirazzista, viceversa, è chi vuole imporre agli anziani indigeni un contributo
    di solidarietà affinché i giovani stranieri possano frequentare centri sportivi.

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

Seguici

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua Email

Unisciti agli altri iscritti:

Realizzato da You-Com.it